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Un gesto preciso

Un gesto preciso, veloce, potente, che fende l’aria.
Una stanza, che i buddhisti potrebbero vedere piena o vuota con egual meraviglia.
Shiki soku ze ku, ku soku ze shiki, la forma è vuoto, il vuoto è forma.
Un istante e la vita sta lì, concentrata in un urlo che accompagna la contrazione muscolare, nell’energia che vibra
e brucia più del bianco immacolato del kimono. Il kata, la forma, si compie. E in quell’istante, nel gesto perfetto
che fonde vuoto e forma, si realizza il paradosso: non nel buio, ma in un lampo di luce la vita scompare.
6 agosto 1945. Hiroshima. Ore 8:15.
Il cielo si apre come una palpebra infuocata e il mondo rimane senza respiro.
Circa 140.000 esseri umani muoiono all’istante, dissolti in polvere, in cenere, in ombra.
Altri 80.000 seguiranno, in giorni che non sono più giorni, ma lenti supplizi.
9 agosto. Nagasaki.
Una seconda ferita nella carne già devastata dell’umanità.
Ancora 80.000 morti in un battito d’ali che è invece urlo, schianto, silenzio.
Altri 75.000 scompaiono nei mesi successivi, come fiato che si spegne contro un vetro.
Il meraviglioso ingegno umano utilizzato per realizzare l’Arma di distruzione della follia dell’uomo, affinché l’uomo
potesse continuare a essere Uomo.
Ma quale civiltà può sopravvivere all’ombra proiettata da sé stessa?
Little Boy. Fat Man. Nomi puerili per armi apocalittiche. Nomi di scherno per mettere in ginocchio il secolare e
altezzoso Impero del Sol levante, la terza lama di acciaio di quel Patto nato dalla follia nazifascista.
E oggi, ottant’anni dopo, l’eco di quell’esplosione vibra ancora tra gli scranni del potere, più che come demone
ammonitore come sirena a cui non riuscire a resistere. Abbiamo oggi bisogno di un nuovo Ulisse? Di nuove donne
e uomini che si legano alla vita, alla dignità, alla libertà per non essere risucchiati dalla folle ebrezza
dell’autodistruzione?
Historia magistra vitae.
Ma che cosa abbiamo imparato?
Che il fuoco non purifica. Che il silenzio dei morti pesa più di mille proclami.
Che l’intelligenza, naturale o artificiale, senza compassione, è solo un’arma più affilata.
Che l’ombra proiettata dalla luce accecante di una bomba può oscurare l’intera civiltà.
Non chiediamoci se potrà accadere ancora. Chiediamoci piuttosto: che cosa ci impedirà di ripetere lo stesso
gesto, con la stessa precisione, con la stessa potenza, in una nuova stanza vuota?
Una stanza, la nostra esistenza, vuota di valori, piena di odio e illusioni.
Forse solo la memoria ci potrà salvare.
Forse solo la voce del vuoto che dice: non dimenticare.
La forma è vuoto. Il vuoto è forma.
E la vita, fragile, irripetibile, come un germoglio nella neve, sta tutta lì, nell’attimo prima che la luce dell’intelletto
si spenga.
E noi, con un gesto preciso, dobbiamo dire basta a tutto ciò, ogni giorno, in ogni modo, basta alla guerra, alle
guerre, ad ogni violenza fisica, psicologica, di genere, di religione, di credo, palese o subdola che sia.
Un gesto preciso: basta alla guerra!
Luca Lestingi

𝗘𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲 𝗦𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗕𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟱: 𝘂𝗻’𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗼.

Si è concluso il progetto 𝗘𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲 𝗦𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗕𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟱 rivolto a 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗲 𝗲 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 che necessitano di un maggiore supporto educativo, assistenziale e relazionale.
Un’esperienza fatta di 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗵𝗶, 𝘀𝗼𝗿𝗿𝗶𝘀𝗶, 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮, 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗲 e tanta 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀.
𝗔𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗯𝗮𝗹𝗻𝗲𝗮𝗿𝗶𝗲
𝗔𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗶𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝘃𝗲
𝗟𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝘀𝘂 𝗺𝗶𝘀𝘂𝗿𝗮 (anche con il supporto di qualche genitore)
𝗥𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲
Le 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗲 “𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗯𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲”, giunte alla 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗮 𝗲𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗰𝘂𝘁𝗶𝘃𝗮, non sono solo un servizio.
Sono uno 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶, 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮 𝗲 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮.
Un 𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼 ai nostri 𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶, al 𝗦𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗦𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲, a tutti gli 𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶, agli 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶, alle 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶𝗲 𝗲 𝗮𝗶 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗦𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗹𝗲, alle 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲 e soprattutto a 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗲 𝗲 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶, che ci hanno insegnato – ancora una volta – 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 e 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘃𝗮𝗹𝗴𝗮 𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗻𝗮 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗿𝗲 su di loro.
La 𝗴𝗶𝘁𝗮 𝗶𝗻 𝗯𝗮𝘁𝘁𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝗮𝗴𝗼, offerta dal Consorzio di Navigazione del Lago, è stata il nostro modo per concludere questa avventura: un 𝘀𝗶𝗺𝗯𝗼𝗹𝗼 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗻𝘁𝗲 di ciò che crediamo.
𝗦𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗯𝗮𝗿𝗰𝗮 e, nonostante le difficoltà, 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗹𝗲, 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗲 𝗶𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝘃𝗮.
Un ringraziamento a Jay Ferreira per le bellissime foto.

CIVITAVECCHIA – APPROVATA LA DELIBERA PER L’ADESIONE AL FONDO STRAORDINARIO PER LO SVILUPPO ECONOMICO DEL LITORALE LAZIALE

Riceviamo e pubblichiamo

«L’approvazione della delibera che consentirà al Comune di partecipare al Fondo Straordinario per lo Sviluppo Economico del Litorale Laziale rappresenta un’opportunità concreta per migliorare l’accessibilità del nostro lungomare e avviare interventi di riqualificazione attesi da tempo.

È un ulteriore passo avanti nella direzione di una città più accogliente e attenta alla cura degli spazi pubblici», dichiara il Sindaco Marco Piendibene, commentando la proposta di delibera n. 42 del 19 febbraio 2025, approvata nei giorni scorsi.

«Siamo molto soddisfatti per l’approvazione della delibera che consentirà al Comune di partecipare al Fondo Straordinario per lo Sviluppo Economico del Litorale Laziale. Un’occasione concreta per migliorare l’accessibilità del nostro litorale, ma anche per intervenire sulla Marina con un progetto di riqualificazione tanto atteso quanto necessario», afferma l’assessore all’ambiente e al demanio marittimo Stefano Giannini.

«Il progetto che abbiamo presentato – prosegue Giannini – non si limita alla messa in sicurezza degli accessi agli arenili e delle aree marittime demaniali. Interverrà finalmente anche sulla pista ciclabile della Marina, un’infrastruttura esistente che non è mai stata oggetto di manutenzione, e che potrà ora essere rigenerata e valorizzata. L’intervento restituirà piena funzionalità al percorso ciclabile, migliorandone la fruizione e l’inserimento nel contesto urbano e paesaggistico».

L’investimento complessivo ammonta a 1.020.000 euro, di cui il 90% coperto da fondi regionali e il 10% da fondi comunali. Un’opportunità significativa per proseguire il lavoro di valorizzazione della Marina, avviato dall’assessore fin dal suo insediamento, su mandato del Sindaco.

«Desidero esprimere un sincero ringraziamento – conclude il Sindaco – ai consiglieri regionali di che si sono attivati in Regione affinché anche Civitavecchia potesse accedere a queste risorse. Il loro impegno istituzionale è stato decisivo. Un grazie particolare va a Marietta Tidei, Emanuela Mari, Claudio Marotta, Alessandra Zeppieri, Daniele Leodori e Michela Califano, che hanno dimostrato attenzione concreta verso il nostro territorio. È anche grazie a loro se oggi possiamo guardare con fiducia a un altro importante passo avanti per il nostro litorale».

A chiusura, l’assessore Giannini sottolinea:
«L’accesso a queste risorse regionali rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale e di capacità progettuale. Continueremo a lavorare per restituire dignità e funzionalità al nostro litorale, mettendo al centro sicurezza, qualità urbana e fruibilità degli spazi pubblici. Il lavoro di squadra che ha portato a questo risultato merita il giusto riconoscimento».

Carovana del Cuore: Roma Capitale e Città metropolitana per il secondo anno a sostegno del progetto di sensibilizzazione sull’educazione affettiva e il benessere mentale dei giovani

Riceviamo e pubblichiamo
Ieri in Aula Giulio Cesare in Campidoglio la presentazione della ventunesima edizione Carovana del Cuore, il progetto di sensibilizzazione della Fondazione Patrizio Paoletti per il diritto alla salute e al benessere mentale di bambini e adolescenti, sostenuto da Roma Capitale e Città metropolitana.
Come lo scorso anno, si conferma il sostegno dell’istituzione capitolina e della Città metropolitana a un’iniziativa che coinvolge centinaia di volontari in tutta Italia, impegnati a sensibilizzare le persone sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
All’incontro, cui è seguito il taglio del nastro alla presenza del Sindaco Roberto Gualtieri, sono intervenuti i Consiglieri di Roma e Città metropolitana Tiziana Biolghini e Rocco Ferraro.
Nata nel 2005, Carovana del Cuore è una delle più grandi e longeve campagne di sensibilizzazione in Europa. Il suo obiettivo è promuovere l’educazione come strumento chiave per il cambiamento. Per oltre 100 giorni e con l’ausilio di centinaia di volontari da tutto il mondo, la Carovana delle magliette arancioni, lungo un itinerario costiero, raggiungerà le spiagge e le piazze d’Italia per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della Salute Globale e dell’Educazione relazionale, dando vita a concerti, performance e momenti di interazione con il pubblico.
“Con sempre maggiore convinzione, come lo scorso anno, sosteniamo una realtà del terzo settore estremamente longeva e di caratura internazionale impegnata su un tema per noi centrale, quello della salute mentale dei ragazzi e dell’educazione relazionale.
Dopo la pandemia si sono moltiplicati difficoltà e disagi, all’interno di un contesto sociale dove l’allentamento delle relazioni e delle reti di protezione tra scuola, società e famiglia hanno avuto come effetto l’isolamento e la perdita di punti di riferimento e prospettive. L’educazione, come sostengono le più importanti istituzioni mondiali, è il principale strumento di progresso per l’individuo e per la società.
Proprio per questo progetti chiave portati avanti dall’amministrazione Gualtieri, come il bando per l’educazione all’affettività nelle scuole, sono esperienze concrete che vogliamo valorizzare ed estendere, portandole al di fuori dei confini della città e discutendone all’interno dei Tavoli metropolitani della convivenza.
Il nostro modo d’agire include la stretta collaborazione con realtà del terzo settore e società civile: co-progettazione e costruzione di reti partecipate tra istituzioni, terzo settore e società civile sono lo strumento di base per portare avanti l’impegno comune al miglioramento della società in cui viviamo e al rafforzamento della coesione sociale, dove il benessere del singolo e quello della collettività sono strettamente correlati”.
Lo dichiarano la Consigliera Tiziana Biolghini, delegata a Pari opportunità, Politica sociale, Cultura, Partecipazione, e il Consigliere Rocco Ferraro, delegato dal Sindaco Gualtieri a Transizione ecologica, Ambiente, Aree Protette e Tutela degli animali per Città metropolitana di Roma Capitale.

Un’estate da raccontare. “Four Friends” di Bracciano è la nuova meta del gusto e della festa

Nel cuore della zona Rinascente di Bracciano, c’è un bistrot che non è solo un locale, ma un mondo da esplorare: il “Four Friends”. Con il suo mix irresistibile di caffetteria, pasticceria, bistrot, pinseria, cocktail bar e catering d’eccellenza. Questo angolo glamour si è guadagnato a pieni voti il titolo di polo gastronomico tra i più vivaci del territorio.

Al “Four Friends” la proposta evolve con le stagioni e con il gusto. I suoi creatori lo definiscono una “miscela esclusiva” dove l’eleganza incontra la convivialità: dai caffè selezionati ai dolci curati nei minimi dettagli, dalle pinsa gourmet ai cocktail mixology, ogni piatto racconta una storia. “Vogliamo che ogni ospite si senta avvolto in un momento di piacere e relax, come tra amici fidati”, raccontano i fondatori.

L’estate 2025 è rovente, ma anche di gusto e divertimento. Ecco alcune chicche imperdibili:

All you can eat pinsa (da lunedì a venerdì, fino a fine agosto): a soli €19,90, un viaggio tra le migliori pinsa romane

Barbecue di pesce all’aperto (19–20 luglio & 15–17 agosto): profumi mediterranei in una cornice estiva

Festa degli amici (26 luglio): DJ set e balli sotto le stelle

Focaccia & prosecco (2–3 agosto): bollicine e gusto in perfetta armonia

Barbecue di carne (9–10 agosto): per gli amanti delle grigliate autentiche

Serata spagnola (23–24 agosto): tapas, sangria e vibrazioni iberiche

Serata mediterranea (30–31 agosto): un finale d’agosto tra sapori e colori del sud

Dove trovare tutto queste delizie? In via Braccianese Claudia, 59 – secondo ingresso da Via della Macchia, 3.

Curiosi di scoprire dove il tempo si assapora con gusto? Il “Four Friends” vi aspetta per trasformare un semplice aperitivo in un’esperienza da raccontare. 

Il posto ideale per chi cerca un angolo di piacere, gusto e relax. Meglio non farselo descrivere… vieni a viverlo.

Oriolo Romano. La nostra estate, la nostra piazza, i nostri luoghi 

Prima di scendere nei dettagli del nostro programma #oriolounborgoallaperto ci terrei a fare alcune considerazioni: prima di tutto sottolineando il fatto che la nostra stagione estiva va da aprile ad ottobre cercando di programmare ed organizzare una successione di eventi che non si limiti e non si identifichi con le varie feste e sagre dell’estate più propriamente detta. Un programma vario e ragionato che ci permetta di vivere al meglio i nostri luoghi all’aperto e il “nostro” Palazzo Altieri, grazie alla collaborazione propositiva tra le due istituzioni: comune e museo.  Inoltre, non ultimo per importanza, il mio personale ringraziamento a quanti – volontari, associazioni, semplici cittadini – si dedicano con passione ed entusiasmo per la realizzazione di questi momenti di svago e occasioni di incontro, convivialità e socializzazione.

Ogni anno è sempre una nuova scommessa: trovare il giusto equilibrio tra rievocazioni e memoria – come i festeggiamenti in onore della Madonna della Stella – e tra sperimentazioni e novità – come l’Oriolo Street Festival o la Fiera agricola dell’Etruria meridionale, giusto per citare due manifestazioni che si sono svolte quest’anno tra aprile e maggio. 

Alcuni eventi, inoltre, negli anni sono diventati dei “must”: penso, per esempio, al Muso Festival, alla serata di solidarietà dedicata alle Donne in Rosa, al raduno delle Biciclette da cantina o al sempre più partecipato Vini autentici senza dimenticare, ovviamente, la Sagra del Fungo porcino. Altri, in futuro, sicuramente lo diventeranno come il Palio d’Oriolo, giunto quest’anno alla sua quarta edizione con la novità del “Mini palio” dedicato ai più piccoli. 

Inoltre, con l’inaugurazione del secondo campo da tennis anche l’area dedicata allo sport diventerà sempre più un luogo deputato ad eventi e manifestazioni di vario genere dell’estate oriolese come la Festa dello Sport o il Memorial Federico e Ilaria Gentili. 

Per concludere, le nostre “agorà” naturali – che a volte, forse, diamo un po’ per scontate – rappresentate dal Monumento naturale della Mola e dalla Faggeta Unesco. Grazie a realtà locali, alla sottosezione CAI, al Parco naturale regionale Bracciano-Martignano anche quest’anno riusciremo ad offrire un vasto ed interessante programma di escursioni, concerti, eventi, visite guidate per far conoscere o per riappropriarci dei nostri tesori ambientali e naturalistici”. 

Dichiarazione sindaco di Oriolo Romano, Emanuele Rallo

“Lei, La Donna è di più”: a Trevignano Romano l’arte di Nino Maciucchi incontra la riflessione sulla condizione femminile

Presso lo Spazio Cinema Arena Palma di Trevignano Romano è stata inaugurata la mostra “Lei, La Donna è di più”, un viaggio visivo ed emotivo firmato da Nino Maciucchi, artista trevignanese che ha scoperto il proprio talento in età matura, trasformando il dolore collettivo della pandemia in un motore creativo e interiore.

È stato proprio nel silenzio di quei giorni sospesi dal Covid-19, mentre il mondo rallentava e ci si chiudeva nelle case e nelle coscienze, che Maciucchi ha dato voce ai propri dubbi più profondi, trasformandoli in arte. Un’arte che nasce quasi per necessità, per interrogarsi e interrogarci. Tra le tante domande, una in particolare lo ossessionava: Cosa ha il genio leonardesco che gli altri artisti non hanno?

Ed è proprio da questa riflessione e dallo studio delle figure femminili iconiche di Leonardo, come La Dama con l’Ermellino e La Gioconda, che Maciucchi inizia a sviluppare un discorso artistico e umano incentrato sulla figura della donna, sulla sua potenza creatrice, sulla sua bellezza, ma anche sulla fragilità e la violenza che troppo spesso la colpiscono.

La mostra diventa così una dichiarazione d’amore e un grido di denuncia. L’artista non si limita a rappresentare: crea un parallelismo tra l’immortalità delle muse leonardesche e la realtà, dura e cruda, che vede ancora oggi la donna oggetto di soprusi, di cancellazioni, di invisibilità. La donna, colei che dà la vita, spesso vittima di chi la vita la toglie.

Due elementi fondamentali accompagnano il percorso espositivo di Maciucchi: la luce e l’acqua. Simboli primordiali, carichi di significati spirituali e materiali, che diventano strumenti per raccontare la rinascita, la trasparenza, ma anche le lacrime e la speranza.

Questa mostra rappresenta non solo un atto artistico, ma un piccolo passo in avanti in quel movimento culturale che lentamente cresce attorno al territorio del Lago Sabatino. Tra i promotori di questa crescita ci sono realtà come il Cinema Palma, e molte altre che, con passione e dedizione, stanno contribuendo a trasformare Trevignano in un punto vivo di fermento culturale.

Un ringraziamento particolare va al giornale Lagone, storica voce del territorio, che da anni racconta con cura e responsabilità tutto ciò che nutre la vita politica, sociale, culturale ed economica di questa zona. E un sentito grazie al Presidente Giovanni Furgiele, la cui presenza alla mostra ha confermato il valore e il peso di queste iniziative.

“Lei, La Donna è di più” non è solo un titolo. È una dichiarazione. È un invito a guardare più a fondo. È un’esortazione a dare valore, spazio e dignità a chi troppo spesso viene ignorata o ferita. È arte che parla, e che non smette di farlo.

Gianluigi De Benedittis

Pres. Ass. Culturale Humanae Vitae

L’abbraccio degli opposti. Per raccontare una sintesi, un dialogo, una mediazione tra forze contrastanti.

Due elementi naturali opposti ma complementari, entrambi essenziali per la vita ma al contempo portatori di potenziali pericoli. Si rifletta sull’indispensabilità dell’acqua per la sopravvivenza di ogni forma di vita, per conservare igiene e preservare dalle malattie, per idratarsi, per l’agricoltura, per l’industria, per la produzione di energia sostenibile e rinnovabile; si consideri quanto i mari, i laghi e i fiumi influiscano sul clima e sulle biodiversità.

Poi si pensi al fuoco, questa fonte primordiale di energia e calore, il suo impiego dalla cucina alla produzione industriale, a come fin dai tempi più remoti sia stato considerato un elemento simbolico nelle varie culture, religioni, nell’arte come espressione di passione, trasformazione e rinascita. 

Un idillio perfetto, sembrerebbe, se non fosse che bene e male, buono e maligno sono demarcati da un confine fragile, imperfetto, volubile.

Ecco allora che in un attimo l’acqua, l’elemento in cui siamo immersi per nove mesi alla nascita, può diventare devastante: si pensi alle alluvioni o, al converso, alla siccità, che uccidono e creano danni alle comunità e all’economia. L’acqua che si ribella alla mano stupida dell’uomo che la inquina con plastiche, sostanze chimiche e scarti industriali che minacciano gli ecosistemi e così si ribella mancando, la crisi idrica che porta a conflitti per l’approvvigionamento.

In questa reversibilità anche il fuoco sa diventare cattivo: incendi che distruggono l’habitat, provocano emissioni nocive e minacciano la vita umana, le fiamme che causano danni ambientali e incidenti domestici.

Acqua e fuoco, la dualità tra ciò che ci nutre e ciò che può distruggerci. Forse la chiave sta nel rispetto e nella gestione consapevole che ne facciamo, così da saper canalizzare la loro forza verso il benessere collettivo e la sostenibilità.

Come ci rimanda la filosofia greca, torniamo a vedere nel fuoco l’archetipo del cambiamento per tornare all’acqua, ciò da cui tutto nasce.

Acqua e fuoco non sono solo elementi: sono linguaggi antichi con cui l’uomo ha cercato di spiegare il mondo e sé stesso e con cui oggi, chissà perché, non sa più dialogare perso appresso a logiche di consumo che sempre più spesso, scatenano la loro ira funesta.

Gianluca Di Pietrantonio

Bioarchitettura. A Roma il convegno organizzato da Green Accord

“Sostenibilità nel ridisegnare gli spazi urbani, l’apporto di tecnologia e scienza”, questo il titolo del convegno organizzato lo scorso 3 luglio a Roma, nella Sala Giubileo dell’Università Lumsa, da GreenAccord, Associazione Culturale d’ispirazione cristiana nata per stimolare l’impegno sul tema della salvaguardia della natura. 

Autorevoli i relatori di caratura internazionale che hanno illustrato, confrontandosi con i professionisti intervenuti in platea, su studi avanzati, realizzazioni e progetti innovativi nel campo della bio architettura che non è solo una tecnica costruttiva, ma una vera e propria filosofia progettuale che mette al centro il benessere umano e il rispetto per l’ambiente. 

Per intenderci, la bioarchitettura è un approccio progettuale che mira a creare edifici in armonia con l’ambiente naturale, promuovendo la sostenibilità, il benessere umano e il rispetto per il territorio.

Insomma, prati a sostituire tegole e tetti, alberi al posto di manufatti in cemento o metalli.

Ciò è possibile utilizzando materiali naturali, quali legno, pietra, sughero con una progettualità bioclimatica tesa a sfruttare la luce solare, la ventilazione naturale, e un opportuno orientamento degli edifici per ridurre i consumi energetici, con l’istallazione di fonti rinnovabili per l’efficientamento energetico, un’attenzione alla salubrità degli ambienti e alla qualità dell’aria, dell’illuminazione naturale e al confort acustico.

Ma significa anche integrare i nuovi edifici con il paesaggio e il contesto naturale e culturale, valorizzando il genius loci.

La bioarchitettura si prefigge di ridurre l’impatto ambientale dell’edilizia, che è responsabile di circa il 39% delle emissioni globali, migliorare la qualità della vita degli abitanti, favorendo ambienti sani e confortevoli e promuovere una cultura dell’abitare consapevole e responsabile.

La più celebre realizzazione è il Bosco Verticale a Milano ma anche la Balena di Guastalla (reggio Emilia) un asilo interamente realizzato in legno, vetro e materiali sostenibili.

Nel corso del convegno sono emerse le diverse criticità politiche e normative che non rendono facile la diffusione della bioarchetettura. 

Le direttive ambientali, come il Green Deal, spesso non tengono conto delle specificità locali e culturali, creando difficoltà di applicazione, i vincoli sul patrimonio storico ostacolano le adozioni di adeguamento energetico degli edifici storici.

I costi inizialmente sono elevati, la bioarchitettura richiede investimenti iniziali significativi, spesso non sostenuti da incentivi adeguati, nonostante i benefici a lungo termine.

Ma anche la mancanza di formazione e cultura progettuale limita fortemente l’approccio alla bioarchitettura; serve una maggiore alfabetizzazione ecologica e una visione integrata tra professionisti, istituzioni e cittadini. 

La bioarchitettura può essere una risposta concreta alla crisi climatica e sociale, ma ha bisogno di politiche coerenti e flessibili, formazione multidisciplinare e partecipazione attiva delle comunità.

Gianluca Di Pietrantonio

Palazzetto dello Sport Starnoni, simbolo di rinascita

Il primo agosto del 2025 è una data molto importante per il futuro dello sport a Bracciano. Questa mattina, alla presenza del vicesindaco della Città metropolitana, Pierluigi Sanna, della Consigliera Metropolitana Alessia Pieretti e di Emiliano Minnucci, è stata inaugurata l’apertura del cantiere per la riqualificazione del Palazzetto dello Sport, intitolato all’architetto Aldo Starnoni, un simbolo di come, dopo anni di chiusure e di abbandoni, si possono recuperare strutture essenziali per lo sviluppo psicofisico dei nostri giovani, incrementando quei luoghi di aggregazione che sono sempre più necessari in una società in cui si tende a compiacersi del numero di contatti social.

palazzetto dello sport         palazzetto sport

L’eliminazione delle barriere architettoniche, la sostenibilità ambientale, l’efficientamento energetico e la multidisciplinarietà sportiva restituiranno ai cittadini di Bracciano e del comprensorio una struttura più rispondente alle esigenze di un mondo in continua evoluzione. L’amministrazione comunale di Bracciano, presente con il sindaco Marco Crocicchi, la presidente del consiglio comunale Giulia Sala e le assessore Ida Maria Nesi e Maddalena Coletta, con questo ulteriore recupero ha voluto dare un preciso segnale di quale debba essere la rotta per sviluppare il necessario senso civico e la consapevolezza di appartenere a una comunità, tutti elementi che dovrebbero far parte di ogni attività sportiva e non solo.

palazzetto sport

La presenza dei rappresentanti dei consigli di quartiere, di molte associazioni sportive, di Sandra Pedroni, in rappresentanza del presidente del Coni Lazio Alessandro Cochi e del presidente de “L’agone”, Giovanni Furgiuele, ha mostrato l’importanza che rivestono questi segnali verso la costruzione di una società più inclusiva e solidale.

Lorenzo Avincola redattore de L’agone