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Dirigenti accompagnatori della Bracciano Basket: regole e gioie

Dirigenti accompagnatori della Bracciano Basket: regole e gioie
febbraio 06
09:00 2020

Un modello di organizzazione, gestione e controllo per prevenire ogni comportamento anomalo

Il Bracciano Basket opera nel pieno rispetto dell’ordinamento giuridico e sportivo, ma questo, per il Presidente Cioce, rappresenta solo una scontata base di partenza. È essenziale, anche, uniformare le azioni e i comportamenti di tutti quelli che afferiscono alla società ai principi di lealtà, onestà, correttezza e trasparenza, formale e sostanziale, garantendo insieme ad impegno, spirito di squadra e ricerca del risultato, il rispetto delle regole.

In merito, la Società adotta un modello di organizzazione, gestione e controllo finalizzato a prevenire comportamenti anomali e a garantire la diffusione e attuazione concreta dei principi sopra espressi. In tale contesto e cioè nell’ambito di un codice etico societario che coinvolge dirigenti, allenatori, atleti, genitori e sostenitori tutti (inclusi gli sponsor), è stata creata intorno ad ogni allenatore delle varie compagini, dalle giovanili sino alla prima squadra in serie D, un’organizzazione che prevede anche il Dirigente accompagnatore. Una figura importantissima, la cui presenza in campo è obbligatoria, per sollevare il coach da tutta una serie di responsabilità e compiti pratici e di coordinamento che potrebbero distrarlo dai suoi obiettivi sportivi. Un collaboratore prezioso per chi sostiene che “il lavoro di squadra divide i compiti e moltiplica il successo”. Ma anche un fondamentale tassello per la promozione di azioni volte a prevenire il rischio di comportamenti non etici e per una necessaria ordinata e civile convivenza.

Sono genitori di ragazzi della famiglia del Bracciano Basket che, innamorati di questo splendido sport, hanno deciso di dedicare il loro tempo libero alla crescita sportiva e complessiva del bene più prezioso della Società, gli atleti, dai più piccoli del minibasket ai grandi che partecipano ai campionati giovanili e regionali.

Il Dirigente accompagnatore è un tesserato FIP (Federazione Italiana Pallacanestro) e, come tutti i tesserati, è tenuto all’osservanza del Codice di comportamento sportivo, la cui violazione costituisce grave inadempienza, punibile con proporzionate sanzioni.

A mente dei regolamenti federali, il Dirigente accompagnatore di una squadra rappresenta a tutti gli effetti – anche per quanto concerne questioni amministrative e disciplinari relative alle gare nelle quali esercita le sue mansioni, di fronte agli arbitri, ufficiali di campo ed alla Società avversaria – la squadra da lui accompagnata e risponde della disciplina e del comportamento dei tesserati iscritti a referto della squadra. Inoltre, prima della gara e durante gli intervalli può entrare sul terreno di gioco per parlare con i propri atleti, mentre durante l’intervallo tra il secondo e terzo periodo ed alla fine della gara può conferire con arbitri e ufficiali di campo.

Circa le motivazioni che sono alla base della scelta di affrontare tale ruolo, sicuramente la passione. Senza questo slancio il Dirigente accompagnatore non può raggiungere il suo obiettivo principale, che è quello di garantire un’organizzazione intorno e per la squadra che esalti le prestazioni sportive, potendo così giocatori e coach concentrarsi su di esse. Ma non solo. La figura del Dirigente accompagnatore copre gli aspetti “psicologici”, intervenendo con l’allenatore e i giocatori in tutte quelle situazioni di fatica, stress da competizione, incomprensioni in panchina. Gli atleti sono tutti ragazzi che oltre a crescere in tecnica e gioco vivono i loro anni, le loro paure, delusioni, con più o meno fatica e, quindi, hanno bisogno di riferimenti positivi, di un ambiente sano tra amici, pieno di stimoli e di incoraggiamento.

Tali particolari dirigenti sono chiamati ad accompagnare i ragazzi lungo una strada che non è, banalmente, quella che porta in trasferta in un’altra città. Si tratta, invece, di una figura decisiva all’interno della squadra che gioca un ruolo chiave pur non scendendo in campo, che da dietro le quinte cura dettagli e aspetti pratici, con l’unico obiettivo di vincere tutte le partite, quelle del campionato e quelle della vita, in una sfida anche educativa accompagnando il cammino di ogni ragazzo oltre gli aspetti sportivi. Al Dirigente accompagnatore non viene chiesto di preoccuparsi degli aspetti tecnici, ma un impegno, come descritto, ben più importante, ripagato dalla gioia di seguire i ragazzi nella loro crescita e di instaurare rapporti personali che dureranno tutta la vita.

 

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