Riceviamo e pubblichiamo
Giornale del Lago e della Tuscia edito dall'Associazione no-profit "L'agone Nuovo".
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Comunicato stampa
Ha preso il via la quarta edizione di “Muovinsieme”, la Buona Pratica dedicata agli alunni della scuola primaria e inserito nell’offerta formativa per le Scuole che Promuovono Salute. La prima giornata di attività ha coinvolto tre classi quinte del plesso De Curtis dell’Istituto Comprensivo Civitavecchia 2.
L’attività si è svolta all’interno del parco della Resistenza, dove gli alunni hanno percorso un miglio – circa 1.600 metri – a passo svelto, trasformando una semplice camminata in un’esperienza educativa completa. L’iniziativa unisce infatti movimento e apprendimento, promuovendo uno stile di vita attivo e una didattica innovativa, dinamica e immersa nel territorio.
Durante il percorso, l’insegnante Tiziana Arciprete ha integrato contenuti di geografia, storia, educazione civica e approfondimenti legati alla storia della città di Civitavecchia, sperimentando un metodo che rende l’ambiente esterno parte integrante dell’aula.
“Per il nostro Istituto si tratta della prima adesione alla Buona Pratica – ha spiegato la maestra Tiziana – e abbiamo deciso di partecipare perché risponde a diverse esigenze: amplia gli spazi educativi all’aperto, coinvolge anche gli studenti più sedentari e rappresenta un’esperienza didattica multidisciplinare ricca di spunti da approfondire in classe”.
Promosso dal Dipartimento di Prevenzione della Asl Roma 4 e dal Servizio di Igiene e Sanità Pubblica come buona pratica, il Muovinsieme prevede che, dalle tre alle cinque volte a settimana, durante l’orario scolastico, gli alunni escano per 15-20 minuti per coprire la distanza di un miglio, favorendo così costanza e abitudine al movimento.
“Muovinsieme si fonda sull’approccio One Health, che riconosce la stretta interconnessione tra salute e ambienti di vita – ha spiegato la referente Asl Roma 4, la dottoressa Serena Tavani -. Modificare in modo attivo la routine scolastica significa offrire a bambini e insegnanti uno spazio di apprendimento innovativo, capace di integrare salute, educazione e territorio”.
Nei prossimi giorni inizieranno le attività anche per l’Istituto paritario Santa Sofia dove la pratica è alla quarta edizione.

Alla vigilia della Giornata internazionale della Donna, l’associazione “L’Inchiostro del futuro” rende omaggio a una categoria di lavoratrici ormai scomparsa, ma che tanto ha dato al territorio dell’Alto Lazio: le “nocchiarole”.
Figure fondamentali della tradizione contadina, per decenni hanno garantito manualmente la raccolta delle nocciole, accompagnandosi nel duro lavoro con stornelli di origine locale e antichi canti popolari, giunti nella Tuscia da terre lontane.
Sabato 7 marzo, Canale Monterano accoglierà la presentazione di “Fiore de nocchie”, una ricerca unica nel suo genere, condotta dalla musicologa Laura Ammannato, che ha raccolto testimonianze al femminile di un mondo che sopravvive solo attraverso il ricordo.
A dar voce alle “nocchiarole” sarà il gruppo vocale “Le Canterine” che da oltre dieci anni, sotto la guida di Emanuela Marrucci, affronta lo studio della vocalità popolare, in un viaggio che riscopre le nostre origini e cerca radici comuni.
Appuntamento sabato 7 marzo alle 18, presso l’Oratorio-Sacrario di Canale Monterano.
Comunicato stampa
Comunicato stampa
Blitz nei giorni scorsi degli uomini dell’Arma, il Sindaco di Cerveteri Gubetti: “Lavoro straordinario da parte delle nostre Forze dell’Ordine”
Un furto di carburante per un valore tra i 90 e i 100mila euro. Una banda di tre persone aveva manomesso un tratto dell’oleodotto che collega Civitavecchia all’Aeroporto di Fiumicino per deviare il flusso dei carburanti, confluirlo in una grande cisterna di oltre 15mila litri e destinarlo poi in altri depositi.
L’intervento dei Carabinieri di Cerveteri, guidati dal Luogotenente Giacomo Viccione ha però fermato tutto, con un blitz avvenuto nei giorni scorsi eseguendo due arresti, denunciando il complice e sequestrando la porzione di terreno utilizzata, l’autoarticolato contenente ancora circa 4.000 litri di cherosene appena sottratto, e l’intera tubazione abusiva che collegava il mezzo all’oleodotto.
“Rivolgo ai Carabinieri della Stazione di Cerveteri i miei complimenti per la brillante operazione portata a termine – ha dichiarato il Sindaco Elena Gubetti – così come ringrazio i Vigili del Fuoco per il pronto intervento prestato nel mettere in sicurezza la cisterna e l’intera area. Le nostre Forze dell’Ordine svolgono un lavoro straordinario nel nostro territorio, garantendo non soltanto la sicurezza alla cittadinanza nella quotidianità e interventi come questo dimostrano quanto sia capillare e grande il loro lavoro. Al Comandante Giacomo Viccione e a tutto il personale della Caserma di Cerveteri giunga il mio ringraziamento e quello dell’Amministrazione comunale tutta”.
Dal profilo Facebook del Comune di Canale Monterano
Comunicato stampa
A ROMA CONVEGNO AL MINISTERO DELLA SALUTE
MERCOLEDI’ 4 MARZO, Ore 9.30, AUDITORIUM MINISTERO DELLA SALUTE
Roma, 3 marzo 2026
Si terrà mercoledì 4 marzo, presso l’Auditorium del Ministero della Salute di Roma (Lungotevere Ripa, 1), il convegno “I tumori in Italia: sorveglianza epidemiologica della Rete Italiana dei Registri Tumori”, promosso dall’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTum). L’iniziativa offre un quadro epidemiologico aggiornato al 2025 sull’impatto della patologia oncologica nel nostro Paese alla vigilia della parentesi pandemica da COVID-19, attraverso la proiezione dei dati osservati.
I principali indicatori epidemiologici si riferiscono a oltre 3 milioni di casi di tumori maligni rilevati da 34 Registri Tumori afferenti alla Rete Italiana dei Registri Tumori, che garantisce una copertura pari all’80% della popolazione italiana. Il sistema di sorveglianza epidemiologica rappresenta un supporto fondamentale alle politiche sanitarie, alla pianificazione e alla programmazione dei servizi deputati all’erogazione delle prestazioni rientranti nei Livelli Essenziali di Assistenza nelle aree della prevenzione, dell’assistenza distrettuale e di quella ospedaliera.
I lavori si apriranno alle ore 9.30 con lo spazio autorità, che vedrà il saluto del Ministro della Salute Orazio Schillaci. Seguirà l’intervento di Sergio Iavicoli, Direttore Generale Prevenzione del Ministero della Salute. La presentazione di AIRTum e della Monografia sarà affidata a Fabrizio Stracci, Presidente dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTum) e responsabile del Registro Tumori dell’Umbria, Sezione di Sanità Pubblica, Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Perugia.
La sessione scientifica sarà dedicata all’analisi dell’incidenza, della mortalità e della sopravvivenza dei tumori maligni in Italia, con gli interventi di Riccardo Capocaccia, componente dell’Editorial board della rivista “Epidemiologia e prevenzione”, Milano; Paolo Contiero, della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano; e Luigino Dal Maso, Epidemiologia Oncologica, Centro di Riferimento Oncologico di Aviano CRO, IRCCS, Aviano.
Un approfondimento specifico sarà riservato ai tumori infantili con Gemma Gatta, dell’Università degli Studi Milano Bicocca, Dipartimento di Statistica e Metodi Quantitativi, e Fabio Savoia, Unità di Epidemiologia, Biostatistica e Registro Tumori Infantili, Ospedale Pediatrico Santobono-Pausilipon di Napoli.
Il commento ai principali risultati sarà affidato a Diego Serraino, Epidemiologia Oncologica, Centro di Riferimento Oncologico di Aviano CRO, IRCCS, Aviano, e a Mario Fusco, responsabile del Centro di Riferimento Regionale Registro Tumori Regione Campania.
Alle ore 12.20 si terrà una tavola rotonda moderata da Walter Mazzucco, componente del Comitato Scientifico AIRTum, Dipartimento PROMISE dell’Università degli Studi di Palermo e UOC di Epidemiologia Clinica con Registro Tumori A.O.U.P. “Paolo Giaccone” di Palermo. Interverranno Angela Mastronuzzi, Presidente dell’Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica; Angelo Paolo Dei Tos, Presidente della Società Italiana Anatomia Patologica e Citologia diagnostica; Franco Perrone, Presidente della Fondazione AIOM; Manola Bettio, della European Commission Joint Research Centre; Rocco Bellantone, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità; Paola Mantellini, Direttore S.C. Screening e Prevenzione Secondaria, Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica (ISPRO), Osservatorio Nazionale Screening (ONS); Francesca Russo, del Coordinamento Area Prevenzione e Sanità Pubblica della Commissione Salute – Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano; e Francesco De Lorenzo, Presidente della Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia. Le considerazioni conclusive saranno affidate a Fabrizio Stracci.
“Misurare, comprendere, programmare” è il filo conduttore dell’iniziativa, che pone al centro il valore strategico della raccolta e dell’analisi sistematica dei dati epidemiologici come leva essenziale per orientare le politiche sanitarie e rafforzare la risposta del Servizio Sanitario Nazionale alla sfida oncologica.
Comunicato stampa
“Il consiglio municipale ha oggi votato all’unanimità la proposta di risoluzione per il potenziamento dei servizi di supporto alla genitorialità tramite l’installazione di fasciatoi accessibili agli uomini/padri negli edifici pubblici e nei bagni aperti al pubblico.
Un documento politico in cui le pari opportunità si realizzano partendo dalle pratiche quotidiane, anche quelle apparentemente minori, come cambiare un pannolino quando si è fuori casa e dove i padri non possono esercitare il proprio diritto genitoriale. La proposta di risoluzione votata oggi va in una doppia direzione, restituire ai padri il diritto/dovere di esercitare il ruolo genitoriale e diminuire il carico di responsabilità di cura delle madri.
Una proposta che certamente va nella direzione dei luoghi pubblici ma ci rivolgiamo indirettamente anche ai privati perché aderiscano a una iniziativa che incentiva l’abbattimento di queste barriere discriminatorie. Abitualmente e ovunque i fasciatoi sono posizionati esclusivamente nei bagni femminili; questa pratica riscrive la differenza dei ruoli mantenendo la narrazione arcaica che la cura è sempre demandata alle donne. Per questo abbiamo chiesto che il documento sia inviato al Sindaco ed alla Giunta capitolina affinché sia integrato alla Delibera Capitolina 8/2025 che traccia linee guida precise per l’allestimento di spazi per l’allattamento nelle strutture pubbliche”.
Così in una nota le Consigliere Stefania De Angelis (Europa Verde) e Sara Martorano (Lista Civica Gualtieri) con il consigliere Alfonso Rago (Roma Futura).
Comunicato stampa
Dopo aver concluso un importante quadrante di strade della parte bassa di Cerveteri con via Francesco Mecozzi, via Giulio Valeri e via Mario Pelagalli, proseguono i cantieri del “Piano Asfalti” dell’Assessorato alle Opere Pubbliche del Comune di Cerveteri. Questa mattina, hanno infatti preso il via i lavori per il rifacimento completo del manto stradale in Via Sandro Pertini, importante arteria di collegamento tra due zone nevralgiche della città, a servizio non soltanto di due istituti scolastici ma anche della Stazione della Caserma dei Carabinieri. Seguirà poi, il rifacimento anche di via Vitaliano Marini.
“Si tratta di cantieri importanti derivanti da una oculata direzione dei lavori rispetto ad un impegno di spesa già assunto con la ditta esecutrice del maxi-appalto da 950mila euro dello scorso anno – ha dichiarato Matteo Luchetti, Assessore alle Opere Pubbliche del Comune di Cerveteri – con questi lavori proseguiamo quanto avviato questa estate, con rifacimenti del manto stradale che oltre a Campo di Mare e Cerenova hanno interessato moltissime strade del capoluogo, tra cui via della Lega, via Ezio Brandolini, via Umberto Badini, via Rio dei Combattenti, Largo Almunecar”.
“Con la Giunta e gli uffici siamo al lavoro per un ulteriore lotto di strade da riasfaltare – conclude l’Assessore Matteo Luchetti – ci tengo con l’occasione a ringraziare il Geometra Federico Feriozzi, che ha seguito l’intero iter burocratico e amministrativo e tutto l’Ufficio Opere Pubbliche per l’eccellente lavoro che sempre svolgono”.

Comunicato stampa
Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani presenta, in occasione della Giornata Mondiale della Natura – sancita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con A/RES/68/205 e commemorata il 3 marzo – una riflessione rigorosa e approfondita sulla situazione italiana. La biodiversità deve essere considerata come fondamento giuridico, politico ed economico dei diritti umani, nonché come parametro imprescindibile per la pianificazione territoriale e sociale nel nostro Paese.
L’Italia si colloca tra i paesi europei con maggiore ricchezza biologica: ospita oltre 61.000 specie animali e più di 10.000 specie vegetali, rendendola uno dei maggiori hotspot di biodiversità del continente, grazie alla varietà di condizioni climatiche e geografiche che spaziano dalle Alpi all’area mediterranea e dall’Adriatico al Tirreno e allo Ionio. La nazione presenta tassi di endemismo significativi, con circa 20,65 % delle piante vascolari italiane che si trovano soltanto sul nostro territorio e oltre mille specie vegetali con areale limitato a una singola regione, elemento che evidenzia l’importanza delle scelte di tutela locale in una prospettiva nazionale.
Questa eccezionale ricchezza biologica non si traduce in condizioni omogenee di conservazione. Le analisi ufficiali più recenti indicano che oltre la metà delle specie protette dalla Direttiva Habitat presenta uno stato di conservazione “sfavorevole o inadeguato” nelle regioni italiane, segno che le misure messe in campo non sono sufficienti per invertire le tendenze di declino presenti, soprattutto nelle aree interne e nelle ecologie mediterranee.
La dimensione regionale riveste un ruolo chiave: nei parchi nazionali dell’Appennino centrale – come il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – si osserva una ricchissima compresenza di specie mediterranee, eurasiatiche e adattamenti montani, con centinaia di piante e vertebrati che caratterizzano la biodiversità di queste aree e offrono un termometro biologico della salute dei territori. Allo stesso tempo, nelle regioni alpine, la distribuzione di specie forestali come il Fagus sylvatica riflette la presenza di ecosistemi plurimillenari che collegano biodiversità, servizi ecosistemici e pratiche di gestione tradizionali, mentre lungo le coste mediterranee e nel Sud, la pressione antropica su habitat fragili pone sfide specifiche di conservazione.
Il sistema di aree protette italiane – che comprende oltre 2.600 siti Natura 2000 distribuiti tra terre e mari – dimostra l’impegno istituzionale regionale e nazionale, con oltre 8,1 milioni di ettari tutelati, equivalenti a una quota significativa del territorio, e un’espansione continua tuttavia ancora insufficiente rispetto agli obiettivi di preservazione fissati dalla Strategia europea per la Biodiversità verso il 2030.
Queste dinamiche delineano non solo un quadro biologico, ma un’implicazione giuridica ed economica profonda: la biodiversità italiana sostiene servizi ecosistemici essenziali quali impollinazione, regolazione idrica, fertilità dei suoli e stoccaggio del carbonio, la cui erosione ha costi diretti e indiretti per le economie regionali e per la qualità della vita. La perdita o il deterioramento di habitat chiave, soprattutto nelle aree meridionali e nelle isole maggiori, impone di considerare la biodiversità come risorsa economica strategica, la cui tutela deve essere integrata nei piani di sviluppo territoriale, negli investimenti pubblici e nella rendicontazione di finanza pubblica.
Azioni meramente simboliche o progettualità frammentarie non sono più sostenibili. Il CNDDU evidenzia la necessità di un modello di governance ambientale che renda coerenti giustizia costituzionale, diritto internazionale e strumenti di economia pubblica. La tutela della natura deve essere incorporata nelle politiche fiscali, negli strumenti di valutazione ambientale strategica e negli appalti pubblici, favorendo la transizione da una logica di “costi ambientali esternalizzati” a una logica in cui il capitale naturale sia riconosciuto e contabilizzato come voce di valore nei bilanci regionali e nazionali.
Una proposta incisiva deve mirare alla definizione di “Obblighi di dovuta conservazione” per le amministrazioni regionali, affiancata da indicatori di performance ambientale vincolanti e trasparenti. Tale struttura giuridico-amministrativa non solo risponde alle direttive europee, ma traduce l’impegno costituzionale italiano in risultati misurabili e verificabili nel tempo, con un forte orientamento verso la partecipazione delle comunità locali e delle scuole nella produzione di conoscenza territoriale.
In questa Giornata Mondiale della Natura, dunque, si impone una narrativa capace di superare la contrapposizione tra ambiente e sviluppo e di far emergere la protezione della biodiversità come precondizione del rispetto dei diritti: il diritto alla salute, all’acqua, a un ambiente salubre e alla sicurezza alimentare. Solo così l’Italia e le sue regioni potranno affrontare con efficacia le sfide globali, facendo della tutela della natura una pratica giuridica ed economica coerente, robusta e sostenibile.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU