Blog Pagina 382

La Città Metropolitana ha stanziato oltre 5.000.000,00 di euro per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria nelle scuole di Civitavecchia

Si riceve e si pubblica

La Città Metropolitana ha stanziato oltre 5.000.000,00 di euro per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, con un focus particolare sulla sicurezza, l’efficienza energetica e la modernizzazione da destinare agli edifici scolastici di Civitavecchia. Con una media di 60.000,00 euro annui per ciascun edificio, verranno realizzati interventi cruciali come nuovi laboratori, il rifacimento dei campi sportivi, e la messa in sicurezza dei cornicioni.

Gli interventi riguardano i nove istituti superiori di Civitavecchia, tra cui licei, istituti tecnici e centri di formazione professionale. Tra i lavori di manutenzione più rilevanti, sono da segnalare:

–                Liceo “Galileo Galilei”: € 95.000,00 per nuove aule e un nuovo campo polivalente esterno;

–                Centro di Formazione Professionale Metropolitano: € 186.000,00 per il per lavori di impermeabilizzazione e risanamento igienico-sanitario e installazione di un laboratorio tecnico per percorsi meccanici.

–                IIS “Luigi Calamatta” sede centrale, indirizzo Nautico/Biotecnologico: € 51.000,00 per la messa in sicurezza dei cornicioni, mentre per la sede succursale è stato realizzato un nuovo laboratorio di chimica con fondi PNRR pari ad € 240.000,00.

– IIS “EX Alberto Guglielmotti” Liceo Artistico: sono stati eseguiti lavori strutturali e di consolidamento con fondi PNRR pari ad € 500.000,00.

–                IIS “Guglielmo Marconi”: sono stati stanziati da CMRC € 76.306,00 per la sostituzione del generatore di calore ed € 80.000,00 per il rifacimento del muro di recinzione e inoltre sono stati investiti ben € 990.000,00 da finanziamenti PNRR per il comfort ambientale.

Inoltre, la Città Metropolitana di Roma Capitale ha avanzato richieste di finanziamento per un importo complessivo di €24.094.000 per il quadriennio 2021-2025, destinati alla manutenzione e miglioramento di altre strutture scolastiche di Civitavecchia, come il Liceo “EX Padre Alberto Guglielmotti”, l’IIS Stendhal, e l’IIS “Guglielmo Marconi”, tra gli altri.

L’Assessore alla Cultura Stefania Tinti ha voluto esprimere il mio più sincero ringraziamento alla Città Metropolitana di Roma Capitale e al Consigliere Daniele Parrucci per il costante impegno nell’investire nel futuro della nostra comunità scolastica: “Questi interventi sono fondamentali per garantire agli studenti di Civitavecchia ambienti sicuri, moderni e inclusivi, dove possano crescere e sviluppare le loro capacità. È essenziale che la nostra città continui a supportare la formazione, perché solo investendo nella scuola possiamo garantire un futuro migliore per i nostri giovani.”

Roma: sciopero generale e manifestazione lunedì 22, venerdì 19 conferenza stampa dei promotori

Si riceve e si pubblica

I promotori dello sciopero generale e della manifestazione romana di lunedì 22 indicono una conferenza stampa per presentare la giornata: appuntamento venerdì 19, ore 11:30, Piazza dei 500, presso la statua di Papa Giovanni Paolo II.

Saranno presenti tutte le organizzazioni sindacali che hanno promosso lo sciopero generale, così come le realtà sociali ed i movimenti che hanno aderito e parteciperanno alla manifestazione, tra cui i rappresentanti di Global Sumud Flotilla Italia, di tutte le associazioni palestinesi presenti in Italia e dei movimenti studenteschi e giovanili.
Fermiamo il genocidio, rompiamo l’assedio a Gaza: blocchiamo tutto con la Palestina nel cuore!

Adolescenza e immagine corporea: quando il corpo diventa lo specchio del disagio psicologico. Intervista ad Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana

Si riceve e si pubblica

Di Marialuisa Roscino

 Durante l’adolescenza, la formazione dell’identità personale si intreccia strettamente con l’immagine di sé e il rapporto con il proprio corpo. I mass media e i social network giocano un ruolo cruciale in questo processo, esponendo gli adolescenti a ideali di bellezza spesso irrealistici e standardizzati. L’esposizione a corpi perfetti, levigati, privi di difetti può generare un’eccessiva autocritica. Disregolazione emotiva nei Disturbi dell’Immagine Corporea negli adolescenti, approccio psicoanalitico, possibilità terapeutiche, sono dunque, solo alcuni degli aspetti importanti che abbiamo affrontato oggi in questa intervista con Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association.

 Lucattini: “Esperti della Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare affermano da anni che “valorizzare la body positivity e condannare il body shaming è sacrosanto se intesi come ‘inclusività’ e guerra alla discriminazione del ‘diverso’, del non allineato ai canoni estetici mainstream. Ma per nessuna ragione dobbiamo far passare il messaggio che l’obesità vada considerata come una condizione ‘normale’, addirittura alternativa alla magrezza eccessiva o al normopeso”.

Dott.ssa Lucattini, quando si può parlare di disturbi dell’immagine corporea?

 I disturbi dell’immagine corporea si manifestano quando un adolescente sviluppa un’attenzione patologica verso il proprio aspetto fisico e inizia a percepire il proprio corpo in maniera distorta. Il caso più emblematico è il Disturbo da Dismorfofobia, ragazzi e ragazze possono arrivare a ossessionarsi per difetti minimi o addirittura inesistenti, che agli occhi degli altri risultano impercettibili. È un disturbo che può comparire a qualsiasi età, ma che trova nell’adolescenza il terreno più fertile. Una recente ricerca pubblicata sul Il Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry (2025) ha stimato che interessa circa l’1% della popolazione giovanile complessiva, con una prevalenza che arriva fino al 1,9% negli adolescenti, evidenziandone anche la forte associazione con altri disturbi psichici e con episodi di autolesionismoSi tratta di un vero e proprio scollamento tra corpo reale e rappresentazione psichica di sé che può diventare invalidante con isolamento, compromissione del rendimento scolastico o lavorativo.

Quale correlazione esiste, in particolare, tra disturbi dell’immagine corporea e disturbi del comportamento alimentare?

I disturbi del comportamento alimentare sono un altro fronte critico, in cui la distorsione dell’immagine corporea è centrale. Gli adolescenti con anoressia, si percepiscono “grassi” anche quando sono sottopeso, mentre nei casi di bulimia o binge eating può comparire la sensazione opposta, quella di essere “troppo magri” o “sciupati”. Una ricerca italiana pubblicata sull’International Journal of Clinical and Health Psychology (2025) ha evidenziato che la qualità della percezione corporea influenza direttamente la gravità dei sintomi alimentari e il rischio di binge eating.

Che ruolo hanno i social media?

 I social media svolgono un ruolo sempre più centrale nella costruzione dell’immagine corporea degli adolescenti. Una ricerca pubblicata sul Journal of Youth and Adolescence (2025) ha dimostrato che le attività online centrate sull’aspetto, come il confronto con i coetanei o la ricerca di like su selfie e foto, alimentano l’insoddisfazione per il proprio corpo. A confermare questa tendenza è uno studio apparso sul Journal of Adolescence (2025), che ha analizzato la relazione tra attenzione auto-focalizzata e sintomi di dismorfofobia, ansia sociale e depressione. I risultati mostrano che l’aumento dell’auto-osservazione, spesso innescato dal confronto costante sui social, intensifica la vulnerabilità psicologica, soprattutto nei periodi di maggiore trasformazione corporea tipici dell’adolescenza. Questo legame è particolarmente forte nelle ragazze, più esposte alla pressione dei canoni estetici online.

 Qual è la specificità del trattamento psicoanalitico negli adolescenti con disturbi dell’immagine corporea?

La psicoanalisi, in questo percorso, offre uno spazio unico: permette all’adolescente di entrare in contatto con la propria sofferenza e di esplorare il significato dei sintomi insieme a un adulto che funge da guida. Non si tratta solo di “curare” i sintomi, ma di aiutare il giovane paziente a conoscere il funzionamento della propria mente, riconoscere le proprie emozioni e costruire progressivamente un’immagine di sé più autentica e stabile.

La ricerca conferma l’efficacia di questo approccio, uno studio pubblicato su Research in Child and Adolescent Psychopathology (2025) ha evidenziato come nei ragazzi con dismorfofobia, esperienze precoci traumatiche e difficoltà emotive possano tradursi in distorsioni dell’immagine corporea, indicando la necessità di un trattamento che lavori in profondità sulla regolazione affettiva e sull’identità. Anche un articolo apparso sul Journal of Adolescence (2025) ha mostrato che l’attenzione eccessiva rivolta a sé stessi, spesso alimentata anche dai social, si associa a sintomi di dismorfofobia, ansia sociale e depressione, elementi che la psicoanalisi è in grado di affrontare nella loro radice inconscia, relazionale e identitaria. Il trattamento psicoanalitico si distingue perché non mira soltanto a ridurre i sintomi, ma accompagna l’adolescente in un percorso di maturazione e di costruzione di sé, aiutandolo a trasformare l’immagine corporea da “nemico” a parte integrante e amabile di se stessi.

Perché, secondo Lei,  la definizione dell’immagine corporea può essere un passaggio critico?

 Se durante l’adolescenza si verifica una crisi, un breakdown evolutivo, la mente dei ragazzi tende a proiettare sul corpo le proprie fragilità. Il corpo, infatti, è ciò che si vede, ciò che cambia e ciò che si sente più fortemente. Quindi, l’immagine corporea è il luogo privilegiato dove si manifestano ansie, insicurezze e vissuti di inadeguatezza. L’adolescente deve anche affrontare il “lutto dell’infanzia”, vissuta inconsciamente come un’età dell’oro, e separarsi dai genitori per poi poterli ritrovare in modo nuovo, più adulto. Sono passaggi delicati e fondamentali per costruire un’identità autonoma e indipendente. Un recente studio pubblicato su Frontiers in Psychology (2025) ha messo in luce come i cambiamenti corporei tipici della pubertà, sommati alla pressione sociale e mediatica, aumentino il rischio di insoddisfazione per la propria immagine e disturbi correlati. I ricercatori sottolineano l’importanza di interventi clinici precoci e di approcci che integrino la dimensione psicologica con quella relazionale e identitaria.

Che cos’è la body positivity e perché se ne parla tanto?

 La body positivity è un movimento sociale che promuove l’accettazione del proprio corpo e di quello degli altri, indipendentemente da peso, forma, colore della pelle, genere o abilità fisiche. L’idea di fondo è che nessuno debba sentirsi giudicato o svalutato per il proprio aspetto fisico, ma che il corpo vada rispettato e accolto nella sua unicità. Le sue radici affondano nei primi movimenti femministi di metà Ottocento: il cosiddetto movimento vittoriano di riforma dell’abbigliamento chiedeva la fine dei corsetti e di altre costrizioni fisiche imposte alle donne per adattarsi all’ideale del “vitino da vespa”. Oggi la body positivity ha ampliato i suoi orizzonti, diventando un fenomeno globale che mira a cambiare la percezione sociale e individuale del corpo.

Per gli adolescenti questo movimento assume un significato specifico poiché la percezione corporea influisce direttamente sul loro benessere psicologico. Una ricerca pubblicata su Body Image (2025) ha confermato che programmi ispirati alla body positivity possono favorire la fiducia in se stessi e il benessere psicologico nei giovani, soprattutto quando integrati in contesti educativi.

La body positivity è a Suo avviso, solo una moda o può rappresentare una risorsa importante per la salute psicologica?

La forza della body positivity sta nella sua capacità di mettere in discussione gli stereotipi estetici che influenzano negativamente l’equilibrio psicologico e il benessere delle persone. Promuovendo inclusività e opponendosi alla stigmatizzazione, il movimento contribuisce a ridurre la pressione sociale e favorisce un atteggiamento più sano verso il proprio corpo. Accogliere aspetti di sé anche non conformi agli ideali di bellezza dominanti, rafforza l’autostima e migliora l’equilibrio psichico. In questo senso, la body positivity agisce anche come fattore di prevenzione rispetto a disturbi come la dismorfofobia o alcune forme di disturbi alimentari, anche innescati da pressioni sociali.

Va chiarito, però, che questo movimento non può sostituirsi a un percorso clinico quando il disagio ha radici profonde nell’inconscio o in presenza di dinamiche familiari complesse. Un recente studio pubblicato sull’International Journal of Eating Disorders (2025) ha confermato che programmi ispirati alla body positivity riducono significativamente l’insoddisfazione corporea negli adolescenti e migliorano la fiducia nelle proprie capacità, suggerendo che interventi basati su questo approccio possano essere efficaci strumenti di prevenzione. Come affermato negli ultimi anni anche dagli esperti della Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare “valorizzare la body positivity e condannare il body shaming è sacrosanto se intesi come ‘inclusività’ e guerra alla discriminazione del ‘diverso’, del non allineato ai canoni estetici mainstream. Ma per nessuna ragione dobbiamo far passare il messaggio che l’obesità vada considerata come una condizione ‘normale’, addirittura alternativa alla magrezza eccessiva o al normopeso”.

Quali sono le differenze di genere nella percezione della body positivity?

 La body positivity nasce come movimento inclusivo e si rivolge a tutte le persone, indipendentemente dal genere. Tuttavia, le pressioni sociali e mediatiche non si manifestano allo stesso modo per ragazze e ragazzi. Uno studio pubblicato sul Journal of Youth and Adolescence (2025) ha rilevato che le ragazze tendono a sviluppare maggiore insoddisfazione legata al peso e alle forme corporee, mentre i ragazzi risultano più vulnerabili rispetto agli ideali di muscolarità. Entrambi i generi, però, sono esposti durante l’adolescenza, a una pressione crescente legata all’uso dei social media e al confronto con immagini esteticamente “perfette”.

Per le adolescenti, il modello più frequente di confronto resta quello della magrezza estrema, un ideale apparso negli anni Ottanta e Novanta che trovava in top model anoressiche il simbolo più evidente, e che ancora oggi continua a riproporsi attraverso immagini mediatiche filtrate e ritoccate.

Per gli adolescenti maschi, invece, la pressione è sulla muscolarità e la forza fisica. Le immagini di attori e influencer scolpiti veicolano un ideale altrettanto irraggiungibile, che può condurre a pratiche rischiose come allenamenti eccessivi, diete iperproteiche o, nei casi più estremi, uso improprio di integratori e addirittura sostanze dopanti. In entrambi i casi, il pericolo nasce quando si perde la dimensione finzionale, cinematografica, tipica dei social, e quei modelli diventano parametri realistici e assoluti con cui confrontarsi. Questo fraintendimento può favorire disturbi dell’immagine corporea e disagio psicologico significativo, soprattutto in adolescenza, fase in cui l’identità è in costruzione.

Quali consigli può dare sia ai ragazzi, che ai genitori per riconoscere i disturbi dell’immagine corporea?

 -Osservare se aumenta l’ossessione per l’aspetto fisico: passare troppo tempo davanti allo specchio, scattarsi continuamente foto o criticarsi senza tregua, possono essere un segnale d’allarme;

-Notare eventuali cambiamenti nelle abitudini sociali, come il rifiuto di uscire con gli amici, di praticare sport o di partecipare ad attività in cui il corpo è esposto;

-Prestare attenzione all’uso dei social media, soprattutto quando diventa terreno di confronto assillante con influencer e coetanei;

-Riconoscere comportamenti alimentari o sportivi estremi, come digiuni, abbuffate o allenamenti ossessivi;

-Proteggere da episodi di body shaming, online e offline, che possono amplificare la sofferenza e minare l’autostima;

-Promuovere una conoscenza equilibrata della body positivity, utile se intesa come accettazione di sé, ma pericolosa se trasformata in legittimazione di stili di vita non salutari;

-Rivolgersi a specialisti e psicoanalisti ai primi segnali di disagio. Chiedere aiuto non è mai un segno di debolezza, ma un gesto affettuoso verso se stessi e verso i figli. La psicoterapia permette di affrontare difficoltà e malesseri, e favorisce maturazione e crescita personale.

Due mani per la vita – ASL RM4, Comune Bracciano e Lions Club Bracciano Anguillara Sabazia Monti Sabatini, insieme per il territorio

Si riceve e si pubblica

L’ISTAT indica che il soffocamento è una delle principali cause di morte accidentale nei bambini sotto i 4 anni, rappresentando il 27% di tutti i decessi accidentali in questa fascia d’età. Ogni anno in Italia più di 50 bambini, uno a settimana, perdono la vita per soffocamento causato dall’ostruzione delle vie aeree. Muoiono, perché chi gli è accanto in quel momento non sa come intervenire.

Il Multidistretto Italy del Lions Club International, prendendo spunto da quanto accaduto realmente a Sofia, una bambina di Faenza che si stava soffocando con un gamberetto, salvata grazie al pronto intervento della madre con la manovra di disostruzione delle vie aeree, ha promosso il  progetto “Viva Sofia- due mani per la vita” un service che ha lo scopo di fornire conoscenze e procedure utili a salvaguardare la vita in attesa del personale del 112, insegnando le manovre di disostruzione e di rianimazione di base, oltre a elementi di primo soccorso e all’utilizzo del defibrillatore.

In tale contesto il Lions club Bracciano Anguillara Monti Sabatini, ha sostenuto con entusiasmo il corso BLSD Adulti e pediatrico che, promosso dall’ASL RM4, si è svolto a vantaggio degli studenti del terzo anno della sede braccianese della facoltà di  Infermieristica e fisioterapia dell’Università La Sapienza ed ai walking leader dei gruppi di cammino del territorio dell’Azienda Sanitaria.

Il training, realizzato dal centro di formazione Sguicciarini Rescue, con il patrocinio del Comune di Bracciano ha permesso di formare gli allievi sulle tecniche di rianimazione e disostruzione con particolare attenzione all’acquizione  di capacità pratiche, utili per interventi a carattere di emergenza.

Nel corso della presentazione presso la sede universitaria di via Santa  Lucia , la dott.ssa Valentina Iannucci  responsabile del servizio di igiene pubblica  della RM4 ha sottolineato come l’attività  formativa abbia ormai raggiunto un numero considerevole di studenti nel territorio di competenza, mentre Simonetta di Camillo Presidente del lions Club di Bracciano ha rammentato che la frase “Tutti  possiamo salvare una vita”,  motto della campagna “Viva Sofia”, costituisce il messaggio che il Lions Club di Bracciano continua a diffondere nell’ambito delle molteplici attività svolte al servizio dei territori e dei loro abitanti.

CERVETERI E LADISPOLI, COSA FARE PER GLI ANZIANI FRAGILI

Si riceve e si pubblica

Il Sindacato pensionati della Cgil e l’Auser invitano la cittadinanza a partecipare al Convegno promosso per il giorno 23 settembre alle ore 16, presso la Sala Ruspoli di Cerveteri dove si parlerà della popolazione anziana più fragile e dei suoi bisogni. Già oggi a Ladispoli e Cerveteri oltre un cittadino su 5 ha più di 60 anni e di questi oltre un quarto ha più di 80 anni.
Questi dati nei prossimi 5 anni sono destinati ad aumentare sensibilmente, secondo lo scenario generale dell’invecchiamento della popolazione in tutto il nostro Paese.
Sappiamo che il primo obiettivo da perseguire è quello dell’invecchiamento attivo che mira a sviluppare molteplici attività per il benessere individuale e sociale di questa fascia importante della popolazione.
L’Auser è fortemente impegnata in questo ambito ma le istituzioni possono mettere in campo ulteriori importanti risorse, nel quadro della Legge regionale n.16/2021.
Ma purtroppo all’aumento dell’età può corrispondere a volte un peggioramento delle condizioni di salute fino ad arrivare a volte ad una condizione di completa non autosufficienza.
Il sistema sanitario e il sistema di protezione sociale sono chiamati a farsi carico di questa parte della popolazione sempre più numerosa, anche in relazione all’invecchiamento della popolazione. Il Convegno cercherà di fare il punto su quanto sta accadendo oggi e quanto si potrà fare prossimamente.
Sono previsti gli interventi della Dott.ssa Alessandra Petruio (Direttrice del Distretto socio-sanitario) che affronterà il tema dello stato dell’arte delle due Case di Comunità, chiamate a farsi carico anche della popolazione anziana più fragile, le Dott.sse Carola D’Arco e Cinzia Paolini ci parleranno di come interviene il Centro di assistenza domiciliare del Distretto  di Cerveteri e Ladispoli (Asl Rm4.2), la Dott.ssa Giorgia Medori ci illustrerà gli interventi per gli anziani fragili previsti nel Piano sociale di zona, Cinzia Vincenti (Segretaria dello Spi/cgil – Comprensorio Roma nord, Viterbo, Civitavecchia) parlerà delle criticità del quadro normativo per gli anziani non autosufficienti ed infine le coop.ve sociali  (Cassiavass, la Goletta e la Solidarietà) ci proporranno un modello di Centro Diurno per anziani fragili.
Il Centro Diurno per gli anziani fragili è un servizio oggi assente nel territorio ma fondamentale per evitare l’isolamento delle persone non più completamente autosufficienti, per mantenerne i livelli di autonomia ed alleviare il carico assistenziale dei familiari, evitando contemporaneamente una impropria istituzionalizzazione.

Scirocco e Tramontana (parte 1 di 2)

Gli spiriti dell’aria

Eolo, il cui nome greco, Αἴολος, evoca l’idea del mutamento e della rapidità, era figlio di Poseidone, il dio dei mari, e di Arne, donna mortale dal destino enigmatico. Sovrano dell’aria e delle sue invisibili correnti, Eolo regnava su un regno sospeso tra cielo e mare, dove dimorava con i suoi dodici figli: sei maschi e sei femmine, incarnazioni dei venti che solcano l’aria, avuti da Telepatra.

Per preservare l’equilibrio tra le potenze della natura e impedire che il caos si impadronisse del mondo, Eolo decretò che i suoi figli si sarebbero uniti in matrimonio tra loro. In quelle nozze celesti, egli riponeva la speranza che l’amore potesse domare l’impeto e generare venti più miti, portatori di armonia e respiro vitale per la terra.

 

Il fallimento educativo

Purtroppo, l’arte di educare non si eredita come un dono divino, né il cielo insegna a essere padre. Eolo, pur signore dell’aria e custode dei venti, si rivelò un padre smarrito, incapace di guidare le giovani correnti: signore dell’aria e del respiro, regnava sul vuoto, ma non sul cuore. Quando i venti erano ancora piccoli e il cielo li cullava come piume erranti, egli non seppe opporsi ai loro capricci. Non sapeva dire di no, o forse non osava, temendo di turbare con un rifiuto la fragile serenità dei suoi figli o non poteva perché indaffarato o non voleva perché non sapeva spiegarne il motivo.

Non correggeva, non ascoltava, non imponeva. Le sue parole erano sempre minacce vuote, promesse che tutti i figli riconoscevano essere illusorie e vane. Ogni desiderio dei venti veniva esaudito per non sentire lamenti, ogni malefatta accolta con un sorriso indulgente, come se una piccola parola fuori posto non fosse il prodromo di altre più pesanti, come se l’amore vuoto bastasse a contenere la furia della gioventù.

I figli cercavano i confini della loro libertà, come il mare cerca la riva, confini che non trovavano mai. Eolo, con un sorriso, che voleva essere comprensione più per la sua incapacità che per le malefatte dei figli, giustificava ogni loro eccesso, sorvolava su ingiurie e sopraffazioni, lasciando che le urla squarciassero il cielo e i litigi si trasformassero in tempeste sulla Terra che tremava sotto il peso di un padre che non sapeva guidare.

Gli insulti, un tempo sussurrati tra fratelli, iniziarono ad essere più pesanti e più alti e proseguirono colpendo anche i genitori. Parole taglienti, come lame d’aria, ferivano il cuore della genitrice e il cielo si rattristava, coprendosi di nuvole scurissime. Ma Eolo, invece di imporsi, sdrammatizzava, svuotando la sua già fragile autorevolezza che si dissolveva giorno dopo giorno come si dissolve la nebbia al mattino. Le lacrime della madre, ignorate e silenziose, si condensavano nell’aria, trasformandosi in nubi minacciose, presagio di burrasche che nessun dio avrebbe potuto placare.

Così, nel regno del vento, l’amore senza guida divenne caos, e l’indulgenza si fece tempesta.

 

Il castigo come illusione dell’educazione

Quando il caos dei venti iniziò a turbare la quiete degli uomini, Zeus, dall’alto dell’Olimpo, si destò inquieto. Le urla che squarciavano il cielo, le tempeste che laceravano la terra, non erano più giochi d’aria, ma minacce al cosmo intero. Così il sovrano degli dèi intervenne, imponendo a Eolo un ordine che non ammetteva replica.

Eolo, piegato dal volere divino, decise allora di rinchiudere i suoi figli, creature ormai indomabili, in otri magici, sigillati con incantesimi antichi, custoditi nelle caverne profonde di Ἑ᾿ολία νῆσος, l’isola Eolia, che alcuni identificano in Lipari, altri in Stromboli, dove sorgeva la sua reggia tra vapori e pietra.

Credeva, illudendosi, che l’isolamento potesse sostituire l’educazione, che il silenzio forzato valesse più di mille parole mancate. Ma punire quando è troppo tardi, senza aver mai insegnato, né ascoltato, né compreso, è come chiudere le porte di un tempio che non ha mai accolto preghiere. Rinchiudere senza dialogo, castigare senza spiegare, non genera saggezza, né pentimento. Solo silenzio. Solo rancore. Nelle profondità delle caverne, dove il vento geme tra le rocce, i figli di Eolo non impararono a comprendere le necessità altrui, ma coltivarono solo il proprio egoismo che non ammette le esigenze altrui.

 

Il silenzio del vento e il mare immobile

Gli anni scorrevano in una quiete solo apparente, ma il mondo, sotto quella calma, gemeva. Senza i venti a soffiare sulle vele, le navi restavano immobili, come uccelli dalle ali spezzate sul dorso del mare, o si muovevano a costo di enormi sforzi sui remi. Il commercio si arrestava, gli scambi tra i popoli si facevano rari, e la vita, privata del suo respiro, diventava più faticosa, più isolata. In quell’epoca remota, il mare non era un confine: era una strada liquida, una via sacra che univa civiltà lontane, portando con sé spezie, parole, idee e il profumo di terre mai viste.

Le strade di terra erano poche, impervie, scolpite nella roccia e nel fango, ben lontane dalla comodità che oggi conosciamo. Solo le navi, spinte dal soffio dei venti, potevano attraversare il mondo, cucendo insieme le coste come fili d’oro su un tessuto blu.

Gli anni scorrevano, ma senza vento, il mare era uno specchio immobile e l’umanità, priva di connessione, cominciò a chiudersi in sé stessa, come isole mute nel grande oceano del tempo.

 

La fuga dei venti

Zeus, ancora una volta, alzò la voce dell’Olimpo, e il suo comando giunse come tuono nel cuore di Eolo. Il dio dell’aria, stanco e rassegnato, decise infine di liberare i suoi figli, uno alla volta, lentamente, come si sciolgono nodi troppo stretti, per evitare che si scontrassero come in passato, quando la loro furia aveva quasi spezzato il cielo.

Ma il primo vento, impaziente e maldestro, non attese il gesto solenne del padre. Scattò fuori dall’otre come freccia impazzita, con la grazia di un uragano e la goffaggine di un bambino. Nel suo impeto, urtò l’otre accanto, che rotolò, si inclinò, si ruppe e, con esso, uno dopo l’altro, tutti gli altri sigilli cedettero, come vasi sacri infranti in un tempio profanato.

In un istante, il cielo si riempì di grida, di correnti che si inseguivano, si scontravano, si mescolavano in un turbinio inarrestabile. I venti, finalmente liberi, non cercarono ordine né pace, ma esplosero nel mondo come figli dimenticati che reclamano il loro nome.

Eolo, attonito, non poté far altro che osservare la danza selvaggia che lui stesso aveva scatenato, non con la volontà, ma con l’incapacità di contenere ciò che non si può imprigionare: la natura del vento, libera, impetuosa, indomabile.

 

L’incontro dei venti: un amore sospeso tra cielo e terra

Nel cuore del caos, quando il cielo sembrava sul punto di spezzarsi e le correnti impazzite si rincorrevano come cavalli selvaggi, accadde l’imprevedibile: un istante di quiete nel tumulto, un battito sospeso tra due respiri.

Scirocco, vento del sud, caldo come la sabbia che canta sotto il sole, passionale come un tramonto che incendia l’orizzonte, si arrestò per un attimo, come se qualcosa lo avesse chiamato da lontano. Fu allora che incrociò lo sguardo di Tramontana, vento del nord, fredda e raffinata, con la grazia di un fiocco di neve che danza nell’aria, con l’eleganza di chi conosce il silenzio delle montagne.

Non erano più i piccoli venti di un tempo, giocosi e inconsapevoli. Ora erano cresciuti, adolescenti impetuosi, carichi di desideri e di storie non dette. In quell’istante, fu come se il tempo si fermasse, come se il mondo intero trattenesse il fiato. Lui, ardente come il deserto che brucia anche sotto la luna, lei, limpida e distante come un cristallo che non osa sciogliersi. Non si erano più visti da anni, non si conoscevano davvero, ma bastò uno sguardo, un solo sguardo e fu amore. Non un amore gridato, ma uno che nasce nel silenzio, tra le pieghe del vento, tra le correnti che si sfiorano senza toccarsi, tra il calore che cerca il gelo e il gelo che si lascia cercare. In mezzo alla tempesta, due anime si riconobbero, e il cielo, per un attimo, divenne poesia.

 

Per continuare a leggere

 

Riccardo Agresti

CONSIGLIO COMUNALE HA DELIBERATO: TREVIGNANO ROMANO, SOCIO FONDATORE DEL “BIODISTRETTO DEI LAGHI DI BRACCIANO E MARTIGNANO ETS”

Si riceve e si pubblica

Un biodistretto, è area naturalmente vocata al biologico, ed è stato un cammino naturale quello dei diversi attori del nostro territorio che hanno stretto un accordo per la gestione sostenibile.

Se già nella Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo (UNCED) del 1992, l’Italia sottoscriveva il documento programmatico di orientamento delle politiche verso lo “sviluppo sostenibile” conosciuto con il nome di Agenda 21, sono passati degli anni prima che venissero attribuite alle Autorità Locali un ruolo centrale.

Impossibile raggiungere gli obiettivi legati alla cultura ed allo sviluppo del biologico, senza individuare opportunità e soluzioni, un modello di sviluppo attento alla conservazione delle risorse, alla compatibilità ambientale ed alla valorizzazione delle differenze locali e, quindi, alla qualità della vita.

Le Amministrazioni Comunali sono la realtà più vicina ai cittadini, un riferimento strategico per affrontare e risolvere i problemi quotidiani, attenti alle proposte ed agli strumenti in grado di migliorare attività ed azioni condivise.  Ecco perché il Biodistretto dei Laghi di Bracciano e Martignano ha preso forma, facendosi parte attiva e centro di incontro e condivisione per lo scambio di conoscenze tra le realtà istituzionali e gli operatori agricoli, agroalimentari, turistici, ambientali, del territorio, mettendo in rete i progetti che sono stati approntati, creando supporti e servizi per ulteriori iniziative e realizzando una identità forte sulla scelta del biologico e dell’agro-ecologia, unitamente all’attenzione per la salute dell’ambiente e dei cittadini. E Trevignano Romano, con la sua Amministrazione Comunale, ha aderito in qualità di Socio Fondatore, alla sua nascita, impegnandosi a promuovere e realizzare le finalità previste, incentivando forme di produzione e consumo di alimenti da agricoltura biologica, ivi compresa l’introduzione di alimenti da agricoltura biologica nella ristorazione scolastica e collettiva.

Se l’obiettivo generale per il raggiungimento della neutralità climatica in Europa è stato fissato entro il 2050, il “Green Deal” non poteva che chiamarci alla creazione di strumenti di natura partecipativa per la rivitalizzazione delle aree rurali e di miglioramento dell’attrattiva turistica dei territori, senza dimenticare la protezione ed il ripristino della biodiversità. Grandi concetti che si devono tradurre in soluzioni elaborate localmente per rispondere alle reali necessità dei territori, coinvolgendo la comunità residente nei processi decisionali.

Le politiche europee a favore di questa nuova realtà, si stanno traducendo in interventi normativi ad hoc,  delineando uno scenario nuovo e sempre più favorevole, riconoscendo i Biodistretti anche giuridicamente.

Se ricerca e innovazione fanno parte di piani di azione nazionali, strategici gli obiettivi sia di promozione sia di comunicazione a livello locale, per il sostegno dei prodotti, promuovendone la tracciabilità anche attraverso la tecnologia blockchain, insieme ad azioni promozionali destinate a sensibilizzare i consumatori in merito ai prodotti agricoli, alle filiere, ai distretti biologici.

Il lavoro svolto sia come singola impresa o tramite accordi agroambientali, assume un ruolo centrale negli interventi volti all’organizzazione dell’offerta e all’attivazione di canali di vendita collettivi, particolarmente auspicabili in agricoltura biologica a causa della maggiore dispersione dei produttori sul territorio. La governance del biodistretto, si pone come facilitatore per la costruzione di reti tra gli operatori o come organizzatore delle attività necessarie o anche attivatore degli attori chiave nella valorizzazione economica delle produzioni locali, agricole e non.

Il territorio dei Comuni intorno al Lago di Bracciano presenta caratteristiche omogenee, sia sotto l’aspetto orografico-ambientale, sia sotto l’aspetto socioeconomico, e che il settore agricolo-zootecnico rappresenta una parte importante dell’economia locale.

Con una votazione unanime, nel mese di agosto 2025, il Consiglio Comunale di Trevignano Romano, ha formalmente risposto all’invito del Presidente Ing. Barbara Giorgi, con piena e totale condivisione delle attività previste nell’Atto di Costituzione e nuovo Statuto, alla costituzione in qualità di Socio Fondatore del “Biodistretto dei Laghi di Bracciano e Martignano ETS”.

Dopo due anni, il processo avviato dal comitato promotore composto dai Comuni di Trevignano Romano, Bracciano, Anguillara e dai produttori biologici, ha finalmente visto la luce. Ma, nel frattempo, nessuno era rimasto fermo, considerando che il Biodistretto ha già partecipato ad alcuni bandi, probabilmente aggiudicandosi anche dei fondi utili per un lavoro sempre più specifico, sotto la guida attenta ed al supporto ed alla disponibilità degli operatori anche del nostro territorio.

Indispensabile sarà dare seguito costante alle azioni previste, condividendo e comunicando i successi ma anche le difficoltà che inevitabilmente si incontreranno. L’Agenda 21 ha fissato una data: si tratta di una sfida raccolta, e come tutte, si vince solo lavorando insieme.

biodistretto dei paesi del lago di Bracciano

D’AMATO: AL VIA I CORSI DI GUIDA SICURA PER I GIOVANI

Si riceve e si pubblica

400mila euro stanziati per almeno 1.000 neopatentati coinvolti tra i 18 e i 21 anni

Un primo passo concreto sulla sicurezza stradale arriva dalla Regione Lazio, che prima della pausa estiva ha approvato la delibera per l’avvio dei corsi di guida sicura destinati ai neopatentati tra i 18 e i 21 anni. L’iniziativa è finanziata con 400mila euro, stanziati grazie a un emendamento alla legge di bilancio presentato dal capogruppo di Azione in Consiglio regionale, Alessio D’Amato, e consentirà la partecipazione di almeno mille giovani.

I corsi si terranno in impianti specializzati, con strutture in grado di riprodurre condizioni critiche di guida: fondi a bassa aderenza, ostacoli improvvisi, perdita di controllo del mezzo, frenate d’emergenza, situazioni di scarsa visibilità e guida notturna. Non semplici lezioni teoriche, ma un addestramento pratico volto a rafforzare la capacità di reazione dei ragazzi e a prepararli ad affrontare gli imprevisti della strada.

“È fondamentale che questo intervento diventi strutturale e che venga valutato con criteri rigorosi. Servono test prima e dopo il corso, una verifica delle abilità alla guida e un monitoraggio a distanza di mesi per capire se chi ha seguito il percorso ha davvero ridotto il rischio di incidenti rispetto ai coetanei. Solo attraverso dati concreti si potrà certificare l’efficacia del progetto. Se i dati confermeranno una riduzione dei sinistri – spiega il capogruppo di Azione in Consiglio regionale, Alessio D’Amato – l’iniziativa potrà aprire la strada al coinvolgimento delle compagnie assicurative, con la prospettiva di ridurre i costi delle polizze RCA per i giovani che completano con successo il percorso. L’approvazione della delibera è un tassello importante nella costruzione di una nuova cultura della sicurezza stradale – sottolinea D’Amato – ma è fondamentale arrivare quanto prima all’approvazione della proposta di legge Lazio Strade Sicure”.Azione, insieme per il Lazio

Forum Aree Interne 2025, la sfida della bellezza e il futuro creativo