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GLI ADRA AL MUSAM DI VIGNA DI VALLE. Inaugurato uno spazio espositivo per gli incursori del 17° stormo  

Mattinata di gala al Museo dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle, una sala gremita di autorità civili e militari, alti ufficiali e ospiti delle grandi occasioni per l’inaugurazione di un nuovo spazio espositivo museale; quello dedicato agli ADRA, gli Arditi Distruttori della Regia Aeronautica, istituiti nel 1942 per effettuare azioni di sabotaggio su installazioni nemiche.

La presentazione è stata affidata a un moderatore di alto profilo, Fabio Chiucconi, giornalista conduttore del TG2, noto per il suo lavoro di inviato di guerra che si è interposto ai numerosi, autorevolissimi ospiti.

Il benvenuto agli intervenuti e i saluti istituzionali sono stati affidati al padrone di casa, il comandante del MUSAM, colonnello Dario Bovino, che in assetto formale corrotto da una nota di composta commozione, ha presentato e ringraziato i signori relatori.

Inaugurazione al MUSEM di uno spazio per gli ADRA    Inaugurazione al MUSEM di uno spazio per gli ADRA

“Oggi prende corpo la linea di continuità del museo storico, uno spazio che si apre  e prende vita divenendo una sorta di laboratorio didattico”, ha sostenuto il comandante.

Subito dopo ha preso la parola il comandante del 17° Stormo Incursori di Furbara, colonnello Anelli, presentando la propria gratitudine istituzionale agli autorevoli intervenuti. In particolare ha inteso ringraziare il presidente dell’associazione Bunker Soratte che ha concesso le uniformi storiche e i figuranti per l’occasione odierna.

Si sono succedute relazioni ed esposizioni di alto profilo, come quella della d.ssa Ognibene, archeologa, storica, curatrice scientifica dell’allestimento del museo, che ha osannato il lavoro di squadra svolto in sinergia con diverse persone; il MUSAM, ha detto, prende forma tra il 2020 e il 2023, in piena pandemia e lo racconta come un organismo vivente e non semplicemente un luogo di conservazione; ogni dettaglio della progettazione e della realizzazione di uno spazio museale viene pensato per fare cultura, che può essere promossa soltanto attraverso la didattica. Un lavoro di ricerca con cui si cerca di mettere in risalto i cimeli dal più forte impatto emotivo. La curatrice spiega che tutto è stato ed è sapientemente studiato, a partire dal brand di identità, il logo identitario la cui parte grafica si è ispirata al modello di un aereo S55.

Inaugurazione al MUSEM di uno spazio per gli ADRA    Inaugurazione al MUSEM di uno spazio per gli ADRA

Il direttore del museo, il ten. Col. De Vita ha dichiarato che il museo consente agli studenti di capire meglio ciò che studiano, agevolandogli i collegamenti tra avvenimenti della storia. “Il museo è fatto di tante storie, una concatenata all’altra, che consentono di scoprire aspetti affascinanti della storia dell’arma aeronautica”, ha dichiarato; “viene curato un doppio aspetto, quello storico organizzativo e quello tecnologico, che si rivolge al futuro”.

Interessanti anche gli interventi del prof. Gastone Breccia dell’Università di Pavia che attraverso la proiezioni di istantanee in bianco e nero ha ricordato che le operazioni speciali sono vecchie come la guerra stessa e prevedono l’addestramento di pochi uomini altamente specializzati ed efficaci; il generale De Chigi, invece, ha ripercorso la storia del paracadute e dei paracadutisti come soldati arditi che sono stati impiegati già dal 1918 con l’adozione dei primi aerei.

Inaugurazione al MUSEM di uno spazio per gli ADRA  Inaugurazione al MUSEM di uno spazio per gli ADRA

Al prof. Ciavattone è stata affidata la narrazione della genetica degli ADRA, un gruppo di volontari di grande coraggio, pionieri del paracadutismo, impiegati per colpire obiettivi strategici; tre gli obiettivi di un ardito, il combattimento, l’addestramento e il sabotaggio, tipicizzazione di un reparto del genio aeronautico d’assalto.

Il generale Rinaldi racconta la storia dei Falchi Blu, una squadra di paracadutismo aeronautica nata per rappresentare al pubblico civile una parte dell’attività operativa dei lanci.

Quando è il turno dell’istruttore degli incursori, il ten. Col. Pietro Izzo, le sue parole diventano misurate, essenziali e calibrate: “gli incursori sono l’elite di professionalità delle forze speciali, indirizzata in maniera decisa verso l’integrazione diretta della terza dimensione (aria) con le manovre di terra. Quello degli incursori è un lavoro fatto nell’ombra e nel silenzio, ognuno di loro è un combat controller, uomini iper addestrati e proiettati al cyber, in un mondo sempre più interconnesso. Il motto “sufficit animus”, basta il coraggio, apparentemente semplicistico, è in realtà tanto esaustivo quanto poco comune. Infatti il colonnello parlando dell’iter formativo di un incursore, che è particolarmente duro così da formare professionisti a 360 gradi, presuppone grossi sacrifici e dedizione; accenna al grosso problema nel reclutamento, poiché i ragazzi sono sempre meno propensi ad assumersi responsabilità e concedere impegno e dedizione. Sottolinea come l’incursore non è solo un uomo ma diventa strumento pericoloso.

Inaugurazione al MUSEM di uno spazio per gli ADRA  Inaugurazione al MUSEM di uno spazio per gli ADRA

In conclusione, gli fa eco il generale Sismondini, comandante della 1^Brigata Aerea operazioni speciali che ha ricordato che la giornata odierna è la sintesi di 10 anni di duro lavoro: “siamo carrubai”, ha sostenuto ironicamente, “che piantano alberi consapevoli che probabilmente non ne vedranno mai i frutti. A breve, gli incursori dell’aeronautica lavoreranno insieme a quelli dell’esercito, della marina e dei carabinieri trasformando Furbara in un’area addestrativa interforze”.

L’ultimo intervento è stato affidato al generale Alberto Biavati, comandante della 1^ Regione aerea, che rivolgendosi direttamente a una rappresentanza di giovani allievi ufficiali, chiede loro se la mattinata li ha stimolati a voler prendere in esame la possibilità di approfondire l’idea di accedere ai percorsi di formazione per le forze speciali; giovanissimi occhi lucidi di entusiasmo, hanno tutti assentito silenziosamente con un rispettoso cenno del capo.

Inaugurazione al MUSEM di uno spazio per gli ADRA  Inaugurazione al MUSEM di uno spazio per gli ADRA

Al generale, è stato consegnato dal colonnello Anelli, l’attestato di validazione del comando americano come riconoscimento di combat controller, un prestigiosissimo riconoscimento che premia il lavoro serio e di alta qualità fatto dagli incursori dell’Aeronautica.

La cerimonia di scopertura delle teche espositive è stato un momento dall’alto impatto suggestivo; l’area è ubicata al piano sopraelevato di un hangar dove sono custoditi velivoli storici dell’aeronautica.

Il nostro compito di divulgatori delle eccellenze sul territorio, ci impone di ricalcare l’auspicio che il MUSAM possa assolvere alla funzione di motore di motivazione per i giovani ad investire su sé stessi mettendosi al servizio del Paese.

Ludovica Di Pietrantonio, direttore L’agone

Cinquant’anni dalla rivoluzione delle radio locali. La libertà in modulazione di frequenza

Amo la radio perché arriva dalla gente,
Entra nelle case e ci parla direttamente
E se una radio è libera,
Ma libera veramente,
Mi piace anche di più
Perché libera la mente

Eugenio Finardi, La radio, 1976

Cinquant’anni fa, nel 1976, la Corte Costituzionale, con una sentenza destinata a segnare un’epoca, dichiarò legittime le radio libere locali. Fu la fine del monopolio Rai sull’informazione e sulla musica, e l’inizio di una stagione di libertà creativa che trasformò la radio in un laboratorio aperto, vicino alle persone e alle loro storie. In tutto il Paese quell’atto fu avvertito come una ribellione culturale e politica: finalmente si potevano ascoltare generi musicali fino ad allora confinati in poche trasmissioni, come “Per voi giovani” di Giaccio e Cascone, quasi del tutto assenti nella programmazione quotidiana. Molti giovani appassionati iniziarono a trasmettere dalle proprie case, dalle soffitte, dai garage, dalle cantine, ispirandosi alle esperienze delle radio libere straniere e utilizzando apparecchiature spesso rudimentali, con le antenne montate sui tetti più alti delle città.  Anche nel nostro territorio le radio locali hanno svolto un importante ruolo sociale, dando respiro alla voce dei cittadini, alle scene musicali indipendenti che non avrebbero mai trovato spazio sui canali nazionali, anche grazie alla potenza della “diretta”, la cui forza vitale era la capacità di parlare al pubblico in tempo reale, senza grandi mediazioni, con l’importante risultato di riuscire ad ascoltare il Paese. A Bracciano il fenomeno esplose rapidamente. Realtà come Tele Radio Country, Radio Cinque Torri e Radio Onda Azzurra portarono un vento di novità: messaggi di libero pensiero, nuove forme di comunicazione, un linguaggio più vicino alle esigenze delle giovani generazioni, dove tutti potevano sentirsi, anche per pochi minuti, protagonisti.

Con la radio si può scrivere
Leggere e cucinare
Non c’è da stare immobili
Seduti a guardare
E forse è proprio quello
Che me la fa preferire
E’ che con la radio non si smette di pensare.

Eugenio Finardi “La radio” 1976

A proposito delle differenze tra radio e televisione, ricordate dal cantautore milanese, non possiamo dimenticare la presenza a Bracciano di Italia Cinque, un’importante televisione privata del nostro territorio, cui ho avuto il piacere di collaborare insieme a tanti amici di Bracciano. Un gruppo di persone che hanno portato avanti, con competenza e passione, una straordinaria realtà locale, che conteneva al suo interno, pur nella sua ridotta dimensione, tutte le prerogative tipiche di una televisione nazionale e tutto, rigorosamente, trasmesso in diretta. Cinquant’anni da celebrare e ricordare: una prova concreta che ogni passo avanti nella tecnologia, ogni apertura al nuovo, amplia il sapere e rafforza gli spazi di libertà e democrazia.

Lorenzo Avincola

I farmaci che fanno davvero bene. A Palidoro prima farmacia solidale d’Italia

A Palidoro, transitando sulla via Aurelia, nei pressi della stazione ferroviaria, è ben visibile una croce verde luminosa: all’interno del centro residenziale “Il Granaretto” c’è la Farmacia “Salvo D’Acquisto”, due vetrine, di facile accesso direttamente dall’Aurelia, con un ampio parcheggio ombreggiato da pini.

Non è una farmacia come le altre, quella del dott. Marco Tortorici, ma l’incarnazione di una missione sociale; la farmacia solidale, unica in Italia, nasce per ribaltare le logiche dell’impresa che qui non è soltanto economica ma culturale e filantropica.

La vera grandezza del dott. Tortorici arriva subito alla pancia, basta trovarselo di fronte: un uomo sorridente, che traduce una grande intuizione con immediatezza e semplicità quasi infantili, lasciando accarezzare la propria passione per la scienza ma soprattutto il suo grande rispetto per i meno abbienti che, soprattutto se si parla di cure, non possono essere penalizzati dalla loro minor agiatezza.

Un uomo di profonda cultura e raffinata intelligenza, che viene dalla direzione delle Farmacie Comunali di Fiumicino e che è balzato alla notorietà nazionale trasformando la sua attività in “solidale” applicando una formula di sua ideazione: 30-20-10: il 30% riguarda la maggiorazione degli stipendi dei suoi 11 dipendenti rispetto a quanto stabilito dal Contratto collettivo nazionale, il 20% è lo sconto applicato su tutti i prodotti, farmaci e parafarmaci, per un costo superiore ai 20 €, il 10% indica la quota degli utili che reinveste in iniziative a favore del territorio e della comunità.

Colpisce la gentilezza del dott. Tortorici, che quando parla degli ultimi, dei poveri e dei fragili si commuove, trasmettendo un senso di tenerezza catartica; la sua immensa preparazione scientifica, solidificata con razionalità e praticità, sfuma quasi in secondo piano rispetto alla sua attenzione per l’individuo e per l’ambiente. Parla, racconta, ricorda, è un fiume in piena Marco, così vuole essere chiamato semplicemente il dott. Tortorici, orgoglioso dei suoi gesti di solidarietà; sa di essersi distaccato nettamente dalle logiche di categoria, essendo diventato inviso ai colleghi ortodossi. “La valenza di questa attività non è raccontare quello che noi facciamo, ma quello che noi riusciamo a fare con la popolazione, dal momento che quest’ultima riconosce in noi una struttura in grado di fare per la comunità senza richiedere nulla in cambio. Si può fare impresa anche in un altro modo: non solo parlando di bilanci, di utili, ma essere anche strumento per incrementare il benessere della popolazione”. Queste le parole di Marco Tortorici, parole che descrivono molto più di un impegno, di una professione; è lo sguardo attento di chi riesce a vedere un po’ più in là, dove spesso risiede il senso più autentico di umanità. Entrare nella farmacia Salvo D’Acquisto è un po’ come credere che si possa davvero partire verso quell’ “isola che non c’è” cantata da Bennato: un tempo sospeso fatto di valori che riprendono colore, in cui la sensibilità riesce a imporsi sulle logiche fredde che ci dominano e a sconfiggerle con l’arma della gentilezza. Un tempo che può vivere solo chi si affida alla possibilità che esista sul serio. E L’agone è assolutamente pronto a crederci, curioso di incontrare di nuovo il dott. Tortorici e lasciarsi meravigliare, ancora una volta.

Gianluca Di Pietrantonio

Anguillara Sabazia: le elezioni amministrative, schieramenti a confronto

Nella prossima primavera ci saranno le elezioni amministrative ad Anguillara Sabazia, una consiliatura che, complice il COVID, è durata oltre i cinque anni previsti. Il sindaco uscente, Angelo Pizzigallo, sostenuto da uno schieramento di destra, si batterà per la propria riconferma, forte del cospicuo finanziamento ricevuto grazie al PNRR a firma Mario Draghi cercherà di utilizzare come frecce nel proprio arco le opere realizzate con tali finanziamenti. E’ bene ricordare che una tale mole di finanziamenti non era mai stata concessa e difficilmente lo sarà nel prossimo futuro. Al contrario, lo schieramento di centro-sinistra che non ha ancora ufficializzato formalmente il proprio candidato sindaco ma che i “rumor” di paese hanno già individuato, così come sono state individuate le forze che si contenderanno la maggioranza nel consiglio comunale, ritiene che le frecce all’arco del sindaco appaiono spuntate e non sufficienti per ritenere centrati gli obiettivi del PNRR. Il Piano infatti metteva a disposizione, anche degli enti locali, dei finanziamenti con lo scopo di avviare quelle modifiche strutturali che mettessero in grado il Paese ad affrontare una nuova crisi, non per forza pandemica, in modo tale da renderlo, a tutti i livelli, resiliente e resistente. E’ pur vero che ad Anguillara alcune opere sono state realizzate, forse la più significativa è la ristrutturazione e l’ammodernamento degli edifici scolastici, ma la principale critica riportata dalle opposizioni è che tali opere erano dovute, erano necessarie e imprescindibili, quasi a toglierne il merito all’amministrazione.

Si può facilmente prevedere che la battaglia politica dei prossimi mesi sarà aspra, e l’argomento principe sarà proprio l’utilizzo dei fondi PNRR che da una parte, gli attuali amministratori, ritengono ben spesi e che l’ammodernamento del paese è evidente, dall’altra parte, lo schieramento che si contende il comune, ritiene che Anguillara sarebbe potuta essere ben diversa da come viene lasciata da questa amministrazione. Avrebbe potuto avere delle strutture dedicate alla cultura, degli spazi polivalenti che nel paese mancano e di cui si sente una forte esigenza.

Indipendentemente da come ci si posizionerà rispetto agli schieramenti, è un fatto che ad Anguillara mancano dei luoghi di aggregazione per i giovani, luoghi nei quali sia possibile svolgere e coltivare le proprie passioni.

Siamo solo agli inizi di questa campagna elettorale e l’ultima parola è comunque degli elettori e saranno loro a decidere se l’amministrazione è da riconfermare oppure se un cambiamento sia necessario per dare un nuovo impulso al paese.

Salvatore Scaglione

Legge finanziaria: un bilancio senza missione

La ricerca è senza risorse, e l’innovazione guarda al settore militare

La legge di bilancio 2026 è una manovra di pura conservazione senza una visione strategica, caratterizzata dalla tanto sbandierata riduzione di una aliquota IRPEF che interessa, peraltro in maniera insignificante, solo la “classe media” (risparmio di 40 euro l’anno ai redditi di 30.000 euro, e 440 euro a quelli da 50.000 fino a 200.000), dalla riduzione delle disponibilità reali per alcuni settori chiave, sanità in testa, e da tagli clamorosi in quello cruciale di istruzione e ricerca, il tutto senza far nulla contro il forte aumento dei prezzi di beni essenziali come alimentari ed energia.

E’ un bilancio senza missione, che guarda al futuro ipotecando poderose spese per la “difesa”, che penalizza clamorosamente la transizione ecologica a favore di quella militare, orientando sempre più ricerca e innovazione verso gli armamenti piuttosto che, ad esempio, verso il sistema energetico: si cerca ogni scusa per bloccare l’avanzamento delle rinnovabili puntando ancora su carbone e gas, immaginando un improbabile ritorno al nucleare che in ogni caso richiederebbe tempi lunghissimi.

Attenzione prioritaria meriterebbero Università e ricerca scientifica e tecnologica, iniziando col valorizzare la risorsa umana: invece, il piano straordinario di reclutamento per ricercatori e operatori del settore tecnologico ipotizza circa 2.000 assunzioni a tempo indeterminato a fronte di oltre 35.000 precari, di cui almeno 10.000 saranno espulsi nei prossimi due anni perché legati ai progetti PNRR in scadenza.

E continua un processo di “privatizzazione dei programmi universitari” sempre più dipendenti dalle strategie di singole aziende che procedono in maniera sparsa, senza una visione d’insieme, senza una politica industriale volta ad indirizzarle in funzione degli obiettivi strategici del Paese individuati dal governo. Fa eccezione l’industria militare.

Occorrerebbe, invece, spingere su transizione ecologica e decarbonizzazione, rivedendo il PNIEC (Piano nazionale integrato energia e clima) per puntare decisamente sulle rinnovabili, approvando una Legge sul clima, seguendo le indicazioni europee con l’adozione di un “Piano integrato di tutela e ripristino della natura”, abolendo i “Sussidi dannosi per l’ambiente” e spostando i fondi a sostegno dell’innovazione dei prodotti delle nostre aziende nella logica dell’economia circolare.

Insomma, la prosperità del Paese si assicura, anche e non soltanto, guardando alla innovazione e allo sviluppo di nuove tecnologie al servizio della società: ma serve una visione, una idea di futuro, che non vediamo se non legata a foschi scenari bellicisti.

Giuseppe Girardi

Raccogliamo la sfida! – Editoriale

Nel primo editoriale del 2026 mi piacerebbe infondere, al territorio dove vivo e di cui scrivo, rassicurazioni, strade certe da percorrere, proiezioni prospettiche nitide e rasserenanti. Eppure tutto intorno, il mondo, è governato dal caos: il festival della stoltezza umana, i duelli freddi degli (im)potenti, la cecità del gregge e l’indifferenza verso le visioni di pochi che sanno ancora vedere. La scelta è, e la condivido con voi affezionati lettori, se continuare a rimanere inermi spettatori di questa commedia triste che ci stanno proponendo o alzarsi dal teatro e uscire all’aria aperta, per realizzare un’opera più degna. Che ognuno di noi diventi regista, sceneggiatore e interprete: mi rivolgo agli anziani, che custodi della memoria di un periodo sbagliato, possono sicuramente volere qualcos’altro per i loro nipoti; mi rivolgo soprattutto ai ragazzi, perché non si accontentino mai della superficialità dell’apparenza ma abbiano sempre il coraggio di penetrarla e guardare oltre. Nell’anno che viene possiamo fare nostra la possibilità di scegliere e cambiare: come dovrebbe essere amministrata la giustizia, affinchè ritorni a poter essere rappresentata da quella dea bendata che con la fermezza della spada garantisce l’irremovibilità del giusto e con l’equità della bilancia l’imparzialità che quel giusto venga affermato. Abbiamo la possibilità di non limitarci a scrivere e proclamare la parola pace, ma di diventare noi messaggeri di pace, cellule attive di un tumore benigno che aggredisca e uccida guerrafondai, (pre)potenti e belligeranti di ancestrale tribalità, ormai fuori moda. Abbiamo la possibilità di iniziare dal nostro territorio, dove potremmo essere i primi promotori del cambiamento: le tempeste nell’oceano iniziano con una leggera folata di vento, che si rinforza fino a crescere e diventare devastante. Lo so, vi sto chiedendo di realizzare un’opera visionaria, ma sono una romantica e mi aspetto così di poter scrivere e raccontare quest’anno un territorio non già devastato ma rivoluzionato e rivoluzionante, dove chi si ammala potrà essere curato, chiunque potrà dare il proprio contributo lavorativo vedendosi garantito il diritto di tornare a casa la sera, la sacralità di un tetto con dentro una famiglia che sappia esprimere il senso più autentico di “casa”. Restituiamo all’ambiente il diritto di essere naturale, rivolgendogli il rispetto dovuto al millenario servizio che ci ha reso e ci rende e soprattutto pagando il canone di abitabilità in questo splendido condominio pianeta. Sarebbe meraviglioso se non dovessimo più dipingere le panchine di rosso ma potessimo tingerle d’arcobaleno, riempire più pagine di musica, di campioni dello sport orgoglio dei nostri paesi, potessi riportare più mostre di fotografia, d’arte e di quei gesti belli, ahimè così desueti ormai,  e di cui invece abbiamo quanto mai bisogno. Per tutto questo non vi inciterò all’amore, alla pace, al rispetto, al coraggio, alla bellezza e alla giustizia  ma vi esorto ad essere amore, rispetto, bellezza, coraggio e giustizia.
Raccogliete la sfida!

Ludovica Di Pietrantonio

Nasce a Manziana la rassegna corale “Voci d’inverno”: al via la prima edizione

Arricchire l’offerta culturale locale e colmare l’assenza di un appuntamento dedicato alla musica corale: da questa esigenza nasce la rassegna “Voci d’inverno”, nuova iniziativa patrocinata dal Comune di Manziana e dalla Pro Loco Manziana, pensata per valorizzare un genere musicale,  finora poco rappresentato nel panorama culturale cittadino.

Alla sua prima edizione, la rassegna si inserisce in un progetto più ampio, con l’obiettivo di diventare un appuntamento stabile nel tempo. L’intento è quello di dare spazio alle formazioni corali del territorio e proporre alla cittadinanza un evento accessibile, capace di unire qualità artistica e partecipazione.

L’iniziativa si terrà venerdì 31 gennaio, a partire dalle ore 17, presso la Sala Titina De Filippo, sede abituale delle attività culturali comunali. Sul palco si alterneranno tre realtà corali diverse per stile e repertorio, a testimonianza della varietà espressiva della musica corale. Il Quadroni Vocal Ensemble presenterà un programma di impronta pop e gospel; il Coro Polifonico di Bracciano interpreterà brani della tradizione classica e pop; mentre il Coro La Settima Nota proporrà arrangiamenti che spaziano tra musica classica e leggera. Una scelta artistica precisa, pensata per avvicinare pubblici diversi e dimostrare come la coralità possa parlare molteplici linguaggi.

Al termine delle esibizioni, la rassegna proseguirà con un momento conviviale: un aperitivo “musicale” durante il quale sarà possibile partecipare alla degustazione del Cabernet Sauvignon “Macchia Grande” 2023, proposto dalla cantina locale Quota Rosa, in un’ottica di valorizzazione delle produzioni del territorio. Ad accompagnare questo momento, il gruppo La Mandria, con un repertorio di musica popolare, folklore e cantautorato italiano, pensato come chiusura informale e partecipata della serata. L’ingresso all’evento è libero, sia per assistere al concerto sia per prendere parte all’aperitivo.

“Voci d’inverno” si presenta così non solo come un evento musicale, ma come un progetto culturale che mette al centro la comunità, valorizza le professionalità locali e getta le basi per un percorso destinato a crescere e consolidarsi nel tempo.

Bracciano. 31 gennaio presentazione Albo comunale delle Volontarie e dei Volontari civici e sociali

Riceviamo dal Comune di Bracciano e volentieri pubblichiamo.

Tutti i cittadini sono invitati a partecipare all’iniziativa del 31 gennaio 2026 alle ore 10.30 in aula consiliare del Comune di Bracciano, per la presentazione dell’𝐀𝐥𝐛𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 delle 𝐕𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢𝐞 e dei 𝐕𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢.

A seguito dell’approvazione dell’apposito regolamento in consiglio comunale, infatti, abbiamo aperto le adesioni all’𝐀𝐥𝐛𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 delle 𝐕𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢𝐞 e dei 𝐕𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢: uno strumento semplice e concreto per rafforzare 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭à, 𝐜𝐨𝐞𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 e 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 nella nostra Bracciano.

L’impegno è flessibile: ciascuno può dare una mano 𝐢𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐞 𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨, scegliendo il progetto più adatto.

In questa prima fase avviamo tre 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐢𝐥𝐨𝐭𝐚:

1.𝐂𝐡𝐞 𝐁𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐭’𝐚𝐜𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐢 – 𝐓𝐡𝐚𝐭 𝐁𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐓𝐚𝐱𝐢 𝐃𝐫𝐢𝐯𝐞𝐫 (𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞)

2.𝐁𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐕𝐢𝐜𝐢𝐧𝐚 (𝐚𝐢𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚̀ per anziani soli)

3.𝐁𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢𝐀𝐌𝐎 𝐏𝐚𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐞 𝐏𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐢 (𝐛𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐚𝐫𝐢𝐨 e iniziative culturali al Centro Civico)

ISOLA FARNESE, TORQUATI (MUN.XV): “FRANA COSTONE, AGGIORNAMENTO A SEGUITO DELL’ULTIMO COC DELLE ORE 16.30”

Comunicato stampa

“Nella giornata di ieri, 29 gennaio, mentre erano in corso gli interventi di ancoraggio e messa in sicurezza del costone di Via dell’Isola Farnese tra il civico 175 e 190 dopo il cedimento dello scorso 8 gennaio, si sono verificati due nuovi crolli, l’ultimo dei quali ha provocato una grossa frana che ha invaso la strada, rendendola completamente inagibile, anche per il transito pedonale.

Nell’immediato è stata attivata la macchina emergenziale con le squadre di Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Polizia Locale e Forze dell’Ordine, giunti sul posto per i primi interventi di messa in sicurezza e assistenza alla popolazione. Considerata l’impraticabilità dell’unica strada di accesso al borgo, dopo un aggiornamento del censimento delle persone con disabilità e fragili bisognosi di assistenza effettuato con l’Assessora al Sociale del Municipio XV Agnese Rollo e Protezione Civile, con il supporto del Comitato Locale di Croce Rossa Italiana e dei volontari della Protezione Civile è stato istituito un presidio notturno all’interno del Centro Anziani per una prima assistenza in caso di necessità. Al contempo, grazie al NUE112 e Ares118, dopo le ricognizioni, è stato individuato un punto di atterraggio per l’elisoccorso in caso di emergenza sia notturno che diurno.

Aperto il Coc (Centro Operativo Comunale) per Isola Farnese, dalla mattinata di oggi, con l’Assessorato e il Dipartimento ai Lavori Pubblici di Roma Capitale, per cui ringrazio l’Assessora Ornella Segnalini e il Direttore Ernesto Dello Vicario, Risorse per Roma e il Dipartimento di Protezione Civile di Roma Capitale, sono stati avviati i sopralluoghi tecnici per la messa in sicurezza del costone e la conseguente rimozione dei detriti dalla strada, per la realizzazione di un percorso pedonale più agevole rispetto all’unico sentiero impervio percorribile e per l’individuazione e la valutazione di percorrenza di via Prato la Corte per il collegamento viario con il Borgo, indispensabile per il passaggio dei mezzi di soccorso; strada per cui si è tuttora a lavoro per garantire il transito e per cui nelle prossime ore saranno avviati gli interventi per lo getto dello stabilizzato, per cui si dovrà richiedere il parere dell’Ente Regionale Parco di Veio e della Sovrintendenza che ringrazio e che hanno già dato un parere favorevole di massima.

Gli Uffici del Sociale del Municipio XV con la Sala Operativa del Sociale di Roma Capitale, Asl Roma 1, Protezione Civile e Croce Rossa, hanno inoltre predisposto un punto di prima assistenza e assistenza socio sanitaria alla popolazione all’interno del Centro Anziani di Isola Farnese, per cui si sta organizzando una turnazione h24 con medici, operatori OSS, psicologi e operatori sociali. E’ stato inoltre predisposto un punto di raccolta di beni di prima necessità al civico 107 di Via dell’Isola Farnese dove la cittadinanza potrà consegnare pasta, riso, farine, latte, biscotti, carne, pesce, acqua, olio, zucchero, sughi pronti, frutta e verdura e carta igienica. Questi beni saranno poi consegnati agli abitanti del Borgo dalle squadre di volontari di protezione civile e dai cittadini locali che garantiscono anche il trasporto di beni di prima necessità da via dell’Isola Farnese al borgo per le persone con disabilità o fragili. Si ricorda che per richiedere informazioni e per richiesta di assistenza è possibile contattare il numero verde della sala operativa della Protezione Civile 800 854 854. Per le emergenze fare sempre riferimento al numero unico di emergenza 112.”

Così in una nota il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati

Premio “Città di Civitavecchia – Eccellenze dello Sport 2025”. Avviso per la presentazione delle candidature

Comunicato stampa

Il Comune di Civitavecchia invita le società sportive, gli atleti e i tecnici a presentare le candidature per il Premio “Eccellenze dello Sport 2025”, finalizzato a valorizzare:
      •     atleti individuali,
      •     squadre / società sportive,
      •     atleti civitavecchiesi in carriera fuori città, che si siano distinti nel corso dell’anno 2025 in competizioni ufficiali riconosciute dal CONI.
Sono ammessi, in via ordinaria:
      •     per FSN e DSA: piazzamenti dal 1° al 3° posto in ambito regionale, partecipazioni a finali nazionali con indicazione del piazzamento, nonché competizioni internazionali ufficiali;
      •     per EPS: esclusivamente risultati di livello nazionale o internazionale con piazzamento dal 1° al 3° posto.
Possono inoltre essere valutati, in via discrezionale, risultati o partecipazioni di particolare rilievo nazionale o mediatico (manifestazioni a diffusione nazionale o televisiva), riconducibili a discipline sportive o motorie.
È possibile presentare più atleti e/o più squadre nello stesso modulo, allegando la documentazione ufficiale a supporto dei risultati dichiarati.
Il modulo può essere richiesto all’indirizzo
e deve essere compilato, firmato e inviato, entro e non oltre lunedì 16 febbraio 2026, al medesimo indirizzo.