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La pazza estate 2014: ecco i perché dal centro meteo di Vigna di Valle

Una stagione all’insegna del maltempo: l’anomalia ha riguardato la pioggia, ma non le temperature. Il colonnello Spuri, direttore del Centro di Meteorologia ReSMA: “E’ presto per parlare di cambiamenti climatici nel nostro Paese”.

Una stagione capricciosa e tormentata l’estate 2014, che con ripetuti acquazzoni ha messo a dura prova l’Italia, soprattutto al Nord e nelle regioni centrali. A causa del tempo incerto, hanno stentato a decollare le partenze degli italiani e l’arrivo degli stranieri in vacanza con ingenti danni per gli operatori turistici. Per far luce sulle cause di questa “pazza estate” ormai alle spalle, ma che ha fatto discutere in tanti, abbiamo intervistato il colonnello Augusto Spuri, direttore del Centro di Meteorologia Sperimentale (denominato ReSMA) di Vigna di Valle.

Colonnello, quali sono i motivi del clima dell’estate appena passata? Era stato previsto?
“No, non era stato previsto. Per le previsioni a lungo termine non esistono modelli precisi ma stagionali, che informano di come sarà il tempo nei prossimi tre mesi, in modo indicativo. Era stata prevista un’anomalia termica nell’Europa continentale e un aumento di precipitazioni a sud del Mediterraneo, ma sulla zona dell’Italia, nulla di particolare. I dati dell’andamento di giugno e luglio mostrano che ciò tuttavia riguarda solo la pioggia ma non la temperatura: le massime sono state in tutta Italia uno o due gradi più basse ma le minime nella media. Sostanzialmente non si è registrata un anomalia termica. Non è stata un’estate dunque caratterizzata per le temperature basse, al contrario di quello che sembra. La sensazione è dovuta dal fatto che negli ultimi anni abbiamo avuto estati molto più calde della media, per cui quest’anno ci è sembrata più fredda. Ma è vero che è stata molto piovosa per quantità e numero di giorni. Nel nostro caso, a Vigna di Valle è caduta una pioggia maggiore di 6 volte. La pioggia media a luglio è di 20 millimetri, ne sono caduti 120. Questo aumento di pioggia si è verificato soprattutto nelle Regioni tirreniche, nella fascia che va da La Spezia – Viareggio fino a Roma, con forte anomalia positiva delle precipitazioni”.

Dobbiamo abituarci ad un progressivo cambiamento climatico?
“Al momento non è possibile dire se questo sia un cambiamento climatico in atto o il normale variare del tempo che si verifica di anno in anno. Quando si parla di variazione del clima si intende una variazione di tutti i parametri meteorologici che riguarda un periodo di almeno 20-30 anni. Non ha senso dire che quest’anno il clima sia cambiato, il perché è successo possiamo stabilirlo solo a posteriori con degli studi che al momento non credo siano ancora stati fatti. E’ possibile dire quale sia stata la situazione meteorologica che ha determinato questa anomalia: il cosiddetto “Ciclone delle Azzorre” che quest’anno, per i motivi che gli studiosi verificheranno, non si è formato in maniera stabile ma solo per alcuni periodi. Il suo mancare ha permesso che le precipitazioni arrivassero in Italia, portando un tempo instabile, anomalo per i mesi di luglio e agosto. Per assurdo nei paesi in cui solitamente piove molto ha piovuto poco e addirittura ci sono state anomalie termiche positive molto grandi come in Russia, con condizionamenti in tutta Europa”.

Cosa ci aspetta per il prossimo autunno/inverno? E’ vero che sarà una stagione molto fredda?
“Secondo i modelli climatologici delle previsioni stagionali del servizio meteorologico fatte ad agosto, che prevedono in modo indicativo il tempo di settembre, ottobre e novembre, sull’Italia le temperature sostanzialmente saranno stabili, la pressione atmosferica nella media del periodo, mentre per quanto riguarda le precipitazioni non si prevedono grandi variazioni”.

Cosa ne pensa della voglia di tenersi continuamente informati sul meteo, che si è diffusa tra gli italiani?
“Ormai quasi tutte le rubriche televisive e radiofoniche curano un angolo meteo. E’ giusto che gli italiani si tengano informati. In realtà in tutto il mondo questo accade, è bene coltivare una buona passione nei confronti della meteorologia per evitare, in termini possibili, di essere colti impreparati dal maltempo. Le previsioni meteo possono infatti rivelarsi uno strumento utilissimo non solo per chi programma viaggi, ma anche per gli albergatori e per chi lavora nell’ambito dell’agricoltura”.

Alessia Rabbai

 

Minnucci: inadeguato il piano aziendale per la Asl Roma F

“Visto il piano aziendale per la ASL RmF, proposto martedì scorso alla conferenza dei sindaci, ho ritenuto opportuno scrivere una lettera aperta – in allegato – al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Ritengo che il piano sanitario aziendale della Regione, sia da rivedere in modo da far conciliare la necessità di equilibrio dei conti con quella di garantire un servizio sanitario adeguato a tutte le zone della Regione.

Il piano proposto va, purtroppo, nella direzione opposta, riducendo di gran lunga le risorse e le possibilità di sopravvivenza e sviluppo di strutture sanitarie fondamentali per garantire l’assistenza sanitaria ad un territorio molto vasto, composto da ben 28 comuni che, in molti casi, stanno registrando alti trend di crescita demografica.

Un piano che i sindaci del comprensorio RmF non potevano che rigettare.”

Così il deputato del Partito Democratico, Emiliano Minnucci, ha commentato il piano aziendale presentato martedì scorso al direttore generale della Asl RmF, Giuseppe Quintavalle, alla conferenza dei sindaci della ASL F.

“In particolare – ha poi aggiunto Minnucci – vedo con apprensione il forte ridimensionamento dell’Ospedale Padre Pio di Bracciano che, come ho avuto modo di spiegare anche al responsabile della cabina di regia della Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, dovrebbe essere messo in condizione di poter far fronte alle urgenze sanitarie della zona, con almeno una camera operatoria attiva 24 ore su 24, sette giorni su sette.

Uno sviluppo assolutamente irrealizzabile con i tagli economici e di personale previsti dalle direttive regionali presentate martedì.

Ora la Regione Lazio ha tempo fino al 4 novembre per trovare una soluzione e una mediazione che tenga conto delle legittime esigenze delle popolazioni del Comprensorio RMF.

Reputo il Presidente Zingaretti una persona attenta e capace e per questo ho deciso di appellarmi direttamente a lui perché si risolvano le attuali storture delle direttive regionali.

Sono altrettanto sicuro che il PD e l’amministrazione regionale saranno all’altezza di questo delicato compito. ”

Accordo Regione Lazio-Sindacati: ambulatori aperti nel weekend e ricette online

Sei i punti principali dell’accordo firmato dalla Regione Lazio e dai sindacati di medicina generale, presentato oggi nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte il governatore Nicola Zingaretti, il responsabile della cabina di regia della Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, e il presidente della commissione Salute della Pisana, Rodolfo Lena, oltre ai rappresentanti delle diverse sigle.

– Per alleggerire il carico dei Pronto soccorso, nei fine settimana e nei giorni festivi sul territorio apriranno ambulatori di medicina generale aperti a tutti i cittadini dalle 10 alle 19.

– Inizierà la sperimentazione di trenta giorni a partire dal 1 novembre nella Asl di Viterbo e nella Asl RmD (ma solo a Fiumicino) per eliminare la prescrizione scritta delle medicine: in farmacia basterà la lettura della tessera sanitaria per avere il farmaco prescritto.

– A partire dal 1 dicembre nelle ricette rosse i medici dovranno indicare il quesito diagnostico e la classe di priorità per consentire una migliore gestione delle liste d’attesa. Quattro i raggruppamenti: U (urgente) da eseguire entro e non oltre 72 ore; B (breve) entro 10 giorni; D (differibile) entro 30 giorni per le visite ed entro 60 per le prestazioni ambulatoriali; P (senza priorita’) prestazione programmata per i pazienti cronici.

– Novità per i pazienti cronici: se prima, dopo la prescrizione del medico, dovevano muoversi da soli tra le diverse strutture regionali, ora grazie all’accordo con i sindacati i pazienti sono seguiti dal proprio medico in ogni aspetto: visita, prescrizione di farmaci e pacchetti di esami, presidi sanitari. Il medico, quindi, prenota direttamente le analisi che valuta necessarie.

– Viene avviata la riorganizzazione dell’intera rete delle unità di cura primarie che prevede la loro graduale trasformazione in strutture a sede unica, riconoscibile mediante ‘Carta dei servizi’, con l’elenco delle prestazioni effettuabili, e in collegamento costante con i Pronto soccorso e le Case delle salute.

– Con l’accordo si prevede la pubblicazione sul sito web della Regione della mappa delle Ucp con accesso immediato a tute le informazioni di servizio. A partire dall’1 gennaio saranno dunque georeferenziate e geolocalizzate.

 

Geologi Lazio: “Dopo la tragedia di Genova, evitiamo alluvioni a Roma e nel Lazio”

Dopo l’alluvione in terra ligure si riapre il dibattito sul rischio idrogeologico nel Lazio. Il presidente Troncarelli: “Lavoriamo sulla prevenzione, la politica faccia il suo dovere. La nuova stagione autunnale è alle porte, le istituzioni ci chiamino. Noi siamo pronti”.

In queste ore a Genova si è tornati a rivivere dopo 3 anni il dramma di una nuova alluvione. Il bilancio provvisorio parla di una persona morta, strade allagate e parte della città in black out. Una tragedia evitabile, i cui echi sono arrivati anche nel Lazio, riaprendo il dibattito sul dissesto idrogeologico nella nostra regione. Sono ormai decenni che l’Ordine dei Geologi del Lazio tenta di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle emergenze derivanti da rischi geologici, che le istituzioni preposte continuano ad affrontare in maniera assolutamente insufficiente e dilettantesca: “Dopo tre anni siamo purtroppo nella stessa identica situazione – spiega il presidente dei Geologi Lazio, Roberto Troncarelli, riferendosi all’evento calamitoso che ha colpito il capoluogo ligure -. Poco è cambiato nonostante le grandi promesse degli amministratori che, a Genova come in altre province italiane, non hanno trovato alcun riscontro pratico. L’esondazione del Bisagno, nella zona di Marassi, ovvero nella stessa area di tre anni fa, ha riportato alla ribalta il problema di come a livello infrastrutturale si sia operato in maniera insufficiente. Gli interventi previsti, ai quali sono stati destinati circa 35 milioni di euro, non sono mai stati realizzati né aggiudicati, per un problema di ricorsi alla gara di appalto; anche tale situazione denota, se ancora ce ne fosse bisogno, l’inaffidabilità della macchina pubblica, capace solo di generare ingessature e rallentamenti alle procedure che, come in questo caso, non sono state indolori se hanno provocato milioni di danni e la perdita dell’ennesima vita umana. Un mix micidiale di burocrazia, incompetenza ed irresponsabilità, che non ha permesso di sciogliere in tempi rapidi un contenzioso, il quale ha di fatto impedito la realizzazione delle opere di (parziale) messa in sicurezza dell’area di Marassi-Brignole.. Un paese civile – continua Troncarelli – si indignerebbe di fronte a questa ennesima cronaca di un’alluvione annunciata e chiederebbe conto, in sede civile e penale al responsabile, a chi rappresenta tale vergogna: ma un responsabile anche questa volta non verrà individuato, nel ginepraio di mansioni e responsabilità sovrapposte, duplicate e ripartite, tali che se tutti pagano nessuno paga. Ma prima di spingersi ad individuare chi ha impedito la messa in sicurezza, sarebbe stato già utile intervenire in fase di prevenzione, informando i genovesi. Ma dalle prime notizie pare che neanche il preallertamento abbia funzionato. Se almeno questo fosse stato rispettato, non staremmo adesso a parlare di conta di danni o morti”.

Troncarelli, poi, specifica: “Siamo alle prime avvisaglie della stagione autunnale. E se Genova è la premessa, nulla ci vieta di pensare che un fenomeno analogo possa ripetersi a Roma, nelle zone storicamente interessate dai siffatti eventi calamitosi, visto il nulla di fatto in termini di interventi dall’ultimo episodio”. Tutti ricordiamo gli eventi meteorici rilevanti degli scorsi mesi, che hanno coinvolto la Capitale, con effetti particolarmente drammatici nella parte settentrionale del territorio comunale (Labaro e Prima Porta) e in quella sud-occidentale (Ostia e Infernetto), nonché nei limitrofi Comuni di Fiumicino e Riano: “Purtroppo a seguito di queste tragedie – denuncia il presidente dell’Ordine – si materializza il politico o amministratore di turno che, sfruttando il terreno fertile lasciato dal riflusso emotivo e cavalcando la produttiva onda della visibilità mediatica, si lancia dapprima in generici j’accuse verso “chi c’era prima di noi” e poi in fantasiose rassicurazioni, salvo poi constatare con amarezza che nulla viene fatto o ben poco viene stanziato al fine di trovare soluzioni definitive. Sia per la realizzazione di opere di mitigazione dei rischi geologici, che per la gestione delle emergenze. Si guardino, ad esempio, i piani di protezione civile (di cui molti comuni sono sprovvisti) e gli strumenti urbanistici di attuazione, che spesso si perdono in meandri burocratici, procedure poco fluide e coordinamenti istituzionali complicati”.

Eppure nella nostra Regione 372 comuni, il 98% del totale, hanno almeno un’area a rischio di frana o di esondazione, in cui è a repentaglio la vita umana e più di 350mila cittadini vivono in aree potenzialmente a rischio idrogeologico: “Questi sono dati che diffondiamo ormai da anni – rincara Troncarelli -. Nonostante ciò i geologi presenti all’interno degli enti pubblici sono ancora troppo pochi e i liberi professionisti scarsamente impegnati. Siamo stanchi di dover ribadire tutto questo solo quando si verifica una situazione emergenziale, di essere i protagonisti del giorno dopo. Come Ordine dei Geologi abbiamo messo gratuitamente a disposizione la nostra professionalità per lavorare sulla prevenzione e l’informazione del rischio idrogeologico. Siamo alle porte della nuova stagione invernale, quella più delicata e pericolosa per la sicurezza del territorio: evitiamo che anche a Roma e nel Lazio si verifichino tragedie come quelle di Genova. Ci aspettiamo una telefonata dalle istituzioni, noi risponderemo volentieri”.

Protezione Civile Ronciglione ripulisce il Lago di Vico

“Il lago di Vico rappresenta una fondamentale risorsa naturalistica e turistica per il paese di Ronciglione. Ogni opera che concorre a preservarlo e valorizzarlo non può che essere accolta con entusiasmo dall’Amministrazione – ha dichiarato il Vicesindaco Mario Mengoni – soprattutto quando sono gli Enti, come la Protezione Civile di Ronciglione, a proporsi attivamente e ad essere collaborativi”.

Le parole del Vicesindaco Mario Mengoni esprimono la gratitudine dell’intera Amministrazione comunale nei confronti della Protezione Civile di Ronciglione, che nella mattinata di sabato scorso ha portato avanti un’importante opera di pulizia di un vasto tratto boschivo del lago di Vico, che va dal Parco Airone allo stabilimento “La Scaletta”.
In prima linea, dalle 8.00 della mattina alle 13.00, 8 volontari della Protezione Civile di Ronciglione, insieme a 4 volontari del servizio civile di Ronciglione e Bomarzo.

Donazione di organi: a Bracciano la volontà comparirà sulla carta d’identità

Il sindaco Giuliano Sala: “ancora all’avanguardia nel riconoscimento delle prerogative dei cittadini”.
Impartite direttive all’ufficio anagrafe per la stipula di una convenzione col Sistema Informativo Trapianti.

Il Comune di Bracciano ancora all’avanguardia nel riconoscimento delle prerogative e delle volontà dei cittadini. Con la delibera n. 404/2014 del 9 ottobre 2014 la giunta comunale ha deliberato una importante innovazione per quanto riguarda l’espressione di volontà di donazione dei propri organi dopo la morte.

“A breve – spiega il sindaco Giuliano Sala – le carte d’identità rilasciate dal Comune di Bracciano riporteranno la dichiarazione della volontà del cittadino alla donazione di organi e tessuti. Sarà più facile – sottolinea Sala – in questo modo, individuare i cittadini che vogliano manifestare la propria volontà all’espianto di organi. Il Comune, in attuazione alle normative di riferimento, sottoscriverà una convenzione col Sistema Informativo Trapianti. Con convinzione abbiamo colto le opportunità derivanti dalle recenti disposizioni che coinvolgono in pieno i Comuni nell’’attuazione della manifestazione di volontà dei donatori. Il nostro Comune – commenta il sindaco – si conferma sempre avanti nel riconoscimento dei diritti e delle volontà dei cittadini”.

La legge 91/1991 “Disposizioni in materia di prelievi e trapianti di organi e di tessuti” detta le regole al riguardo: in particolare l’articolo 5 fissa le disposizioni di attuazione delle norme circa la dichiarazione di volontà. Con il Decreto del Ministero della Sanità del 8 aprile 2000, in attuazione della legge 91/1991, veniva previsto che le dichiarazioni di volontà dovevano essere rese presso le Unità Sanitarie Locali, le Aziende Ospedaliere e gli Ambulatori di Medicina Generale attraverso moduli appositamente predisposti. Con Decreto del Ministero della Salute del 11 marzo 2008, veniva inserito il comma 2 bis dell’articolo 2, integrando il Decreto 15 aprile 2000, prevedendo in esso che le dichiarazioni di volontà possono essere rese anche presso i Comuni e da questi trasmessi, previa convenzione, alle Asl. Il Decreto “del Fare” 69/2013 all’articolo 43
stabilisce che “I Comuni trasmettono i dati relativi al consenso e al diniego alla donazione degli organi al Sistema Informativo Trapianti. Il consenso o il diniego alla donazione degli organi confluisce nel fascicolo sanitario elettronico di cui all’articolo 12 del Decreto legge 179/2012 convertito nella legge 221/2012.

La giunta di Bracciano ha deliberato di impartire direttive affinché presso l’ufficio anagrafe comunale, al momento in cui un cittadino maggiorenne e residente chieda il rilascio del documento di identità, vengano fornite le informazioni sul procedimento e venga ad esso sottoposto il modulo di manifestazione di volontà circa la donazione di organi e di tessuti ed, al tempo stesso, sia richiesto al cittadino di esprimere la volontà circa l’apposizione di relativa esplicita dicitura sul documento. Si è deliberato inoltre di impartire direttive affinché venga attivata la stipula della convenzione tra il Comune e il il Sistema Informativo
Trapianti così come previsto dalla normativa di legge per la trasmissione delle dichiarazioni di volontà sulla donazioni di organi e di tessuti dei cittadini.
Nella delibera è specificato inoltre che “la volontà potrà essere revocata dal cittadino in qualsiasi momento recandosi presso la ASL o presso i Centri regionali di riferimento per i trapianti” che “il diniego non potrà comportare modifiche all’indicazione sulla Carta di Identità” fino alla scadenza del documento.

Comune di Anguillara: manutenzione straordinaria plesso scolastico Monte le Forche e Asilo Nido Comunale

“Si avvisa la cittadinanza che in data odierna è stata effettuata la consegna dei lavori di manutenzione della Scuola di Monte le Forche. L’intervento di natura straordinaria riguarderà in particolare la sistemazione dei locali adibiti a servizi igienici, sostituzione totale delle gronde e dei discendenti ed il risanamento delle infiltrazioni in alcune parti della struttura.

I lavori di risanamento delle infiltrazioni verranno estesi anche alla sede dell’asilo nido comunale, dove è previsto un intervento per impermeabilizzare un parte della copertura.
La durata prevista è di circa 90 giorni.

L’amministrazione sta comunque verificando la possibilità si utilizzare il ribasso d’asta offerto in sede di gara, per effettuare lavori aggiuntivi”.

Lo comunica in una nota l’Amministrazione Comunale di Anguillara Sabazia.

 

Guardiaparco del Parco Regionale Bracciano Martignano costretti all’inattività

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’associazione I Cittadini Contro le Mafie e la Corruzione.

Tra le cose bizzarre che non potevamo immaginare, ma che il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti è riuscito a realizzare, c’è la provocata inattività di controllo e più in generale l’attività istituzionale dei Guardiaparco, a causa del fermo forzoso delle 3 autovetture di cui sono dotati, infatti presso la sede del Parco Regionale Bracciano Martignano è ubicata la sede operativa di ben 13 Guardiaparco, dipendenti della REGIONE LAZIO, che sono costretti all’inattività e che passano le giornate aspettando che arrivino i fondi per pagare rispettivamente, l’assicurazione ad un’autovettura di servizio, la riparazione meccanica ad un’altra ed il carburante ad una terza. Quindi nonostante ricevano lo stipendio dalla REGIONE LAZIO per questi motivi e per altre difficoltà legate alla carenza di risorse economiche da destinare al settore, sono stati lasciati a “girarsi i pollici” all’interno della sede di lavoro senza poter ottemperare ai propri compiti istituzionali in vari settori.

Oltre a svolgere compiti di Polizia Giudiziaria e Amministrativa i Guardiaparco si occupano di vigilare sull’osservanza delle leggi, dei regolamenti e delle altre disposizioni emanate dallo Stato, dalle Regioni ed altri Enti Locali (comprese le norme regolamentari degli enti gestori), con particolare riguardo alle normative in materia ambientale (tagli boschivi, edilizia, attività venatoria, rifiuti, acque, pesca nelle acque interne, difesa dei boschi dagli incendi e tutte le altre attività svolte nei rispettivi territori che sono sottoposti a vincolo paesaggistico-ambientale).

Si occupano anche delle attività strettamente connesse alla gestione faunistica (censimenti faunistici o vegetazionali, catture, soccorso fauna in difficoltà), al soccorso alla popolazione, con funzioni di protezione civile, come la ricerca di dispersi e le emergenze in casi di calamità, alla ricerca scientifica (assistenza e partecipazione a studi sulla flora, sulla fauna e sulla geologia della propria area protetta) e all’educazione ambientale svolgendo attività nelle scuole, ma anche su campo in qualità di guide ambientali.

Vista la diversificazione degli ambienti in cui i Guardiaparco svolgono il proprio lavoro, anche i mezzi di spostamento sono ugualmente differenziati: si va dal classico fuoristrada, alle imbarcazioni per il pattugliamento marino o lacustre, o al cavallo per la sorveglianza di zone particolarmente impervie. La multidisciplinarietà è forse l’elemento caratterizzante di questa professione, che però non può essere svolta se non adeguatamente finanziata.

Ci preoccupano le numerose segnalazioni pervenute ai nostri circoli locali, in cui vengono riportate tutta una serie di difficoltà che anche altri distaccamenti dei Guardiaparco trovano nell’espletare i compiti istituzionali loro assegnati. Su tutti si segnala il caso avvenuto nei mesi scorsi all’interno del parco di Canale Monterano dove fu richiesto l’intervento di una pattuglia di quel presidio al fine di prestare soccorso ad un’asina che si era impantanata in una pozza d’acqua dopo essere scivolata da un’altura. Il Guardiaparco intervenuto si è trovato impotente in quanto l’autovettura di servizio non aveva nessuna dotazione necessaria allo scopo ed in particolare una corda indispensabile per imbracare e trarre in salvo l’animale. In quell’occasione, fu necessario rivolgersi ad un locale allevatore di cavalli che giunto sul posto con la sua autovettura aveva con sé tutto il necessario per provvedere al salvamento.

Sarebbe quindi il caso che il Presidente della Regione Lazio e gli uffici competenti dell’ente stesso, provvedessero a fornire di mezzi e materiali necessari le centinaia di Guardiaparco che operano in regione, al fine di rendere operativi i servizi, rispettare la dignità lavorativa dei dipendenti assegnati a queste funzioni, evitando che vengano pagati stipendi a chi poi è costretto all’inattività in barba ai fini istituzionali dei singoli Enti Parco, garantendo così la sicurezza delle persone, dei territori, della fauna e della flora dei parchi regionali.

Oriolo Romano: 19 ottobre presentazione di “Una stella incoronata di buio” di Benedetta Tobagi

unnamedIl Centro documentazione Archivio Flamigni, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, il Comune di Oriolo Romano e il Museo di Palazzo Altieri presentano “Una stella incoronata di buio. Storia di una strage impunita” di Benedetta Tobagi.

La presentazione si terrà domenica 19 ottobre alle ore 16, presso Palazzo Altieri ad Oriolo Romano.

Ne discuteranno con l’autrice Sergio Flamigni storico e saggista, Ilaria Moroni direttrice del Centro documentazione Archivio Flamigni, Manlio Milani Presidente Associazione dei Caduti di Piazza della Loggia.

Benedetta Tobagi è una giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica italiana, figlia del giornalista Walter Tobagi, assassinato dalla “Brigata XXVIII marzo” il 28 maggio 1980. Nel 2011 ha vinto il Premiolino con la seguente motivazione: «Collabora con La Repubblica, scrivendo di questo Paese con uno sguardo etico e mai moralista, con semplicità e cultura. Firma nuova e giovane, è il segno di un giornalismo d’impegno e credibilità che continua a tener alto il valore della comunicazione scritta».

 

 

Necropoli della Banditaccia: Rita Papi presenta la sua nuova guida turistica

unnamed (2)Sarà presentata domenica 19 ottobre alle ore 18.00 a Sala Ruspoli in Piazza Santa Maria la nuova guida turistica dedicata alla Necropoli della Banditaccia scritta dalla Professoressa Rita Papi, docente ed etruscologa ceretana.
“È un vero piacere per noi poter ospitare la presentazione di questa guida turistica – ha dichiarato Alessio Pascucci, Sindaco di Cerveteri – un testo scritto da una persona qualificata e preparata come la Professoressa Papi, che conosce e ama profondamente la nostra città e il nostro patrimonio archeologico. La Cittadinanza, ed in particolar modo i giovani e gli studenti, sono invitati a partecipare a questa iniziativa. Sarà occasione per conoscere, scoprire ed apprezzare ancora di più la storia e la cultura della nostra Città”.

“Ciò che mi ha ispirato nella realizzazione di questa guida – ha spiegato la Professoressa Papi – è stato il desiderio di offrire, una panoramica completa dedicata esclusivamente alla Necropoli della Banditaccia. In particolare, nella stesura del libro mi sono soffermata sull’illustrare in maniera dettagliata le tombe relative all’area del Vecchio e del Nuovo Recinto, cercando di fornire più informazioni e curiosità, e quando possibile, aneddoti sul periodo in cui sono stati eseguiti gli scavi. Non mancheranno ovviamente nozioni di carattere generale, sulle origini degli etruschi, sulla loro religione, sulla lingua e sulla scrittura, sul ruolo della donna all’interno della società e sull’arte”.
La guida è in vendita nelle edicole di Cerveteri (Centro Storico e Zona Mercato).