“Quali misure immediate si intendano adottare per garantire a tutti gli studenti della tratta Canale Monterano/Oriolo Romano Bassano Romano la possibilità di raggiungere la scuola con corse sufficienti e mezzi adeguati”. Lo chiede una interrogazione presentata dalla consigliera regionale del Pd Lazio, Michela Califano.
“Numerose famiglie dei Comuni di Canale Monterano e Oriolo Romano segnalano da tempo gravi criticità nel servizio di trasporto scolastico svolto da Cotral S.p.A” si legge nel documento.
“Le corse mattutine risultano sistematicamente sovraffollate, con mezzi saturi già al loro arrivo nelle fermate intermedie. Oltre trenta studenti, pur in possesso di regolare abbonamento, restano quotidianamente a terra e non riescono a raggiungere in orario il proprio istituto scolastico. Una situazione che provoca disagi significativi alle famiglie e compromette la regolare frequenza scolastica”.
“Considerato che Cotral ha dichiarato che il numero di corse è idoneo sulla base dei dati degli abbonamenti, ma queste analisi non corrispondono alla realtà effettiva. E che la Regione Lazio ha competenza diretta sulla programmazione e sul controllo dei servizi di trasporto pubblico locale è urgente intervenire per ristabilire condizioni minime di accessibilità e certezza per gli studenti pendolari”.
La residenza Nonno Sì di Bracciano la festeggia in grande stile
Classe 1925, la signora Marisa Montalbini ha attraversato un secolo e oggi è ospite della incantevole residenza sul lago di Manuela Fratangeli, un posto dove la quiete è riflessa dalla luce del lago, sovrastata dal castello Odescalchi.
C’era tutta la famiglia a festeggiare nonna Marisa, ma anche il sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi, che ha voluto rendere omaggio alla centenaria e portarle gli auguri dell’intera cittadinanza dove Marisa, originaria di Roma, ha deciso di venire a godersi la seconda gioventù. Una bella chioma canuta riassume pagine di una vita lunga e ricca, come ha voluto raccontare in rima una delle nipoti di Marisa, descrivendo una donna piena di vitalità, carattere, senso della famiglia – oggi tutta riunita intorno a lei -, curiosità e amorevolezza.
Un gufo reale, portato dall’associazione Fiocco di Neve, è stato il messaggero augurale della direzione, che ha curato l’organizzazione della festa nei minimi particolari; Roberta e Paoletta, le due responsabili del centro faunistico di Civitavecchia, hanno spiegato che l’interazione degli uccelli notturni con gli anziani consente l’accesso ad emozioni ancestrali dall’incommensurabile valore percettivo. Impossibile descrivere, infatti, gli occhi di nonna Marisa mentre accarezzava Luna, il gufo reale che le è stato posato sul braccio; un non detto di un dialogo muto e definitivo, il bilancio di un’esistenza appagata e densa, probabilmente senza rimpianti e senza rimorsi.
Manuela Fratangeli, proprietaria della residenza Nonno Sì, si è detta orgogliosa e lieta di poter festeggiare la sua prima centenaria da che, due anni fa, ha rilevato l’attività di ricovero per anziani dove inizialmente lavorava come dipendente; attualmente ha 20 ospiti, per la maggior parte donne, tutti autonomi o semi autosufficienti, dei quali ha massima cura, a partire dalle attività neuro conservative proposte.
Nonna Marisa, ha soffiato con energia le candeline a tre cifre rosse della torta intorno alla quale si è radunata tutta la famiglia d’origine e la nuova famiglia di compagni di pace.
Vale la pena riportare l’augurio del figlio di Marisa: “sono sicuro che la prossima festa sarà per i 110 anni della mamma, peccato che noi non ci saremo”.
L’agone, che non poteva mancare all’evento, si è unito agli auguri di ogni bene alla signora Marisa.
Ludovica Di Pietrantonio, direttore L’agone Gianluca Di Pietrantonio, Redattore L’agone
Nonna Marisa con Luna, uno splendido gufo reale
Il sindaco Crocicchi con lo staff di Nonno Sìff di
Una domenica mattina di gala a Canale Monterano, per l’inaugurazione dei nuovi impianti sportivi comunali; il sindaco, Alessandro Bettarelli, ha fatto gli onori di casa ai numeri ospiti, tra cui l’on. Pino Cangemi, vice presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Giuseppe Andrani, presidente del Comitato paralimpico regionale, il parroco, il presidente del Canale Calcio Alberto Tasselli, il consigliere comunale Giovanni D’Aiuto oltre ad alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale di Manziana.
Campo di calcio in erba, campo di calcio in terra, campo di calcetto e tennis in erba sintetica, campo da beach volley e palazzetto da padel coperto oltre a un’area lunch per la ristorazione.
In occasione dell’inaugurazione, la partita di calcio amichevole Canale Anguillara; autorità e giocatori accolti dalla banda musicale E.D’aiuto di Canale e il suo corpo di majorette, un folto pubblico distribuito sugli spalti.
In premessa, subito dopo i ringraziamenti istituzionali per gli intervenuti, si è detto soddisfatto il sindaco Bettarelli, sottolineando il profondo valore educativo dello sport, e quindi il dovere avvertito dalla sua amministrazione di rigenerarne un’area dedicata. Ha ringraziato l’on. Cangemi, il sindaco, riconoscendogli il merito di aver creduto nel progetto e aver contribuito a trovare i fondi regionali per farlo.
Un vero e proprio Villaggio dello Sport, ha dichiarato, di seguito, il vice sindaco Fabrizio Lavini che ha condiviso la genesi del progetto replicando i ringraziamenti del sindaco al suo amico Pino, orgoglioso del suo legame con il vice presidente del consiglio regionale che ha definito, “vicino alla nostra comunità”.
E’ stato proprio Pino Cangemi a precisare che la realizzazione del villaggio dello sport è l’incontestabile esempio della considerazione ammnistrativa per la sua comunità, attenta a curarne la salute e l’inserimento sociale attraverso il canale privilegiato dello sport.
Una bella giornata di sole e di sport, un attestato di amicizia e collaborazione istituzionale, la speranza condivisa che il villaggio possa richiamare soprattutto i giovani, distraendoli dall’ozio potenziale padre di ogni vizio.
Prima del fischio di inizio dell’amichevole di calcio, la banda ha intonato l’inno nazionale, cantato dal pubblico, dalle autorità, dai giocatori; oggi Canale ha già vinto, indipendentemente da qualunque sarà il risultato della gara; ha vinto la buona amministrazione, la sinergia tra istituzione locale e quella Regionale, il buon senso di un investimento e l’amicizia che lega, al di là delle funzioni.
Nell’affascinante atmosfera della Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino, tra le più attraenti rievocazioni storiche d’Italia, il 17 e 18 ottobre presso la sede dell’Associazione Culturale il CASTELLO, di cui Enzo Trifolelli ne è il presidente, ha preso il via la selezione delle Opere Artistiche in SpazioTempismo presentate a Concorso.
Delle Cinquanta opere candidate al Concorso LiberaMente, i Giurati: Gianpiero Ascoli esperto di immagini, Luciana Barbi fotografa, Silvio Merlani gallerista, Luca Salvatelli Storico dell’arte e Michele Telari artista, ne hanno selezionate e ammesse trentasette.
La Giuria, utilizzando come sistema di valutazione il rispetto del regolamento del Bando e la coerenza al Concetto dello SpazioTempismo, l’analisi dei parametri artistici standard, la discussione collegiale e la votazione individuale, ha ammesso al Concorso ”Premio” le opere più meritevoli.
Ci sono stati alcuni momenti di confronto tra le diverse considerazioni dei Giurati, che, sotto la presidenza di Enzo Trifolelli conoscitore del Concetto SpazioTempista, sono state ben analizzate e chiarite.
Si attendono quanto prima le risultanze definitive della Giuria, che saranno rese pubbliche insieme all’esposizione di tutte le opere d’arte ammesse alla selezione del concorso, in un Evento che si svolgerà a Roma alla fine di novembre 2025 presso la prestigiosa Università “Niccolò Cusano”.
I Giurati si sono espressi con apprezzamento per i risultati delle opere presentate con l’espressione del Nuovo Concetto Artistico SpazioTempismo, constatando una continua evoluzione nei lavori, pur riconoscendone la complessità e la ricchezza che si rappresenta con questa forma di espressione artistica.
Si è concluso con la premiazione di sabato 18 ottobre presso il Ristorante Tsade di
Civitavecchia il concorso “Le migliori Fave da morto di Civitavecchia” organizzato
dalla Pro Loco cittadina e dalla Confraternita dell’antica zuppa di pesce e della cucina
tradizionale civitavecchiese, con il patrocinio della Confcommercio Civitavecchia Litorale
Nord.
La qualificata Giuria, composta da Franco Papa Delegato dell’Accademia della
Cucina Sezione locale, da Melissa Onorati, Cristiana Papi e Debora Viggiano
Professioniste di alcune pasticcerie cittadine, e dall’esperto Paride Centurioni, hanno
valutato le 24 preparazioni pervenute, obbligatoriamente rese anonime da Massimo
Siliani in veste di garante dell’iniziativa, secondo l’aspetto visivo, i profumi, la genuinità
intesa come utilizzo delle materie prime, e il sapore complessivo.
Il lavoro dei Giudici, reso impegnativo dall’ottimo livello delle preparazioni, è stato poi
unanime nell’attribuzione dei punteggi, con la classifica che vede al primo posto la
Pasticceria Sweet Art di Margherita Fraticelli. Seguono Barbara Esposito per il
secondo posto e Federica Pernici.
Alle vincitrici premi consistenti in un cesto alimentare.
La Giuria e gli Organizzatori del concorso hanno inoltre voluto attribuire una menzione
speciale a Martina Manca titolare di “Marty Gluten Free” che ha partecipato con un
prodotto per celiaci con l’intento di unire il gusto alla tradizione cercando di rispettare il
sapore autentico e con l’obiettivo di offrire un’esperienza culinaria completa e sicura, che
valorizzi la qualità e il piacere della tavola per tutti.
A tutti i concorrenti gli attestati di partecipazione con i complimenti e i ringraziamenti della
Pro Loco, per aver contribuito a mantenere vivi i valori della tradizione.
Dopo la premiazione a cui hanno partecipato l’Assessore D’Antò, e il Vicepresidente di
Confcommercio Civitavecchia e Litorale Nord Cristiano Avolio c’è stato un bel momento
di convivialità curato dallo Chef Gabriele Recanatesi a cui va il ringraziamento per la
squisita ospitalità dell’iniziativa.
Siamo felici di constatare la grande partecipazione anche per questo concorso, sia
da parte dei professionisti, che di semplici cittadini, a dimostrazione di come la nostra
comunità ritenga importante tutelare e valorizzare le tradizioni cittadine. – dichiara la
Presidente della Pro Loco Maria Cristina Ciaffi.
Appuntamento per tutti all’edizione del prossimo anno.
L’arte entra nella cura: un progetto di accessibilità ed inclusione
Vetralla, sabato 18 ottobre 2025 – ore 11.00, Centro di Salute Mentale (DSM Viterbo Distretto C)
Al Centro di Salute Mentale di Vetralla, si è tenuta l’inaugurazione del progetto 3500cm², curato da Lorenzo Benedetti in collaborazione con A-Head Project di Angelo Azzurro Onlus, con il sostegno della presidente dott.ssa Stefania Calapai e del dott. Francesco Cro, responsabile della struttura.
L’arte contemporanea è entrata concretamente nei luoghi della cura, trasformandoli in spazi di incontro, inclusione e bellezza. L’iniziativa segna l’avvio della collezione permanente di opere di 3500cm² nei Centri di Salute Mentale del Lazio, che si diffonderà progressivamente in tutta Italia, creando un modello innovativo che unisce arte, salute e partecipazione sociale.
“Oggi vediamo realizzarsi un sogno che unisce arte e salute mentale in un percorso di bellezza condivisa,” ha dichiarato la dott.ssa Stefania Calapai, presidente di Angelo Azzurro Onlus. “La collaborazione con artisti e curatori come Lorenzo Benedetti ci permette di restituire valore alla creatività come forma di cura, trasformando gli spazi della terapia in luoghi vivi, accoglienti e umani.”
La collezione comprende opere di Nicole Werner, Vladimir Radunsky, Sarina Scheidegger, Giulio Paolini, John Armleder, Carla Accardi, Ciprian Muresan e Hans Schabus, artisti che con i loro linguaggi e visioni contribuiscono a creare un dialogo vitale tra arte contemporanea e cura.
“Portare l’arte contemporanea nei Centri di Salute Mentale significa ridefinire i confini dello spazio espositivo,” ha spiegato Lorenzo Benedetti, curatore di 3500cm². “Con 3500 centimetri quadrati, ogni artista racconta una visione che diventa parte del quotidiano, generando bellezza e riflessione dove più servono: nei luoghi della fragilità e dell’incontro.”
Durante l’evento è stato distribuito il nuovo poster di Rä di Martino, Kant Can’t (2025, #109 3500cm²), donato dall’artista ad A-Head Project. L’opera inaugura simbolicamente un nuovo capitolo del progetto, ponendo al centro il dialogo tra linguaggio artistico, percezione e salute mentale.
“Questo progetto dimostra come la cura possa uscire dagli schemi tradizionali e accogliere l’arte come risorsa terapeutica,” ha commentato il dott. Francesco Cro, responsabile del CSM di Vetralla. “Il contatto quotidiano con le opere stimola nei pazienti una forma di benessere diversa, più intima, legata alla scoperta e alla bellezza.”
Nel corso degli anni, A-Head Project ha costruito un percorso di cooperazione tra arte contemporanea e psichiatria, promuovendo la lotta allo stigma e valorizzando la capacità dell’arte di stimolare riflessione, connessione e consapevolezza.
Le prossime tappe del progetto prevedono l’installazione permanente di 30 poster d’artista in altre strutture del Lazio e la distribuzione libera delle opere al pubblico, creando una rete di spazi di bellezza condivisa all’interno del sistema sanitario.
3500 cm² è un progetto ideato e curato da Lorenzo Benedetti, dedicato alla diffusione dell’arte contemporanea attraverso il formato del manifesto. Ogni artista dispone di 3500 centimetri quadrati (50×70 cm) per creare un’opera pensata per lo spazio pubblico, distribuita gratuitamente per rendere l’arte accessibile, inclusiva e democratica. Nato a Roma nel 2004 all’interno di BlueRoom – Rialto Sant’Ambrogio, il progetto utilizza il manifesto come spazio espositivo diffuso, trasformando la città in una piattaforma d’arte contemporanea. Nel tempo si è esteso a livello internazionale — da Ljubljana a Berlino, Parigi e altre città — collaborando con istituzioni, musei e biennali che ne hanno riconosciuto l’approccio innovativo.
Oggi 3500 cm² continua a evolversi portando l’arte in contesti non convenzionali, come spazi pubblici e luoghi della cura, per creare momenti di incontro, riflessione e benessere visivo. Questa espansione rafforza la sua missione originaria: superare i confini del museo tradizionale e trasformare l’arte in una presenza quotidiana. Il progetto si configura così come un museo diffuso, in cui i poster diventano parte integrante dell’ambiente urbano, creando un dialogo continuo tra opera, pubblico e territorio. Ogni luogo può diventare uno spazio espositivo e ogni passante, un visitatore.
Il progetto A-HEAD nasce nel 2017 per volere della famiglia Calapai per la lotta allo stigma dei disturbi mentali e dalla collaborazione tra l’Associazione Angelo Azzurro ONLUS ed artisti e dj di respiro internazionale: infatti con il progetto A-HEAD Angelo Azzurro, curato da Piero Gagliardi dal 2017 dino al 2022, mira a sviluppare un percorso conoscitivo delle malattie mentali attraverso l’arte, sostenendo in maniera attiva l’arte contemporanea e gli artisti che collaborano ai vari laboratori che da anni l’associazione svolge accanto alle attività di psicoterapia più tradizionali. Data la natura benefica del progetto, con A-HEAD la cultura, nell’accezione più ampia del termine, diviene un motore generatore di sanità, nella misura in cui i ricavati sono devoluti a favore di progetti riabilitativi della Onlus Angelo Azzurro, legati alla creatività, intesa come caratteristica prettamente umana, fondamentale per lo sviluppo di una sana interiorità. Lo scopo globale del progetto è quello di aiutare i giovani che hanno attraversato un periodo di difficoltà a reintegrarsi a pieno nella società, attraverso lo sviluppo di nuove capacità lavorative e creative.
Rä di Martino (Roma) ha studiato a Londra, conseguendo un MFA alla Slade School of Art, e ha proseguito la sua ricerca tra New York e l’Italia. La sua pratica indaga il passare del tempo e il divario tra narrazioni epiche e vissuto personale, combinando pathos e distacco attraverso film, video e fotografia.
Ha esposto e presentato le sue opere in importanti istituzioni e festival internazionali, tra cui MoMA PS1, Tate Modern, Palazzo Grassi – Punta della Dogana, Museion, Manifesta e la Biennale di Busan.Nel 2014 ha presentato il documentario The Show MAS Go On alla Mostra del Cinema di Venezia, vincendo il Premio Gillo Pontecorvo, il Premio SIAE e un Nastro d’Argento. Il suo lungometraggio Controfigura (2018), premiato con l’Eurimages Lab Award, è stato anch’esso presentato a Venezia.Tra i progetti successivi: Afterall (premiato con l’Italian Council Award, 2018–19), l’installazione L’eccezione al Museo del Novecento di Firenze (Premio Lio Capital), e il documentario sperimentale Fuori dai teatri (2021).
Nel 2022 ha realizzato mostre personali al Forte Belvedere di Firenze e alla Torre Matta di Otranto, con un nuovo lavoro dedicato a Carmelo Bene. Nel 2023 vince il PAC, Piano per l’Arte Contemporanea, per una nuova mostra Kant Can’t presentata al Polo Museale di Potenza e nel 2025 alla Fondazione Giuliani di Roma.
Anche lo sport è protagonista alla Festa del Cinema di Roma. Venerdì 17 ottobre, infatti, è stato presentato “80 minuti – Italrugby, l’ambizione di arrivare in alto”, cortometraggio di Matteo Mazzocchi che ripercorre le tante e complesse tappe che hanno portato la Nazionale italiana di rugby ad entrare a far parte del prestigioso torneo Sei Nazioni.
La pellicola, prodotta da Ascent Film e Luce Cinecittà, si snoda attraverso il backstage e le immagini delle partite, raccontando la storia di questa disciplina in Italia e il passato e il presente della selezione azzurra con una serie di interviste esclusive.
Tra le principali voci narranti sono intervenuti autentici campioni, come Diego Dominguez e l’attuale Vice Presidente Vicario della Federazione Italiana Rugby Paolo Vaccari, esperti di settore e giornalisti sportivi, tra cui Marco Mazzocchi, fratello del regista che ha iniziato la sua carriera in RAI proprio come telecronista di rugby, e Francesco Volpe, nota firma del Corriere dello Sport.
Ad assistere alla prima del documentario, inserito tra le Special Screenings della 20ª edizione della kermesse cinematografica capitolina, sono accorsi al Teatro Olimpico i protagonisti della pellicola e numerosi rappresentanti del mondo federale e sportivo, tra cui il Presidente FIR Andrea Duodo e il Fiduciario CONI del Municipio Roma II Lorenzo D’Ilario.
Vertici Acea del 2017 alla sbarra per disastro ambientale. All’udienza al Tribunale di Civitavecchia il 14 ottobre 2025 tre importanti testimonianze delle parti civili sulla vicenda che nel 2017 ha interessato il lago di Bracciano il cui livello è arrivato a 198 centimetri sotto lo zero idrometrico ottimale indicato dal Parco di Bracciano-Martignano.
A rappresentare la pubblica accusa, in aula, per l’occasione il sostituto procuratore Delio Spagnolo. Il procedimento vede imputati i membri del Consiglio di Amministrazione di Acea Ato 2 di allora tra cui quella dell’allora amministratore delegato Paolo Tolmino Saccani. Il primo teste, Roberto Mariotti, Responsabile del Settore Pianificazione e Gestione del Territorio del Comune di Trevignano ha evidenziato i danni che l’abbassamento del livello ha causato alla passeggiata realizzata nel 1975 causando un danno quantificato, come da perizia specifica, in circa 600mila euro.
E’ intervenuta poi Susanna D’Antoni di Ispra la quale ha risposto in merito ai rilevanti effetti dell’abbassamento repentino del livello su numerosi habitat. Terzo teste Daniele Badaloni, già direttore del Parco di Bracciano-Martignano il quale ha ricostruito i procedimenti giudiziari di allora, le numerose riunioni avute, i danni alla flora e alla fauna lacustre. Badaloni ha ricordato, tra le altre cose, la necessità di procedere alla conservazione ex situ della pianta endogena isoetes sabatina, oggi custodita nella banca del germoplasma dell’Università della Tuscia che rischiava altrimenti l’estinzione. Nel corso della prossima udienza fissata per il 20 gennaio 2026 alle 15 verranno ascoltati gli imputati.
Il Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano ribadisce la necessità di tenere alta a salvaguardia del lago di Bracciano che resta minacciato. Preoccupa infatti il Comitato la proposta di legge in discussione alla Pisana per la costituzione di un Ato unico regionale e le notizie che provengono dal lago di Albano il cui livello, già di per sé, molto ridotto rischia ulteriori abbassamenti a causa di nuove progettualità messe in atto da Acea Ato 2.
Resta inoltre pendente il procedimento dinanzi al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche che dovrà decidere in merito al ricorso di Acea Ato 2 avverso il diniego del Parco di Bracciano-Martignano di riprendere le captazioni, ferme al 14 settembre 2017, per verificare la funzionalità di impianto di adduzione. Il Comitato evidenzia inoltre che le iniziative di greenwashing di Acea non possono far dimenticare le responsabilità legate al disastro ambientale del lago di Bracciano, né gli extraprofitti ottenuti a danno dei cittadini, con il Comune di Roma come principale azionista.
Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano
Oggi, 18 ottobre 2025, l’Aula Magna del Liceo Scientifico Statale di Bracciano “Ignazio Vian” ha ospitato un incontro dedicato alla memoria di Peppino Impastato, figura simbolo della lotta contro la mafia.
Ospite d’onore è stato suo fratello, Giovanni Impastato, tra le voci più attive in Italia nella difesa della legalità e della memoria. Alla conferenza hanno partecipato la dirigente del liceo, Lucia Lolli, promotrice dell’evento, il sindaco di Bracciano Marco Crocicchi, il comandante della stazione dei Carabinieri, una delegazione dell’associazione Libera di Ladispoli, l’ex prefetto di Roma Filippo Curcuruto – che ha lavorato alla normativa antimafia al fianco di Giovanni Falcone – e una rappresentanza di studenti del Liceo Pertini di Ladispoli e dell’Istituto Superiore di Bassano.
Un incontro che ha ribadito l’importanza della collaborazione tra Stato e cittadini nella lotta contro la mafia.
La storia di Peppino Impastato è stata raccontata con chiarezza e lucidità dallo sguardo di suo fratello Giovanni, che ha descritto la loro infanzia e il modo in cui la mafia ha segnato le loro vite. Ripercorrendo i ricordi giovanili, è stato tracciato anche il quadro storico e politico dell’Italia tra gli anni Sessanta e Settanta.
Anni travagliati non solo dal terrorismo politico, ma segnati anche da profondi cambiamenti sociali: con la guerra del Vietnam sullo sfondo, si diffusero movimenti pacifisti e presero voce figure intellettuali come Pasolini, Moravia e Sciascia, critiche verso il potere e le ingiustizie. In quel contesto, le mafie si rafforzarono e si spostarono dalle campagne verso le città, infiltrandosi nella politica e nell’economia.
Un episodio decisivo nella vita di Peppino e Giovanni fu la figura di Cesare Manzella, boss di Cosa Nostra e zio della famiglia Impastato. A causa dei legami mafiosi del padre Luigi, la loro casa era spesso perquisita dalle forze dell’ordine e per questo i due fratelli furono affidati proprio a Manzella per un periodo della loro infanzia.
Cresciuti in un ambiente dominato dal silenzio e dalla paura, i due fratelli compresero presto la brutalità della mafia. Il 26 aprile 1963 Manzella fu ucciso in un attentato mafioso: quel giorno segnò una svolta. Di fronte all’orrore di quella morte, Peppino disse la frase che avrebbe guidato tutta la sua vita: «Se questa è la mafia, allora per tutta la vita mi batterò contro». Ed è ciò che fece. Nel 1965 fondò il giornale “L’Idea Socialista” e poi la radio libera “Radio Aut”, con cui denunciava pubblicamente i boss mafiosi del territorio.
Le sue denunce lo resero una figura scomoda non solo per la mafia, ma anche per suo padre Luigi, ancora legato a Cosa Nostra, che finì per allontanarlo da casa. Peppino però non si arrese e continuò il suo impegno politico e civile insieme a un gruppo di compagni, scegliendo di opporsi apertamente alla mafia e all’omertà.
Nel dialogo con gli studenti, Giovanni Impastato ha restituito l’immagine di un uomo coraggioso e libero, capace di ribellarsi alla cultura mafiosa nella quale era nato e cresciuto. Peppino ebbe la forza di scegliere da che parte stare, definendo la mafia con parole inequivocabili: «una montagna di merda».
Giovanni ha spiegato che oggi la mafia è diventata più subdola: non si presenta più solo con la violenza, ma assume sempre più i tratti di una “borghesia mafiosa”, capace di infiltrarsi nelle istituzioni e nell’economia, corrompendo invece di sparare.
Ma, come ha ricordato Giovanni, la mafia non è invincibile. Non si combatte con la violenza, ma con la cultura, la memoria e l’impegno civile. Solo costruendo una coscienza collettiva e unendo le forze di cittadini, scuole e istituzioni è possibile sconfiggere questo fenomeno.
La storia di Peppino Impastato dimostra che la mafia non è un destino inevitabile. Come ha ricordato Giovanni, la lotta contro ogni forma di criminalità organizzata richiede un impegno della comunità sociale. È solo attraverso la cultura, la partecipazione civile e il coraggio di scegliere da che parte stare che si può costruire una società libera e giusta, fondata sul rispetto della legalità e della dignità umana.
La memoria non è un semplice esercizio del passato: è uno strumento di libertà per il presente e una responsabilità verso il futuro.
Oggi al 𝐋𝐢𝐜𝐞𝐨 “𝐈𝐠𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐕𝐢𝐚𝐧” 𝐝𝐢 𝐁𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨, insieme a studenti e studentesse del territorio da Ladispoli fino a Bassano, abbiamo incontrato 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐈𝐦𝐩𝐚𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨, fratello di 𝐏𝐞𝐩𝐩𝐢𝐧𝐨, per un momento intenso di 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞 e 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨.
Parlare di mafia non significa parlare solo del passato: significa interrogarsi sul 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞, sul 𝐜𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐧𝐨, sull’importanza di essere 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢, 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐢.
Giovanni ha raccontato la storia di Peppino, ma anche quella di chi, ogni giorno, sceglie di 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞.
Un ringraziamento speciale alla 𝐃𝐢𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚, ai 𝐝𝐨𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢 e a tutti coloro che hanno reso possibile questo incontro, che ci ricorda che 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐫𝐢𝐭𝐨, 𝐦𝐚 𝐮𝐧 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐨.