Dal profilo Facebook del Comune di Canale

Giornale del Lago e della Tuscia edito dall'Associazione no-profit "L'agone Nuovo".
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Per due settimane sei stato il figlio di ogni mamma, il fratellino di ogni primavera della vita; sei stato la rabbia che rifiuta storie come questa, ognuno a modo suo ha pregato, sperato, scongiurato, si è seduto accanto alla mamma Patrizia e al papà Alfredo nel tentativo di colmare l’assurdo e dargli un senso possibile.
Nel mercimonio mediatico di una tragedia kafkiana abbiamo potuto fare incetta di un grande senso di dignità di fronte al dolore più atroce, mai una parola fuori posto, un’ombra di rancore; solo coraggio e perseveranza, presenza e determinazione, anche nella resa.
Se non fosse un dramma, sarebbe una lectio magistralis sui legami e sui valori, sul senso di genitorialità, sui tratti di resilienza di due persone semplici chiamate a una prova crudele.
Ma è e resta un dramma. Quel cuoricino che non ce l’ha fatta ha rallentato il battito di milioni di cuori che quel battito l’avrebbero ceduto volentieri a quel piccolo progetto di uomo.
Quel meraviglioso sorriso pulito nascondeva, con la spontaneità dei bambini, la sua sventura, quella necessità di un trapianto che desse anche a lui la possibilità di giocare la sua partita della vita.
Non riesco a far tacere il frastuono dei contrasti tra le notizie dei telegiornali e il ticchettio scandito sull’orologio di Domenico;
l’attesa di un cuore nuovo, e la guerra con l’insensata brama di potere di taluni;
la fugace euforia per l’arrivo di un cuoricino e le olimpiadi con le sue medaglie; l’aspettativa per il responso dei medici che dovevano valutare il reimpianto e le commedie di Palazzo;
l’atrocità del responso sull’insostenibilità di un secondo trapianto e le uccisioni di mogli e compagne;
la disperazione della rassegnazione e le campagne d’odio, la violenza dei ragazzi.
Di fronte a una tale ingiustizia tutto sfuma in un secondo piano d’inutilità se a prevalere non può essere il sorriso di una mamma e una ricompensa alla sua determinazione.
Dobbiamo fare i conti, dunque, con la ricombinazione dei paradigmi: non aule di asilo per te, Domenico, ma la fugacità dei tramonti, il luccichio delle stelle, il gioco degli arcobaleni dopo un temporale estivo, il candore della neve e il fruscio delle fronde di alberi secolari.
Niente più infanzia, adolescenza, età adulta e vecchiaia per te, negate da un sorteggio illogico e farabutto ma l’eternità di un attimo di fioritura perfetta.
Non avrai gioie e compiacimenti, ambizioni e soddisfazioni, meraviglia e stupore piccolo guerriero, ma ti saranno risparmiati dolori e rimpianti, delusioni e arrabbiature che la vita inevitabilmente porta con sé: fortunatamente non conoscerai nemmeno la superficialità che ti ha uccio, la tragicità del destino, la negazione dei diritti e l’iniquità delle logiche umane.
Regalaci l’illusione, ometto, che l’infinito possa essere in un istante di eternità e che lì ci sia tutto quello che è stato, è e sarà.
Semina tanti sassolini bianco perla, nel tuo viaggio Domenico, così sapremo sempre dove sei grazie alla tue tracce di candore e così che tu possa restare il fiore di loto di uno stagno putrido.
Vola leggero tra le stelle, galleggia e riluci tra le lacrime, riempi di pace la nostra tristezza e la disperazione della tua mamma e del tuo papà affinché ci sia possibile camminare nelle notti senza luna.
Ludovica Di Pietrantonio, direttore L’agone
Comunicato stampa
Comunicato stampa
“E’ stata avviata questa mattina la cantierizzazione per gli interventi di realizzazione dei marciapiedi nel tratto di Via Cassia tra il bivio per La Castelluccia – via della Torre delle Cornacchie e Via Moretti a La Giustiniana.
I lavori rientrano nel programma degli interventi giubilari per la riqualificazione e la valorizzazione dei cammini dei pellegrini della città di Roma e riguarderanno la realizzazione di circa duecento metri di marciapiedi sul lato destro di Via Cassia in direzione centro, con l’apposizione della segnaletica per la via Francigena. Nel tratto di cantiere è istituito il limite di velocità a 30 km/h e, salvo meteo avverso, i lavori si concluderanno entro la fine di marzo.
Ringraziamo l’ufficio di scopo “Giubileo delle Persone e Partecipazione” che con l’Assessorato e il Dipartimento Lavori Pubblici hanno raccolto la richiesta del Municipio e lavorato con il nostro Ufficio Tecnico per la realizzazione di un intervento indispensabile per la sicurezza e l’accessibilità dei cittadini e dei tanti pellegrini che quotidianamente attraversano questo tratto di Via Cassia, ultima tappa della Via Francigena verso San Pietro.”
Così in una nota, il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati e l’Assessora ai Lavori Pubblici, Gina Chirizzi.
Comunicato stampa
Dopo il successo della prima edizione, torna anche nel 2026 il concorso “La Migliore Pizza di Pasqua di Civitavecchia”, iniziativa promossa dalla Pro Loco di Civitavecchia APS e dalla Confraternita dell’antica zuppa di pesce e della Cucina Tradizionale Civitavecchiese, con l’obiettivo di valorizzare una delle espressioni più autentiche della tradizione gastronomica locale.
La Pizza di Pasqua rappresenta infatti non solo un prodotto simbolo del periodo pasquale, ma un vero e proprio patrimonio culturale, legato ai ricordi familiari, ai riti domestici e alla trasmissione dei saperi tra generazioni. Un impasto che racconta storie di case, di forni accesi all’alba, di attese e di convivialità.
La seconda edizione del concorso intende rafforzare questo legame con il territorio, coinvolgendo sia amatori sia professionisti, in un confronto che unisce passione, tecnica e rispetto della tradizione.
Due le categorie previste: “Pizza di Pasqua Tradizionale” e “Pizza di Pasqua Gluten Free”, a
testimonianza di un’attenzione inclusiva che guarda al futuro senza dimenticare le radici.
“La seconda edizione del concorso rappresenta per noi molto più di un appuntamento
gastronomico, è un segnale di continuità e di impegno verso il nostro territorio. – sostiene la Presidente della Pro Loco Maria Cristina Ciaffi –
È un momento di valorizzazione dell’identità della nostra comunità e delle tradizioni che rendono unica Civitavecchia. La Pizza di Pasqua non è soltanto una ricetta: è memoria familiare, è trasmissione di saperi, è condivisione. Con questa iniziativa vogliamo dare spazio sia agli amatori sia ai professionisti, creando un’occasione di incontro tra generazioni diverse, unite dalla passione per la nostra cucina tradizionale.”
Per aderire all’iniziativa è necessario inviare una mail di iscrizione all’indirizzo
tradizioni@prolococivitavecchia.com entro le ore 24.00 del 22 marzo p.v. indicando
nell’oggetto: Partecipazione al concorso “La migliore pizza di Pasqua di Civitavecchia”. Seguirà il proprio nome e cognome la categoria e un contatto telefonico.
La consegna del prodotto accompagnato dall’elenco degli ingredienti utilizzati, avverrà il 24
marzo dalle ore 10.00 alle 13.00 presso il ristorante Tsade in via Enrico Toti, 13/15.
La premiazione delle tre Pizze che avranno ottenuto i migliori punteggi da parte della
Commissione di valutazione avverrà nel pomeriggio di venerdì 27 marzo presso lo stesso
ristorante Tsade.
Maria Cristina Ciaffi
Comunicato stampa
l’Amministrazione Comunale di Anguillara Sabazia e la Biblioteca Comunale “Angela Zucconi” Vi invitano alla presentazione del libro:
Un percorso poetico intenso e meditativo. La ricerca dell’armonia perduta. Il desiderio della chiarezza sentimentale per vivere con autenticità il mondo della vita.
L’incontro sarà un’occasione per ascoltare l’autore, conoscere il suo percorso umano e intellettuale e dialogare insieme intorno alla poesia come spazio di riflessione e consapevolezza.
Sarà presente per i saluti istituzionali il Sindaco di Anguillara Sabazia, Avv. Angelo Pizzigallo.
Intervengono:
On. Giorgio Simeoni, Consigliere Regione Lazio;
On. Laura Cartaginese, Consigliera Regione Lazio;
On. Alessandro Battilocchio, Membro della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana;
Nicola Franco, Presidente Municipio VI;
Laura Pastore, CdA LazioCrea S.p.A.
Sabato 28 febbraio, Ore 11.00
Biblioteca Comunale “Angela Zucconi” – Anguillara Sabazia Largo dello Zodiaco 21
Ingresso libero.
Tutti i dettagli sulla locandina in allegato.
Comunicato stampa

Comunicato stampa
De Palma: «La realtà è sotto gli occhi di tutti. 6,2 infermieri per 1.000 abitanti contro 8,4 in UE, stipendi tra i più bassi d’Europa. Siamo davvero pronti alle prossime emergenze?»
La pandemia non è un capitolo chiuso. Non può esserlo. È una crepa ancora visibile nei muri del Servizio sanitario nazionale. In quelle crepe ci sono i nomi dei colleghi caduti, i turni infiniti, i reparti trasformati in trincee senza protezioni adeguate nella fase iniziale dell’emergenza. In quei momenti, senza presidi, quando qualcuno addirittura dovette indossare le tute da macellaio, abbiamo visto la morte negli occhi, ogni giorno! Oggi non si tratta solo di commemorare. Si tratta di capire se il sistema, dopo aver retto l’urto, sia stato davvero messo in sicurezza.
«Abbiamo contato i morti. Ora è tempo di contare gli organici! Perché la memoria senza riforme è solo un rituale», dichiara Antonio De Palma, Presidente Nazionale Nursing Up.
IL PREZZO PAGATO
In Italia sono oltre 90 gli infermieri deceduti per Covid-19 e migliaia i contagi tra il personale sanitario nei mesi più duri. Quel prezzo umano impone oggi una valutazione strutturale: la sicurezza del personale è un pilastro della sicurezza dei pazienti.
IL DIVARIO NUMERICO STRUTTURALE
L’Health at a Glance dell’OCSE certifica che l’Italia dispone di 6,2 infermieri ogni 1.000 abitanti, contro una media UE di 8,4. Nei principali Paesi europei si superano i 10 per 1.000 abitanti. Il divario equivale a circa 175.000 professionisti mancanti e, con un’età media elevata e uscite previste nei prossimi anni, rischia di ampliarsi senza interventi straordinari. Parallelamente, l’OMS Europa stima una carenza di quasi 1 milione di infermieri entro il 2030nella Regione europea.
UNO SQUILIBRIO CHE INCIDE SULLA TENUTA DEL SISTEMA
A fronte di una densità medica in linea o superiore alla media europea (oltre 4 per 1.000 abitanti), la dotazione infermieristica resta insufficiente. Meno infermieri significa maggiore carico assistenziale, più burnout e maggiore rischio clinico, con effetti diretti sulla qualità dell’assistenza.
STIPENDI E ATTRATTIVITÀ
Un infermiere italiano percepisce mediamente 1.500–1.600 euro netti a inizio carriera, mentre in Germania e nei Paesi del Nord Europa si superano i 2.500–3.000 euro netti. Il differenziale può oltrepassare i 1.000 euro mensili, incidendo sulla fuga verso l’estero e sull’attrattività della professione.
Con oltre il 24% della popolazione sopra i 65 anni, una domanda assistenziale in crescita e il rischio concreto di nuove emergenze sanitarie globali, il nodo è strategico.
«Se oggi siamo sotto la media europea – conclude De Palma – dobbiamo chiederci con quali numeri affronteremo la prossima crisi. Senza programmazione e valorizzazione economica, la vulnerabilità resta evidente».