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Fondi Lega: gli atti di operazioni sospette di società e partito

Fondi Lega: gli atti di operazioni sospette di società e partito
Settembre 18
21:39 2020

Una informativa della Gdf: Bankitalia segnalò operatività non coerente

“Operatività non coerente rilevata tra diverse società, coinvolte nei più disparati settori economici e spesso con lo stesso indirizzo, ed il partito politico Lega Nord” molte delle quali “riconducibili a (…) dottori commercialisti” di Bergamo e Milano”. E poi “operazioni di accredito, spesso connotate da importo tondo e da periodicità non in linea con gli usi di mercato, (…) seguite da operazioni in segno contrario in favore di professionisti e società sempre riconducibili al (…) partito politico”. E’ il quadro descritto in una segnalazione di operazioni sospette, un ‘Sos’, dell’Uif di Bankitalia del 2019 e riportata in una informativa trasmessa lo scorso aprile dalla Gdf ai magistrati di Milano che indagano sul caso ‘Fondi Lega’: inchiesta che una settimana fa è sfociata negli arresti domiciliari di Michele Scillieri, Alberto Di Rubba e Andrea Mazoni, tre professionisti vicini al movimento.

Nel rapporto degli ispettori di via Nazionale, già l’anno scorso, si traccia la cornice dentro la quale stanno indagando il procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco e il pm Stefano Civardi in una vicenda che ha delle connessioni anche con quella dei 49 milioni spariti e su cui sta lavorando la Procura di Genova.

In un passaggio si sottolinea che “a fronte di fondi ordinati” dal partito e “dal Gruppo Lega.Salvini premier” a favore di entità collegate sono stati disposti pagamenti a favore” di Luca Sostegni, presunto prestanome del commercialista Michele Scillieri. Inoltre, a proposito si parla anche del caso, già emerso, della società Valdolive “impegnata nel settore pubblicitario, precedentemente di proprietà” di Vanessa Servalli barista e cognata di Alberto Di Rubba, uno dei tre commercialisti ai domiciliari da una settimana, che “ha ricevuto bonifici dalla Lega Nord, dalla Partecipazioni S.r.l. e dallo Studio Dea Consulting S.r.l”, nomi ricorrenti nell’indagine milanese. “Tali fondi – si legge nella Sos – sono stati utilizzati per effettuare pagamenti in favore di alcuni membri dello staff” dell’allora ministro dell’interno Matteo Salvini, “Luca Morisi, Leonardo Foa, Matteo Pandini”.

(La Stampa)

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