Dal 17 al 19 ottobre, la città di Civitavecchia ospiterà il Festival della Cultura Giapponese, un evento che offrirà ai cittadini e ai visitatori un’immersione unica nelle tradizioni, nell’arte e nelle pratiche culturali del Giappone. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Giapponese LAILAC, con il patrocinio del Ministero degli Esteri e dell’Ambasciata del Giappone in Italia, e con il finanziamento di Città metropolitana. Il programma del festival si presenta ricco e coinvolgente, con una serie di attività che spaziano dalla musica alla danza, dalla calligrafia alle arti marziali, senza dimenticare la degustazione di specialità giapponesi. Il tutto si svolgerà nel suggestivo contesto della Cittadella della Musica, il cui giardino si trasformerà in Giardino Zen.
Il Sindaco di Civitavecchia, Marco Piendibene, ha dichiarato: “Questo festival rappresenta un’opportunità straordinaria per Civitavecchia di rafforzare i legami culturali con il Giappone, un paese che ha una tradizione millenaria di grande valore. È un’occasione per tutti i nostri concittadini per scoprire aspetti affascinanti di una cultura che, pur lontana, è in grado di suscitare emozioni e riflessioni universali. Invito tutti a partecipare a questo evento, che non solo celebra la bellezza della cultura giapponese, ma anche l’importanza della condivisione interculturale.”
L’Assessore alla cultura e all’istruzione, Stefania Tinti, ha aggiunto: “Un evento come questo è un’opportunità unica per la nostra città. Vogliamo che il festival diventi un punto di riferimento per tutti coloro che amano la cultura giapponese e che desiderano conoscerne più a fondo le tradizioni. È il frutto di una collaborazione con realtà locali e internazionali, e rappresenta un’occasione di crescita culturale per tutta la nostra comunità. Da pochi giorni è stato inoltre sottoscritto l’Accordo che lega tutte le città nel mondo attraversate dal Samurai Hasekura, un accordo che prevede importanti attività commerciali e culturali. Sto inoltre lavorando al reperimento di fondi che consentano una visita di alcuni nostri studenti a Ishinomaki, un’occasione preziosa per i nostri ragazzi. Ringrazio infine gli uffici dell’Assessorato che hanno seguito con particolare attenzione e cura l’organizzazione del Festival.”
Il programma del Festival prevede: esibizioni musicali e danze tradizionali giapponesi, dimostrazioni di kimono e angoli tematici di Calligrafia, Omikuji (previsioni giapponesi), Via del Te, Washi (la tradizionale carta giapponese), laboratori per realizzare un foglio Washi, arti marziali e dimostrazioni a cura dell’Associazione sportiva locale Mabuni, mostre fotografiche, seminari, e degustazioni.
L’inaugurazione avverrà il 17 ottobre alle ore 18:30, e tutti gli eventi sono gratuiti con prenotazione obbligatoria. Per partecipare, è sufficiente inviare una mail a festivalculturagiapponese@comune.civitavecchia.rm.it. Inoltre, il QR code presente sulla locandina consente non solo la prenotazione ma anche una visita in anteprima dell’evento.
Per lungo tempo la gravidanza è stata raccontata esclusivamente dal punto di vista femminile. La madre, con il suo corpo che cambia e la mente che si prepara all’accudimento, è stata considerata il fulcro del percorso verso la nascita. Ma oggi, anche il ruolo del padre è al centro di una nuova consapevolezza.
Sempre più uomini desiderano partecipare attivamente alla gravidanza, ma spesso si trovano ad affrontare questo passaggio senza strumenti adeguati, sentendosi impreparati o esclusi da un’esperienza che sembra “appartenere” solo alla donna.
Per rispondere a questo bisogno, i Consultori della ASL Roma 4 hanno ideato “Parole di Papà”, un’iniziativa all’interno dei corsi di accompagnamento alla nascita, pensata esclusivamente per i futuri padri.
“A frequentare i corsi preparto sono spesso solo le future mamme – ha spiegato la dottoressa Gabriella Lotti, Direttore dei Consultori familiari della ASL Roma 4 – come se l’attesa fosse riservata esclusivamente a loro. Fortunatamente oggi i papà iniziano a sentirsi legittimati a vivere e condividere anche le proprie emozioni. Diventare padre è un viaggio che comincia molto prima del parto, ed è giusto che abbia uno spazio dedicato”.
“Parole di Papà” si propone proprio come questo spazio: un incontro riservato ai soli uomini, guidato da un’ostetrica e da uno psicologo, in un clima accogliente e non giudicante. L’assenza delle partner consente ai partecipanti di esprimersi con maggiore libertà, condividendo dubbi, paure, aspettative e vissutiemotivi legati alla nascita e alla nuova identità di padre.
Durante l’incontro vengono affrontati alcuni temi chiave della paternità:
Come sostenere la partner durante la gravidanza e il parto
Il ruolo attivo del padre nei primi mille giorni di vita del bambino
I cambiamenti nella relazione di coppia
L’importanza della cura quotidiana, affettiva e pratica
Ampio spazio viene dato anche alla sfera emotiva, con l’obiettivo di valorizzare la forza dei piccoli gesti, leggere un libro, cambiare un pannolino, consolare il neonato, come momenti fondamentali nella costruzione del legame padre-figlio.
A conclusione dell’incontro, i papà ricevono un vademecum pratico, una semplice guida con otto azioni quotidiane per diventare padri presenti, attenti e consapevoli.
“Parole di Papà” non è solo un appuntamento informativo, ma un invito concreto a prendersi il proprio spazio nella genitorialità fin dall’inizio del percorso. Un tempo dedicato alla riflessione, alla condivisione e alla crescita personale, per diventare non solo padri, ma genitori coinvolti e presenti.
Per partecipare è sufficiente contattare il Consultorio familiare della ASL Roma 4 più vicino.
Come Giovani Democratici recentemente abbiamo lavorato, ed ultimato, un progetto a noi caro: la rimozione delle barriere architettoniche per una città più accessibile, accogliente e inclusiva.
Il nostro progetto si basa sull’ascolto dei cittadini, attraverso un sito web dedicato alla segnalazione delle barriere architettoniche, dei guasti all’illuminazione pubblica, delle strade disconnesse o di qualsiasi problema che ostacoli il pieno godimento delle attività quotidiane. Sarà possibile indicare la via precisa e la zona in cui si trovano tali criticità, allegare una foto per una comunicazione più tempestiva ed efficace.
Inoltre, abbiamo creato una pagina Facebook dedicata, “Basta Barriere”, che consente a chiunque di contribuire al benessere al quale Civitavecchia aspira, partendo dall’uguaglianza di condizioni di vita. La pagina include un gruppo aperto alle discussioni, affinché anche i cittadini possano esprimere il proprio pensiero e la propria opinione, nei limiti del rispetto.
Il nostro obiettivo è sempre stato quello di lottare per la giustizia e per una Civitavecchia vivibile da tutti e tutte. Pertanto, partire dalla rimozione delle barriere architettoniche significa costruire, dalle fondamenta, una base solida per il benessere della comunità.
Tutte le segnalazioni, una volta raccolte, con cadenza regolare verranno sottoposte all’attenzione dei delegati preposti.
Mostra ad ingresso gratuito dell’Artista Anna Fontanella presso la Galleria Accademica d’Arte Contemporanea della città d’arte Canale Monterano di Roma dal 18 ottobre a 1 novembre 2025 ad opera dell’Accademia Internazionale di Significazione Poesia e Arte Contemporanea, in Convenzione formativa con l’Università degli Studi di Roma Tre, accreditata dalla Regione Lazio, iscritta all’albo di Roma Capitale e del Comune di Canale Monterano.
Venerdì 10 ottobre, alle ore 18, in Piazza Re di Roma, l’associazione Territorio Cultura Solidarietà Onlus A.P.S. promuove una cerimonia pubblica in memoria di Pamela Mastropietro, vittima di un crimine atroce che ha scosso profondamente l’opinione pubblica italiana.
“Ci ritroveremo insieme, cittadini, associazioni e istituzioni, per ripristinare lo striscione vandalizzato nei primi giorni di agosto e riaffermare, con forza e dignità, che la memoria non può essere cancellata”, spiegano i promotori dell’iniziativa, “Il ricordo di Pamela non appartiene soltanto alla sua famiglia, ma a un’intera comunità che continua a chiedere verità e giustizia. Vandalizzare una panchina, distruggere uno striscione o minimizzare il suo dramma significa oltraggiare la memoria di tutte le donne vittime di violenza, significa tentare, ancora una volta, di seppellire la verità sotto l’indifferenza.
Pamela è stata uccisa due volte: la prima, nel modo più barbaro e disumano; la seconda, dall’oblio e dal silenzio che troppo spesso circondano le vittime “scomode”. È stata trattata come una vittima di serie B, dimenticata dalle istituzioni, trascurata da chi avrebbe dovuto indagare fino in fondo, e offesa da chi ha provato a ridurre la sua tragedia a un fatto di cronaca minore. Ma la memoria non si cancella.
E la sua famiglia, guidata dal coraggio instancabile della madre, Alessandra Verni, non ha mai smesso di lottare contro una giustizia parziale, contro archiviazioni troppo frettolose, contro il silenzio su complici e responsabilità ancora oscure. Oggi chiediamo che la memoria di Pamela sia finalmente rispettata e che il suo nome diventi simbolo di giustizia e di dignità. Chiediamo che la sua storia non venga più dimenticata, e che nessuna giovane donna sia mai più lasciata sola nel momento del bisogno”.
L’invito è rivolto a tutti i cittadini, alle associazioni e ai rappresentanti di ogni parte politica “affinché questo momento di ricordo sia anche un segno di unità e consapevolezza civile. Solo insieme possiamo trasformare il dolore in impegno, e la memoria di Pamela in un monito che valga per tutti: “Non si può dimenticare. Il ricordo è giustizia”.
Il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti: “In questi giorni assistito a gravi tentativi di speculazione politica, veicolati messaggi distorti e non verificati”
Nell’anno scolastico appena iniziato, il servizio OePac a Cerveteri ha registrato un aumento significativo dell’utenza: si è passato da 150 a 190 bambini che usufruiscono del servizio, con una crescita di circa il 30%. Un incremento importante, che testimonia un bisogno crescente al quale l’Amministrazione comunale ha scelto di rispondere con determinazione e responsabilità, confermando l’impegno storico per la tutela dei bambini con disabilità e per la qualità dell’assistenza scolastica.
«Le ore e gli stanziamenti dell’Amministrazione comunale per l’anno scolastico in corso sull’OEPAC non sono diminuiti, nonostante l’adeguamento, verso l’alto, delle tariffe orarie del servizio: non c’è stato alcun taglio da parte del Comune — dichiara il Sindaco Elena Gubetti — il vero dato è l’aumento degli utenti, che comporta inevitabilmente un maggiore fabbisogno di ore e risorse. Nonostante ciò, stiamo lavorando per garantire continuità e qualità del servizio, perché i bambini restano la nostra assoluta priorità».
Il servizio OEPAC è attualmente affidato alla Cooperativa Medihospes con un contratto triennale, più eventuale quarta annualità, dal valore complessivo di circa 2,6 milioni di euro. Ogni anno l’Amministrazione investe circa 650mila euro più IVA per assicurare la presenza degli operatori in classe, coprendo quasi integralmente i costi, con un sostegno minimo da parte di Enti sovraordinati. Per rispondere alle nuove esigenze, l’Amministrazione ha avviato la procedura del cosiddetto Quinto d’Obbligo, che permette di incrementare l’importo dell’appalto fino a un massimo del 20% del suo valore complessivo.
«Le risorse stanziate con il Quinto d’Obbligo, interamente a carico del bilancio comunale — spiega Gubetti — ci consentiranno di riportare a 7 ore settimanali l’assistenza per i Comma 3 e a 4 ore per i Comma 1. È uno sforzo economico importante, ma necessario per dare risposte concrete alle famiglie».
Un impegno economico straordinario per l’anno scolastico in corso: la spesa complessiva per il servizio OePac è salita infatti a circa 866mila euro, a fronte dei 650mila previsti in gara.
«Da settembre a dicembre 2025 — aggiunge il Sindaco — spenderemo circa 388mila euro contro i 253mila stanziati. Questo significa che il Comune dovrà integrare oltre 134mila euro. A questo si aggiungono ulteriori 347mila euro per il 2026. Sono cifre importanti, tutte a carico del bilancio comunale, ma abbiamo scelto di sostenerle, perché nessun bambino deve restare indietro».
«Proprio perché parliamo di un servizio che riguarda bambini e famiglie fragili — sottolinea Gubetti — è gravissimo assistere a tentativi di speculazione politica e alla diffusione di informazioni distorte o non verificate. Chi sceglie di strumentalizzare temi come l’assistenza scolastica per attaccare l’Amministrazione dimentica che dietro i numeri ci sono persone, bambini e genitori che hanno diritto a certezze e non a polemiche. Noi preferiamo lavorare in silenzio, con atti concreti e trasparenti, per dare risposte vere e non slogan».
Già ad agosto, l’Amministrazione ha convocato i dirigenti scolastici per illustrare la situazione e concordare la distribuzione delle ore in base ai bisogni reali degli studenti.
«Abbiamo trovato collaborazione e senso di responsabilità — spiega Gubetti — la nostra priorità è garantire che ogni bambino riceva il sostegno necessario, anche in un momento in cui la domanda cresce e le norme sugli appalti impongono limiti precisi. L’Amministrazione è già al lavoro per bandire una nuova gara, con risorse più consistenti e un incremento delle ore disponibili, con l’obiettivo di raggiungere circa 1 milione di euro di investimento annuo”.
«Questa riduzione è solo temporanea — precisa il Sindaco — la nostra volontà è consolidare e potenziare il servizio, per dare stabilità e certezza alle famiglie e alle scuole. Anche oggi, nonostante le difficoltà, Cerveteri offre un servizio superiore a quello di molti Comuni vicini».
Nei prossimi giorni la questione sarà oggetto di un approfondimento all’interno della Commissione Consiliare competente, nel corso della quale saranno forniti tutti i dati, i numeri e le informazioni tecniche.
«Stiamo lavorando insieme all’Assessore alle Politiche Scolastiche Romina Vignaroli per individuare, con la collaborazione delle scuole, le soluzioni più giuste per rispondere ai bisogni reali dei bambini e delle famiglie — aggiunge Gubetti —. Un lavoro di squadra che ci permette di agire con serietà e responsabilità».
Il Sindaco ha inoltre voluto rivolgere un ringraziamento “al Dirigente Dottor Emiliano Magnosi, alla Responsabile dell’Ufficio Servizi Sociali Dottoressa Giorgia Medori, al personale dipendente dell’ufficio e alla Presidente della VI Commissione, Adele Prosperi per la disponibilità e la collaborazione istituzionale dimostrata in un momento così delicato”.
Portava con sé un mantello ruvido, ma intriso del suo tepore e lo porse alla regina con mani stranamente tremanti, ancora umide di sudore per lo sforzo, dell’acqua della pelle e della paura del cuore di Bianca. Lei, bagnata e gelata, si liberò delle vesti che le aderivano al corpo come una pelle imposta, lucida di fuga e di luna. Il tessuto si staccò lentamente, con un suono sordo, vischioso e ammaliante, rivelando le curve morbide, la pelle che brillava sotto la luce lunare come alabastro umido e il respiro, ancora affaticato, che sollevava il petto con ritmo irregolare, come se il cuore non avesse ancora deciso se fuggire o restare.
L’odore salmastro della pelle bagnata si mescolava a quello del mantello, un aroma di lana grezza e corpo maschile, caldo e vivo. Lui distolse lo sguardo, ma non prima che la luna gli concedesse un istante di bellezza silenziosa. Un istante che si incise nella carne, come una visione che non si può raccontare. A quindici anni, il bocciolo era stato offerto a Martino, che non aveva saputo apprezzarla. Ora, a quasi il doppio, Bianca era un fiore esploso, carnale e sacro, nella sua piena maturità luminosa. Un angelo abbagliante, ma non celeste: terrestre, vivo, travolgente.
Si avvicinò per avvolgerla nel mantello, ma il gesto lo portò troppo vicino. Le dita sfiorarono per errore la pelle nuda del fianco, e lui trattenne il respiro, come se il contatto lo avesse bruciato. Per un istante, il corpo tradì la volontà: la distanza si annullò, il desiderio si fece presenza. Poi si ritrasse di scatto, come se avesse violato un confine sacro.
Bianca lo guardò. Non con rimprovero, ma con consapevolezza. I suoi occhi, lucidi e profondi, non dissero nulla, ma era come se tutto fosse stato già detto. Un gesto lento, il modo in cui si strinse nel mantello, come se accogliesse il calore e respingesse l’istinto. Per un momento, il freddo sembrò svanire per entrambi. Non per il tessuto, ma per ciò che non osavano confessare.
L’attrazione
Il cavallo attendeva poco lontano, con gli zoccoli avvolti in stracci per attutire ogni suono. Nessuna sella, per non destare sospetti. Lui gli salì in groppa con un gesto rapido ma silenzioso e aiutò Bianca a salire e raccogliersi davanti a lui, il corpo stretto tra le sue braccia forti, il respiro ancora affannato per la fuga.
Le mani di lui la proteggevano, ma il contatto era più di una difesa o di una promessa di fedeltà: era un desiderio trattenuto, un confine che tremava sotto la pelle. Il profumo dei lunghi capelli bagnati di Bianca si mescolava all’odore della notte, al sudore, alla terra e lui ne fu inebriato come da un vino proibito.
Il mantello che la avvolgeva si era sollevato appena, lasciando intravedere la curva del collo, il profilo del seno, la pelle che ancora brillava di luna e di acqua. Lui si chinò impercettibilmente, non per toccarla, ma per sentirla più vicino, come se il calore del suo corpo potesse attraversare il silenzio.
Per un istante, il suo volto sfiorò il suo orecchio. Il respiro si fece più lento, più profondo. Il desiderio lo attraversò come una lama che gli incideva il cuore, ma non osò oltrepassare il limite. Era la regina. Era la donna che aveva giurato di servire, non di violare e possedere.
Bianca lo sentì. Sentì il tremore delle sue mani, il trattenersi del suo corpo, il rispetto che lottava contro l’istinto. Non disse nulla. Ma il modo in cui si appoggiò a lui, il modo in cui lasciò che il suo capo sfiorasse il suo petto, fu un gesto ambiguo, consapevole, un silenzio che diceva tutto, ma non poteva essere rivelato.
Ancora una volta il freddo sembrò svanire. Non per il calore del mantello, ma per quello che nessuno dei due osava confessare.
Il passo
Partirono al passo, in silenzio, sotto il plenilunio. La strada era lunga fino al castello amico più vicino. Ogni passo del cavallo sembrava un battito del cuore, lento e profondo. Le mani di lui restavano ferme, ma il corpo parlava: sentiva il calore di lei, il ritmo del suo respiro, il peso della sua fiducia. Il mantello si era sollevato appena, lasciando intravedere la curva del fianco, la pelle ancora umida che profumava di vento e di fuga. Il suo volto era vicino al collo di Bianca, e il respiro di lei gli sfiorava la guancia, tiepido, ritmato, quasi intimo. Per un istante, il silenzio sembrò diventare spazio per qualcosa di più: una parola non detta, un gesto che avrebbe potuto svelare l’inconfessabile.
Ma all’improvviso, lui fermò il cavallo. Un gesto rapido, deciso. Il corpo si irrigidì, come se il desiderio si fosse spezzato contro la lama del pericolo. Le fece cenno di scendere, senza parlare, indicando in lontananza, tra le ombre degli alberi, un fuoco che brillava. Una luce tremolante, sinistra, come un occhio che osserva. uno sguardo che non dorme mai. Sicuramente guardie del conte, messe a sorvegliare il passo.
Bianca si accovacciò accanto a lui, il mantello stretto intorno al corpo. Il freddo tornò a morderle la pelle, ma non era il vento: era la paura. I due si guardarono per un istante. In quello sguardo c’era tutto: paura, determinazione e qualcosa che non era ancora amore, ma ne portava il seme. Un seme che il pericolo aveva interrotto, ma non cancellato.
Lui estrasse un piccolo pugnale, l’unica arma che aveva potuto portare con sé, e glielo porse. Non per combattere, ma per scegliere. Se fossero stati scoperti, Bianca avrebbe potuto decidere se essere presa viva o se reclamare la sua libertà con il sangue.
Lei non sapeva se con quel coltello si sarebbe liberata o avrebbe ucciso qualcuno: i servi di chi l’aveva umiliata, di chi l’aveva ritenuta inferiore, di chi l’aveva imprigionata, di chi la voleva con la forza, di chi non l’aveva mai vista per ciò che era: una regina e una donna.
Poi, con movimenti lenti e silenziosi, si avvicinarono al ciglio del sentiero. Il vento era calato, ma la luna continuava a vegliare. Bianca, con passo leggero, lo seguì spostandosi tra le rocce, cercando un punto da cui spiare le guardie per comprendere come andare avanti. Il pugnale le pesava nella mano come una scelta ancora da scrivere, come una parola non detta, pronta a diventare destino.
Venerdì 10 ottobre 2025 alle 21.00 “Never Grow old”, uno spettacolo musicale, sostanzialmente teatro-canzone come lo ha definito il suo autore Claudio Sisto, che attraverso la narrazione della vita e del percorso umano di Dolores O’Riordan voce ed anima dei Cranberries ci propone il vissuto irto di popolarità, ma anche di mille difficoltà dell’artista.
Protagonisti sul palco i Wild Berries, tribute band dei Cranberries che farà rivivere le emozioni e le sonorità del gruppo irlandese, con una particolare attenzione all’eredità musicale di Dolores O’Riordan.
Un appuntamento imperdibile non solo per gli appassionati della musica dei Cranberries, ma per tutti coloro che credono nel valore della cultura come ponte verso una società più inclusiva e consapevole.
Teatro Charles De Foucauld, via delle palme, 6 – Bracciano
Associazioni Generazione Musica e Fa.Rò.
Per informazioni e prenotazioni contattare via whatsApp il numero 3394677628 info@unteatroperbracciano.it https://www.teatrocharlesdefoucauld.it/
Compongono il collegio inoltre le Dottoresse Arianna Camellini e Monica Fortini
Si è ufficialmente insediato ieri mattina, mercoledì 8 ottobre, il nuovo Collegio dei Revisori del Comune di Cerveteri. A presiederlo, il Dottor Maurizio Ferri, affiancato dai colleghi revisori le Dottoresse Arianna Camellini e Monica Fortini.
A dare loro il benvenuto, insieme al Segretario Generale, la Dottoressa Giuseppina Antonelli, al Dirigente Dottor Emiliano Magnosi e il Ragioniere Capo Dottoressa Lilia Paoletti, il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti. Presente in collegamento, anche Alessandro Gazzella, Assessore al Bilancio del Comune di Cerveteri.
“Il Collegio dei Revisori è un organo fondamentale all’interno dell’Amministrazione comunale – ha dichiarato il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – sono loro infatti che controllano la correttezza del bilancio dell’Ente, esprimendo pareri fondamentali sul bilancio e il rendiconto annuale. Come noto e come previsto dal Regolamento, il Presidente viene eletto dal Consiglio comunale, mentre gli altri due componenti sono a sorteggio: ho avuto modo di poter parlare e fare un incontro iniziale con loro e sono certa che la loro professionalità e competenza in materia rappresenterà un validissimo punto di riferimento per le future azioni del Comune di Cerveteri. A loro, il mio più sentito augurio di buon lavoro”.
“Auguro al nuovo Collegio dei Revisori un buon lavoro – ha aggiunto Alessandro Gazzella, Assessore al Bilancio del Comune di Cerveteri – insieme al Dirigente dell’Area Finanziaria Emiliano Magnosi e a tutto il personale dell’Ufficio Ragioneria siamo chiaramente a loro completa disposizione per ogni approfondimento e ogni incontro per fare in modo che le attività dell’Ente possano proseguire in maniera corretta, a norma di legge e spedita. Lavoreremo in maniera congiunta e sinergica per dare alla città un Bilancio sempre chiaro, corretto e rispettoso dei parametri imposti dalla normativa”
Quattro lezioni per ogni Centro Anziani: appuntamenti a Cerenova, in via Luni, a Valcanneto in Largo Giordano e a Cerveteri in via dei Bastioni
“In Italia un numero allarmante di persone gioca d’azzardo: circa un milione e mezzo di persone. Ad esserne afflitti maggiormente sono i giovani, ma è in costante crescita il trend anche per le persone più anziane, per gli over 65: per solitudine o magari con l’illusione di poter arrotondare in modo rapido la propria pensione, finiscono per entrare in un vortice maledetto senza via d’uscita. Per questo è importante prevenire e parlarne, e bisogna farlo con degli esperti, con delle figure qualificate. Lo faremo a partire da sabato 11 ottobre all’interno dei tre Centri Anziani di Cerveteri, con una serie di incontri dedicati agli iscritti delle tre Aps, ma che sono comunque aperti a tutta la popolazione”.
A dichiararlo è Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri, nel presentare il “Progetto Prevenzione dei rischi di disturbo da gioco d’azzardo” per over 65, promosso proprio dal Comune di Cerveteri in qualità di Comune Capofila del Distretto Roma 4.2 e finanziato dalla Regione Lazio.
«Si tratta di incontri estremamente utili, curati da una figura di grande professionalità quale la Dottoressa Francesca Manfrè, psicologa, formatrice e iscritta all’Ordine degli Psicologi del Lazio — ha dichiarato il Sindaco di Cerveteri, Elena Gubetti – colgo l’occasione per rivolgere un sentito ringraziamento all’Ufficio dei Servizi Sociali per l’impegno costante e, in particolare, alla Consigliera comunale Arianna Mensurati, da sempre impegnata nel promuovere politiche e iniziative concrete a sostegno delle persone anziane.
La sua sensibilità e dedizione rappresentano un valore aggiunto per l’intera comunità. Questo progetto rappresenta un importante strumento di prevenzione e sensibilizzazione sui rischi legati al disturbo da gioco d’azzardo, con particolare attenzione agli over 65, spesso più esposti a situazioni di vulnerabilità. Un’azione di rete che mira a rafforzare la consapevolezza e la tutela dei cittadini più grandi».
“Come Consigliera comunale ma da sempre anche quando ero semplicemente una Delegata, ho sempre seguito con estrema attenzione le attività dei nostri Centri Anziani, cercando, per quanto possibile, di rappresentare per loro sempre un piccolo punto di riferimento – ha dichiarato Arianna Mensurati – non necessariamente nei rapporti con il Comune, ma anche semplicemente con la presenza e la vicinanza morale.
Devo riconoscere che soprattutto da quando si sono costituiti come Aps, svolgono tantissime attività di aggregazione divertenti, creative e formative: giochi da tavolo, serate danzanti, musica, cene e tanto altro. Ma nonostante questo, credo sia importante promuovere all’interno di questi centri momenti di prevenzione come quello dal gioco d’azzardo: una piaga silenziosa, infida, che dati alla mano colpisce e affligge moltissime persone di una certa età”.
“Sia chiaro, giocare è importante, é un momento in cui svagare la testa e liberarsi dai pensieri, ma è fondamentale farlo sempre in modo responsabile e consapevole, qualunque sia il tipo di gioco – ha aggiunto Arianna Mensurati- il gioco infatti per gli anziani rappresenta uno stimolo per la mente, favorisce la socializzazione, migliora la coordinazione, offre relax e divertimento. Obiettivo di questi incontri infatti non è farli desistere dal giocare, ma è sensibilizzarli a farlo con coscienza e senso di responsabilità. Far capire loro che ci si può divertire anche senza eccedere. Invito pertanto tutte le persone che frequentano i nostri Centri a partecipare e a farlo senza timore o vergogna: la psicologa, la Dottoressa Manfrè, sarà a disposizione per affrontare con estrema professionalità e riservatezza ogni problema da voi posto”.
Primi incontri al via al Centro Anziani di Marina di Cerveteri, in via Luni. Gli incontri si svolgeranno sabato 11, sabato 18 e sabato 25 ottobre e sabato 15 novembre. Tutti questi incontri, si svolgeranno dalle ore 09:30 alle ore 13:30.
A Valcanneto, in Largo Giordano i corsi si terranno sabato 11 ottobre e sabato 15 novembre dalle ore 15:00 alle ore 19:00, mentre il 29 novembre e il 13 novembre dalle ore 09:30 alle ore 13:30
A Cerveteri invece, in via dei Bastioni, sabato 18 e sabato 25 ottobre, e sabato 29 novembre e sabato 13 dicembre, dalle ore 15:00 alle ore 19:00