PD Regione Lazio. “Salute: persone, territori, diritti”: insieme per la sanità pubblica

L’11 e il 12 giugno due giornate dense di analisi, proposte e altissima partecipazione all’Opificio di Roma per l’iniziativa “Salute: persone, territori, diritti – accanto alle persone, dentro le fragilità”. Un evento che ha dato nuovo slancio all’iniziativa politica sulla sanità pubblica da parte del Partito Democratico del Lazio e del neonato “Centro Studi persone e salute per il Lazio”.

L’evento, concluso con un atteso e partecipato intervento della segretaria nazionale Elly Schlein, ha visto convergere istituzioni, operatori sanitari, professionisti del settore, amministratori locali, associazioni e mondo della ricerca. Tutti uniti dall’obiettivo prioritario di ricostruire un modello sanitario regionale strutturato attorno ai bisogni reali delle comunità, alla capillarità territoriale e alla piena garanzia del diritto costituzionale alla cura.

I lavori della prima giornata sono stati aperti dalle relazioni della senatrice Beatrice Lorenzin, della responsabile nazionale Salute e Sanità del PD Marina Sereni e del capogruppo PD alla Regione Lazio Mario Ciarla, alla presenza del segretario regionale Daniele Leodori e dell’intero gruppo consiliare. Il fitto programma ha visto l’attivazione di sei tavoli tematici strategici con la partecipazione di operatori sanitari, professionisti del settore, amministratori e ricercatori, moderati e guidati dai consiglieri e dalle consigliere del gruppo regionale del Partito Democratico. Tavoli focalizzati sulle principali urgenze del sistema salute: Infanzia e Adolescenza, Invecchiamento e longevità, Professioni della Salute, Territori e Comunità, Salute delle Donne e Ricercatori e Innovazioni. Nel pomeriggio, spazio a una sessione dedicata alle politiche industriali dal titolo “Scienze della vita: una visione strategica per l’Italia e per l’Europa”, con la partecipazione dell’ex ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando.

Il secondo giorno ha invece offerto un momento di sintesi politica e programmatica arricchito dai contributi tecnici del presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta e dagli interventi di Beatrice Lorenzin, Mario Ciarla e Daniele Leodori, con la conclusione affidata a un’applauditissima Elly Schlein, evidenziando la necessità impellente di contrapporre una programmazione scientifica al declino strutturale dei servizi di cura regionali.

Chiaramente i risultati fallimentari della giunta presieduta da Francesco Rocca su questo fondamentale tema sono sotto gli occhi di tutti e appiano sempre più evidenti e misurabili dai dati. Questi ultimi offrono infatti lo specchio di una crisi profonda: nel Lazio la spesa sanitaria privata ha raggiunto la quota critica di quasi 2.000 euro all’anno per nucleo familiare, superando drammaticamente la media nazionale ferma a 1.480 euro. Questo divario economico si traduce in una barriera d’accesso insormontabile per le fasce più deboli della popolazione, determinando un dato sociale inaccettabile: il 12% dei cittadini residenti nella regione dichiara oggi di rinunciare del tutto a curarsi a causa delle lunghe liste d’attesa e delle insostenibili barriere economiche e logistiche.

Su questo influisce la pessima gestione della medicina territoriale e delle Case della Comunità, concepite originariamente come il primo snodo di prossimità per decongestionare i pronto soccorso e avvicinare l’assistenza ai territori. Secondo i dati, la stragrande maggioranza delle strutture inaugurate dalla giunta regionale si riduce a scatole vuote prive di personale operativo: appena il 4% di esse registra la reale e continuativa presenza di medici e infermieri. A questo quadro si somma il naufragio della proposta di legge nazionale finalizzata all’integrazione dei medici di medicina generale nel progetto delle Case della Comunità. Un fallimento normativo causato dalle divisioni interne alla maggioranza di destra, che ha preferito lo scontro istituzionale al dialogo con la categoria.

Nei prossimi mesi lavoreremo per trasformare i suggerimenti e le relazioni tecniche emersi dai tavoli di lavoro in proposte di legge e indirizzi programmatici. La sanità universale non può essere gestita con spot pubblicitari o tagli di nastro propagandistici, ma necessita di investimenti stabili sul personale sanitario, di una visione strategica integrata e di una pianificazione trasparente che rimetta al centro la cura del paziente.

Ultimi articoli