Dal profilo Facebook di Giovanni Zannola
Agosto è il mese in cui Roma rallenta un po’. Le strade si svuotano, alcune e alcuni riescono finalmente a prendersi qualche giorno di riposo. Ma la città non si ferma. E neanche il lavoro per provare a migliorarla.
Anzi, queste settimane sono spesso preziose per portare avanti i cantieri, verificare i lavori in corso e preparare quello che dovrà essere pronto con la ripartenza di settembre.
È quello che abbiamo fatto nelle scuole del X Municipio, visitando insieme all’assessore Andrea Morelli alcuni dei cantieri PNRR. Dalla Alessandro Magno di via Euripide, con il nuovo impianto antincendio e il rifacimento del tetto, alla Oscar Ghiglia, dove dopo dieci anni arriva finalmente una nuova mensa, fino alla Raffaella La Crociera di Casal Bernocchi, che si prepara a riaprire dopo importanti interventi sui solai.
Perché una scuola non è soltanto un edificio. È uno dei luoghi intorno ai quali cresce una comunità, ed è anche da lì che passa la possibilità di ridurre le distanze e le disuguaglianze tra le diverse parti della città.
In queste settimane abbiamo fatto avanzare anche progetti sui quali lavoriamo da tempo e che possono cambiare concretamente il modo di muoversi a Roma.
Con l’avvio della progettazione iniziano a prendere forma i due nuovi Bus Rapid Transit elettrici Ostia-EUR e Battistini-Casalotti. Due quadranti molto diversi della città, ma con la stessa necessità di rafforzare il trasporto pubblico offrendo un’alternativa rapida, sostenibile e realmente competitiva rispetto all’automobile.
Quello tra Ostia e l’EUR è un progetto al quale tengo particolarmente. Sono nato e cresciuto a Ostia e conosco bene cosa significa percorrere ogni giorno la Cristoforo Colombo per andare a lavorare, studiare o semplicemente attraversare la città. Per questo considero importante che oggi quella proposta cominci finalmente a trasformarsi in un progetto concreto.
E poi c’è il Sentiero Pasolini, un progetto diverso ma che parla della stessa necessità di ripensare il nostro modo di attraversare e vivere la città. Abbiamo stanziato 500 mila euro per avviare il DOCFAP e progettare il prolungamento di circa 12 chilometri del percorso esistente: un itinerario ciclopedonale che segue il Tevere verso il mare, attraversando luoghi spesso poco conosciuti e restituendo loro una connessione ambientale, culturale e paesaggistica.
Muoversi non significa soltanto andare più velocemente da un punto all’altro. Significa anche rendere accessibili luoghi, costruire connessioni e permettere alle cittadine e ai cittadini di scegliere modi diversi di attraversare Roma.
C’è poi un’altra Roma che continua a crescere: quella che investe nel verde, pianta nuovi alberi, recupera spazi e rafforza la manutenzione. Una sfida ancora più importante in un’estate segnata dalla siccità e dalle temperature elevate, che ci ricorda quanto sia necessario proteggere il patrimonio verde della città e, in particolare, le alberature più giovani.
Scuole, trasporto pubblico, verde, mobilità non sono capitoli separati. Sono pezzi della stessa idea di città.
Ma agosto non è uguale per tutte e tutti.
C’è chi ha avuto la possibilità di fermarsi, partire, riposare e recuperare un po’ di tempo per sé e per le persone che ama. Ed è una fortuna che non dobbiamo dare per scontata. Per tante e tanti, invece, agosto significa continuare a fare i conti con le stesse difficoltà di tutti gli altri mesi: la casa, il lavoro, uno stipendio che non basta, la spesa che pesa sempre di più.
Per questo in questa newsletter parliamo anche di Spin Time. L’amministrazione sta affrontando l’emergenza abitativa, ma resta aperta una questione che non riguarda soltanto un immobile: il futuro di una comunità che in questi anni ha costruito relazioni, servizi, cultura e mutualismo dentro la città.
E per questo parliamo anche di un fenomeno apparentemente molto distante: la possibilità di pagare a rate pane, latte, pasta e altri beni di prima necessità. Perché quando si arriva a dilazionare la spesa quotidiana, il punto non è discutere del metodo di pagamento. Il punto è domandarsi quanto si sia ridotto il potere d’acquisto delle famiglie e quanto siano cresciute le disuguaglianze.
Sono questioni che riguardano tutte e tutti noi. Anche, e forse soprattutto, mentre alcune e alcuni di noi possono permettersi qualche giorno lontano dalla quotidianità. Perché una città si misura anche dalla possibilità che offre a ciascuna e ciascuno di vivere dignitosamente, avere una casa, studiare in una scuola sicura, muoversi senza essere obbligate e obbligati a prendere l’automobile, respirare in uno spazio verde e riuscire a fare la spesa senza indebitarsi.
È questo il filo che provo a seguire anche nel mio lavoro: tenere insieme le cose, senza considerare i problemi come compartimenti separati. E continuare a esserci, nei luoghi, tra le persone e dentro le questioni concrete.
Un abbraccio,
Giovanni


