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Bracciano, processione di San Sebastiano

Oggi  4 maggio, alla presenza del sindaco Marco Crocicchi e delle autorità locali, tra le quali il Comandante della Polizia Locale  Pierangelini, si è tenuta la processione di San Sebastiano, organizzata dal parroco don Francisco Lopes, dal vice parroco don Carlos Zambrano, e dal gruppo dei catechisti del percorso si comunione e cresima.

La processione del Santo, trasportato dai “portantini”, e dai bambini del catechismo è partita dalla chiesa di Santa Maria Novella e si è snodata fino all’ospedale vecchio, di fronte alla chiesa quattrocentesca di San Sebastiano, oggi sede del Centro Sociale diurno anziani “Aurelio Appolloni”, gestito dalla Associazione “Luce del Sole”, che si è occupata dell’allestimento logistico del piazzale antistante la chiesa.

Qui si è celebrata la Santa Messa, impreziosita dall’animazione del coro parrocchiale e dal supporto dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dei volontari delle Misericordie.

Al termine della messa, il parroco don Francisco ha tenuto a ringraziare il Sindaco e i convenuti ed ha annunciato che per tutto l’Anno Giubilare la statua devozionale del Santo Patrono sarà esposta presso la chiesa di San Sebastiano, Sua legittima residenza.

Da parte sua il sindaco, Marco Crocicchi ha dichiarato: “È sempre un piacere celebrare queste cerimonie che affondano le radici nelle nostre tradizioni. Ed è bello vedere tanti giovani, perché loro sono il nostro futuro.
Siate curiosi e fatevi raccontare la storia locale e le nostre tradizioni, perché se sopravviveranno sarà grazie a voi che le trasmettete ai vostri figli e nipoti”.

Questa celebrazione affonda le sue radici nelle antiche tradizioni braccianesi: la prima domenica di maggio, simbolico inizio della primavera “agricola”, si invocava la benevolenza e l’intercessione del Patrono per un raccolto abbondante.

Questa tradizione è ancora in vigore, con significati diversi, ma comunque nel più profondo rispetto della fede cristiana.

Fabrizio Sanetti

Città metropolitana, omaggio alla memoria dei carabinieri Mea e Ollanu

Ieri mattina il consigliere metropolitano, Mariano Angelucci, ha reso omaggio al maresciallo Antonio Mea e all’appuntato Pierino Ollanu, che persero la vita nell’attentato al Comitato regionale del Lazio della Democrazia Cristiana in Piazza Nicosia da parte delle Brigate Rosse, il 3 maggio del 1979. Presenti alla deposizione i rappresentanti di Regione Lazio, Polizia di Stato e Forze dell’Ordine, i familiari delle vittime e a Vincenzo Ammirata, l’agente che, ferito, sopravvisse all’attentato.
L’episodio avvenne a pochi giorni dall’inizio della campagna elettorale. Quindici uomini, armati di bombe e mitra, entrarono nella sede del comitato romano della Democrazia Cristiana in Piazza Nicosia e, dopo aver immobilizzato decine di presenti, portarono via documenti e danneggiarono i locali con l’esplosione di ordigni. Nello scontro a fuoco con gli agenti di polizia giunti sul posto, un componente dell’equipaggio, il brigadiere Antonio Mea, morì sul posto. La guardia Pierino Ollanu ferito dai colpi di mitra perse la vita pochi giorni dopo, mentre il terzo componente della squadra, l’agente Vincenzo Annunziata, rimase ferito. Uno dei più tragici episodi tra quelli organizzati al tempo contro la DC, in quelli che furono contraddistinti come gli anni di piombo, uno dei periodi più bui della storia italiana.

L’arte romana nella Tuscia

La Tuscia è quella parte dell’Etruria che si trova nel Lazio e Umbria settentrionale. È rinomata per le tracce di cultura etrusca, ma abbonda di cultura romana. Nei secoli il territorio della Tuscia ha visto la coesistenza e la successiva integrazione di due culture.

L’arte romana la vediamo nelle città, nelle infrastrutture, negli edifici pubblici, nelle ville etrusche. La vediamo anche nelle sculture funerarie, nei ritratti, nei mosaici e nelle pitture.

Lo testimoniano città come Ferento, vicino Viterbo, con un teatro ben conservato; Sutri con il suo anfiteatro romano scavato nel tufo; Tarquinia, celebre per le sue necropoli etrusche, i resti di un foro e di abitazioni romane.

Lo stesso dicasi dei famosi Musei della Tuscia: quello Archeologico Nazionale di Viterbo e quello Nazionale di Tarquinia, che conservano preziosi reperti.

L’arte romana è manifesta nelle grandi opere pubbliche, nei rilievi e nelle architetture onorarie.

Vi sono ancora molti esempi di architettura romana nella nostra Tuscia; uno fra questi si trova ad Anguillara Sabazia dove vi sono i resti di una antica villa di epoca augustea probabilmente adibita a personaggi di calibro nobiliare; anche la famosa necropoli di Cerveteri offre dei segni di influenza romana e non dimentichiamo poi le terme che non erano solo luoghi di igiene personale ma anche centri sociali e culturali. Le strutture termali erano complesse e ingegnose.

I romani svilupparono un sistema complesso di bagni pubblici che includevano diverse stanze con temperature variabili come il calidarium (acqua calda) il tepidarium (acqua tiepida) ed il frigidarium (acqua fredda).

Questi stabilimenti erano spesso dotati di palestre, biblioteche e giardini per essere luoghi adibiti allo svago come lo sono tutt’oggi.

In breve, l’arte romana nella Tuscia è visibile e resta un modello di assimilazione e di trasformazione di due culture, ed è meta ogni anno di migliaia di visitatori.

Ilaria Morodei
Redattrice L’agone

Bracciano, teatro. “Una strampalata soffitta”

Teatro, ballo, musical e talento: arriva “Una strampalata soffitta” al Teatro del Lago di Bracciano

Un appuntamento da non perdere attende gli amanti dello spettacolo: domenica 4 maggio alle ore 18:30, il sipario del Teatro del Lago Delia Scala,, in Via delle Ferriere, Bracciano, si alzerà per accogliere lo spettacolo “Una strampalata soffitta”, scritto e diretto dalla talentuosa maestra Paloma Farinosi.

L’ingresso è libero, e il pubblico sarà accolto in un’atmosfera carica di energia, umorismo e creatività. Sul palco, sei interpreti d’eccezione – – daranno vita a una rappresentazione brillante che mescola teatro, danza e musical, promettendo di incantare con interpretazioni frizzanti e irresistibili.

La pièce, dal titolo evocativo, trasporta lo spettatore in una soffitta che, anziché custodire vecchi oggetti dimenticati, si rivela uno scrigno di storie, incontri e situazioni impreviste. L’umorismo si intreccia con la poesia del quotidiano, restituendo uno spettacolo leggero ma profondo, che conferma la firma stilistica di Paloma Farinosi, già apprezzata per la sua capacità di creare e dirigere spettacoli con sensibilità e originalità.

Pompei, i tentativi degli abitanti per salvarsi

Pompei, una città morta improvvisamente nel cuore della notte nel 79 d.C. a causa dell’eruzione del Vesuvio, ma che torna sempre a vivere grazie a qualche nuova scoperta.

Infatti, gli ultimi scavi fatti nella casa di Elle e Frisso lungo via del Vesuvio, testimoniano i tentativi da parte degli abitanti della casa di salvarsi dall’eruzione che stava avvenendo.

In questa piccola abitazione,  dove sono presenti delle bellissime decorazioni,  sono state trovate tracce di alcuni sforzi fatti dagli abitanti che hanno cercato di salvarsi con un disperato gesto, cioè cercando di bloccare l’ingresso di un piccolo ambiente con un letto  di cui è stato realizzato il calco. Il tentativo però è stato vano, perché nel frattempo si era creata anche una apertura sul tetto dell’atrio da dove erano entrati frammenti di lava.

Un gesto semplice e disperato per cercare di salvarsi che purtroppo non è servito anche a causa della corrente piroclastica arrivata come un violento flusso di cenere caldissima che ha invaso l’abitazione come le altre insinuandosi in ogni ambiente, per via delle crepe createsi sulla struttura a seguito del sisma che ha anticipato l’eruzione del 24 agosto del 79 d.C. di cui oggi si riescono a trovare le tracce.

Riportati alla luce sono stati altri ambienti ed elementi: tra questi i più importanti sono l’atrio con impluvium (vasca di raccolta delle acque), una camera da letto (cubiculum), una sala da banchetto (triclinium) con delle pareti meravigliosamente decorate oltre a un vano con una tettoia e un’apertura al centro per il passaggio dell’acqua piovana. Proprio questa apertura sembra possa avere determinato l’ingresso dei frammenti di lava che possono essere caduti  all’interno dell’abitazione durante le prime fasi dell’eruzione e da cui la vittime hanno disperatamente cercato di proteggersi con un letto.

Tra gli oggetti rinvenuti anche un deposito di anfore, che si trovava in un sottoscala con la funzione di una dispensa, alcune delle quali destinate a contenere del garum, cioè una salsa di pesce e un set di vasellame in bronzo, formato da un attingitoio, una brocca monoansata, una coppa a conchiglia e un vaso a paniere.

Dagli scavi sono emersi anche resti di quattro persone, tra cui un bambino a cui probabilmente doveva appartenere la bulla in bronzo ritrovata, cioè un amuleto che veniva fatto indossare ai figli maschi fino a che non avessero raggiunto una età adulta.

Claudia Reale

Disordini, il 1 maggio a Istanbul

In Turchia, a Istanbul  nel corso di una manifestazione per le celebrazioni del 1 maggio la polizia ha arrestato  407 persone: il più grande atto di sfida dalla detenzione del sindaco Ekrem Imamoglu,  una figura importante dell’opposizione.

I 407 manifestanti sono stati arrestati mentre si recavano nella piazza Taksim, simbolo storico delle lotte dei lavoratori e ora anche dell’opposizione del governo. Ad affermarlo il ministro degli interni Ali Yerlikaya.

Nel tentativo di bloccare queste proteste le autorità hanno imposto dei controlli imponenti, come il blocco dei mezzi pubblici con metropolitane chiuse, accessi bloccati e un controllo ferreo con oltre 52.000 agenti di polizia.

Dopo il 19 marzo con l’arresto di Imamoglu con accuse di corruzione e terrorismo  la tensione si è fatta sempre più forte e concentrata in questo Paese. Inoltre, nonostante le limitazioni, i blocchi e tutte le precauzioni prese per limitare il più possibile lo svilupparsi di  altre manifestazioni, queste  hanno avuto comunque luogo, soprattutto ad Ankara, Smirne con un totale di 212 raduni in 78 province e quasi 300.000 partecipanti.

Un primo maggio turbolento dove con un numero  enorme di forze di polizia che sembrerebbe un segnale che conferma che il presidente Erdogan ha qualche preoccupazione e timore per una opposizione che non ha malgrado tutto voglia di piegarsi.

Claudia Reale

 

A tutto MiniBasket

Tanti programmi messi in atto dal Bracciano Basket per il gioco-sport dei più piccoli. Tante iniziative non solo per gli associati. Ecco gli appuntamenti.

MAGGIO: CORSO GRATUITO MINIBASKET

Rivolto a tutti i bambini e le bambine della scuola elementare di Bracciano.  Tutti gli Istruttori dell’Associazione aderiranno al Progetto, alternandosi in campo e accendendo l’entusiasmo dei partecipanti. 

IL SABATO  MATTINA dalle 10 alle 11 

ECCO le date : MAGGIO 3-10-17-24-31 al Palaprovincia di Viale delle Palme, 1  

Manda la tua adesione a segreteria@braccianobasket.it

27^ EDIZIONE MINIBASKET CAMP –

  • 15 giorni tre settimane LUN-VEN  16 giugno\4 luglio 
  • ORARIO 8:30 – 13:00

Perché BASKET CAMP: “Bambini e ragazzi hanno bisogno di sport ed attività ludiche, per crescere in maniera armoniosa sia dal punto di vista fisico che psicologico. Il Basket Camp si pone l’obiettivo di raggiungere questi obiettivi attraverso il gioco, la socializzazione, passione e la professionalità del team.

Per NUOVI e vecchi iscritti 6-13 anni. 15 giorni di Sport, Tecnica, Entusiasmo e Divertimento.

Le attività si svolgeranno presso la struttura Palaprovincia e quella adiacente Playground.

Info: 3358308823 – oppure presso il Palaprovincia tutti i pomeriggi 16:30-19:30

CORSI MINIBASKET GRATUITI PER TUTTA L’ESTATE 

Per TUTTI i bambini\e corsi GRATUITI per l’intera estate dal 16 giugno al 31 luglio presso il Playground di via dei Lecci nei giorni di Lunedì – Mercoledì e Venerdì , rivolto ai bambini/e dai 5 ai 12 anni di età. 

Info: 3358308823 – 3271442870 – segreteria@braccianobasket.it

MINIBASKET PER TUTTI PRENOTA IL TUO POSTO

Info: 3358308823 – 3271442870 – segreteria@braccianobasket.it

oppure presso il Palaprovincia tutti i pomeriggi 16:30-19:30

Avvicendamento senza scossoni all’Università agraria di Bracciano

L’avvicendamento concordato fra il presidente uscente dell’Università agraria di Bracciano, Angelo Alberto Bergodi, ed il neo eletto presidente, Antonio Latini, che hanno lavorato insieme, fiano a fianco, per oltre 15 anni, conferma la continuità nella gestione della associazione che ci è stata tratteggiata.

“Inizialmente erano in molti ad avere necessità di coltivare e pascolare, ora sono diminuiti moltissimo e sono state riviste le colture, diversificando le coltivazioni che prima erano esclusivamente di grano.

Abbiamo avuto un considerevole danno dall’esercito che, per anni, ha avuto in gestione circa 300 ettari di seminativo, utilizzandolo per esercitazioni militari. Il problema è che, per legge, se un seminativo non viene usato per più di 5 anni di seguito, diviene pascolo permanente. Siamo riusciti a far riconoscere e a riportare a seminativo solo un 10% di quel terreno.

Riferendoci ai contratti con i cittadini, questi erano esclusivamente annuali, ma ora sono anche pluriennali, per consentire l’accesso ai contributi europei a chi coltiva per lavoro, e non solo come passione o necessità familiare.

Nei pascoli vi sono ormai meno di 300 animali e questo ha causato il restringimento della fiera del bestiame.

I terreni limitrofi alla discarica di Cupinoro, a suo tempo affittati dalla “Bracciano Ambiente”, come zona di rispetto della discarica, sono finalmente stati restituiti ma, con il fallimento della società gestore della discarica, sono mancati gli introiti di affitto di tre anni, con un danno per il bilancio dell’Università pari a oltre €500.000. Per qualcosa che va male, qualcosa va invece bene: sebbene non ci siano infiltrazioni e tutto sia in sicurezza, quei terreni sono rifiutati per l’utilizzo agricolo, per cui si è pensato di utilizzarli come parco fotovoltaico: si tratta di 25 ettari che possono dare energia alternativa.

Una delle azioni dell’Università è stata il recupero di alcuni fabbricati. Citiamola palazzina, sita nel piazzale dove insiste la sede dell’ente, data inizialmente in affitto al Comune, per ospitare la facoltà di Architettura e poi quella di Infermieristica, in cambio della ristrutturazione. Una volta rientrati in possesso si è scoperto che i lavori erano stati effettuati senza rispettare le norme di sicurezza. Abbiamo dovuto far rieseguire tutti i lavori, per circa €85000, ed ora ospita la Polizia Provinciale. In altre strutture ospitiamo la protezione civile A.V.A.B., le guardie zoofile ed altre attività.”

Ultimo ciak: il progetto “Incontri visivi”

La realizzazione del cortometraggio per i ragazzi di Canale Monterano e Manziana è passato alla fase di post produzione dove i ragazzi hanno abbandonato il set per entrare nella fase finale dove con l’aiuto di professionisti completeranno la finalizzazione, montaggio, musica, effetti.

“Il cambiamento di Andrea”, cortometraggio ideato e prodotto dai ragazzi della scuola media di Canale e Manziana nel merito del progetto “Incontri Visivi – oltre lo sguardo del tempo”, realizzato in collaborazione con la casa di produzione cinematografica Angelika Vision ha permesso a gli alunni di immergersi nel mondo della cinematografia; permettendo loro di dare libero sfogo all’immaginazione e alla fantasia, si sono confrontati su idee diverse, che hanno saputo convogliare in una storia che li vede protagonisti nel sociale, nell’ ambiente e nella valorizzazione del loro territorio.

L’Agone ha incontrato la dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Manziana, Renza Rella, che ha trasformato in parole il grande orgoglio ed entusiasmo per quanto realizzato. 

“Il progetto “Incontri visivi oltre lo sguardo del tempo” si inserisce in una scelta pedagogica in cui crediamo molto. Già dallo scorso anno l’Istituto Comprensivo Manziana ha iniziato a proporre l’educazione audiovisiva come ampliamento dell’offerta formativa, a partire dalla scuola dell’infanzia fino alla scuola secondaria di primo grado, offrendo la possibilità di fruire di opere filmiche in sala e su piattaforma, chiaramente con proposte adeguate all’età dei bambini/ragazzi, sia offrendo loro l’opportunità di esprimersi come attori e protagonisti di cortometraggi, sia sperimentando tecniche e ruoli propri degli operatori cinematografici. Abbiamo avuto un ottimo riscontro, sia dagli alunni che dalle famiglie, e proprio questo risultato ci ha motivato a proseguire e riproporre la continuità del progetto. L’obiettivo è coniugare le tecniche acquisite dai ragazzi della secondaria con i contenuti volti a valorizzare il nostro territorio e la formazione dei nostri allievi, per far conoscere all’esterno ciò che ci sta a cuore. Ho visto all’opera i ragazzi e sono rimasta veramente estasiata per come si sono impegnati, ma soprattutto per come si sono comportati sul set, da veri professionisti in erba, prova che abbiamo colto nel segno. I nostri ragazzi non possono essere solo fruitori passivi; dotarli di competenze nell’ambito dell’audiovisivo significa dotarli di quello spirito critico che, ai giorni nostri, è quanto mai auspicabile per governare i processi e incoraggiarli a esprimere la loro creatività e immaginazione”. 

Parole commosse e profondamente intrise di orgoglio quelle della dirigente Renza Rella, alle quali hanno fatto eco quelle della prof.ssa Loredana De Rosa, responsabile scientifico del progetto. 

“Quello a cui abbiamo avuto il privilegio di partecipare è un progetto che ci ha permesso di collaborare con le diverse realtà del territorio rendendo il percorso ancora più ricco.  L’associazione culturale Spin-Off  di Roma ha seguito con grande competenza e passione i laboratori della scuola primaria, riuscendo a coinvolgere i bambini in attività creative, stimolanti e formative. Uno dei nostri partner, il MUSAM – Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle ha offerto un contesto spettacolare per le riprese e lo sviluppo di immaginari legati al volo e alla memoria storica. I Comuni, l’Università Agraria di Manziana e la Riserva Naturale di Canale Monterano hanno contribuito con spazi, idee e supporto logistico. Questa sinergia tra scuola e territorio ha reso il progetto un vero laboratorio di comunità e creatività.Enorme sostegno ci è arrivato dalla produzione cinematografica Angelika Vision nella persona di Claudio Zamarion che ha creduto nel nostro progetto fin dal primo momento. I ragazzi che hanno scelto di aderire a questo percorso completamente gratuito per le famiglie, hanno partecipato con entusiasmo e dedizione; ognuno ha avuto modo di esprimere le proprie capacità e passioni. Per alcuni è stata un’opportunità per emergere, per altri un’occasione per superare le proprie insicurezze. Il cinema li ha aiutati a raccontarsi e raccontare il mondo, e questa è una competenza potentissima. Questo tipo di progetto lascia alla scuola e a chi vi ha partecipato competenze, motivazione, senso di appartenenza. Ma soprattutto lascia il segno della bellezza dell’educazione quando è fatta con passione. È un percorso che arricchisce tutti: studenti, docenti, territorio. E per me, personalmente, è anche un modo per restituire qualcosa di ciò che il cinema dà alla mia vita”. 

Ludovica Di Pietrantonio
Redattrice L’agone

Anguillara, modifiche e treni cancellati per manutenzione sulla linea ferroviaria Roma-Viterbo

Sono iniziati sabato 3 maggio alcuni lavori su delle linee ferroviarie che porteranno delle modifiche alla circolazione e che proseguiranno fino a metà mese. I lavori iniziati sulla FL3 sabato 3 maggio e che hanno portato parte dei viaggiatori scesi ad Anguillara per dirigersi a piedi verso le fermate degli autobus sostitutivi, interesseranno però anche altre linee fino a metà mese. Infatti, le linee interessante sono la Roma- Viterbo, Roma – Velletri, Roma – Civitavecchia, Roma – Cassino e Roma Ostiense – Vigna Clara per degli interventi necessari per un corretto funzionamento della circolazione.

Si tratta di lavori di manutenzione sulle rotaie e a causa dei quali alcuni treni regionali e intercity potranno subire variazioni di orario, limitazioni di percorso e la presenza di bus sostitutivi, come dichiarato da Rfi.

I lavori del 3 maggio che interessano la fascia oraria dalle 9.00 alle 13.00 prevedono lavori alle stazioni di Cesano, La Storta e Roma San Pietro. Alcuni treni della linea FL3 Roma – Viterbo e Roma – Vigna Clara subiranno modifiche e/o cancellazioni e sarà attivo per compensare questa mancanza il servizio bus messo a disposizione dalle ferrovie nella tratta tra Roma Ostiense – Anguillara e viceversa.

Mentre domenica 4 maggio dalle ore 10.55 alle ore 13.50 ci saranno lavori di manutenzione tra Ciampino – Zagarolo e Ciampino – Velletri, i treni delle linee FL4 Roma – Velletri e della FL6 Roma – Cassino subiranno modifiche e/o cancellazioni. Per i treni della FL4 sarà attivo un servizio di bus tra Roma Termini e Pavona e viceversa e per i treni della FL6 sarà attivo un servizio di bus tra Roma Termini e Colleferro e viceversa.

Giovedì 8 maggio, dalle ore 9.30 alle ore 12.00, sempre lavori di manutenzione nella stazione di Roma Ostiense i treni della linea FL5 Roma – Civitavecchia subiranno modifiche e/o cancellazioni. Attivo sempre il servizio di bus tra Roma Termini e Roma Aurelia e viceversa. Un treno Intercity Salerno-Torino subirà modifiche di orario.

Riprenderà poi la manutenzione sulla linea FL3, venerdì 16 maggio, dalle ore 9.00 alle ore 11, 30, per lavori a Roma Ostiense. Alcuni treni della linea FL3 Roma – Viterbo e Roma – Vigna Clara subiranno modifiche e/o cancellazioni. Attivo il servizio di bus tra Cesano – Roma Ostiense e viceversa.

Purtroppo oltre ai disagi dovuti da questi interventi vanno considerati altri fattori, come il numero di posti, ovviamente un autobus ha una capienza minore rispetto a un treno e di conseguenza il divieto di poter portare gli animali di grossa taglia, a parte quelli per i non vedenti, e biciclette. Inoltre va considerato che un mezzo su gomma ha un tempo di percorrenza più lungo rispetto a uno su rotaia, ma le ferrovie hanno ritenuto necessario e di estrema importanza questi interventi di manutenzione del valore di circa 80mila euro, sia per la sicurezza dell’utenza che per i propri lavoratori.

Claudia Reale

Viaggiatori diretti a Roma scesi alla stazione di Anguillara, si avviano verso il bus sostitutivo