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Sicurezza e diritti a scuola: dati sulla violenza giovanile, prevenzione educativa e misure condivise nel pacchetto sicurezza

Comunicato stampa

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene che il dibattito pubblico riaccesosi in seguito ai gravi fatti di cronaca avvenuti nelle scuole italiane non possa più essere affrontato con logiche emergenziali, né tantomeno attraverso contrapposizioni ideologiche che semplificano una realtà complessa. La morte di uno studente non è solo un evento tragico, ma una frattura etica e civile che interroga in profondità l’intero sistema educativo, chiamando in causa la responsabilità delle istituzioni, della scuola, delle famiglie e della società nel suo insieme.

Le analisi e i dati riportati dalla stampa delineano un quadro che richiede lucidità, rigore e capacità di tenere insieme più livelli di lettura. Lo studio ESPAD dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, condotto su circa 17mila giovani, segnala che circa 90mila ragazzi dichiarano di aver utilizzato un coltello, un numero raddoppiato nell’arco di sette anni, mentre il 5% afferma di aver desiderato far male a qualcuno. A questi dati si affianca l’allarme crescente sul cyberbullismo, che non rappresenta una forma di violenza “minore” o solo simbolica, ma spesso costituisce il terreno di incubazione di comportamenti aggressivi che possono poi tradursi in azioni concrete.

Le anticipazioni della ricerca “A mano armata. Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà” del Polo Ricerche di Save the Children confermano una tendenza che non può essere ignorata: dal 2019 al 2024 i minori segnalati per porto di armi improprie sono passati da 778 a 1.946, con 1.096 casi già registrati nel solo primo semestre del 2025. Coltelli, tirapugni, mazze, catene e storditori elettrici delineano un fenomeno in crescita che, pur restando numericamente contenuto rispetto ad altri Paesi europei, assume un forte valore simbolico e sociale. Non siamo di fronte a una “generazione violenta”, ma a segnali di un disagio che muta forma e che, se non intercettato, rischia di produrre esiti drammatici.

È proprio la compresenza di questi due elementi – l’aumento dei comportamenti a rischio e il permanere di un tasso di criminalità minorile tra i più bassi in Europa – a rendere necessario un approccio non ideologico. Come sottolineato da Save the Children, la violenza giovanile si inserisce spesso in un vuoto più grande: quello di relazioni fragili, di luoghi educativi impoveriti, di una progressiva solitudine emotiva degli adolescenti. A ciò si aggiunge un dato strutturale che il CNDDU ritiene non più eludibile: l’Italia continua a investire nell’istruzione meno del 4% del PIL, quasi un punto in meno della media europea, riducendo la capacità preventiva della scuola e del territorio.

Tuttavia, riconoscere le cause profonde del disagio non può tradursi in una rimozione del rischio immediato. La sicurezza non è l’opposto dell’educazione, ma una sua condizione di possibilità. Non esiste spazio educativo autentico laddove non siano garantiti il diritto alla vita, all’incolumità fisica e alla serenità di studenti e personale scolastico. In questa prospettiva, il Coordinamento ribadisce quanto già espresso nei precedenti interventi: il metal detector può essere considerato una misura preventiva integrativa, residuale, mirata e temporanea, applicabile esclusivamente nelle scuole caratterizzate da comprovate situazioni di rischio e solo previa deliberazione degli organi collegiali. Non uno strumento generalizzato, non un simbolo di controllo, ma una scelta proporzionata e condivisa, inserita in un quadro di tutela dei diritti fondamentali.

La riflessione proposta dal CNDDU ha trovato un’adesione ampia e trasversale sui canali social del Coordinamento, segno evidente di una comunità scolastica che chiede risposte equilibrate e non ideologiche. Docenti, famiglie e cittadini non invocano una scuola repressiva, ma una scuola messa nelle condizioni di prevenire, proteggere e accompagnare. Una scuola che non venga lasciata sola a gestire responsabilità enormi senza strumenti adeguati.

Alla luce di ciò, il Coordinamento rivolge un appello diretto al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché il pacchetto sicurezza che dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri entro la fine del mese, con tempistiche anticipate, tenga realmente conto della complessità del fenomeno e del punto di vista della scuola. È fondamentale che le misure allo studio non si esauriscano in un inasprimento sanzionatorio o in interventi di natura esclusivamente repressiva, ma riconoscano il ruolo centrale dell’autonomia scolastica, degli organi collegiali e della prevenzione educativa come pilastri di ogni strategia efficace.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani invita pertanto il Governo a costruire una risposta sistemica, partecipata e coerente con i principi costituzionali e con la tutela dei diritti umani. Servono investimenti strutturali in personale, supporto psicologico, educazione alle relazioni, contrasto al cyberbullismo e alla normalizzazione della violenza, integrati – quando necessario e in modo condiviso – da misure di prevenzione capaci di garantire sicurezza. Proteggere non significa reprimere, ma rendere possibile l’educazione stessa. Solo così la scuola potrà continuare a essere un luogo di crescita, di libertà e di vita, e non lo specchio delle fragilità irrisolte della società.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

DOMANI FLASHMOB: 4 ANNI MORTE PARELLI STUDENTE PCTO

Comunicato stampa

Domani mattina alle ore 7:45 come Rete degli Studenti Medi del Lazio organizzeremo un FlashMob in memoria di Lorenzo Parelli, studente morto durante un percorso PCTO (ex Alternanza Scuola-Lavoro) ormai 4 anni fa, e contro la nuova riforma del Ministro Valditara.
Saremo di fronte alla sede centrale del Liceo Plinio Seniore di Roma, sito in Via Mentana.

UFFICIO STAMPA
Rete degli Studenti Medi del Lazio

San Sebastiano, Cerveteri celebra la Polizia Locale con un pensiero speciale all’Ispettore Fabio Morolli

Comunicato stampa

Il Vicesindaco e Assessore alla Polizia Locale Riccardo Ferri: “Sono certo che avrebbe atteso questa ricorrenza con grande gioia, con il sorriso di sempre e il grande amore che aveva per questo lavoro”

“Una cerimonia toccante, con un pensiero speciale per l’Ispettore Fabio Morolli, venuto a mancare nell’agosto scorso e che ha lasciato un vuoto incolmabile in tutti noi che abbiamo avuto l’onore e il privilegio di poterlo conoscere. Oggi, abbiamo reso onore alla nostra Polizia Locale e a tutte le Donne e gli uomini in divisa che ogni giorno, con amore e grande senso delle Istituzioni servono lo stato, garantendo sicurezza, tutele e il rispetto delle leggi”. A dichiararlo è Riccardo Ferri, Vicesindaco e Assessore alla Polizia Locale del Comune di Cerveteri, a margine delle celebrazioni di San Sebastiano, Patrono della Polizia Locale d’Italia, avvenute all’interno del Santuario Mariano della Madonna di Ceri, alle quali chiaramente, oltre al Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti, ha preso parte anche la Consigliera comunale Arianna Pietrolati.

“Come prima cosa ci tengo a ringraziare la nostra Comandante, il Commissario Capo Cinzia Luchetti, per aver organizzato in maniera impeccabile la cerimonia, così come ringrazio Don Riccardo, Don Bernardo, Don Giorgio, al quale mi lega anche una trentennale amicizia e Don Josè, che hanno officiato la Santa Messa – ha dichiarato il Vicesindaco Riccardo Ferri – una ricorrenza quella di San Sebastiano che per tanti anni non è stata celebrata e che dallo scorso anno è divenuta un appuntamento fisso. Una celebrazione particolarmente emozionante, perché il pensiero di ognuno di noi presenti, è volato ad una persona a noi estremamente cara: l’Ispettore Fabio Morolli, che ci ha lasciati lo scorso anno. Sono certo che avrebbe atteso la giornata di oggi con grande gioia e come sempre, ci avrebbe onorati della sua cordialità, della sua professionalità e del profondo amore che aveva per il lavoro che svolgeva”.

“Al termine della Santa Messa c’è stato anche modo per dare il benvenuto a due nuovi agenti, che hanno prestato formale giuramento, ovvero Elisabetta Rossetti e Giovanni Camboni, e per conferire i gradi di ufficiali a due membri storici della nostra Polizia Locale, ovvero Alessio Impronta e Stefano Lucarini – ha aggiunto il Vicesindaco Riccardo Ferri – a tutti loro e a tutto il Comando della nostra Polizia Locale, i miei auguri di buon lavoro”.

“Un ringraziamento finale – conclude Riccardo Ferri – lo rivolgo a tutte le Forze dell’Ordine del territorio che ci hanno omaggiato della loro presenza: i Comandanti delle Stazioni dei Carabinieri di Cerveteri e Campo di Mare, il Commissariato di Pubblica Sicurezza della Polizia di Stato di Ladispoli e il Comando di Polizia Stradale, l’Ufficio Locale Marittimo e la Guardia di Finanza. Anche a loro, un sincero grazie e un augurio di buon lavoro”.

Viabilità. Sopralluogo congiunto sul tratto di Via Settevene Palo II. Continuano i lavori di rifacimento della pavimentazione stradale

Riceviamo e pubblichiamo

Questa mattina ho effettuato un 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐥𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐨 su 𝐕𝐢𝐚 𝐒𝐞𝐭𝐭𝐞𝐯𝐞𝐧𝐞 𝐏𝐚𝐥𝐨 insieme a 𝐌𝐚𝐧𝐮𝐞𝐥𝐚 𝐂𝐡𝐢𝐨𝐜𝐜𝐢𝐚, Consigliera metropolitana delegata alla 𝐯𝐢𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀, al Sindaco di 𝐂𝐞𝐫𝐯𝐞𝐭𝐞𝐫𝐢 𝐄𝐥𝐞𝐧𝐚 𝐆𝐮𝐛𝐞𝐭𝐭𝐢, al Capo Segreteria del Sindaco Roberto Gualtieri 𝐄𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐌𝐢𝐧𝐧𝐮𝐜𝐜𝐢, al Segretario particolare del Sindaco Gualtieri 𝐋𝐮𝐜𝐚 𝐆𝐚𝐥𝐥𝐨𝐧𝐢 e al Consigliere Metropolitano 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨 𝐏𝐚𝐬𝐜𝐮𝐜𝐜𝐢.

I sindaci di Bracciano e Cerveteri sulla Settevene Palo

Dopo l’𝐚𝐬𝐟𝐚𝐥𝐭𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 già realizzata nei mesi scorsi, i lavori di 𝐫𝐢𝐟𝐚𝐜𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚𝐥𝐞 stanno ora proseguendo su altri tratti fondamentali della via, in particolare 𝐝𝐚𝐥 𝐤𝐦 𝟐.𝟕𝟎𝟎 𝐚𝐥 𝐤𝐦 𝟑.𝟒𝟓𝟎 e 𝐝𝐚𝐥 𝐤𝐦 𝟒.𝟏𝟎𝟎 𝐚𝐥 𝐤𝐦 𝟖.𝟕𝟗𝟎.

Un intervento 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 e 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐨 che punta a garantire 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚Un intervento 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 e 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐨 che punta a garantire 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚Un intervento 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 e 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐨 che punta a garantire 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚

Un intervento 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 e 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐨, che punta a garantire 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 su una delle strade più 𝐭𝐫𝐚𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐞 e 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐜𝐡𝐞 del nostro territorio — e che è stato possibile anche grazie all’𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐭𝐚 su questa 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀, portandola con continuità ai tavoli istituzionali.

Un intervento 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 e 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐨 che punta a garantire 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚

Un sentito 𝐫𝐢𝐧𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 alla 𝐂𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐌𝐞𝐭𝐫𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐚𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐑𝐨𝐦𝐚 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞, che ancora una volta ha dato ascolto e seguito 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 alle richieste avanzate per la 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐢𝐧 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 delle infrastrutture stradali provinciali.

 

Continuiamo a lavorare 𝐢𝐧 𝐫𝐞𝐭𝐞, per 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐢.

Marco Crocicchi – Sindaco di Bracciano

GIORNO DELLA MEMORIA, CIVITAVECCHIA PRESENTA PER GLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI L’ANTEPRIMA NAZIONALE DEL FILM ‘ELENA DEL GHETTO’ –

Comunicato stampa

MARTEDÌ 27 GENNAIO 2026 ALLE ORE 9.30 AL CINETEATRO BUONARROTI
In occasione del Giorno della Memoria, la Città di Civitavecchia promuove un appuntamento dedicato alle scuole: martedì 27 gennaio 2026, alle ore 9:30, presso il Cinetatro Buonarroti, si terrà la proiezione riservata alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori, in anteprima nazionale, del film ‘Elena del ghetto’, interpretato da Micaela Ramazzotti e diretto da Stefano Casertano.
Al termine della proiezione è previsto un incontro in streaming con gli autori, pensato per approfondire i contenuti del film e favorire un momento di dialogo e riflessione con i ragazzi.
‘Siamo orgogliosi di poter offrire alla nostra comunità scolastica un’anteprima nazionale di grande valore, capace di parlare ai ragazzi con la forza del cinema e con la profondità della storia’ dichiara il Sindaco Marco Piendibene. ‘Ringrazio l’Assessorato alle Politiche Sociali, nella persona dell’Assessora Antonella Maucioni, e l’Assessorato all’Istruzione per il lavoro svolto nel rendere possibile questo appuntamento, che unisce cultura, formazione e impegno civile in una giornata che richiama tutti alla responsabilità della memoria’.
‘Il Giorno della Memoria non è una ricorrenza formale, ma un dovere collettivo (ricordare significa scegliere, ogni giorno, da che parte stare)’ afferma l’Assessora ai Servizi Sociali Antonella Maucioni. ‘Abbiamo voluto dedicare questa iniziativa alle nuove generazioni perché la memoria diventi coscienza, e la coscienza diventi rispetto e rifiuto di ogni forma di odio e discriminazione. L’incontro in streaming con gli autori, al termine della proiezione, arricchirà ulteriormente il percorso, offrendo ai ragazzi strumenti per comprendere e interrogarsi’.
‘La scuola è il luogo in cui la memoria si fa educazione civile e diventa capacità di leggere il presente’ sottolinea l’Assessora all’Istruzione Stefania Tinti. ‘Mettere a disposizione degli studenti un’anteprima nazionale come questa significa utilizzare un linguaggio vicino alle nuove generazioni per affrontare una pagina decisiva della nostra storia e ribadire, con forza, che l’indifferenza è il primo terreno su cui attecchiscono l’odio e la discriminazione. Il confronto con gli autori sarà un’occasione preziosa per trasformare la visione in dialogo e consapevolezza’.

Lavori in corso sulla Settevene Palo Nuova, il Sindaco Gubetti: “Sopralluogo importante e positivo con Città Metropolitana”

Comunicato stampa

Incontro congiunto tra la Sindaca di Cerveteri, il Sindaco di Bracciano Crocicchi, il Consigliere Metropolitano Pascucci e la Consigliera Delegata Chioccia

Sono iniziati nei giorni scorsi i lavori di rifacimento del manto stradale lungo la via Settevene Palo Nuova, importante arteria di collegamento tra i Comuni di Cerveteri e Bracciano. Gli interventi sono a cura di Città Metropolitana di Roma Capitale.

Questa mattina si è svolto un sopralluogo sul posto per verificare lo stato di avanzamento dei cantieri. Presenti la Sindaca di Cerveteri Elena Gubetti, il Sindaco di Bracciano Marco Crocicchi, il Consigliere Metropolitano Alessio Pascucci e la Consigliera Delegata di Città Metropolitana a viabilità, mobilità e infrastrutture Manuela Chioccia.

Durante l’incontro è stato possibile fare il punto sugli interventi in corso, che interessano i tratti maggiormente ammalorati della strada, in particolare tra via Doganale e via degli Angeli Ceretani, oltre ad affrontare le ulteriori criticità che riguardano questa fondamentale infrastruttura viaria.

“Un sopralluogo importante quello di questa mattina – ha dichiarato la Sindaca di Cerveteri Elena Gubetti – con Città Metropolitana, Ente titolare della strada, abbiamo avuto modo di confrontarci a lungo sulle esigenze della Settevene Palo Nuova. Attualmente sono in corso i lavori nel tratto che presentava le maggiori urgenze, ovvero quello successivo al bivio di via Doganale. Successivamente si proseguirà con interventi significativi per la messa in sicurezza del tratto che collega lo svincolo al Campo Enrico Galli”.

“Questa strada di collegamento rappresenta per noi un’arteria fondamentale, anche per il collegamento con l’ospedale, ed è percorsa ogni giorno da tantissimi nostri concittadini – ha aggiunto la Sindaca Gubetti – era da tempo che chiedevamo questo intervento a Città Metropolitana e finalmente i lavori sono iniziati”.

“Ringrazio la Consigliera Delegata Manuela Chioccia per la consueta disponibilità e attenzione verso il nostro territorio – ha concluso la Sindaca – e il Consigliere Metropolitano Alessio Pascucci per la presenza e il sostegno”.

Politica: Mercoledì a Roma, “Democrazia e intelligenza artificiale”, come cambia il potere nell’era degli algoritmi

Comunicato stampa

La democrazia può sopravvivere in un mondo governato dai dati? Chi detiene davvero il potere in un’epoca in cui le decisioni pubbliche sono sempre più influenzate da algoritmi e piattaforme digitali? E, soprattutto, come devono evolvere le istituzioni politiche per non perdere il controllo?

Se ne parlerà con il professor Mathias Risse della Harvard Kennedy School, tra i massimi esperti mondiali di teoria politica e diritti umani, nell’incontro “Democrazia nell’era dell’intelligenza artificiale”, promosso dalla Senatrice Maria Nocco. L’evento si terrà mercoledì 21 gennaio 2026, dalle ore 16:30 alle 18:00, presso la Sala “Caduti di Nassirya” del Senato della Repubblica, a Palazzo Madama (Roma), con la partecipazione del Senatore Lucio Malan e dell’Onorevole Grazia Di Maggio.

Ad aprire i lavori sarà proprio il professor Risse, con una relazione introduttiva basata sul suo ultimo libro “Political Theory of the Digital Age”. Nel volume, l’autore affronta uno dei nodi più urgenti del nostro tempo: in un’epoca in cui una parte crescente del potere è esercitata da piattaforme digitali globali e da sistemi automatizzati, la democrazia rischia di diventare sempre più fragile. La tecnologia – sostiene Risse – non è neutrale: senza adeguate regole, può amplificare le disuguaglianze, oscurare la trasparenza delle decisioni pubbliche e mettere a rischio i diritti fondamentali.

Nel corso dell’incontro interverranno il Senatore Lucio Malan, Presidente del gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia al Senato, e l’Onorevole Grazia Di Maggio, membro della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati e tra le parlamentari più giovani dell’attuale Parlamento.

Il Senatore Lucio Malan approfondirà l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla qualità della democrazia, soffermandosi sul ruolo delle istituzioni nel contrastare la disinformazioneregolare i deepfake e garantire la trasparenza nei processi decisionali. Illustrerà anche le prime misure normative adottate per governare l’uso dell’IA e difendere i valori fondanti dello Stato di diritto. L’Onorevole Grazia Di Maggio, tra i volti più giovani della Legislatura, offrirà la visione di una generazione cresciuta nella cultura digitale. Il suo intervento si concentrerà su come i giovani si relazionano all’innovazione tecnologica, sul loro modo di informarsi e partecipare alla vita civica, e su come l’IA possa influenzare – in positivo o in negativo – il loro rapporto con la politica.

L’evento rappresenta un’occasione di confronto ad alto livello tra cultura, scienza e politica, per discutere come orientare lo sviluppo tecnologico verso obiettivi di giustizia, equità e tutela democratica.

Democrazia nell’era dell’intelligenza artificiale

Istituti scolastici e RAV – quando l’autovalutazione diventa strumento di esclusione sociale

Comunicato stampa

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene necessario intervenire con una riflessione ampia e non episodica in merito all’uso distorto dei Rapporti di Autovalutazione (RAV) emerso da recenti notizie di stampa. Quanto riportato non può essere archiviato come una somma di casi isolati o come il frutto di formulazioni infelici: siamo di fronte a un sintomo strutturale di una trasformazione profonda e inquietante del senso stesso dell’istituzione scolastica.

Negli ultimi anni la scuola è stata progressivamente spinta dentro una logica concorrenziale. Open day, ranking impliciti, narrazioni selettive dell’utenza e dell’offerta formativa hanno favorito un linguaggio mutuato dal marketing, in cui l’identità educativa viene piegata alle esigenze di “posizionamento” sul territorio. In questo quadro, il RAV, strumento nato per l’autovalutazione critica e per il miglioramento inclusivo del sistema, viene talvolta svuotato della sua funzione pedagogica e trasformato in una vetrina autoreferenziale.

L’analisi dei testi incriminati mostra un elemento comune: la normalizzazione del classismo come criterio di qualità. La sottolineatura della provenienza medio-alta degli studenti, l’assenza di disabilità, di povertà educativa, di pluralismo culturale o etnico vengono presentate come fattori rassicuranti, se non addirittura come indicatori di eccellenza. In questa narrazione, la diversità non è una risorsa educativa ma una variabile di rischio; l’inclusione non è un valore fondativo ma un possibile intralcio all’“efficienza” didattica.

Questa impostazione tradisce una visione riduttiva dell’educazione e un’idea elitaria di scuola, in aperto contrasto con l’articolo 3 della Costituzione e con i principi ispiratori del sistema nazionale di istruzione. La scuola pubblica non nasce per certificare privilegi sociali, ma per rimuovere gli ostacoli che limitano l’eguaglianza sostanziale dei cittadini. Quando invece si compiace di descrivere un’utenza socialmente omogenea, finisce per legittimare l’idea che l’esclusione sia naturale, utile o persino auspicabile.

Sul piano pedagogico, il danno è ancora più profondo. Una scuola che si racconta come “protetta” dalla complessità sociale rinuncia implicitamente alla sua funzione formativa più alta: educare alla convivenza democratica, al confronto con l’altro, alla gestione non violenta delle differenze. Gli studenti cresciuti in ambienti artificialmente omogenei rischiano di sviluppare una cittadinanza fragile, incapace di comprendere le disuguaglianze e di assumersi responsabilità sociali.

Come docenti dei Diritti Umani, non possiamo non rilevare anche la dimensione simbolica di queste scelte comunicative. Il linguaggio istituzionale non è mai neutro: esso costruisce immaginari, stabilisce gerarchie, definisce chi è “desiderabile” e chi no. Scrivere che la presenza di studenti provenienti da contesti svantaggiati “comporta difficoltà di convivenza” significa trasmettere un messaggio potentemente discriminatorio, che rischia di legittimare pregiudizi già radicati nel tessuto sociale.

Per queste ragioni, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge un appello diretto al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché si apra con urgenza una riflessione istituzionale su finalità, limiti e responsabilità connesse alla redazione e alla pubblicazione dei RAV. Chiediamo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito promuova linee guida chiare e vincolanti che impediscano l’uso discriminatorio dei dati e che riaffermino con forza il principio dell’inclusione come indicatore autentico di qualità educativa.

Riteniamo altresì indispensabile investire nella formazione etica e pedagogica dei dirigenti scolastici e dei gruppi di autovalutazione, affinché la comunicazione istituzionale sia coerente con i valori costituzionali e con gli obiettivi dell’educazione ai diritti umani. Autovalutarsi non significa autocompiacersi, ma interrogarsi criticamente sulle proprie pratiche e sul proprio impatto sociale.

La scuola italiana è chiamata oggi a una scelta di campo: può continuare a inseguire logiche di selezione e rassicurazione sociale, oppure può riaffermare con coraggio la propria funzione pubblica, democratica ed emancipatrice. Noi crediamo che solo la seconda strada sia compatibile con una società giusta e con una scuola degna di questo nome.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

Un “noi” che unisce: da Roma a Strasburgo

Comunicato stampa

Buongiorno,

è lunedì e sto ripartendo per Strasburgo. Prima di rimettermi in viaggio volevo lasciarvi due righe su venerdì, perché certe serate meritano di non restare solo un ricordo veloce.

Studio26, a Roma, “Per tutta un’altra Europa”. È stata una serata davvero bella: tanta partecipazione, tanta energia, tante persone diverse accomunate da una cosa semplice ma non scontata in questo tempo qui: la voglia di esserci, di ascoltarsi, di sentirsi parte di qualcosa.

Abbiamo parlato di Europa e del clima che sta crescendo nel mondo: paura, chiusure, nazionalismi. E del bisogno di ricostruire un “noi” diverso da quello che la destra sovranista prova a imporre: un “noi fatto di valori, proposte e scelte concrete”, capace di dare credibilità a un progetto e riaccendere un po’ di speranza. In questi giorni la parola “unità” torna spesso: io credo che sia urgente darle sostanza, trasformando le opposizioni in un’alleanza per il futuro.

Grazie a tutte e tutti per esserci stati. È stata una serata piena, e mi sembra un buon modo di cominciare questo 2026.

Nicola Zingaretti

 

TORTURE ANIMALI : REA DAVANTI ALL’AMBASCIATA CINESE. “UN MURO DI GOMMA INACCETTABILE, PORTEREMO LA BATTAGLIA IN EUROPA”

Comunicato stampa

Un “muro di gomma”. Così il Partito Nazionale REA definisce l’atteggiamento dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese a Roma, che questa mattina ha opposto un totale rifiuto al dialogo, richiesto più volte da REA, durante il sit-in di protesta organizzato dall’Associazione Feline Guardians Italia.

La mobilitazione era nata per chiedere un impegno ufficiale contro la rete criminale organizzata cinese che lucra sulla produzione e diffusione online di video ritraenti torture atroci su animali, soprattutto gatti, un fenomeno che coinvolge tragicamente anche i minori. Nonostante una precedente lettera formale inviata da REA all’Ambasciatore per sollecitare un incontro urgente sulla cooperazione internazionale contro questi crimini, nessuna risposta è mai pervenuta. Oggi, la chiusura diplomatica è stata confermata: nessun delegato è uscito per ascoltare le istanze della piazza, né è stato permesso l’accesso per una breve interlocuzione.

“Siamo qui oggi per dare voce a chi non ne ha, ma abbiamo trovato un’istituzione sorda e blindata”, dichiara il Segretario Nazionale REA. “Il rifiuto dell’Ambasciata di accoglierci non è solo uno sgarbo verso un partito politico legittimo, ma è un insulto a milioni di cittadini italiani che chiedono trasparenza e civiltà per tutti gli animali.Questo muro di gomma è il simbolo di chi sa di essere dalla parte del torto e preferisce il silenzio al confronto”.

Il presidio ha ribadito con forza la condanna verso pratiche barbare e di mercificazione che nulla hanno a che fare con la cultura di un grande popolo, ma che rispondono esclusivamente a logiche di profitto e crudeltà.

“Non pensino che il nostro impegno finisca qui”, conclude la nota di REA. “Se l’Ambasciata alza i muri, noi alzeremo il volume della nostra protesta. Porteremo la questione al nostro Ministro del Esteri on. Antonio Tajani, nelle sedi europee e internazionali. La diplomazia non può essere un paravento dietro cui nascondere il dolore degli esseri senzienti. Oggi abbiamo ricevuto un silenzio assordante, ma la nostra voce arriverà comunque a destinazione”.