La nascita del collettivo “ZittaMai” è il frutto, per dirla alla Weber – un celebre sociologo –, di “un’ azione sociale rispetto allo scopo”, attraverso cui donne di diversa estrazione sociale, competenze e modi di pensare si sono unite per perseguire un obiettivo comune: dare una risposta chiara – e rumorosa! – alla violenza di genere. Potremmo tuttavia inserire la nascita di “ZittaMai” anche in un altro tipo di azione sociale individuato sempre da Weber, e cioè come “azione sociale affettiva dovuta a stati emotivi”, perché il collettivo vede la luce dopo il femminicidio di Federica Torzullo, avvenuto ad Anguillara Sabazia. Un fatto, questo, che ha provocato un immenso dolore nei familiari e amici della vittima, ma non solo: è stato toccato un nervo scoperto dell’intera comunità di Anguillara Sabazia, già precedentemente sconvolta dal femminicidio di Federica Mangiapelo, avvenuto nel 2012.
Dal dolore, allora, è nato qualcosa di speciale: una forza politica e sociale. Qualcosa che possa combattere la violenza di genere. Che la spieghi con l’obiettivo di rendere la consapevolezza un’arma attraverso la quale costruire un sistema sociale che accolga le donne e le lasci libere, in qualsiasi contesto.
Per questo, insieme al collettivo, sono nate anche numerose iniziative culturali che hanno lo scopo di stimolare il confronto e lo scambio di opinioni per perseguire insieme la strada verso un arricchimento che ha come fine quello di decostruire gli stereotipi, talvolta interiorizzati anche nelle donne stesse, non immuni dall’influenza culturale che è stata portata avanti per tanto, troppo tempo.
Così, tra le numerose iniziative, è nata l’idea di un cineforum che ha visto la sua serata di debutto il 26 agosto, con la collaborazione del Cinema Palma di Trevignano Romano – il quale ha dimostrato grande sensibilità al tema della violenza di genere.
L’evento ha avuto inizio con delle letture eseguite da alcune esponenti del collettivo, che hanno voluto presentare il progetto “ZittaMai”, accompagnate dalla splendida voce cantata di Marta Civica.
«Il femminicidio è solo la punta dell’iceberg di un sistema culturale che giustifica la prepotenza esercitata sulle donne» afferma Gemma Barcaro, confermando quanto la prevaricazione maschile sulle donne sia parte di un sistema sensibilmente più complesso. «Come collettivo, […] abbiamo toccato con mano che parlare è il primo passo verso il cambiamento», prosegue la Barcaro, individuando nella comunicazione e nella capacità di fare rete la chiave per contrastare la violenza di genere. Un pensiero, questo, condiviso anche dalle altre esponenti di ZittaMai, Claudia Alongi, Marta Civica, Anna D’Auria, Monica Sala e Stephanie Vailati che, insieme alla già citata Gemma Barcaro, compongono il gruppo di lavoro che sta seguendo la realizzazione della rassegna.
La collaborazione tra ZittaMai e il cinema Palma – rappresentato da Milagros Merino –, ha dato vita a una “rassegna cinematografica rumorosa”, nata dall’intenzione condivisa delle due parti di «promuovere lo sguardo femminile, attraverso la narrazione di 5 storie di donne, raccontate con gli occhi delle donne», come dichiarato da Monica Sala. Il fil rouge che legherà tutte le serate è quello della sorellanza «oltre i rapporti di sangue e parentela […], come antidoto prezioso al contrasto alla cultura patriarcale», per sottolineare la fondamentale importanza di fare rete e assicurarsi che la violenza di genere venga sradicata del tutto.
Il primo film presentato è “Caramel”, della regista Nadine Labaki, nonché attrice protagonista. Ambientato a Beirut (Libano), mette in scena le vite di 5 donne molto diverse tra loro ma che, nonostante le differenze, costruiscono un solido rapporto di sostegno reciproco, per affrontare insieme una società carica di tabù legati alla sessualità e di aspettative che la donna deve necessariamente soddisfare: stereotipi brillantemente affrontati in questa pellicola.
Dopo la visione del film – che, a proposito, ha fatto sold-out! – è stata data ai presenti l’opportunità di assistere a un dialogo tra le professioniste del progetto di sostegno psicologico e psiconcologico “Uno spazio per te”, che «nasce per garantire un luogo di sostegno sul territorio per il benessere della persona». Le psicologhe presenti, Rosaria Giagu – ideatrice e referente del progetto USPT, nonché psicologa specializzata in psicoterapia funzionale e psiconcologia – e Martina Pica – psicologa dell’educazione e dello sviluppo –, hanno parlato dell’importanza di ricreare un’armonia tra i generi, andando oltre gli stereotipi. Di come sia necessario essere aperti verso il prossimo per attuare un moto rivoluzionario che parta dal coraggio di esprimersi.
Il dolore della perdita di Federica Torzullo e di Federica Mangiapelo, ha amplificato il bisogno di altre donne di interrogarsi sulle motivazioni che si nascondono dietro un atto vile come quello del femminicidio. Realtà come “ZittaMai”, hanno creato una prospettiva positiva nel dolore, una “poetica dell’incontro” per rispondere a questa necessità.
Calendario degli incontri della rassegna cinematografica rumorosa:
1 ottobre: “Smoke Sauna Sisterhood”, di Anna Hints
5 novembre: “Le favolose”, di Roberta Torre
3 dicembre: “Non conosci Papicha”, di Mounia Meddour
14 gennaio: Evento di chiusura – da svelare!
Chiara Venturen Redattrice L’agone




