“È assai singolare che mentre il Governo, in un’ottica di semplificazione, presenta una proposta per raddoppiare la durata della validità per la prescrizione dei farmaci, passando dagli attuali 180 giorni a 360 giorni, il governatore Rocca fa esattamente l’opposto per la validità delle prescrizioni di specialistica ambulatoriale, ovvero passando, dal 1° febbraio, dagli attuali 180 giorni a 10 giorni e 20 giorni a seconda se si tratta di urgenti o di brevi, mentre sono 40 i giorni di validità della ricetta per le visite differite e 130 per le programmate.
Tutto ciò provocherà solo un forte disorientamento tra gli utenti, con un sovraccarico di lavoro per i medici di medicina generale, senza spiegare cosa accade se non si riesce ad ottenere l’appuntamento appropriato entro la data di scadenza della ricetta. Insomma, i cittadini del Lazio avranno a che fare, compresa la farmaceutica, con ben sei scadenze diverse, ed è l’unica Regione italiana ad adottare questo metodo.
Anziché semplificare la vita ai cittadini Rocca la complica con l’unico scopo di ripulire artatamente come il mago Silvan, le liste d’attesa, poiché diminuendo la validità della ricetta, la ricetta scade e viene tolta in automatico dal sistema regionale, niente ricetta e l’utente magicamente scompare.
Meccanismo utile a poter poi dire che diminuiscono i tempi di attesa, quando in realtà quello che diminuisce è la durata della ricetta ma soprattutto la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario regionale, e aumenterà il ricorso alla sanità privata, come d’altronde testimoniato dall’aumento della spesa a carico delle famiglie”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale di Azione, Alessio D’Amato.
Inviato da Libero Mail
nella Chiesa di Sant’Isidoro nel Borgo di Tragliata, di e con Agostino De Angelis
Nella cornice solenne e accogliente della Chiesa diSant’Isidoro nel Borgo di Tragliata del Comune di Fiumicino, sabato 24 gennaio 2026 alle ore 18.30, andrà in scena lo spettacolo di Canto, Racconto e Immagini “Il Mistero del Natale alla Luce di San Paolo”, per la regia e adattamento di Agostino De Angelis. Uno spettacolo che si propone come un vero e proprio itinerario spirituale nel messaggio del Natale, dove recitazione, musica e canto diventano strumenti di annuncio e di meditazione sul mistero della Natività, letto idealmente alla luce del pensiero di San Paolo Apostolo.
Il progetto, accolto con sensibilità dal parroco Padre José Maria Veloso e promosso e organizzato dalla Pro Loco Testa di Lepre in collaborazione con Associazione Culturale ArcheoTheatron, nasce come invito all’ascolto e al silenzio interiore. Un tempo sospeso, in cui l’arte si fa servizio alla Parola e accompagna il pubblico a riscoprire il senso più autentico del Natale: l’irruzione della luce nelle tenebre della storia.
È proprio questa immagine della luce a richiamare con forza la spiritualità paolina. San Paolo, nelle sue lettere, parla di Cristo come della luce che risplende nei cuori, della novità radicale che nasce dall’Incarnazione: Dio entra nella fragilità umana per trasformarla dall’interno. La nascita di Gesù, umile e silenziosa, diventa così il segno di una rivoluzione spirituale che non si impone con la forza, ma si dona nell’amore.
L’asse portante del recital sarà la parte recitata, affidata allo stesso Agostino De Angelis e ai lettori delle comunità parrocchiali di Cerveteri – Elsie Papi, Patrizia Paoletti, Gigliola Ricci, Alessandra Magrelli, Decio Bagni, Renato Arseni, Roberta Lautizi, Elio Lucci, Rossella Travagliati – con gli allievi dell’Academy for Theater, Cinema and Cultural Heritage – Riccardo Frontoni, Nerina Piras, Riccardo Dominici, Stefano Ercolani, Luisa De Antoniis, Samira Ercolani, Filippo Soracco, Gianmarco De Antoniis. Attraverso testi poetici e meditativi, la narrazione si sofferma sull’attesa, sul cammino dell’uomo e sullo stupore davanti a un evento che cambia il corso della storia: il mistero di un Dio che, come scrive San Paolo, “pur essendo di natura divina, svuotò se stesso, facendosi bambino, fragile e vicino a ogni uomo”.
A dialogare con la parola sarà il canto corale, affidato ai cori delle parrocchie di Cerveteri, Santa Maria Maggiore, Santissima Trinità, Santuario Nostra Signora di Ceri, con all’organo Christian Proietti diretti dal M° Alessio Piantadosi e il contributo al clarinetto del M° Amedeo Ricci. La musica diventerà eco delle emozioni e amplificazione del messaggio, rendendo percepibile quella gioia profonda di cui Paolo parla come frutto dell’incontro con Cristo. Brani e composizioni di carattere spirituale si alterneranno alla parola in un equilibrio tra esultanza e contemplazione, parlando alla memoria collettiva e al cuore dei presenti.
Arricchito da immagini e videoproiezioni curate da Desirée Arlotta, lo spettaolo non si configura come un semplice concerto, ma come un’esperienza condivisa. In questo senso risuona ancora il messaggio paolino: il Natale è annuncio di speranza per tutti, credenti e non, perché in Cristo nasce un’umanità nuova, riconciliata e chiamata alla pace.
Lo spettacolo che si realizzerà con il patrocinio del Comune di Fiumicino, diventa così preghiera, racconto e testimonianza. Un invito a lasciarsi illuminare da quella luce che, come insegna San Paolo, nessuna notte può spegnere.
“Dopo un primo intervento a luglio scorso, sul primo tratto dal km 0.400 al km 2.700, continua l’impegno della Città metropolitana di Roma Capitale per il rifacimento della pavimentazione sulla S.P. 4/a Settevene Palo II.
I lavori che verranno svolti dalla Città metropolitana, comprendono i tratti dal km 2.700 al km 3.435 e dal km 4.100 al km 8.790 circa ricadenti nei territori del Comune di Bracciano e Cerveteri. Una volta conclusi verrà ristabilita la segnaletica orizzontale. Grazie a tutti i tecnici coinvolti per il prezioso lavoro svolto”
Così in una nota la Consigliera delegata alla Viabilità, Mobilità e Infrastrutture, Manuela Chioccia giunta sul luogo del cantiere questa mattina insieme alla Sindaca di Cerveteri, Elena Gubetti, al Sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi e al Consigliere metropolitano Alessio Pascucci.
abbiamo aperto le adesioni all’𝐀𝐥𝐛𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 delle 𝐕𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢𝐞 e dei 𝐕𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢: uno strumento semplice e concreto per rafforzare 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀, 𝐜𝐨𝐞𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 e 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 nella nostra Bracciano.
𝐋’𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐞̀ 𝐟𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞: ciascuno può dare una mano 𝐢𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐞 𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨, scegliendo il progetto più adatto.
In merito alla situazione degli OSS, il Direttore Generale della ASL Roma 4, dottoressa Rosaria Marino, intende precisare quanto segue:
“Ho appena firmato la delibera con cui è stata assegnata la gara che affida ad una cooperativa la gestione dell’assistenza penitenziaria (medici esclusi). È stato chiesto al nuovo gestore, senza lederne l’autonomia, di utilizzare per questa attivita il personale OSS che ha lavorato nella nostra ASL, attraverso la società NUOVA SAIR, iniziando da tutti coloro che hanno prestato servizio nel terribile periodo COVID verso i quali la ASL Roma 4 e tutta la Comunità sentono una profonda riconoscenza.
Sono molto lieta che ora sia possibile la ricollocazione di una buona parte di questi lavoratori, voluta fortemente dal Presidente Rocca, che avrebbero terminato il loro impiego il 31 gennaio e che invece lo proseguiranno in una sede diversa. Abbiamo fatto quanto promesso, rispettando il percorso che è stato condiviso con i lavoratori ed i rappresentanti sindacali convocati più volte nell’ultimo trimestre dell’anno appena trascorso.
Questo è il modo che conosco per rispondere all’assedio mediatico ed agli attacchi di questi giorni molto discutibili, e soprattutto sono fiera di essermi sottratti alla continua istigazione all’illegalità visto che i contratti di cui si chiedeva la continuazione non erano prorogabili per legge.
Questa ASL mantiene le promesse e non si volta dall’altra parte quando c’è un problema sociale com’è accaduto in questa circostanza, ma ricordo a tutti che la ASL si occupa di salute, eroga prestazioni sanitarie, e che molti dei “parolai” di questi giorni, invece, dovrebbero occuparsi di politiche occupazionali senza caricare ad Enti che svolgono altre funzioni, le loro incapacità a risolvere i problemi dell’occupazione”.
Il Sindaco Gubetti: «Obiettivo garantire un percorso didattico migliore in ambienti idonei per bambini, docenti e personale». L’Assessore Vignaroli: «Un’analisi puntuale di tutti i plessi scolastici e dell’utilizzo degli spazi». Il plesso di Piazza Nazzareno Pagliuca torna ai bambini di Due Casette.
“Una riorganizzazione importante degli edifici scolastici dell’intero territorio comunale di Cerveteri, finalizzata a garantire un percorso didattico migliore in ambienti idonei per bambini, docenti, personale scolastico e famiglie. La notizia principale è la scelta dell’Amministrazione comunale di non utilizzare più il container di Furbara, restituendo ai bambini e alle famiglie di Due Casette la loro scuola, quella di Piazza Nazzareno Pagliuca, presidio scolastico fondamentale per la comunità. Dopo un lungo e attento lavoro portato avanti dall’Assessore alla Pubblica Istruzione Romina Vignaroli, insieme all’Assessore Francesca Cennerilli e alla Consigliera comunale Anna Mastrandrea, nella giornata di ieri si è svolto un incontro con i Dirigenti scolastici, con i quali è stata condivisa una nuova ipotesi organizzativa. Un piano che consentirà un miglior utilizzo degli spazi scolastici e l’abbattimento, dove possibile, dei costi di affitto. L’obiettivo di questa riorganizzazione è garantire un percorso didattico migliore in ambienti adeguati e sicuri per bambini, docenti e personale scolastico, valorizzando al tempo stesso i presìdi educativi presenti sul territorio”. A dichiararlo è Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri, annunciando importanti novità in vista dell’annualità scolastica 2026–2027.
«In queste settimane – dichiara Romina Vignaroli, Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Cerveteri – abbiamo lavorato a una verifica puntuale di tutti i plessi scolastici e dell’utilizzo dei relativi spazi. Una ricognizione plesso per plesso che ha restituito un quadro chiaro, dal quale scaturiranno importanti cambiamenti. La notizia principale è senza dubbio la volontà dell’Amministrazione di non utilizzare più il container di Furbara, procedendo alla sua chiusura e riportando i bambini e le famiglie di Due Casette nella loro scuola, quella di Piazza Nazzareno Pagliuca”.
“Le tre classi attualmente ospitate nel plesso – prosegue l’Assessore Vignaroli – verranno ospitate a Cerenova, in un edificio scolastico che si trova accanto alla scuola di via Castel Giuliano, con ingresso da via Casale. Si tratta di spazi già destinati in passato alla scuola dell’infanzia di Cerenova, oggi trasferita in via Satrico, e che dispongono attualmente di molte aule libere. Le classi avranno aule dedicate e spazi autonomi, pensati per garantire continuità didattica e un’organizzazione serena per bambini e famiglie”.
“Un’ulteriore verifica – aggiunge l’Assessore – ha riguardato la possibilità di riunire tutti i bambini della scuola dell’infanzia Giovanni Cena presso l’Istituto Montessori. Questa soluzione è praticabile, poiché il Montessori dispone di due aule libere e consentirà di eliminare, tra l’altro, il costo dell’affitto delle aule attualmente utilizzate in via Consalvi, generando un risparmio per l’Ente”.
“Nel corso della riunione svoltasi in Sala Giunta – conclude Romina Vignaroli – i Dirigenti scolastici hanno espresso apprezzamento per le proposte presentate, giudicate fattibili, sostenibili e coerenti con i principi di buona amministrazione. Una riorganizzazione che intendiamo condividere anche con le famiglie e con la cittadinanza, affinché il percorso sia trasparente, partecipato e orientato al benessere dei bambini e dell’intera comunità scolastica. Ringrazio la Sindaca Elena Gubetti, che ha seguito passo dopo passo questo lavoro, l’Assessore Francesca Cennerilli e la Consigliera comunale Anna Mastrandrea per il supporto fornito in tutte le fasi dell’iter”.
L’interessante convegno “I Bunker come museo diffuso e come difesa nel XXI secolo”, ha acceso i riflettori sul valore storico e simbolico dei bunker, con il Monte Soratte come caso emblematico di trasformazione da luogo di guerra a spazio di cultura e partecipazione. Ospitato nel teatro comunale di Sant’Oreste e seguito dall’inaugurazione della mostra diffusa “Punto di arrivo nel Nuovo Mondo: di Pace”, nella quale sono stati invitati ad esporre anche gli studenti del liceo artistico “Paciolo” di Anguillara, ha acceso l’interesse sull’importanza dell’arte come salvatrice del Mondo.
Il sindaco Gregory Paolucci ha ripercorso la storia straordinaria del bunker sorattino, da rifugio antiaereo a quartier generale tedesco, fino al segretissimo bunker antiatomico della Presidenza della Repubblica: oggi un monumento nazionale rinato grazie al “Percorso della Memoria”, divenuto polo museale e centro di ricerca.
Oriana Impei, docente di scultura nell’Accademia di Belle Arti di Roma, ha evidenziato come l’edizione 2025/26 della rassegna nasca in un clima globale fragile, in cui arte e natura diventano strumenti per riflettere sulla pace. Il nuovo itinerario artistico tra Palazzo Caccia-Canali e le gallerie del bunker coinvolge studenti e artisti in un messaggio condiviso di speranza.
Per Achille Maria Ippolito, Professore emerito ordinario in composizione Architettonica Sapienza università di Roma, i bunker, nati come strutture difensive e spesso percepiti come corpi estranei o ferite nel paesaggio, oggi richiedono una rigenerazione capace di trasformarne il valore simbolico da guerra a pace.
La storica dell’arte Francesca Tuscano ha ricostruito il ruolo dell’arte come denuncia dei conflitti, dagli anni Quaranta alle guerre contemporanee, mentre Achille Maria Ippolito ha sottolineato la necessità di rigenerare i bunker trasformandoli in luoghi attivi di pace, come dimostra l’esempio del Bunker del Carmel a Barcellona.
Gli architetti Emmanuele Lo Giudice e Elena Padovani hanno offerto rispettivamente il primo una lettura poetica del bunker come archetipo contemporaneo della caverna, sistema di spazi interconnessi che raccontano resistenza e vita e la seconda l’illustrazione di una mostra che usi l’arte come antidoto alla guerra, capace di convertire l’aggressività in energia creativa.
Infine, Eclario Barone ha ribadito il ruolo dell’arte nella rigenerazione emotiva e culturale dei luoghi segnati dai conflitti, tracciando l’orizzonte di un possibile museo diffuso della pace.
Tra i momenti più intensi della giornata, ciò che ha catturato l’attenzione unanime del pubblico, dal sindaco alla curatrice della mostra, è stata l’installazione site specific realizzata dagli studenti delle ex prime e seconde classi liceo artistico “Paciolo” di Anguillara Sabazia. Un’opera corale, nata sotto la guida attenta delle professoresse Viviana Ravaioli e Patrizia Santoro, che ha trasformato un antico pavimento in cotto del XVI secolo in un paesaggio simbolico: una spirale composta da centinaia di pani in argilla cruda, candidi come neve, posti a terra quasi a dialogare con il caldo del rosso pavimento, che si origina da un unico pane in argilla scura, il “lievito madre”, metafora di nascita e memoria.
Questa spirale non è solo forma, ma racconto. Racconto di un’Italia fatta di territori e tradizioni, di comunità che si riconoscono nel gesto quotidiano del pane, arcipelago di identità che insieme compongono una storia condivisa.
Le forme modellate dagli studenti riproducono quasi tutte le tipologie di pane italiane, dalle più comuni a quelle rituali, legate ai matrimoni, alla Pasqua, ai riti funebri. Un percorso storico e geografico, che accomuna donne e uomini italiani, un arcipelago di individualità specifiche del singolo territorio, il cui insieme descrive le relazioni della comunità culturale italiana e anche quella specifica scolastica. Un percorso che è soprattutto intellettuale. Il candore, scelto con cura per i pani, evoca la calce delle case mediterranee, la neve del nord, ma è anche quello della farina da cui si produce il pane della vita e della comunità. Bianco che è il colore della morte, che nelle culture antiche era proprio quello della farina non il nero, tipico della nostra cultura: quello del seme che muore per diventare nutrimento con il pane che rinnova la vita nella comunità.
Memoria e oblio, luce e ombra, vita e morte: un percorso che si fa riflessione e verticalità, quasi un esercizio di pensiero per ragazzi che anche se non affronteranno l’Accademia delle Belle Arti, incrementano la propria sensibilità osservano e realizzando opere artistiche.
A presentare l’opera, davanti al Sindaco, alla curatrice, agli esperti d’arte, agli ex studenti e alle famiglie, sono stati due giovani portavoce del gruppo, due brillanti studenti: Alice Ielapi e Filippo Zenobi, quest’ultimo ha anche realizzato un servizio fotografico di grande qualità.
La professoressa Ravaioli ha poi illustrato il percorso didattico che ha portato alla realizzazione dell’installazione: un lavoro pensato per far emergere l’estro, la passione e il talento degli studenti, insegnando loro, attraverso il fare, la teknè, la sapienza del gesto. Ogni ragazzo ha modellato il proprio pane in tre ore, imparando non solo una tecnica, ma anche il coraggio di esporsi, di mostrarsi e di misurarsi con gli altri. Un processo preceduto da studio, ricerca e conoscenza, perché, come ha ricordato la docente, dall’ignoranza non si produce nulla di buono: “l’artista vero non può essere un ignorante”: l’arte non nasce dall’improvvisazione, ma da consapevolezza e disciplina.
Il titolo dell’opera, ironico e provocatorio, recita: “Ars non dat panem!?” Una domanda antica, che gli studenti hanno trasformato in un invito a riflettere. Intelligenti pauca.
Si ringrazia Filippo Zenobi per alcune foto
Riccardo Agresti
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Viviana Ravaioli, Patrizia Santoro, Oriana Impei e Gregory Paolucci
Una partecipazione straordinaria per l’Open Day dell’Alberghiero, svoltosi domenica 18 gennaio 2026 dalle 9 alle 12:30. Forte di una consolidata tradizione nei settori della formazione enogastronomica e dell’accoglienza turistica, l’Istituto di via Federici ha aperto di nuovo le sue porte al pubblico, accogliendo gli studenti delle Scuole Medie e le loro famiglie.
Una giornata durante la quale i Docenti hanno svolto dimostrazioni pratiche nei Laboratori grazie al lavoro congiunto della Presidenza, dei Responsabili di Sede, delle Funzioni strumentali per l’Orientamento e dell’intera Commissione, insieme agli assistenti tecnici, ai collaboratori scolastici e agli allievi delle classi 3^ T, 5^ T, 4^ P. 5^ P, 3^ KB, 5^ KA, 1^A, 1^ B, 2^D, protagonisti dell’ampio buffet di benvenuto allestito per l’occasione.
Un lavoro di squadra che ha ottenuto ancora una volta il plauso della comunità cittadina e ha visto impegnati la Prof.ssa Anna Capodacqua, Seconda Collaboratrice della Dirigente scolastica Prof.ssa Lidia Cangemi, il Prof. Angelo Morello, Funzione Strumentale per l’Inclusione, in Sala la Prof.ssa Donatella Di Matteo e il Prof. Michele Comito, nel servizio di accoglienza e ricevimento il Prof. Renato D’Aloia e la Prof.ssa Carmen Piccolo, in Cucina il Prof. Marco Erra e il Prof. Domenico Falzarano, supportati dai Tecnici di Laboratorio Mauro Ceccobelli, Maria Liguoro, Maria Piscopo, Elisabetta Mannelli e Pietro Piccarisi.
Alla Reception l’Assistente Tiziana Feliciano, pronta ad aiutare le famiglie nell’iscrizione on-line e a risolvere ogni problema. Il prossimo appuntamento è per il prossimo 31 gennaio, sempre dalle 9 alle 12:30. Vi aspettiamo!
Per prenotarsi agli Open Day dell’Istituto Alberghiero, cliccare sul seguente link:
L’Istituto Alberghiero di Ladispoli nasce come succursale dell’Istituto Professionale Statale dei Servizi Alberghieri e di Ristorazione di Tor Carbone in Roma, una delle prime Scuole Alberghiere del Lazio. Divenuto autonomo, è ospitato oggi nella nuova sede di via Federici (nella vasta area adiacente alla Biblioteca Comunale), inaugurata nel gennaio del 2013, con ampi laboratori all’avanguardia per attrezzature e dotazioni tecnologiche.
Ottima la posizione dell’Istituto rispetto ai maggiori assi ferroviari e viari. Per coloro che provengono da Roma o da Civitavecchia, è possibile raggiungere la scuola in treno. La stazione di Ladispoli è in posizione centrale, a pochi minuti dall’Istituto. In autobus, le fermate sono altrettanto funzionali e vicine alla sede scolastica. In automobile, si possono percorrere la Via Aurelia o l’autostrada Roma – Civitavecchia.
I collegamenti con Cerveteri e le altre località lungo la via Aurelia sono garantiti dal servizio degli autobus di linea. Dal mese di Settembre 2016 sono state, inoltre, attivate tre nuove corse in orario scolastico che collegano Ladispoli al comprensorio del Lago di Bracciano. L’Istituto Alberghiero consente di raggiungere, insieme ad adeguate competenze professionali, una preparazione culturale approfondita, idonea sia alla prosecuzione degli studi (universitari o di formazione tecnica superiore), sia all’ingresso nel mondo del lavoro.
Il diplomato ha specifiche competenze tecniche, economiche e normative nelle filiere dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera, nei cui ambiti interviene in tutto il ciclo di organizzazione e gestione dei servizi. Utilizzando le più moderne metodologie e strategie didattiche e avvalendosi di una consolidata rete di rapporti con le aziende del territorio, l’Alberghiero di Ladispoli offre tre indirizzi di studio: Enogastronomia (con la nuova opzione in Prodotti dolciari artigianali e industriali),
Servizi di Sala e Vendita, Accoglienza Turistica. Enogastronomia: Il diplomato è in grado di intervenire nella valorizzazione, produzione, trasformazione, conservazione e presentazione dei prodotti enogastronomici; operare nel sistema produttivo promuovendo le tradizioni locali, nazionali e internazionali e individuando le nuove tendenze enogastronomiche.
Servizi di sala e di vendita: il diplomato è in grado di svolgere attività operative e gestionali in relazione all’amministrazione, produzione, organizzazione, erogazione e vendita di prodotti e servizi enogastronomici; interpretare lo sviluppo delle filiere enogastronomiche per adeguare la produzione e la vendita in relazione alla richiesta dei mercati e della clientela, valorizzando i prodotti tipici.
Accoglienza turistica: Il diplomato è in grado di intervenire nei diversi ambiti delle attività di ricevimento, di gestire e organizzare i servizi, in relazione alla domanda stagionale e alle esigenze della clientela; di promuovere i servizi di accoglienza turistico-alberghiera anche attraverso la progettazione di prodotti turistici che valorizzino le risorse del territorio.
Il curriculum si basa su: – un’area di istruzione generale con discipline fondamentali per la preparazione culturale di base; – un’area di indirizzo con le materie professionalizzanti (Enogastronomia / Servizi di Sala e Vendita / Accoglienza Turistica); – due lingue: inglese e francese in tutto il quinquennio; – stage, tirocini di formazione ed orientamento, alternanza scuola-lavoro presso grandi aziende e strutture del settore enogastronomico e turistico, in Italia e all’estero; – possibilità di prevedere attività ed insegnamenti facoltativi, in linea con le più aggiornate richieste del mercato professionale.
E’ uno dei piatti più conosciuti e consumati al mondo, ma rappresenta anche un simbolo della cultura e dell’identità italiana. Nata a Napoli, sebbene i suoi antenati più lontani risalgano addirittura al Vicino Oriente e al Neolitico, la pizza ha saputo conquistare nel tempo milioni di persone, diventando presto un fenomeno globale.
Ogni anno, il 17 gennaio, si celebra la Giornata Mondiale della Pizza, riconosciuta già nel 2017 dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. E venerdì 16 gennaio gli studenti dell’Istituto Alberghiero di Ladispoli, accompagnati dai docenti Salvatore Esposito e Sarah Cecoro, hanno partecipato alla presentazione dell’Osservatorio Socio-Economico della Pizza Napoletana nel mondo (OSPEN), che si è svolta a Roma presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche.
40.000 pizzerie, con oltre 100.000 persone impiegate nel settore. Otto milioni le pizze prodotte ogni giorno in un comparto che vale circa 15 miliardi di euro all’anno. Questi e molti altri dati sono stati al centro della giornata di formazione che ha visto anche svolgersi un live show-cooking dei Maestri Pizzaioli AVPN (Associazione Verace Pizza Napoletana).
“Un evento imperdibile – ha sottolineato il Prof. Esposito – per conoscere più da vicino i segreti di una tradizione antica capace al tempo stesso di custodire la sua storia e di promuovere l’innovazione in cucina. Ma c’è di più – ha aggiunto il Prof. Esposito – la Giornata Mondiale della pizza ci ricorda che l’arte della sua preparazione è legata anche e soprattutto ad una “festa di condivisione”, alla celebrazione collettiva di un piatto “trasversale”, capace di unire generazioni e culture diverse”.
“Con la scomparsa di Valentino Garavani perdiamo un artista che ha dato vita ad una delle forme più alte di raccontare l’Italia al mondo. Valentino non è stato soltanto un maestro della moda, ma un costruttore di immaginari, capace di trasformare l’eleganza in memoria culturale. Il suo lavoro ha dialogato naturalmente con il cinema, l’arte e lo spettacolo, parlando la lingua della bellezza come atto culturale e dello stile come identità. Ha reso il Made in Italy una visione, non solo un’eccellenza produttiva: un’idea di civiltà riconosciuta nel mondo. Il suo lascito appartiene al patrimonio culturale del Paese, la sua eredità continuerà a ispirare le nuove generazioni come una voce irripetibile dell’Italia creativa”.
Lo dichiara il Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni.