Si sono spenti i riflettori sulle commissioni, i tabelloni sono stati esposti e le aule, che per settimane hanno ospitato la trepidazione e l’impegno di decine di studenti, sono tornate al silenzio estivo. Ma all’Istituto Superiore “Salvo D’Acquisto” l’eco dell’ultimo anno scolastico risuona ancora con la forza di un traguardo estremamente positivo. Gli esami di Stato si sono conclusi con un bilancio che va ben oltre i freddi numeri della burocrazia ministeriale: un successo pieno, rotondo, caratterizzato dal cento per cento di promossi e da una alta percentuale di votazioni più che positive, che ha riguardato tre classi terminali fortemente specializzate: le due sezioni dell’indirizzo Agrario e la sezione dell’indirizzo Aeronautico.
Due percorsi di studio complessi, moderni, che richiedono non solo solide competenze teoriche, ma anche una spiccata attitudine pratica, scientifica e tecnologica. Vedere l’intero corpo studentesco tagliare il traguardo della maturità senza defezioni e con punteggi di rilievo è la fotografia di un percorso formativo che ha funzionato in ogni suo ingranaggio.
Dietro la gioia dei ragazzi e l’orgoglio delle famiglie c’è però una narrazione più profonda, che merita di essere fatta. Non si tratta della semplice cronaca di una tornata d’esami andata bene, ma della dimostrazione pratica di come una scuola possa trasformarsi in una comunità educante inclusiva, capace di valorizzare le eccellenze senza lasciare indietro nessuno.
Un Modello Didattico che Premia il Merito e Sostiene la Fragilità
Il vero successo del “Salvo D’Acquisto” risiede nella gestione delle diverse velocità che caratterizzano ogni gruppo classe. La scuola contemporanea si trova troppo spesso a dover scegliere: spingere sull’acceleratore per valorizzare i talenti più brillanti, rischiando di perdere chi fatica, oppure tarare la didattica verso il basso, appiattendo le potenzialità dei migliori. I risultati di questa maturità dimostrano che i docenti dell’istituto hanno saputo percorrere una terza via, più faticosa ma decisamente più feconda, quella della personalizzazione dell’insegnamento.
Nel corso dell’anno scolastico, il corpo docente ha lavorato instancabilmente per strutturare un’offerta formativa flessibile e attenta. Da un lato, gli studenti più’dotati hanno trovato stimoli continui, approfondimenti culturali e progetti tecnici che hanno permesso loro di volare alto, come testimoniano i risultati che hanno arricchito i tabelloni finali. Questi ragazzi non si sono limitati a ripetere nozioni, ma hanno saputo tenere colloqui d’esame interdisciplinari di alto profilo, collegando le materie d’indirizzo con la storia, la letteratura e la cittadinanza attiva.
Dall’altro lato, ed è forse questo il successo più prezioso per l’istituzione scolastica, gli studenti che lungo il quinquennio o nell’ultimo anno avevano manifestato difficoltà, incertezze o fragilità emotive e cognitive, sono stati messi nelle condizioni di esprimere al meglio il proprio potenziale. Grazie a un lavoro capillare di recupero, supporto e costante incoraggiamento, ogni singolo studente ha potuto colmare le proprie lacune e, soprattutto, ritrovare la fiducia nelle proprie capacità. L’esame di Stato è diventato così non uno scoglio insormontabile o un momento di pura selezione , ma la naturale prosecuzione di un percorso di crescita in cui l’impegno profuso è stato riconosciuto e valorizzato in modo oggettivo.
L’Identità degli Indirizzi: La Terra e il Cielo
Il successo di questa maturità acquisisce ancora più valore se si analizzano le specificità dei due indirizzi giunti agli esami, anime diverse ma complementari di un istituto che guarda al futuro del territorio e del Paese.
L’Indirizzo Agrario: Custodi del Territorio e Innovatori Green
Le due sezioni dell’indirizzo Agrario hanno fruito di commissioni solidamente preparate sul fronte della sostenibilità, delle biotecnologie e della gestione del patrimonio agroalimentare. Gli studenti hanno dimostrato di possedere non solo le competenze tradizionali legate alla coltivazione e alla zootecnia, ma una visione moderna dell’agricoltura intesa come presidio ambientale e motore dell’economia circolare.
Durante le prove orali, i candidati hanno discusso progetti legati alla transizione ecologica, alla gestione idrica nei periodi di siccità e alla valorizzazione dei prodotti locali attraverso le tecnologie digitali. La terra, studiata non come elemento statico ma come sistema complesso da proteggere e innovare, è stata il filo conduttore di colloqui di esame apprezzati dai i commissari per la maturità civica e la competenza tecnica dimostrate, segno di un percorso quinquennale vissuto intensamente tra i banchi e nei laboratori.
L’Indirizzo Aeronautico: Rigore Tecnologico e Visione Globale
Dall’altra parte, la sezione dell’Aeronautico ha letteralmente “preso il volo”. Questo indirizzo, che richiede per sua natura un rigore matematico, fisico e logico non comune, oltre a una profonda conoscenza delle normative internazionali e dell’inglese tecnico, ha visto più’ di un candidato superare le prove con una lucidità esemplare.
I ragazzi hanno affrontato la navigazione aerea, la meteorologia, la fluidodinamica e la struttura dei velivoli con una padronanza terminologica e concettuale che ha lasciato intravedere i futuri professionisti dei cieli e della logistica complessa. Anche in questo caso, la didattica dell’istituto è riuscita a trasformare materie ostiche in passioni vive, capaci di catalizzare l’attenzione degli studenti e di tradursi in risultati gratificantia.
La Sinergia Perfetta: Quando la Commissione Diventa Comunità
Un esame di Stato, per quanto ben preparato, è sempre un’incognita. L’introduzione dei commissari esterni accanto a quelli interni serve a garantire l’imparzialità del giudizio, ma rischia talvolta di creare un clima di fredda distanza o, peggio, di tensione, che può bloccare anche lo studente più preparato.
Al “Salvo D’Acquisto”, tuttavia, si è assistito a un fenomeno virtuoso che ha colpito positivamente tutti i partecipanti: un’ottima sinergia tra la componente interna e quella esterna delle commissioni. I docenti della scuola, che conoscevano la storia personale e didattica di ogni ragazzo, hanno trovato nei colleghi esterni degli interlocutori attenti, autorevoli ma profondamente empatici.
Si è creato fin dalle prime riunioni preliminari un clima di proficua collaborazione, lontano da logiche di contrapposizione o da sterili rigidità burocratiche. I commissari hanno lavorato con un obiettivo comune: mettere il candidato a proprio agio per permettergli di dare il massimo. Questo non ha significato abbassare l’asticella della valutazione – le votazioni più’ che positive sono il frutto di prove reali e rigorose – ma ha garantito che l’accertamento delle competenze avvenisse in un contesto di ascolto autentico.
C’è stata una grande e diffusa attenzione sia agli aspetti culturali sia a quelli umani della popolazione scolastica. I docenti hanno saputo guardare oltre il compito scritto o la risposta alla domanda di teoria, leggendo lo sforzo, l’evoluzione e la personalità di ogni singolo maturando. Questo approccio umanistico, che mette la persona dello studente al centro del processo di valutazione, ha permesso di disinnescare l’ansia da prestazione, trasformando il colloquio in un vero e proprio dialogo culturale, un rito di passaggio vissuto con serenità e dignità.
Il Riconoscimento di un Lavoro Annuale
Nulla di quanto visto in questa sessione d’esami è stato casuale. Il successo della maturità è la punta dell’iceberg di un lavoro quotidiano, silenzioso e coordinato, durato dieci mesi. È il giusto riconoscimento per la dirigenza scolastica, che ha saputo coordinare le risorse e mantenere alti gli standard organizzativi, soprattutto per il corpo docente, che ha interpretato la propria professione non come un semplice dovere contrattuale, ma come una vera e propria missione educativa.
Insegnare in contesti tecnici e professionali così specifici richiede un aggiornamento costante e la capacità di dialogare con il mondo del lavoro e delle università. I professori del “Salvo D’Acquisto” hanno dimostrato di saper fare squadra, integrando le materie umanistiche con quelle scientifiche e di indirizzo, affinché gli studenti potessero sviluppare quel pensiero critico che i commissari esterni hanno apprezzato e valorizzato.
Questo risultato pulito – cento per cento di promossi, buona percentuale di voti più’ che positivi , zero contenziosi e tanta soddisfazione – sancisce il ruolo di profondo educativo del “Salvo D’Acquisto” sul territorio. La scuola ha dimostrato che quando si investe sulle relazioni umane, sulla qualità della didattica e sull’inclusione , i risultati arrivano e sono straordinari.
Per i neodiplomati dell’Agrario e dell’Aeronautico si aprono ora le porte delle università, degli istituti tecnici superiori o del mondo del lavoro. Vi entrano a testa alta, forti di un titolo conquistato con merito e protetti dal ricordo di una scuola che ha saputo credere in ognuno di loro, dal primo all’ultimo giorno.
Lucia Dutto



