Giornale del Lago e della Tuscia edito dall'Associazione no-profit "L'agone Nuovo".
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Il primo romanzo di Rodolfo Fellini: “Girotondi d’acqua”
In un afoso pomeriggio di luglio, tra un caffè e qualche risata, mi ritrovo a chiacchierare con Rodolfo Fellini. Giornalista, scrittore e autore di una quindicina di testi teatrali, ha da poco dato alle stampe il suo primo romanzo: “Girotondi d’acqua”. Un debutto narrativo che affonda le radici in un periodo di pausa forzata, imposto dagli anni del Covid. Proprio allora Rodolfo ha rispolverato la penna e iniziato a costruire una saga familiare di oltre 650 pagine: tre capitoli intensi e travolgenti che attraversano cinquant’anni di storia del Lazio, intrecciando i destini di due comunità.
Un racconto che covava da tempo, non autobiografico ma profondamente vissuto. È frutto di anni di osservazioni, raccolte dalla posizione privilegiata del cronista attento al mondo che lo circonda. I personaggi e le situazioni evocano riferimenti precisi, pur essendo romanzati: sono frutto di un’immaginazione ispirata dalla realtà, da volti e luoghi di un territorio che Fellini conosce profondamente e ama con passione e rispetto e che ormai lo accoglie da ventisette anni.
La trama si muove tra città e provincia, due mondi distanti che si fronteggiano con diffidenza e pregiudizio. Si scrutano, si scontrano, si evitano. Ma quando le tensioni esplodono, sarà la somiglianza reciproca a prevalere, emergendo da un susseguirsi di piccoli eventi. Niente fuochi d’artificio, ma scelte inevitabili, svolte improvvise, come tante sliding door capaci di cambiare il corso di una vita. Il finale è positivo, ma non banale: esalta la forza della solidarietà e rilancia il messaggio più universale del libro: il perdono, quello invocato da papa Francesco, senza il quale non può esserci speranza. E senza speranza, non può esserci vita.
È un romanzo di formazione collettiva, scritto con sensibilità e dedicato in particolare a un pubblico femminile, di cui Rodolfo Fellini riconosce la tenacia, il desiderio di riscatto e l’anelito all’indipendenza. Anche l’epoca in cui la vicenda si svolge diventa protagonista; un tempo che forgia, ostacola, nutre i suoi personaggi: Mirella, perennemente alla ricerca di sé; Bruno, che sa amare senza filtri; la Sceriffa e la Chianina, ferite da guerra e da povertà; Lidia, prima maestra nella storia del borgo; Lamberto e le sue smanie di grandezza; Amerigo, che vive in simbiosi con la natura.
“Un viaggio emotivo, un affresco di tre generazioni e di una società in costante evoluzione, tra il 1965 e il 2018”, così lo definisce l’autore. Scritto con la penna, sì, ma soprattutto con il cuore. E destinato al cuore di chi legge.
Al centro del romanzo vibra una storia d’amore intensa e non convenzionale: quella tra Mirella, figlia di un militare americano rimasto in Italia dopo la guerra e una giovane romana di buona famiglia del rione Prati. Mirella è intraprendente, segue i propri istinti e le proprie convinzioni. Una protofemminista inconsapevole, determinata a rivendicare sé stessa, non per un’ideologia, ma per autenticità. Bruno, invece, nasce in un borgo tra bosco e lago, da una madre vedova che muore dandolo alla luce. Il suo mondo è il lavoro, e poco altro. Ma quando nell’incontro tra i due sboccia una figlia, si scopriranno le insospettabili radici nell’anima pura e originale di Bruno.
La seconda e la terza parte, ambientate rispettivamente quindici e cinquant’anni dopo, ruotano attorno a due sorelle, Bettina e Linda, figlie di Mirella e Bruno, tanto diverse quanto complementari.
Tra le pagine scorrono vite straordinarie di persone comuni, attraversate da trasformazioni sociali, culturali e ambientali che hanno ridisegnato l’Italia nell’ultimo mezzo secolo. Rodolfo Fellini affida a questo libro le emozioni dei suoi primi sessant’anni. Con sincerità assoluta, ha scelto la strada più diretta: parlare al lettore senza mediazioni, contenendo il prezzo di quello che lui stesso chiama con affetto il suo “mappazzone”.
Dopo una lunga carriera in RAI, in cui è sempre restato dietro le quinte, Fellini ha lasciato il giornalismo non per noia, ma per mancanza di nutrimento spirituale. Dopo avere vissuto in Argentina, Belgio e Francia, ha scelto la campagna romana: lì ha trovato la quiete, l’ispirazione e la libertà, elementi che hanno alimentato questo racconto sognato a lungo. La natura, dice, risponde anche quando non le fai domande.
Anche la decisione di autoprodurre il libro nasce da un’esigenza di autenticità: nessun vincolo, nessuna voce esterna. Solo sincerità, coerenza e libertà creativa, le stesse qualità che guidano la vita dell’autore.
Oggi Rodolfo Fellini si dedica al volontariato, alla cura del suo oliveto a Montevirginio, e scrive per passione. Non per mestiere, ma per bisogno espressivo. Per poter dire ciò che non poteva da giornalista: non per censura, ma per deontologia. La cronaca richiede neutralità. La scrittura, invece, permette all’anima di esprimersi.
Fellini crede nei giovani, più che nei suoi coetanei, confida. Ne ha incontrati moltissimi, curiosi e affamati di storie al Salone del Libro di Torino, dove ha presentato il romanzo. Colpito in particolare dalla passione delle ragazze per i romanzi rosa, li difende con convinzione: sono una porta d’ingresso legittima alla grande letteratura, anche a Dostoevskij che ha trattato l’amore in maniera magistrale.
Riccardo Agresti
Successo a Campo di Mare per Clizia Fornasier: tanto pubblico per la presentazione del libro organizzata da Mondadori Cerveteri
Emozioni, storie e racconti con “Volevo sognarmi lontana”, un pomeriggio letterario bellissimo sul Lungomare dei Navigatori Etruschi_
Un pomeriggio di emozioni, di racconti di vita personale, di storie, di momenti, di sorrisi, di riflessioni, dedicato alle Donne. Un pubblico numeroso domenica 3 agosto sul Lungomare dei Navigatori Etruschi a Campo di Mare ha accolto Clizia Fornasier, attrice e noto volto Tv, ospite della rassegna #laMondadoriCerveteriIncontra – Summer Edition, organizzata dalla Mondadori Bookstore Cerveteri in collaborazione con il Banana Village, un ciclo di incontri letterari che accompagnerà ancora il pubblico sino alla fine di agosto.
Hanno affascinato ed incantato la platea le pagine e le emozioni messe nere su bianco da Clizia in “Volevo sognarmi lontana”, che rispondendo alle domande di Roberto Frazzetta, eccellente moderatore della presentazione si è raccontata con simpatia, dolcezza e leggerezza al pubblico, che ha potuto dunque trascorrere un pomeriggio piacevole, in compagnia di un bel momento letterario, tra un aperitivo del Banana Village e un tramonto mozzafiato.
Al termine della presentazione, spazio come di consueto al firma-copie e a selfie e foto-ricordo.
Soddisfatti gli organizzatori della rassegna, Andrea Oliva e Tarita Vecchiotti, titolari della Mondadori Bookstore di Cerveteri, che in questa estate stanno dando vita ad un vero e proprio tour de force letterario.
“Volevamo portare momenti di condivisione e di lettura anche durante il periodo estivo e il successo riscosso ieri da Clizia Fornasier e dalle presentazioni letterarie già andate in scena conferma quanto sia forte tra il pubblico la voglia di leggere, di conoscere storie e nuovi autori – hanno dichiarato Andrea e Tarita – la location e il contesto unico del Banana Village, che ringraziamo sempre per la grande ospitalità che ogni volta ci riserva, e la qualità dei libri e degli ospiti in programma rendono il tutto ancor più suggestivo. Aver avuto Clizia come nostra ospite è stato un grandissimo piacere e i messaggi che stiamo ricevendo in queste ore non possono che renderci soddisfatti. A lei, il nostro sincero ringraziamento: la aspettiamo anche in futuro in libreria a Cerveteri per nuovi libri e nuovi bellissimi momenti come quello di ieri”.
“Gli appuntamenti in riva al mare proseguono per tutto il mese di agosto – continuano Andrea e Tarita – giovedì 7 agosto è il turno di Valerio Marra con ‘La fortuna del principiante’, domenica 10 agosto a salire sul palco de #laMondadoriCerveteriIncontra sarà Patrick Facciolo, con ‘Fallacie logiche’, mercoledì 13 sarà il turno di Valerio Valentini con ‘Ci sono molti modi’, mercoledì 20 agosto Lamberto Ciabatti con ‘Ultras’ e infine, chiuderà la rassegna, mercoledì 27 agosto Luca Poldelmengo con ‘Indagine apparente’. Si ricorda che la partecipazione a tutte le presentazioni è libera e gratuita.
Lions Club, cambio al vertice: Simonetta Di Camillo nuova presidente
Il Lions Club Bracciano Anguillara Sabazia Monti Sabatini, al 59^ anno dalla sua fondazione, affida per la prima volta la Presidenza ad una donna: Simonetta Di Camillo.
Nata a Roma, Simonetta Di Camillo, eletta Presidente del Lions Club Bracciano Anguillara Sabazia Monti Sabatini, vive da anni nel territorio sabatino.
Nella sua vita professionale di funzionario di Banca, ora in pensione, ha svolto incarichi significativi nel settore del risparmio gestito, ma l’impegno professionale non le ha impedito di dedicare il proprio tempo alla svolgimento di attività solidali con il prossimo mediante l’aiuto ai deboli il soccorso ai bisognosi.
Ha costantemente partecipato ai Congressie ai Corsi di formazione organizzati dal Lions Club International, perchécrede nella condivisione di valori e di esperienzee si è messa in gioco per “imparare” nuove tecniche per una Comunicazione ed una Leadership efficace, da coloro che hanno anni di esperienza nella guida dei gruppi di lavoro che operano nel settore del volontariato.
Come è avvenuta la scelta di una donna alla guida dello storico Club e quindi la nomina a presidente?
In primavera, l’Assemblea dei Soci del Lions Club Bracciano Anguillara Sabazia Monti Sabatinielegge il nuovo Presidente che dura in carica per l’annata lionistica dal 1^ luglio di ciascun anno al 30 giugno dell’anno successivo.
Per i Lions infatti è un valore la rotazione delle cariche proprio, rotazione che serve per stimolare l’impegno diretto dei Soci nell’elaborazione e nella realizzazione dei progetti di servizio e, al contempo, per far maturare esperienza di Leadership e di ruoli nell’Organizzazione a un numero sempre più ampio di persone.
Se in passato, anche recente, la figura di Presidente di Lions Club è stata individuata, non solo nel Lions Club di Bracciano, fra i Soci “storici”,rappresentati da figure maschili, oggi i Lions Club, in generale, vedono una sempre più rilevante presenza femminile e, dunque anche una rappresentanza femminile qualificata.
Basti pensare che il Governatore distrettuale 2025-2026, che coordinerà le attività dei Lions Club di tre regioni – Lazio, Umbria, Sardegna -, è anch’essa una donna, Graziella Puddo Loddo,una imprenditrice sarda.
Quindi, anche il nostro Club ha deciso di affidare la propria guida a un team di donne, oltre alla Presidente: il Segretario sarà Anna Ramella, il GST (Global Service Team)e il GMT (Global Membership Team)avranno come referenti Maria Elisa Pezone e, rispettivamente, Gloriana Anselmi.
Dunque, un Lions Club al passo con i tempi!
Quali sono i suoi obiettivi per quest’anno di presidenza che l’aspetta?
In estrema sintesi, stimolare i soci a formulare proposte di services, indicandone contenuto, modalità di organizzazione e costi e correlate fonti di finanziamento, e a realizzarli, al fine rafforzare le comunità nelle quali il nostro Lions Club è presente e di supportare le persone bisognose tramite servizi umanitari e contributi di impatto globale; concorrere a definire l’obiettivo per coinvolgere un numero sempre maggiori di nuovi soci nell’organizzazione e nelle attività del Lion Club;far conoscere ai cittadini e agli Enti Locali le tipologie di contributi disponibili ( i cosiddetti “Grants”) e, in particolare, gli Emergency Grants per interventi immediati in caso di disastri o catastrofi (naturali e/o sociali), nonché i sussidi, tramite cofinanziamento, nelle aree di intervento ritenute prioritarie (vista, diabete, giovani, ambiente, diabete, cancro pediatrico, fame);proselitismo di Soci “Leo” (18-30 anni) nell’ambito delle scuole superiori.
Ha già deciso una sua squadra di lavoro?
Sono già operativa con i Soci che sono stati eletti Componenti il Consiglio Direttivo di Club dall’Assemblea dei Soci. Siamo poi organizzati in Comitati che realizzano i Service in tema, in particolare, di Sanità, Educazione e Cultura, Fame e solidarietà alle Comunità sociali, Ambiente, ecc.
Oltre i nostri Services tradizionali, quest’anno sarà l’anno di Studio Nazionale sul tema “Longevità: un ruolo nuovo nella società di domani “ che ci impegnerà a riflettere sulla cosiddetta “Silver economy”, in una società che vive la sfida e le opportunità offerte dall’aumento costante dell’età media della popolazione.
Dalla maturità all’università: istruzioni per l’uso
Metodi e riflessioni su come affrontare al meglio un corso di studi universitario
La maturità segna un grosso passaggio nella vita di uno studente, la si affronta con grande entusiasmo e grinta nonostante le incertezze del domani, ma sono proprio quest’ultime a creare emozione ed un senso di sfida nei confronti di ciò che verrà e quel che verrà sarà nella maggior parte dei casi è un percorso universitario. Molto spesso appena entrati in facoltà ci si sente pesci fuor d’acqua, è tutto molto nuovo, impegnativo e in alcuni casi difficile ma succede anche che si facciano molte amicizie nel processo di ambientarsi e si può chiedere all’altro consiglio, appunti ed anche fare qualche furbata e ci si ritroverà in un battito di ciglia a ridere di quel professore che ci farà però tremare al prossimo appello. L’ansia degli esami è una cosa fisiologica, non ci si può far niente è qualcosa che inesorabile ci spinge a produrre per poi andar via dopo il fatidico voto d’esame. Importante per superare gli esami è studiare, non esistono stratagemmi, non esistono scorciatoie, lo studente che riuscirà a superare l’esame dopo aver letto un riassunto è solo un ragazzo fortunato che però ha perso la possibilità di fare un viaggio nella cultura che gli avrebbe regalato quel programma d’esame. Molto efficace per lo studio è il metodo del pomodoro che consiste nello studiare per venticinque minuti e riposare altri cinque, serve a tenere alta la concentrazione e permette di studiare più ore consecutive.
Anche la scelta della facoltà è importante infatti c’è molta differenza tra la facoltà pubblica e la facoltà telematica che ora sta prendendo sempre più piede, nella pubblica c’è il contatto con gli altri studenti, con il professore con il quale si può andare a colloquio e le lezioni dal vivo impregnate della personalità dei professori, la telematica funziona con videolezioni, test di preparazione ed un BOT che riformula cose più difficili o mal comprese, ci sono varie chat studentesche ed una didattica di riferimento. In sintesi il percorso universitario può essere ricco di insidie ma anche un’esperienza molto gratificante.
Ilaria Morodei
Ciao Sauro, artigiano gentile del borgo antico di Trevignano Romano
Foto di Andrea De Ieso
Cerveteri, emergenza idrica e incendi: interviene il sindaco Gubetti
In un’estate segnata da temperature elevate e allarmi ambientali per il cambiamento climatico, la sindaca di Cerveteri, Elena Gubetti, si è espressa con fermezza in merito alle emergenze che stanno colpendo il territorio. Dalle fiamme che minacciano le campagne, all’acqua che scarseggia nelle abitazioni, l’Amministrazione comunale rilancia il messaggio di responsabilità collettiva e prevenzione.
In un recente incontro con l’Agone, Gubetti ha voluto anzitutto ringraziare le forze impegnate sul campo: dal Gruppo comunale di Protezione Civile ai Vigili del Fuoco, fino alla Polizia Locale e ai Carabinieri.
“Grazie alla loro prontezza e professionalità” ha sottolineato la sindaca “ogni volta che si verifica un’emergenza riescono a proteggere i nostri concittadini e il territorio. Il loro operato ha evitato conseguenze ben peggiori.”
Tuttavia, la sindaca ha evidenziato come la prevenzione resti la sfida primaria, soprattutto in relazione agli incendi dolosi.
“I piromani non annunciano certo le loro azioni: si tratta di atti criminali. Per questo, come ogni anno, ho rinnovato un’ordinanza che impone, ai proprietari di terreni, la pulizia urgente di sterpaglie, rifiuti e erbacce che potrebbero alimentare le fiamme.”
Altro fronte critico è quello idrico. Cerveteri, nonostante la sua vocazione turistica, sta affrontando una grave crisi idrica che interessa molte famiglie.
“È inaccettabile che nel 2025, in un’epoca iperconnessa e orientata al progresso, ci siano ancora nuclei familiari costretti a restare senz’acqua per interi giorni” ha detto Gubetti con tono indignato. La sindaca ha puntato il dito contro comportamenti irresponsabili che aggravano la situazione, come l’uso di acqua potabile per irrigare giardini, riempire piscine o lavare automobili. “Faccio appello al senso civico dei cittadini. L’ordinanza vigente vieta l’utilizzo dell’acqua potabile per scopi non essenziali.”
La crisi ambientale che colpisce Cerveteri rispecchia una tendenza ormai diffusa lungo la fascia mediterranea: temperature estreme, scarse precipitazioni e pressioni turistiche mettono a dura prova le risorse locali. Mentre l’Amministrazione intensifica controlli e comunicazioni, appare chiaro che la collaborazione tra istituzioni e cittadini sarà determinante per affrontare l’estate senza ulteriori danni.
Un territorio si protegge con regole, ma si salva con il rispetto: il fuoco lo spegne la prevenzione, l’acqua la conserva la coscienza.
Riccardo Agresti
Girotondi d’acqua: debutto narrativo per Rodolfo Fellini
Il primo romanzo di Rodolfo Fellini, “Girotondi d’acqua”, è un debutto narrativo covato da tempo, non autobiografico, ma profondamente vissuto, frutto di anni di osservazioni, raccolte dalla posizione privilegiata del cronista che descrive una saga familiare: tre capitoli intensi e travolgenti che attraversano cinquant’anni di storia del Lazio, intrecciando i destini di due comunità.
Personaggi e situazioni evocano riferimenti precisi, pur essendo romanzati, frutto di un’immaginazione ispirata dalla realtà, da volti e luoghi di un territorio che Fellini conosce profondamente, e ama con passione e rispetto, che lo accoglie da ventisette anni.
La trama si muove tra città e provincia, due mondi distanti che si fronteggiano con diffidenza e pregiudizio. Si scrutano, si scontrano, si evitano. Ma quando le tensioni esplodono, sarà la somiglianza reciproca a prevalere, emergendo da un susseguirsi di piccoli eventi. Niente fuochi d’artificio, ma scelte inevitabili, svolte improvvise, come tante sliding door capaci di cambiare il corso di una vita. Il finale è positivo, ma non banale: esalta la forza della solidarietà e rilancia il messaggio più universale del libro: il perdono, quello invocato da papa Francesco, senza il quale non può esserci speranza. E senza speranza, non può esserci vita.
È un romanzo di formazione collettiva, scritto con sensibilità e dedicato in particolare a un pubblico femminile, di cui Rodolfo Fellini riconosce la tenacia, il desiderio di riscatto e l’anelito all’indipendenza.
“Un viaggio emotivo, un affresco di tre generazioni e di una società in costante evoluzione, tra il 1965 e il 2018”, così lo definisce l’autore. Scritto con la penna, sì, ma soprattutto con il cuore. E destinato al cuore di chi legge.
Tra le pagine scorrono vite straordinarie di persone comuni, attraversate da trasformazioni sociali, culturali e ambientali che hanno ridisegnato l’Italia negli ultimi cinquant’anni. Rodolfo Fellini, con sincerità assoluta, ha scelto la strada più diretta: parlare al lettore senza mediazioni, contenendo il prezzo di quello che lui stesso chiama, con affetto, il suo “mappazzone” ed anche l’autoproduzione del libro nasce dall’esigenza di autenticità: nessun vincolo, nessuna voce esterna. Solo sincerità, coerenza e libertà creativa, le stesse qualità che guidano la vita dell’autore.
Il 3 agosto, alle 19.00, il libro sarà protagonista al Castello di Santa Severa, nell’ambito della rassegna “Libri e Calici”. È disponibile in libreria e su Amazon, nonché nelle biblioteche di Anguillara Sabazia, Manziana, Oriolo Romano e presso la Sala Lettura “Natili” di Canale Monterano.
Riccardo Agresti
A Oriolo Romano torna la Festa dell’Unità
“Grazie Gemma per esserci stata”, così si è aperta, dopo alcuni anni di assenza, la Festa dell’Unità ad Oriolo Romano. Il ricordo ma, soprattutto, il riconoscimento a Gemma Pepe, storica sindaca di Oriolo Romano che nel suo essere donna, militante, attivista ha dato luogo ad un nuovo corso di fare “politica” vicino alla gente e per la gente raggiungendo, in tempi non sospetti, obiettivi civili e sociali di fondamentale importanza, per quegli anni, per Oriolo Romano.









