LAGONE

Oriolo. Federica Zalabra nominata direttrice di Palazzo Altieri

Oriolo. Federica Zalabra nominata direttrice di Palazzo Altieri
gennaio 09
08:28 2019

«Vorrei che il museo diventasse un luogo di incontro formativo e sociale per costruire sapere e cultura»

 

Dopo aver ricoperto incarichi e ruoli di responsabilità come funzionario del Ministero per i beni e le attività culturali, dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro e della Direzione generale musei, la storica dell’arte Federica Zalabra è stata nominata nuova direttrice di palazzo Altieri, a Oriolo Romano, e di villa Giustiniani, a Bassano Romano.

Docente di storia dell’arte moderna presso la scuola di alta formazione dell’Iscr, redattrice tecnico-scientifica del bollettino dell’Istituto centrale del restauro ed autrice di numerosi saggi e articoli su pittori rinascimentali e barocchi, la dottoressa Zalabra si è presentata al paese lo scorso 9 dicembre in occasione della conferenza “Il trionfo della clemenza: gli Altieri al potere”. Per conoscerla più in profondità, le abbiamo rivolto alcune domande.

Innanzitutto, ben arrivata ad Oriolo. Ci dica, poi, quali sono state le sue prime impressioni su palazzo Altieri, il simbolo del paese.

«Ottime, direi. Il palazzo, ovviamente, lo conoscevo da studiosa e visitatrice. Purtroppo, non è così noto come dovrebbe. E, per questo, ho intenzione di promuovere interventi di restauro sulle poche opere mobili, ma di grande valore, che custodisce. Ho trovato un gruppo di colleghi molto motivato, che ha davvero a cuore il museo. Sono certa che una volta ricostruita la sua identità come luogo di conservazione, conoscenza e, soprattutto, di motore culturale e sociale, avremo grandi soddisfazioni e potremo renderlo più visibile e fruibile a pubblici più vasti».

Che ruolo avrà la collaborazione con le istituzioni e le associazione del paese?

«Fondamentale sarà il ruolo di catalizzatore culturale del museo, in diretto contatto con le istituzioni e le diverse associazioni locali. Ho già avviato fruttuosi scambi con le scuole del territorio e con la Consulta per la cultura. Spero di poter contattare anche le associazioni economiche. Va superata una volta per tutte l’idea che il museo possa essere “affittato” come vetrina per eventi che non vengono partecipati dal museo stesso. Va, invece, promossa la collaborazione fattiva che sia interprete delle diverse realtà culturali, economiche e formative del territorio. E, quando parlo di territorio, intendo un’area più estesa che coinvolga anche i centri limitrofi, a cominciare da Bassano dove dirigo villa Giustiniani».

Con il Natale alle porte, quali iniziative ha messo in cartellone?

«Il calendario natalizio, come da tradizione, è stato concertato con il Comune, nostro alleato per la valorizzazione del paese. Sono arrivata soltanto all’inizio di novembre e il museo non aveva nulla di già organizzato per queste festività. Comunque, ho pensato che sarebbe stato interessante proporre due conferenze che parlassero di palazzo Altieri e villa Giustiniani. Seguiranno, poi, un concerto di musica lirica (23 dicembre), un incontro con lo swing e il jazz (30 dicembre) e la presentazione del libro “Oriolo, un borgo da raccontare” di Francesco Mancuso (5 gennaio)».

E quali saranno, invece, i programmi per il futuro?

«Saranno tutti incentrati sul territorio. A gennaio partirà la procedura di adozione di palazzo Altieri e villa Giustiniani da parte dell’Istituto Comprensivo di Bassano Romano, che rimetterà il museo al centro della formazione dei ragazzi. Sempre da gennaio proporrò alle scuole un ricco programma di visite guidate, laboratori e attività. Palazzo Altieri sarà, poi, uno dei punti di “prestito diffuso” della biblioteca di Oriolo, con testi d’arte e con i cataloghi delle mostre in corso curate dal Polo museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli. Vorrei creare anche una “sala consultazione” per libri d’arte nel foyer del museo, dove potersi incontrare e sfogliare testi che hanno legami con il palazzo. Proporrò, inoltre, il progetto “Conversazioni d’arte” per stare insieme, prendere un tè e parlare d’arte. Stiamo pensando, infine, di permettere ai giovani di poter accedere in modo facile e veloce al museo anche con un’estensione della rete Wi-Fi e con attività loro dedicate».

Dario Calvaresi

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