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Civitavecchia tra le città protagoniste del Giubileo dei Giovani 2025: 1500 pellegrini accolti nelle scuole cittadine

In occasione del Giubileo dei Giovani, che si è svolto dal 28 luglio al 3 agosto, Civitavecchia si è distinta come una delle città che ha accolto il maggior numero di pellegrini giunti da tutta Italia e da diversi Paesi europei per partecipare agli eventi giubilari organizzati a Roma.
Sono stati circa 1500 i giovani ospitati nella nostra città, accolti con spirito di solidarietà e accoglienza presso le palestre di numerosi istituti scolastici: IC Don Lorenzo Milani, IIS Stendhal, IIS Calamatta, IIS Marconi, Liceo Galilei, IC Civitavecchia 3, IC Civitavecchia 4 e IC Civitavecchia 5. Inoltre, la parrocchia di San Francesco d’Assisi Cattedrale ha accolto 71 pellegrini provenienti dalla Diocesi di Alcalá de Henares, mentre la parrocchia di San Gordiano Martire ha ospitato 60 pellegrini guidati dalle suore dell’ordine religioso delle Sorelle di Maria Schoenstaff.
“Civitavecchia ha dimostrato ancora una volta la propria vocazione all’accoglienza.”, ha dichiarato il Sindaco Marco Piendibene. “Le nostre scuole hanno svolto un ruolo importante nell’accoglienza di tanti giovani, la cui presenza ha portato vitalità e movimento in città, contribuendo a creare un clima positivo e dinamico. Ringraziamo tutti per aver scelto Civitavecchia come tappa del loro percorso giubilare.”
Soddisfazione anche da parte dell’assessorato alla cultura, che ha seguito da vicino le attività e la logistica dell’accoglienza: “Un ringraziamento sentito va ai dirigenti scolastici degli istituti coinvolti, per la loro disponibilità e collaborazione, fondamentali per permettere l’ospitalità in sicurezza e nel rispetto di tutti. Questo evento ha messo in luce quanto la sinergia tra istituzioni, scuola e comunità possa generare esperienze significative e memorabili.”, ha commentato l’Assessore alla Cultura Stefania Tinti.
Il Giubileo dei Giovani si chiude con un bilancio più che positivo per la città, che ha saputo rispondere con efficienza e calore umano a un evento di portata internazionale.

Stadio del Nuoto, confronto tra Amministrazione e associazioni in vista della nuova gestione

Si è svolta presso il Comune di Civitavecchia una riunione operativa tra l’Amministrazione comunale e le associazioni sportive natatorie del territorio, finalizzata a un confronto per la gestione dell’impianto sportivo dello Stadio del Nuoto, in vista della prossima stagione e della conclusione dei lavori di efficientamento energetico finanziati con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
All’incontro hanno preso parte il Sindaco Marco Piendibene, il Delegato allo Sport Patrizio Pacifico, i tecnici comunali e i rappresentanti delle realtà associative coinvolte.
Nel corso della riunione, svoltasi in un clima positivo e costruttivo, sono stati esaminati con trasparenza e senza preclusioni i diversi scenari possibili: dalla gestione diretta da parte di una singola realtà associativa, alla cogestione attraverso forme consortili o ATI, fino all’eventualità di un soggetto esterno incaricato della gestione, rispetto al quale le associazioni possano svolgere un ruolo da fruitori.
È emersa la disponibilità da parte di tutte le associazioni a collaborare con l’Amministrazione per individuare soluzioni condivise, sostenibili e capaci di garantire la piena valorizzazione di un impianto sportivo strategico per la città.
«Il nostro obiettivo – ha dichiarato il Delegato allo Sport Patrizio Pacifico – è costruire un percorso condiviso che tenga conto delle esigenze delle associazioni e delle reali possibilità economiche e gestionali. Per questo istituiremo un tavolo permanente di confronto, utile a definire in modo trasparente criteri, responsabilità e prospettive di lungo periodo».
Il Sindaco Marco Piendibene ha sottolineato: «Affrontiamo una fase nuova, che richiede coraggio e visione. La conclusione dei lavori PNRR rappresenta un’opportunità per ripensare in chiave moderna la gestione dell’impianto e costruire modelli innovativi, basati sulla cooperazione e sulla valorizzazione delle energie locali. Il nostro approccio è aperto, concreto e orientato a dare stabilità al sistema sportivo cittadino».
La riunione è stata aggiornata a una nuova convocazione che si terrà dopo Ferragosto, per approfondire gli aspetti tecnico-organizzativi emersi e lavorare a una proposta concreta da sottoporre al tavolo istituzionale.
L’Amministrazione comunale ringrazia tutte le associazioni per lo spirito di collaborazione dimostrato e per il contributo fondamentale offerto al percorso in corso.

Il primo romanzo di Rodolfo Fellini: “Girotondi d’acqua”

In un afoso pomeriggio di luglio, tra un caffè e qualche risata, mi ritrovo a chiacchierare con Rodolfo Fellini. Giornalista, scrittore e autore di una quindicina di testi teatrali, ha da poco dato alle stampe il suo primo romanzo: “Girotondi d’acqua”. Un debutto narrativo che affonda le radici in un periodo di pausa forzata, imposto dagli anni del Covid. Proprio allora Rodolfo ha rispolverato la penna e iniziato a costruire una saga familiare di oltre 650 pagine: tre capitoli intensi e travolgenti che attraversano cinquant’anni di storia del Lazio, intrecciando i destini di due comunità.

Un racconto che covava da tempo, non autobiografico ma profondamente vissuto. È frutto di anni di osservazioni, raccolte dalla posizione privilegiata del cronista attento al mondo che lo circonda. I personaggi e le situazioni evocano riferimenti precisi, pur essendo romanzati: sono frutto di un’immaginazione ispirata dalla realtà, da volti e luoghi di un territorio che Fellini conosce profondamente e ama con passione e rispetto e che ormai lo accoglie da ventisette anni.

La trama si muove tra città e provincia, due mondi distanti che si fronteggiano con diffidenza e pregiudizio. Si scrutano, si scontrano, si evitano. Ma quando le tensioni esplodono, sarà la somiglianza reciproca a prevalere, emergendo da un susseguirsi di piccoli eventi. Niente fuochi d’artificio, ma scelte inevitabili, svolte improvvise, come tante sliding door capaci di cambiare il corso di una vita. Il finale è positivo, ma non banale: esalta la forza della solidarietà e rilancia il messaggio più universale del libro: il perdono, quello invocato da papa Francesco, senza il quale non può esserci speranza. E senza speranza, non può esserci vita.

È un romanzo di formazione collettiva, scritto con sensibilità e dedicato in particolare a un pubblico femminile, di cui Rodolfo Fellini riconosce la tenacia, il desiderio di riscatto e l’anelito all’indipendenza. Anche l’epoca in cui la vicenda si svolge diventa protagonista; un tempo che forgia, ostacola, nutre i suoi personaggi: Mirella, perennemente alla ricerca di sé; Bruno, che sa amare senza filtri; la Sceriffa e la Chianina, ferite da guerra e da povertà; Lidia, prima maestra nella storia del borgo; Lamberto e le sue smanie di grandezza; Amerigo, che vive in simbiosi con la natura.

“Un viaggio emotivo, un affresco di tre generazioni e di una società in costante evoluzione, tra il 1965 e il 2018”, così lo definisce l’autore. Scritto con la penna, sì, ma soprattutto con il cuore. E destinato al cuore di chi legge.

Al centro del romanzo vibra una storia d’amore intensa e non convenzionale: quella tra Mirella, figlia di un militare americano rimasto in Italia dopo la guerra e una giovane romana di buona famiglia del rione Prati. Mirella è intraprendente, segue i propri istinti e le proprie convinzioni. Una protofemminista inconsapevole, determinata a rivendicare sé stessa, non per un’ideologia, ma per autenticità. Bruno, invece, nasce in un borgo tra bosco e lago, da una madre vedova che muore dandolo alla luce. Il suo mondo è il lavoro, e poco altro. Ma quando nell’incontro tra i due sboccia una figlia, si scopriranno le insospettabili radici nell’anima pura e originale di Bruno.

La seconda e la terza parte, ambientate rispettivamente quindici e cinquant’anni dopo, ruotano attorno a due sorelle, Bettina e Linda, figlie di Mirella e Bruno, tanto diverse quanto complementari.

Tra le pagine scorrono vite straordinarie di persone comuni, attraversate da trasformazioni sociali, culturali e ambientali che hanno ridisegnato l’Italia nell’ultimo mezzo secolo. Rodolfo Fellini affida a questo libro le emozioni dei suoi primi sessant’anni. Con sincerità assoluta, ha scelto la strada più diretta: parlare al lettore senza mediazioni, contenendo il prezzo di quello che lui stesso chiama con affetto il suo “mappazzone”.

Dopo una lunga carriera in RAI, in cui è sempre restato dietro le quinte, Fellini ha lasciato il giornalismo non per noia, ma per mancanza di nutrimento spirituale. Dopo avere vissuto in Argentina, Belgio e Francia, ha scelto la campagna romana: lì ha trovato la quiete, l’ispirazione e la libertà, elementi che hanno alimentato questo racconto sognato a lungo. La natura, dice, risponde anche quando non le fai domande.

Anche la decisione di autoprodurre il libro nasce da un’esigenza di autenticità: nessun vincolo, nessuna voce esterna. Solo sincerità, coerenza e libertà creativa, le stesse qualità che guidano la vita dell’autore.

Oggi Rodolfo Fellini si dedica al volontariato, alla cura del suo oliveto a Montevirginio, e scrive per passione. Non per mestiere, ma per bisogno espressivo. Per poter dire ciò che non poteva da giornalista: non per censura, ma per deontologia. La cronaca richiede neutralità. La scrittura, invece, permette all’anima di esprimersi.

Fellini crede nei giovani, più che nei suoi coetanei, confida. Ne ha incontrati moltissimi, curiosi e affamati di storie al Salone del Libro di Torino, dove ha presentato il romanzo. Colpito in particolare dalla passione delle ragazze per i romanzi rosa, li difende con convinzione: sono una porta d’ingresso legittima alla grande letteratura, anche a Dostoevskij che ha trattato l’amore in maniera magistrale.

 

Riccardo Agresti

Successo a Campo di Mare per Clizia Fornasier: tanto pubblico per la presentazione del libro organizzata da Mondadori Cerveteri

Emozioni, storie e racconti con “Volevo sognarmi lontana”, un pomeriggio letterario bellissimo sul Lungomare dei Navigatori Etruschi_

Un pomeriggio di emozioni, di racconti di vita personale, di storie, di momenti, di sorrisi, di riflessioni, dedicato alle Donne. Un pubblico numeroso domenica 3 agosto sul Lungomare dei Navigatori Etruschi a Campo di Mare ha accolto Clizia Fornasier, attrice e noto volto Tv, ospite della rassegna #laMondadoriCerveteriIncontra – Summer Edition, organizzata dalla Mondadori Bookstore Cerveteri in collaborazione con il Banana Village, un ciclo di incontri letterari che accompagnerà ancora il pubblico sino alla fine di agosto.

Hanno affascinato ed incantato la platea le pagine e le emozioni messe nere su bianco da Clizia in “Volevo sognarmi lontana”, che rispondendo alle domande di Roberto Frazzetta, eccellente moderatore della presentazione si è raccontata con simpatia, dolcezza e leggerezza al pubblico, che ha potuto dunque trascorrere un pomeriggio piacevole, in compagnia di un bel momento letterario, tra un aperitivo del Banana Village e un tramonto mozzafiato.

Al termine della presentazione, spazio come di consueto al firma-copie e a selfie e foto-ricordo.

Soddisfatti gli organizzatori della rassegna, Andrea Oliva e Tarita Vecchiotti, titolari della Mondadori Bookstore di Cerveteri, che in questa estate stanno dando vita ad un vero e proprio tour de force letterario.

“Volevamo portare momenti di condivisione e di lettura anche durante il periodo estivo e il successo riscosso ieri da Clizia Fornasier e dalle presentazioni letterarie già andate in scena conferma quanto sia forte tra il pubblico la voglia di leggere, di conoscere storie e nuovi autori – hanno dichiarato Andrea e Tarita – la location e il contesto unico del Banana Village, che ringraziamo sempre per la grande ospitalità che ogni volta ci riserva, e la qualità dei libri e degli ospiti in programma rendono il tutto ancor più suggestivo. Aver avuto Clizia come nostra ospite è stato un grandissimo piacere e i messaggi che stiamo ricevendo in queste ore non possono che renderci soddisfatti. A lei, il nostro sincero ringraziamento: la aspettiamo anche in futuro in libreria a Cerveteri per nuovi libri e nuovi bellissimi momenti come quello di ieri”.

“Gli appuntamenti in riva al mare proseguono per tutto il mese di agosto – continuano Andrea e Tarita – giovedì 7 agosto è il turno di Valerio Marra con ‘La fortuna del principiante’, domenica 10 agosto a salire sul palco de #laMondadoriCerveteriIncontra sarà Patrick Facciolo, con ‘Fallacie logiche’, mercoledì 13 sarà il turno di Valerio Valentini con ‘Ci sono molti modi’, mercoledì 20 agosto Lamberto Ciabatti con ‘Ultras’ e infine, chiuderà la rassegna, mercoledì 27 agosto Luca Poldelmengo con ‘Indagine apparente’. Si ricorda che la partecipazione a tutte le presentazioni è libera e gratuita.

Lions Club, cambio al vertice: Simonetta Di Camillo nuova presidente

Il Lions Club Bracciano Anguillara Sabazia Monti Sabatini, al 59^ anno dalla sua fondazione,  affida per la prima volta la Presidenza ad una donna: Simonetta Di Camillo.

Nata a Roma, Simonetta Di Camillo, eletta Presidente del Lions Club Bracciano Anguillara Sabazia Monti Sabatini, vive da anni nel territorio sabatino.

Nella sua vita professionale di funzionario di Banca, ora  in pensione, ha svolto incarichi significativi nel settore del risparmio gestito, ma l’impegno professionale non le ha impedito di dedicare il proprio tempo alla svolgimento di attività solidali con il prossimo mediante l’aiuto ai deboli il soccorso ai bisognosi.

Ha costantemente partecipato ai Congressie ai Corsi di formazione organizzati dal Lions Club International, perchécrede nella  condivisione  di valori e di esperienzee si è messa in gioco per  “imparare” nuove tecniche per una Comunicazione ed una Leadership efficace,  da coloro che hanno anni di esperienza nella guida dei gruppi di lavoro che operano nel settore del volontariato.

Come è avvenuta la scelta di una donna alla guida dello storico  Club  e quindi la nomina a presidente?

In primavera, l’Assemblea dei Soci del Lions Club Bracciano Anguillara Sabazia Monti Sabatinielegge il nuovo  Presidente che dura in carica per l’annata lionistica  dal 1^ luglio di ciascun anno al 30 giugno dell’anno successivo. 

Per i Lions infatti è un valore la rotazione delle cariche proprio, rotazione che serve per stimolare l’impegno diretto dei Soci nell’elaborazione e nella  realizzazione dei progetti di servizio e, al contempo, per far maturare esperienza di Leadership e di ruoli nell’Organizzazione a un numero sempre più ampio di persone.

Se in passato, anche recente, la figura di Presidente di Lions Club è stata individuata, non solo nel Lions Club di Bracciano, fra i Soci “storici”,rappresentati da figure maschili, oggi i Lions Club, in generale, vedono una sempre più rilevante presenza femminile e, dunque anche una rappresentanza femminile qualificata. 

Basti pensare che il Governatore distrettuale 2025-2026, che coordinerà le attività dei Lions Club di tre regioni – Lazio, Umbria, Sardegna -, è anch’essa una donna, Graziella Puddo Loddo,una imprenditrice sarda. 

Quindi, anche il nostro Club ha deciso di affidare la propria guida a un team di donne, oltre alla Presidente: il Segretario sarà Anna Ramella, il GST (Global Service Team)e il GMT (Global Membership Team)avranno come referenti Maria Elisa Pezone e, rispettivamente, Gloriana Anselmi.

Dunque, un Lions Club al passo con i tempi!

Quali sono i suoi obiettivi per  quest’anno di presidenza che l’aspetta?

In estrema sintesi, stimolare i soci a formulare proposte di services, indicandone contenuto, modalità di organizzazione e costi e correlate fonti di finanziamento, e a realizzarli, al fine rafforzare le comunità nelle quali il nostro Lions Club è presente e di supportare le persone bisognose tramite servizi umanitari e contributi di impatto globale; concorrere a definire l’obiettivo per coinvolgere un numero sempre maggiori di nuovi soci nell’organizzazione e nelle attività del Lion Club;far conoscere ai cittadini e agli Enti Locali le tipologie di contributi disponibili ( i cosiddetti “Grants”) e, in particolare, gli Emergency Grants per interventi immediati in caso di disastri o catastrofi (naturali e/o sociali), nonché i sussidi, tramite cofinanziamento, nelle aree di intervento ritenute prioritarie (vista, diabete, giovani, ambiente, diabete, cancro pediatrico, fame);proselitismo di Soci “Leo” (18-30 anni) nell’ambito delle scuole superiori.

Ha già deciso una sua squadra di lavoro?

Sono già operativa con i Soci che sono stati eletti Componenti il Consiglio Direttivo di Club dall’Assemblea dei Soci. Siamo poi organizzati in Comitati che realizzano i Service in tema, in particolare, di  Sanità, Educazione e Cultura, Fame e solidarietà alle Comunità sociali, Ambiente, ecc.

Oltre i nostri Services tradizionali, quest’anno sarà l’anno di Studio Nazionale sul tema “Longevità: un ruolo nuovo nella società di domani “ che ci impegnerà  a riflettere sulla cosiddetta “Silver economy”, in una società che vive la sfida e le opportunità offerte dall’aumento costante dell’età media della popolazione.

Dalla maturità all’università: istruzioni per l’uso

Metodi e riflessioni su come affrontare al meglio un corso di studi universitario

La maturità segna un grosso passaggio nella vita di uno studente, la si affronta con grande entusiasmo e grinta nonostante le incertezze del domani, ma sono proprio quest’ultime a creare emozione ed un senso di sfida nei confronti di ciò che verrà e quel che verrà sarà nella maggior parte dei casi è un percorso universitario. Molto spesso appena entrati in facoltà ci si sente pesci fuor d’acqua, è tutto molto nuovo, impegnativo e in alcuni casi difficile ma succede anche che si facciano molte amicizie nel processo di ambientarsi e si può chiedere all’altro consiglio, appunti ed anche fare qualche furbata e ci si ritroverà in un battito di ciglia a ridere di quel professore che ci farà però tremare al prossimo appello. L’ansia degli esami è una cosa fisiologica, non ci si può far niente è qualcosa che inesorabile ci spinge a produrre per poi andar via dopo il fatidico voto d’esame. Importante per superare gli esami è studiare, non esistono stratagemmi, non esistono scorciatoie, lo studente che riuscirà a superare l’esame dopo aver letto un riassunto è solo un ragazzo fortunato che però ha perso la possibilità di fare un viaggio nella cultura che gli avrebbe regalato quel programma d’esame. Molto efficace per lo studio è il metodo del pomodoro che consiste nello studiare per venticinque minuti e riposare altri cinque, serve a tenere alta la concentrazione e permette di studiare più ore consecutive.

Anche la scelta della facoltà è importante infatti c’è molta differenza tra la facoltà pubblica e la facoltà telematica che ora sta prendendo sempre più piede, nella pubblica c’è il contatto con gli altri studenti, con il professore con il quale si può andare a colloquio e le lezioni dal vivo impregnate della personalità dei professori, la telematica funziona con videolezioni, test di preparazione ed un BOT che riformula cose più difficili o mal comprese, ci sono varie chat studentesche ed una didattica di riferimento. In sintesi il percorso universitario può essere ricco di insidie ma anche un’esperienza molto gratificante.

Ilaria Morodei

Ciao Sauro, artigiano gentile del borgo antico di Trevignano Romano

Te ne sei andato con la stessa discrezione con cui hai vissuto: in punta di piedi, lasciando dietro di te un segno profondo e gentile.
Nel Borgo Antico eri una presenza cara e costante. Un uomo mite, pieno di talento e di storie, capace di parlare con le mani e con il cuore. Artista dell’artigiano, sì, ma anche dell’ascolto, della pazienza, della cura.
I tuoi racconti, i tuoi aneddoti… portavi sempre con te una curiosità viva, che rendeva un piacere ascoltarti. Galantuomo gentile, capace di far sorridere con semplicità e di lasciare una traccia senza clamore.
Hai saputo farti voler bene da tutti, con quel tuo modo affabile e sincero che conquistava giorno dopo giorno. E oggi, il Borgo Antico è un po’ più silenzioso, ma pieno del tuo ricordo.
Resterai nei nostri pensieri, nei racconti, nei piccoli gesti quotidiani che parlano ancora di te.
Buon viaggio, e grazie di cuore.
Luca Galloni

Foto di Andrea De Ieso

Cerveteri, emergenza idrica e incendi: interviene il sindaco Gubetti

In un’estate segnata da temperature elevate e allarmi ambientali per il cambiamento climatico, la sindaca di Cerveteri, Elena Gubetti, si è espressa con fermezza in merito alle emergenze che stanno colpendo il territorio. Dalle fiamme che minacciano le campagne, all’acqua che scarseggia nelle abitazioni, l’Amministrazione comunale rilancia il messaggio di responsabilità collettiva e prevenzione.

In un recente incontro con l’Agone, Gubetti ha voluto anzitutto ringraziare le forze impegnate sul campo: dal Gruppo comunale di Protezione Civile ai Vigili del Fuoco, fino alla Polizia Locale e ai Carabinieri.

“Grazie alla loro prontezza e professionalità” ha sottolineato la sindaca “ogni volta che si verifica un’emergenza riescono a proteggere i nostri concittadini e il territorio. Il loro operato ha evitato conseguenze ben peggiori.”

Tuttavia, la sindaca ha evidenziato come la prevenzione resti la sfida primaria, soprattutto in relazione agli incendi dolosi.

“I piromani non annunciano certo le loro azioni: si tratta di atti criminali. Per questo, come ogni anno, ho rinnovato un’ordinanza che impone, ai proprietari di terreni, la pulizia urgente di sterpaglie, rifiuti e erbacce che potrebbero alimentare le fiamme.”

Altro fronte critico è quello idrico. Cerveteri, nonostante la sua vocazione turistica, sta affrontando una grave crisi idrica che interessa molte famiglie.

“È inaccettabile che nel 2025, in un’epoca iperconnessa e orientata al progresso, ci siano ancora nuclei familiari costretti a restare senz’acqua per interi giorni” ha detto Gubetti con tono indignato. La sindaca ha puntato il dito contro comportamenti irresponsabili che aggravano la situazione, come l’uso di acqua potabile per irrigare giardini, riempire piscine o lavare automobili. “Faccio appello al senso civico dei cittadini. L’ordinanza vigente vieta l’utilizzo dell’acqua potabile per scopi non essenziali.”

La crisi ambientale che colpisce Cerveteri rispecchia una tendenza ormai diffusa lungo la fascia mediterranea: temperature estreme, scarse precipitazioni e pressioni turistiche mettono a dura prova le risorse locali. Mentre l’Amministrazione intensifica controlli e comunicazioni, appare chiaro che la collaborazione tra istituzioni e cittadini sarà determinante per affrontare l’estate senza ulteriori danni.

Un territorio si protegge con regole, ma si salva con il rispetto: il fuoco lo spegne la prevenzione, l’acqua la conserva la coscienza.

Riccardo Agresti

Girotondi d’acqua: debutto narrativo per Rodolfo Fellini

Il primo romanzo di Rodolfo Fellini, “Girotondi d’acqua”, è un debutto narrativo covato da tempo, non autobiografico, ma profondamente vissuto, frutto di anni di osservazioni, raccolte dalla posizione privilegiata del cronista che descrive una saga familiare: tre capitoli intensi e travolgenti che attraversano cinquant’anni di storia del Lazio, intrecciando i destini di due comunità.

Personaggi e situazioni evocano riferimenti precisi, pur essendo romanzati, frutto di un’immaginazione ispirata dalla realtà, da volti e luoghi di un territorio che Fellini conosce profondamente, e ama con passione e rispetto, che lo accoglie da ventisette anni.

La trama si muove tra città e provincia, due mondi distanti che si fronteggiano con diffidenza e pregiudizio. Si scrutano, si scontrano, si evitano. Ma quando le tensioni esplodono, sarà la somiglianza reciproca a prevalere, emergendo da un susseguirsi di piccoli eventi. Niente fuochi d’artificio, ma scelte inevitabili, svolte improvvise, come tante sliding door capaci di cambiare il corso di una vita. Il finale è positivo, ma non banale: esalta la forza della solidarietà e rilancia il messaggio più universale del libro: il perdono, quello invocato da papa Francesco, senza il quale non può esserci speranza. E senza speranza, non può esserci vita.

È un romanzo di formazione collettiva, scritto con sensibilità e dedicato in particolare a un pubblico femminile, di cui Rodolfo Fellini riconosce la tenacia, il desiderio di riscatto e l’anelito all’indipendenza. 

“Un viaggio emotivo, un affresco di tre generazioni e di una società in costante evoluzione, tra il 1965 e il 2018”, così lo definisce l’autore. Scritto con la penna, sì, ma soprattutto con il cuore. E destinato al cuore di chi legge.

Tra le pagine scorrono vite straordinarie di persone comuni, attraversate da trasformazioni sociali, culturali e ambientali che hanno ridisegnato l’Italia negli ultimi cinquant’anni. Rodolfo Fellini, con sincerità assoluta, ha scelto la strada più diretta: parlare al lettore senza mediazioni, contenendo il prezzo di quello che lui stesso chiama, con affetto, il suo “mappazzone” ed anche l’autoproduzione del libro nasce dall’esigenza di autenticità: nessun vincolo, nessuna voce esterna. Solo sincerità, coerenza e libertà creativa, le stesse qualità che guidano la vita dell’autore.

Il 3 agosto, alle 19.00, il libro sarà protagonista al Castello di Santa Severa, nell’ambito della rassegna “Libri e Calici”. È disponibile in libreria e su Amazon, nonché nelle biblioteche di Anguillara Sabazia, Manziana, Oriolo Romano e presso la Sala Lettura “Natili” di Canale Monterano.

Riccardo Agresti

A Oriolo Romano torna la Festa dell’Unità

“Grazie Gemma per esserci stata”, così si è aperta, dopo alcuni anni di assenza, la Festa dell’Unità ad Oriolo Romano. Il ricordo ma, soprattutto, il riconoscimento a Gemma Pepe, storica sindaca di Oriolo Romano che nel suo essere donna, militante, attivista ha dato luogo ad un nuovo corso di fare “politica” vicino alla gente e per la gente raggiungendo, in tempi non sospetti, obiettivi civili e sociali di fondamentale importanza, per quegli anni, per Oriolo Romano.

Il pomeriggio è proseguito, poi, con un interessante dibattito, aperto dal sindaco di Oriolo Romano Emanuele Rallo, che ha visto come protagonisti i sindaci del territorio – per Manziana il vicesindaco Remo Fiorucci, per Canale Monterano il sindaco Alessandro Bettarelli, per Blera il sindaco Nicola Mazzarella, per Capranica il sindaco Pietro Nocchi – nonché la presenza del vicepresidente della Regione Lazio Enrico Panunzi – per parlare delle prospettive e opportunità del territorio.
Quasi unanime il riconoscimento e l’importanza di ritrovarsi in mezzo alle comunità e l’auspicio di ritornare ad una politica di “strada” ascoltando i problemi e le varie esigenze dei cittadini.
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Altro punto toccato da quasi tutti i relatori l’importanza della valorizzazione del territorio. Non c’è bisogno di imprese faraoniche ma interventi mirati che continuino a dare dignità e un buon vivere a tutta la provincia. E qui parliamo di infrastrutture come tutta la rete viaria e ferroviaria, la creazione o meglio il progetto di nuovi indirizzi scolastici che creino posti di lavoro e diano la possibilità alle nuove generazioni di “scegliere” di restare. Sicuramente un dato preoccupante è il calo demografico – come afferma Panunzi – su 1500 nati nell’ultimo anno ci sono stati 4000 decessi. Dobbiamo lottare, impegnarci tutti contro quello che sembra, quindi, un inesorabile spopolamento. Bisogna fare il massimo per impegnarci tutti e valorizzare gli immensi beni che abbiamo, migliorare i servizi alle famiglie e la tutela dell’ambiente.
Guardare al futuro delle nuove generazioni con un senso di responsabilità e cercare di realizzare ciò che veramente è necessario.
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In questi anni, inoltre, si è capito che le “comunità” camminano insieme e i benefici o le criticità dell’una ricadono, irrimediabilmente sull’altra e, quindi, bisogna continuare a lavorare in tal senso.
Da Oriolo Romano ripartono le Feste dell’Unità in tutta la provincia di Viterbo. Un bel segnale, un segnale forte per dire che bisogna ritornare ad essere portatori di quei valori – civili e sociali – che possano unire e appassionare ancora tanti giovani.
Domenica, alle 18.30, un altro appuntamento importante: l’incontro con l’eurodeputato Nicola Zingaretti.
Brunella Bassetti