LAGONE

Modello Riace, modello Salvini, è ora di scegliere.

Modello Riace, modello Salvini, è ora di scegliere.
ottobre 09
12:39 2018

Domenico Lucano è stato arrestato lo scorso 2 ottobre in un’inchiesta avviata dalla procura di Locri diciotto mesi fa. La misura degli arresti domiciliari, eseguita dalla guardia di finanza, è stata disposta dal giudice Di Croce, che ha accolto la richiesta della procura. L’accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Già nell’ottobre del 2017 al sindaco calabrese era stato recapitato un avviso di garanzia per truffa aggravata, concussione e abuso d’ufficio. All’epoca dichiarò: “Sono sconcertato e senza parole, ma per certi versi mi viene quasi da ridere perché non ho nessun bene nascosto. Non possiedo niente e non ho conti segreti. Allora ben vengano i controlli su di me e che siano il più approfonditi possibili”.

Da quel momento il modello Riace è stato passato al setaccio, eppure quattro vice prefetti della Repubblica nel rapporto ispettivo scritto dopo la visita del gennaio 2017 , hanno scritto “Riace è così, è un microcosmo strano e composito, che ha inventato un modo per accogliere e investire sul proprio futuro”  Gli ispettori della prefettura proseguono: “Le ragioni che hanno spinto ad abbandonare il tono strettamente burocratico e trasmettere uno spaccato della vita quotidiana in Riace, risiedono nella avvertita necessità di raccontare la storia dell’immigrazione del borgo divenuto famoso prima per i Bronzi e poi per l’impegno del Sindaco Lucano. Questi è un uomo che ha dedicato all’accoglienza buona parte della propria vita, combattendo battaglie personali e raccogliendo riconoscimenti internazionali di assoluto prestigio. L’evolversi dell’esperienza ha comportato difficoltà ulteriori, probabilmente non previste e ha reso impossibile, presumibilmente, un controllo ferreo di tutte le attività svolte. Ciò ha evidenziato le pecche del sistema, individuate in precedenti relazioni, che denotano la necessità imprescindibile di attuare gli opportuni ed immediati mezzi correttivi. Auspicabilmente con una azione sinergica di supporto che possa permettere di mantenere e migliorare gli standard di efficienza, sicurezza e legalità che la normativa di settore richiede. Si ritiene, per concludere, che l’esperienza di Riace sia importante per la Calabria e segno distintivo di quelle buone pratiche che possono far parlare bene di questa Regione. Si precisa, peraltro, che il Sindaco Lucano ha sempre fornito una importante collaborazione a questa Prefettura in occasione degli sbarchi degli ultimi tempi, assicurando l’ospitalità che molti altri Centri della provincia avevano prima negato ed intervenendo spesso con propri mediatori linguistico-culturali in situazioni critiche, al medesimo rappresentate”.

Ma cos’è il modello Riace ?  Fino a vent’anni fa il paesino calabrese di Riace rischiava di essere abbandonato, molte case erano diroccate e la scuola rischiava di chiudere a causa dell’emigrazione dei giovani verso il nord e il conseguente spopolamento delle aree interne italiane, ma –  scrisse la BBC che si interessò del caso – “il suo destino è completamente cambiato” grazie all’idea di accogliere un certo numero di immigrati che sono stati integrati nella comunità locale. L’idea venne a Domenico Lucano, che allora non era sindaco. Lucano era stato a sua volta emigrante e aveva da sempre militato nell’estrema sinistra locale. “Tutto è cominciato con una botta di vento”, racconta Tiziana Barillà, giornalista, che a Riace ha dedicato un libro edito da Fandango nel 2017.

Dalle parole emerse nella prima ispezione ai toni degli inquirenti molto è cambiato nel nostro paese, è cambiato un clima politico e sociale, è cambiato il ministro dell’Interno.

Mimmo Lucano “Mimì capatosta” è ai domiciliari, Matteo “il capitano” Salvini è ministro dell’interno.

Salvini è un signore che non ha mai fatto un lavoro in vita sua che non fosse il politico (e fin qui nulla di male, per carità, se lo fai bene) iniziando a vent’anni come consigliere comunale, lo ricordiamo, prima delle ammiccanti felpe griffate con tutte le regioni d’Italia, sfoggiare elegante la t-shirt con scritto “Padania is not Italy” e cantare con voce baritona, da vero capitano, l’inno “Napoli colera”, sorvoliamo sulle vicende giudiziarie del suo partito, partito per cui, da europarlamentare, non si è mai degnato (pur con un rimborso spese non male per Bruxelles) di partecipare alle riunioni che sarebbero sfociate nell’accordo Dublino II, firmato in seguito dal governo Berlusconi (in cui la Lega non era esattamente un passante) che prevedeva che il primo Stato membro in cui vengono memorizzate le impronte digitali o viene registrata una richiesta di asilo è responsabile della richiesta d’asilo di un rifugiato, il combinato disposto di questa convenzione con la legge Bossi – Fini (Bossi..what else?) che creava di fatto un’ impossibilità di salvare gli immigrati dal sommerso e condannava un’intera generazione migratoria all’illegalità come condizione esistenziale, ha reso in Italia completamente ingestibile il fenomeno migratorio (che pure nel nostro paese si non si è mai manifestato in maniera emergenziale, numeri alla mano). Il capitano oggi da Ministro dell’Interno dopo due mesi rivendicava un calo degli sbarchi evidentemente addebitabile alle misure del suo predecessore, è stato indagato dalla procura di Agrigento per sequestro di persona e recentemente ha minacciato la chiusura degli aereoporti contro i rimpatri (nella sua quotidiana gara col collega vicepremier ci aspettiamo un blocco navale totale e un muro al valico del Brennero). Ma nella sua olimpiade dell’odio contro il resto del mondo ieri si è spinto un tantino più in là: a Riace il corteo per Lucano non si era ancora concluso quando Salvini, sui suoi profili facebook e twitter, scrive: “Oggi la sinistra (tra cui la Boldrini…) ha manifestato solidarietà al sindaco di Riace finito ai domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Quando hanno indagato me, l’Associazione nazionale magistrati ha difeso il pm dichiarando ‘basta interferenze’, ora diranno le stesse cose? Nel frattempo, se avete 2 minuti, sentite cosa diceva questo cittadino di Riace parlando del sindaco”. Sotto il leader della Lega condivide il link di un sito locale che, nel 2016, aveva realizzato un video con un’intervista a Pietro Domenico Zucco.

Ecco, il signor Zucco, cittadino di Riace tweettato da Salvini per smascherare l’ipocrisia della Sinistra “tra cui la Boldrini” (sul rapporto tra Salvini e la Boldrini ci tacciamo per amor di decenza) non è soltanto un semplice cittadino di Riace: si tratta di un ex amministratore della città, vicesindaco di Riace negli anni Ottanta e Novanta, esponente di una maggioranza sconfitta proprio da Lucano ormai quasi 15 anni fa (andatevi da soli a vedere ora per quale formazione politica legittimamente simpatizzi) che poi è stato accusato di avere rapporti con la ‘ndrangheta. Arrestato nel 2011, nel 2015 la Cassazione lo riconosce colpevole in via definitiva per trasferimento fraudolento di valori e lo condanna a quattro anni e mezzo. Nel frattempo ne ha scontati più di due anni nel carcere Pagliarelli di Palermo. Penitenziario in cui la direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria lo aveva anche intercettato ritenendolo “affiliato alla cosca Ruga”.  Accuse che i carabinieri mettono nero su bianco in un’informativa depositata recentemente nel processo “Mandamento Jonico”.

Nel 2011, invece, ad arrestare Zucco era stata  la guardia di finanza: lo consideravano “la testa di legno” del clan ai tempi in cui era il rappresentante legale della cava di Stilo. Per gli inquirenti, infatti, quella cava era di proprietà di Vincenzo Simonetti, arrestato con Zucco e considerato uno degli uomini delle cosche. Anche Zucco, per gli investigatori, era un personaggio vicino alla cosca “Ruga-Metastasio”. Nel periodo in cui era un amministratore locale, invece, gestiva il noto ristorante“La Scogliera”, di proprietà del boss Cosimo Leuzzi oggi in carcere e detenuto al 41 bis. Un ristorante che è stato poi confiscato: e ora quell’immobile è assegnato al comune di Riace. La stessa amministrazione contro la quale Zucco si scagliava nel video condiviso da Salvini.

E’ arrivato il momento di scegliere da che parte stare, noi stiamo e staremo sempre dalla parte della magistratura, che incarna il luogo della ragione ed indica ciò che è giusto, ma oltre ciò che è giusto esiste anche ciò che è etico, e quella è una discrezionalità che riguarda ognuno, ogni giorno.

Share

0 commenti

Nessun commento ancora!

There are no comments at the moment, do you want to add one?

Scrivi un commento

Scrivi un commento

La tua e-mail non verrà pubblicata.
I campi obbligatori sono segnati *

LEGGI QUI IL NUMERO DI SETTEMBRE 2018!

Iscriviti alla Newsletter!