LAGONE

Élites senza etica e onore rovinano l’Italia

Élites senza etica e onore rovinano l’Italia
febbraio 16
09:48 2019

Occorre una “rivolta ideale”, capace di ricostruire una sinistra forte e unitaria

“Da noi chi comanda non ha etica, né onore”. Così scriveva alcuni decenni fa Indro Montanelli, benché ancora lo circondassero, a pelle di leopardo, spazi di civismo e di libertà. Era l’epoca di Moro e Berlinguer, La Malfa e Lama, personaggi probi, con obiettivi lungimiranti. Chissà che cosa scriverebbe oggi, lo stesso Montanelli, in un’Italia sommersa da indecenze senza freni; e senza più Archetipi dai severi costumi, un’Italia “nave senza Nocchiero in gran tempesta”. Moro e Berlinguer, La Malfa e Lama si spensero senza Figli e Nipoti, che ne perpetuassero le orme.
Le successive Élites politico-finanziarie e socio-culturali, infatti, pur avendo l’obbligo storico di orientare e guidare le masse, anche coi propri costumi cristallini, scordarono, ahinoi, il delicato officium, usando carisma e potere in modo distorto. Vollero arricchirsi oltremisura e senza controlli. Anche contro la Giustizia. Anche contro le Leggi. Anche contro gli interessi del Paese, sempre più in sofferenza. Non basta. Tali Minoranze elitarie, “cieche, sorde e squalificate”, trasformatesi via-via in Lobby auto-referenziali, si degraderanno ulteriormente, rinchiudendosi in bunker corporativi, per tutelare gli egoismi settari e i privilegi feudali della propria Casta, tipo ancien régime. Un pantagruelico status ereditario, il loro, da difendersi coi denti e con le unghie, nell’ottica esclusiva dell’ingrasso hic et nunc. Oggi non v’è campo in cui non trionfino le Caste chiuse, con relative magagne. L’ascensore sociale è in tilt. Una farsa i concorsi, persino nelle Università e negli Ospedali. Inevitabile il tramonto delle egemonie culturali, con la scissione tra Élites e Popolo. Inevitabili le Masse inviperite, sul piede di guerra. Inevitabile un futuro difficile e incerto.
Le Classi Dirigenti, incapaci di guardare al di là del naso, non seppero (o non vollero) “leggere” il pericoloso disagio popolare. Che frattanto si radicalizzava, anche per una gaglioffa crisi economica, che impoveriva i Poveri e arricchiva i Ricchi. La protesta sociale trovò su Internet un nuovo strumento per organizzarsi contro l’Establishment nel suo insieme, senza distinzioni. Una moderna forma di jacquerie contadina (ben diversa dalla Rivoluzione!) diluviò su tutto e tutti, con dileggi e sberleffi whatsapp, spesso ingiusti e auto-lesionisti, ovvero sul filo d’ignoranze, superficialità, ipocrisie. Senza un respiro razionale ed uno sbocco condiviso, ogni jacquerie è sempre destrorsa. Come in Trump, Orbán, Salvini, i Gilets jaunes…
Né ci aiutò un’Europa anch’essa in crisi, sfiancata da stupide austerity, latrici di miserie senza sviluppo; da antistorici egoismi sovranisti; da cecità e grettezze d’una Borghesia industrial-finanziaria, che, vinta la guerra fredda, si ritenne Zeus. Per lei, globalismo e concorrenza cinese si vincono: a) – calpestando Pròlet e Classi Medie sotto-proletarizzate; b) – de-localizzando, precarizzando, mal pagando, licenziando, stracciando pensioni e Welfare; c) – affamando interi Popoli. Zero speranze nel “sol dell’avvenire”. Ab immemorabili, le Élites cialtrone usano inventarsi un Untore, per distrarre le Plebi dai guai, indirizzandole verso un capro espiatorio, prototipo del Male. Tra gli anni ’30 e ’40 l’orrido asse Fascio-Nazi se la prese con gli innocenti Ebrei. Nel dopoguerra, Piemonte e Lombardo-Veneto sputeranno insolenze sui Terrùn meridionali, immigrati al Nord, benché li arricchissero con un lavoro schiavistico. Adesso i “Brutti, sporchi e cattivi” son gli Extracòm, in fuga da Asia e Africa, martoriate da guerra, fame, pogrom. Costoro sognano la “terra promessa” in un’Europa che invece li respinge, rinnegando il Cristianesimo, l’Umanità, il Dovere dell’Accoglienza. E li respinge contro ogni razionalità: l’Europa ha bisogno di essi, sia per la nostra decrescita demografica, sia per la nostra ritrosia verso i lavori più umili e faticosi.
Il Parlamento inglese ha bocciato l’accordo per la Brexit. Che cosa accadrà adesso? Uscire dall’Europa è quasi impossibile. Le economie dei 27 Paesi sono così integrate, che soltanto un’orribile guerra potrebbe riportare indietro l’orologio della Storia. Se l’exit è difficile per l’Inghilterra, che ha ancora la sua sterlina, ha aree mondiali d’influenza come retaggio dell’Impero, ed ha una seria difesa aereo-navale (atomica compresa), figuriamoci per l’inerme e scalcinata Italia. L’Europa (lo ribadiamo) si deve migliorare, non uccidere.
Ma proprio per tutto questo è necessaria una “rivolta ideale”. Dobbiamo tutti rimboccarci le maniche, come nel 1945, quando si ricostruì l’Italia distrutta, portandola al successivo miracolo economico. Dobbiamo sollevare la schiena e combattere con virile coraggio. Un passaggio fondamentale è la ricostruzione d’una forza di Sinistra, oggi balbettante, portatrice degli interessi dei più Deboli, negli ultimi decenni traditi. No alle rottamazioni di stampo stalinista. No alle lotte intestine aberranti, come quelle del Partito Socialista tra il 1922 e il 1925, che agevolarono il Fascismo. Ricordate? Bordiga e Gramsci contro Serrati; Serrati contro Turati e Matteotti; Turati e Matteotti contro Serrati, Bordiga e Gramsci… Guai a ripetere gli stessi errori.
Giovanni Furgiuele
Luca Cesari

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