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”Un mare di maschere”: a Civitavecchia il fascino del carnevale veneziano tra storia, eleganza e spettacolo

Comunicato stampa

ย 
Il Comune รจ lieto di annunciare lโ€™evento โ€œUn Mare di Maschereโ€, in programma sabato 23 e domenica 24 maggio 2026. Sarร  un appuntamento unico che porterร  in cittร  la magia senza tempo dei costumi storici e allegorici del Carnevale Veneziano.
Organizzata in collaborazione con lโ€™Associazione Culturale Civitamask, la manifestazione vedrร  eleganti maschere sfilare tra scorci storici e atmosfere notturne illuminate da lanterne, richiamando il fascino della tradizione veneziana.
Il programma prevede, nella giornata di sabato 23 maggio, lโ€™accoglienza dei partecipanti presso lโ€™Arena Pincio, la preparazione dei costumi e, a partire dalle ore 20.30, una spettacolare sfilata notturna lungo le vie cittadine, con un percorso che attraverserร  alcuni dei luoghi piรน iconici della cittร . La serata si concluderร  con un momento conviviale riservato ai partecipanti.
Domenica 24 maggio sarร  invece dedicata al concorso nazionale, con la sfilata ufficiale, con la valutazione da parte della giuria e con la cerimonia di premiazioneย finale, che assegnerร  riconoscimenti ai migliori costumi storici e allegorici.
A sottolineare il valore dellโ€™iniziativa รจ il Sindaco Marco Piendibene: ”Eventi come โ€œUn Mare di Maschereโ€ ย rappresentano unโ€™occasione per rendere piรน attrattiva la nostra cittร , nel quadro di una manifestazione che รจ in grado di coinvolgere i cittadini di tutte le etร ”.
Soddisfazione espressa anche da parte dellโ€™Assessore al Commercio Enzo Dโ€™Antรฒ: ”Questa iniziativa coniuga cultura e spettacolo, offrendo ricadute anche per il tessuto commerciale locale. Portare in cittร  un evento che ci aspettiamo partecipato e apprezzato significa creare movimento, attrarre presenze e sostenere concretamente le attivitร  economiche”.

Siglato il Protocollo d’intesa tra Cmrc e Kerakoll Group per un nuovo percorso di formazione per “Operatore Edile”

Comunicato stampa

Cittร  metropolitana di Roma Capitale e Kerakoll insieme per il futuro dellโ€™edilizia: al via il
nuovo percorso di formazione per “Operatore Edile”
ROMA, 5 maggio 2026 โ€“ Ridurre il divario tra il mercato del lavoro e il mondo dellโ€™istruzione,
offrendo alle nuove generazioni competenze specialistiche nel settore dell’edilizia sostenibile
e delle tecnologie innovative.
Con questi obiettivi, la Cittร  Metropolitana di Roma Capitale e
Kerakoll SpA hanno siglato oggi a Palazzo Valentini un protocollo d’intesa volto a potenziare
l’offerta formativa sul territorio attraverso il lancio della nuova qualifica professionale di
Operatore Edile.
โ€œLโ€™intesa punta a formare una figura professionale altamente qualificata.โ€, ha dichiarato
Daniele Parrucci, Consigliere Delegato alle Politiche della Formazione della Cittร 
Metropolitana di Roma Capitale. โ€œUn profilo in grado di realizzare, manutenere e riqualificare
opere edili applicando tecniche costruttive sia tradizionali che innovative, garantendo il pieno
rispetto delle norme di sicurezza, dei requisiti di qualitร  e della sostenibilitร  ambientale.โ€
I percorsi formativi d’eccellenza saranno rivolti ai giovani di etร  compresa tra i 14 e i 18 anni,
con l’obiettivo di offrire un’alternativa concreta e stimolante che contrasti attivamente
l’abbandono scolastico.
โ€œLโ€™accordo con Kerakoll rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di rilancio della
formazione professionale pubblica che stiamo portando avanti insieme al Sindaco Roberto
Gualtieriโ€, ha proseguito Parrucci. โ€œAttraverso questa collaborazione, vogliamo avvicinare i
nostri ragazzi alle esigenze reali delle aziende, garantendo l’acquisizione di qualifiche
certificate in settori ad alto contenuto tecnologico.โ€
โ€œIl nostro obiettivo โ€“ conclude Parrucci โ€“ รจ aumentare lโ€™efficacia della formazione, rendendola
uno strumento concreto di inserimento lavorativo e una risposta efficace alle sfide della
transizione digitale e verde.โ€
โ€œAbbiamo aderito con entusiasmo a questo progetto mettendo a disposizione il know-how
tecnico e industriale del nostro Gruppo per formare nuove professionalitร  โ€“ ha dichiarato Luigi
Cacciapuoti, Direttore Vendite Italia di Kerakoll Group โ€“ Vogliamo contribuire in modo concreto
a colmare il divario tra scuola e impresa, coerentemente con lโ€™impegno di Kerakoll quale
Societร  Benefit e B Corp.
Il nostro impegno si traduce in laboratori, competenze e percorsi reali
di inserimento nel lavoro. Un grazie alla Cittร  Metropolitana di Roma Capitale per aver
promosso unโ€™iniziativa capace di unire dimensione educativa, sociale e industriale e generare
un impatto positivo e duraturo per il territorio.โ€

Unโ€™esperienza vissuta al Pronto Soccorso

I miei rapporti con il Pronto Soccorso sono sempre stati limiti a interventi tecnici sulle apparecchiature mediche. Tuttavia, qualche tempo fa, sono stato costretto a recarmi al Pronto Soccorso per una forte colica renale. Una vicissitudine personale mi ha scaraventato nella posizione del paziente, in quella posizione nella quale ogni giorno si trovano decine e decine di persone, e lรฌ la prospettiva รจ cambiata considerevolmente. In quei giorni al pronto soccorso ho potuto constatare come sono costretti a lavorare medici e personale sanitario, a cui va tutta la mia solidarietร , soprattutto per la carenza di organico. Durante l’attesa per essere visitato, in ragione di forti dolori che divenivano sempre meno sopportabili, ho chiesto alle infermiere se avessero potuto somministrarmi un antidolorifico, ma la risposta รจ stata chiara e decisa: loro, in qualitร  di infermieri, non potevano somministrarmi nessun farmaco, almeno non prima della visita del medico. Potete agevolmente immaginare quanti codici rossi ho dovuto attendere prima della visita. Allora una domanda mi รจ sorta quasi spontaneamente: perchรฉ agli infermieri professionali, che oggi sono laureati, non gli possono essere assegnati compiti di primo intervento?

A fronte della mia poca conoscenza nel campo e trascinato da una forte curiositร , questa stessa domanda lโ€™ho rivolta allโ€™intelligenza artificiale, chiedendo se vi siano paesi in cui questo problema รจ stato giร  risolto ed รจ solo un ricordo lontano. La risposta non รจ stata poi cosรฌ sorprendente, se non fosse per la rapiditร  con la quale mi รจ stata fornita; in alcuni Stati hanno giร  provveduto ad assegnare agli infermieri, dopo un triage, compiti di primo soccorso, come somministrazione di medicinali o esecuzione di piccoli interventi chirurgici. I Paesi in cui c’รจ una maggiore responsabilizzazione degli infermieri sono: Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda. In questi Stati, grazie ad una formazione avanzata, รจ possibile per gli infermieri prescrivere farmaci, antibiotici, eseguire suture, drenare ascessi, eseguire piccoli interventi di chirurgia ambulatoriale e gestire autonomamente pazienti che attendono in Pronto Soccorso.

Dopo aver attentamente letto queste informazioni, mi sono chiesto, con la speranza che la mia non rimanga una speranza utopica, se non sia possibile provare ad avvicinarci a questo modello anche in Italia. Senzโ€™altro questo consentirebbe ai Pronto Soccorso di gestire in maniera piรน celere e ordinata le molte urgenze che hanno. Soprattutto nellโ€™ottica del territorio, un problema analogo potrebbe presentarsi per le Case di Comunitร , che nel caso in cui dovessero concretamente vedere luce, si pongono, insieme al Pronto Soccorso, come la prima porta dโ€™accesso alla Sanitร  Pubblica.

Ho chiuso il computer con la speranza e il desiderio che un giorno, tra quei Paesi che venivano citati dallโ€™AI ci possa essere anche lโ€™Italia.

Benedetto Titocci

โ€œOra parlo ioโ€: al Liceo Vian la testimonianza di Elena Guido accende i riflettori sul disagio giovanile

Il 17 marzo, presso lโ€™Aula Magna del Liceo “Ignazio Vian”, i riflettori sono stati accesi su un evento di profondo impatto che ha dato voce ai temi dell’autolesionismo e della fragilitร  emotiva nei giovani. L’occasione รจ stata la presentazione del libro โ€œOra parlo ioโ€, edito da Graus Edizioni, opera della diciannovenne Elena Guido, studentessa all’ultimo anno del nostro liceo scientifico. Elena ha rotto il muro del silenzio sullโ€™autolesionismo, descrivendolo non come un atto di ribellione, ma come un “grido” del corpo: un tentativo estremo di tradurre in dolore fisico un sovraccarico emotivo altrimenti inespresso.

Lโ€™iniziativa รจ stata promossa dalla Dirigente Scolastica del “Vian”, Lucia Lolli, la quale, ricoprendo contemporaneamente la reggenza del Liceo “Sandro Pertini” di Ladispoli, ha attivato un’efficace collaborazione tra le due scuole. Nei suoi interventi, la Dirigente ha sottolineato con vigore che la missione della scuola รจ quella di intercettare il disagio e farsi carico della fragilitร  emotiva degli studenti, promuovendo una cultura dell’empatia e mettendo in atto tutte le attivitร  preventive a supporto degli studenti.

Proprio seguendo questa scia di condivisione, lโ€™evento ha trovato una prima, straordinaria accoglienza presso il Liceo โ€œSandro Pertiniโ€ di Ladispoli โ€” dove il lavoro curato dalle prof.sse Anna Recchi e Maria Saladini e dalla psicologa Anna Maria Rospo ha suscitato grandissimo interesse e una profonda commozione tra studenti e docenti โ€” per poi trasferire questa stessa carica emotiva a Bracciano. Qui, la pedagogista Anna Maria Onelli ha moderato sapientemente lโ€™incontro, guidando con sensibilitร  il dialogo tra l’autrice e la platea.

Momento centrale e di forte impatto emotivo รจ stata la lettura di alcuni passi scelti del libro, coordinata dalla prof.ssa Margherita Guarino e interpretata dagli allievi-lettori. Questi brani hanno ripercorso l’intera esperienza di Elena: dai momenti di dolore piรน cupo alle cause profonde del malessere, affrontando senza filtri temi come il bullismo, l’autolesionismo, il tentato suicidio ed il ricovero ospedaliero. Pagine crude ma necessarie, che hanno descritto la discesa nel buio e la successiva rinascita, resa possibile dalla voglia di farcela, dallโ€™amore incrollabile della sua famiglia e dalla vicinanza costante della sua psicoterapeuta, che lโ€™ha aiutata a ricostruirsi.

ย Fondamentale รจ stato l’apporto tecnico della psicologa e psicoterapeuta Milena Rosso, che ha guidato la platea in un esercizio di rilassamento per aiutare a decodificare le dinamiche analizzate da Elena. Il dibattito ha beneficiato anche della partecipazione di Teresa Manes, che ha ricordato quanto il bullismo possa ferire nel silenzio.

Ma la vera forza dell’evento รจ risieduta nella presenza di Elena. Seduta al centro del dibattito, ha colpito tutti per la sua postura composta e lo sguardo fermo, capace di reggere il peso di un’intera platea che la osservava con un misto di ammirazione e commozione. Elena non si รจ limitata a presentare un libro; ha “abitato” lo spazio della conferenza con una consapevolezza rara, rispondendo alle domande dei coetanei, dei genitori e dei docenti intervenuti con una schiettezza disarmante. Ha raccontato come la scrittura sia diventata il suo “luogo sicuro” e ha spiegato che “l’autolesionismo non รจ una moda, ma un linguaggio muto”.ย ย La sua capacitร  di trasformare un’esperienza cosรฌ intima in un messaggio collettivo di speranza ha lasciato l’Aula Magna in un silenzio carico di rispetto.

La storia di Elena si รจ chiusa con un potente messaggio di resilienza: attraverso il sostegno di una comunitร  scolastica guidata con lungimiranza, la diciannovenne ha vinto la sua sfida. Oggi Elena non cerca piรน la propria identitร  negli occhi degli altri, ma ha imparato a essere, finalmente, il suo orgoglio piรน grande.

Il grazie piรน grande va a Elena, alla Preside Lolli, e a tutti i docenti e allievi che hanno dimostrato che quando una scuola guarda dentro ai cuori anzichรฉ solo ai registri, le vite possono rinascere. Uscendo dall’Aula Magna, abbiamo capito tutti che la luce in fondo al tunnel esiste davvero. Basta avere il coraggio di dire: “Ora parlo io”.

Margherita Guarino

Universitร  Agraria di Manziana: 120 Anni di infaticabilitร  e progettualitร 

Non รจ stato un inverno semplice per lโ€™Universitร  Agraria di Manziana, che ha avuto il suo bel da fare per mettere in sicurezza lโ€™ampio territorio boschivo di seguito allโ€™eccezionale ondata di pioggia e vento che hanno caratterizzato la stagione; interventi mirati di manutenzione, salvaguardia e stabilizzazione di alberi, recinzioni e fontanili hanno messo a dura prova le risorse umane.

Nel contempo, lโ€™Ente ha proseguito nel suo lavoro ordinario e straordinario di salvaguardia del patrimonio agro-forestale sottoposto alla sua giurisdizione, cercando di proseguire nel solco tracciato negli oltre 120 anni di storia, portando avanti le tradizioni ma con una visione diretta al futuro, conscio degli inevitabili e frenetici cambiamenti in corso al giorno dโ€™oggi.

Tra le tante iniziative che si stanno portando avanti, merita una doverosa menzione lโ€™ormai famosa โ€œCasetta della Culturaโ€, una casetta in legno che si trova poco dopo lโ€™ingresso principale del Bosco Macchia Grande e che funge da punto di bookcrossing libero, dove รจ possibile prendere libri e lasciarne altri. Grazie allโ€™impagabile lavoro e alla notevole dedizione del volontario Paolo, questo luogo promuove la lettura in un contesto straordinariamente unico.

Lodevole e certamente non trascurabile รจ poi lโ€™intervento su un tratto identificato come presunto diverticolo della Via Clodia condotto dal GATC โ€“ Gruppo Archeologico del Territorio Cerite, con la concessione della Soprintendenza dellโ€™Etruria Meridionale.
Grazie al minuzioso lavoro di esperti e volontari si sta riportando alla luce in tutto il suo splendore una strada romana di circa 2000 anni fa.

Dopo il grande successo della prima edizione, nel mese di maggio verrร  poi riproposto lo straordinario concerto gratuito dellโ€™Orchestra Sinfonica del Conservatorio โ€œSanta Ceciliaโ€ nello scenario del Fontanile di Mezza Macchia, allโ€™interno del Bosco Macchia Grande, che si trasformerร  nuovamente in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto in uno spettacolo unico e suggestivo.

I locali Ex-Motosi, ristrutturati e riportati in vita giร  da alcuni anni, continuano a essere un polo di riferimento e aggregazione per la comunitร  manzianese in ambito culturale, educativo e sociologico, e presto si cercherร  di metter mano agli antichi casali di proprietร  dellโ€™Ente, anchโ€™essi giร  fruibili e a disposizione della collettivitร . Proprio nei pressi del complesso Ex-Motosi si inseriscono Federico e la sua Trails Academy, scuola di mountain bike per giovani e giovanissimi, ma anche adulti, cui lโ€™Ente ha dato in gestione uno spazio da sfruttare per le attivitร  a stretto contatto con la natura.

Gianluca Di Pietrantonio

In Biblioteca appuntamento con “Apertamente”: un percorso per avvicinarsi alla mindfulness attraverso la lettura

Comunicato stampa

Lโ€™amministrazione comunale informa che, nella Biblioteca di Ladispoli, รจ in programmaย “Apertamente”: un percorso per avvicinarsi alla mindfulness attraverso la lettura, dedicato ai bambini dai 4 ai 7 anni accompagnati dai loro genitori.

La mindfulness, come molti di voi sanno, รจ un modo particolare di prestare attenzione al presente, con intenzione e senza giudizio, riconoscendo ciรฒ che accade fuori e dentro di sรฉ.

I bambini sono maestri nel vivere l’esperienza nel qui ed ora ma la societร  di oggi, sempre di corsa e continue distrazioni, li porta gradualmente a perdere questa particolare forma di curiositร  ed attenzione. Questo percorso, rivolto a bambini e genitori, vuole essere un’occasione per fermarsi ad osservare quello che c’รจ, imparando a riconoscere le emozioni nel momento in cui si presentano e sentire le sensazioni che arrivano dal proprio corpo: attraverso la lettura che, come sempre, accompagnerร  i partecipanti, lasceremo emergere riflessioni e nuove consapevolezze da portare nella quotidianitร  per gestire anche le emozioni piรน intense.

ย Il percorso รจ strutturato in tre incontri che si terranno in Biblioteca lunedรฌ 11, 18 e 25 maggio alle ore 16:30; la partecipazione รจ gratuita ma รจ necessaria la prenotazione scrivendo aย biblioteca@comunediladispoli.itย e specificando:

– nome ed etร  del partecipante

– cognome, nome e contatto telefonico di un genitore

“Apertamente” รจ una delle attivitร  di “Radici di carta”, progetto della Biblioteca finanziato con il contributo della Regione Lazio. Legge 24/19 – Piano annuale 2025, che prevede la realizzazione di attivitร  per minori volte a far vivere la Biblioteca come luogo di conoscenza e svago, e la lettura come esperienza significativa di condivisione e crescita.

ย Il percorso รจ ideato dall’Associazione di Promozione Sociale Aperta Parentesi e gli appuntamenti sono tenuti dalla psicologa Antonietta Bruzzese; รจ inserito nel PROGRAMMA DEL MAGGIO DEI LIBRI 2026, la campagna nazionale curata dal CEPELL nata con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale dei libri quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile.

Anche quest’anno partecipiamo a questa importante iniziativa con tanti eventi diversi.

Consultate il programma completo sulla pagina o in Biblioteca.

Cittร  Futura Anno Zero richiama l’amministrazione comunale di Cerveteri alle proprie responsabilitร 

Comunicato stampa

Lโ€™inerzia dellโ€™amministrazione comunale sta diventando un danno concreto per la comunitร . La paralisi decisionale si riflette oggi in modo grave sullโ€™iter di approvazione del Consorzio per la gestione dei servizi sociali, un provvedimento fondamentale scomparso nel nulla dopo il ritiro dai Consigli comunali del 16 e 23 dicembre 2025.
Da allora, il silenzio. Nessuna spiegazione, nessuna assunzione di responsabilitร . Solo un vuoto preoccupante che lascia cittadini, enti e associazioni del Terzo Settore in una condizione di totale incertezza. Si tratta di incapacitร  amministrativa o di una scelta deliberata, quanto meno irresponsabile?
Non lo sappiamo, o forse sรฌ. Nel frattempo, chi lavora ogni giorno accanto alle persone piรน fragili vede crescere il rischio di gravi ricadute sui servizi essenziali. Non parliamo di atti burocratici, ma di risposte concrete a bisogni reali: assistenza, inclusione, dignitร .
Cittร  Futura Anno Zero rompe il silenzio e chiama lโ€™amministrazione alle proprie responsabilitร . La Sindaca e lโ€™assessore competente devono spiegare ai cittadini cosa sta accadendo e perchรฉ questo provvedimento รจ stato congelato senza alcuna trasparenza.
Per questo, abbiamo chiesto, assieme a tutti i consiglieri comunali di opposizione, la convocazione immediata di un Consiglio comunale aperto, un momento di confronto pubblico, vero e non formale, che faccia finalmente chiarezza sullo stato dellโ€™arte e sulle intenzioni dellโ€™amministrazione.
Rivolgiamo un appello forte alla partecipazione a tutte le associazioni, agli operatori del sociale, ma soprattutto ai cittadini, che da troppo tempo subiscono le conseguenze di una politica immobile. รˆ il momento di pretendere risposte. E di ottenerle.

A Cerveteri in scena il Concerto Teatrale Multimediale “Chi รจ S. Michele? La Luce che sconfigge le tenebre” in occasione dei festeggiamenti del Santo Patrono

Comunicato stampa

ย Giovedรฌย 7ย Maggioย 2026ย alleย ore 19.00, nella suggestivaย Chiesa ย di San Micheleย aย Cerveteri, si realizzerร  in occasione dei festeggiamenti del Patronoย Sanย Michele Arcangelo,ย il Concerto Teatrale Multimedialeย “Chi รจ S. Michele? La Luce che sconfigge le tenebre”ย per laย regia e adattamento diย Agostino De Angelis,ย organizzatoย dallโ€™Associazioneย Culturale ArcheoTheatronย con ilย coro Parrocchiale di Santa Maria Maggiore di Cerveteriย per volontร  del Parroco Donย Gianni Sangiorgioย eย alla disponibilitร ย dellaย Diocesi di Porto Santa Rufina, Civitavecchia-Tarquiniaย nella persona diย S.E. Mons.ย Gianrico Ruzza.ย con il patrocinio gratuito diย Regione Lazio, Cittร  Metropolitana di Roma Capitale.

Lโ€™evento del 7ย maggio, ad ingresso libero, sarร  un viaggio spirituale tra musica, parola e immagini nel cuore della storia e della tradizione ceretana.ย Non un semplice concerto, ma unโ€™opera multimediale dove la recitazione drammaturgica si fonde con il canto corale e proiezioni visive. La figura del “Principe delle Milizie Celesti” verrร  indagata non solo come icona religiosa, ma come simbolo universale della lotta del bene contro il male. Sotto la guida sapiente di Agostino De Angelis, noto per la sua capacitร  di valorizzare i siti storici e religiosi attraverso il teatro, il pubblico sarร  accompagnato in una riflessione profonda sulla “Luce” che guida lโ€™umanitร  nelle epoche piรน oscure.ย Lโ€™evento rientra nel calendario dei festeggiamenti promossi dalย Comune di Cerveteriย con laย Pro Loco.

La scelta del luogo e del tema non รจ casuale. Il culto di San Michele Arcangelo affonda le radici nell’identitร  stessa di Cerveteri:ย la Chiesa di San Michele รจ uno dei cardini della vita spirituale locale, custode di una devozione secolare che unisce la comunitร .ย In un territorio come quello ceretano, intriso di storia etrusca e cristiana, San Michele rappresenta il ponte tra il mondo terreno e quello divino, il custode che protegge la cittร .

Il messaggio spirituale e iconografico di San Michele prende vitaย attraversoย l’interpretazione di:ย Elsie Papi,ย Patrizia Paoletti,ย Giacomo Rinaldi,ย Alessandra Magrelli,ย Renato Arseni, Rossella Travagliati, Bruno Frosiย con gli allievi dellโ€™Academy for Theater Cinema and Cultural Heritage: Stefano Ercolani, Riccardo Frontoni, Monia Marchi, Riccardo Dominici, Luisa De Antoniis, Marta Soracco, Samira Ercolani, Nerina Piras, Filippo Soracco, Rosita Piantadosi ย cheย darannoย vigore drammatico alla figura dell’Arcangelo, esplorandone la dualitร  di guerriero della luce e protettore delle anime.

ย 

Il commento sonoro, fulcro emotivo della serata, รจ affidatoย allaย formazione coraleย composta dalย coro di Santa Maria Maggioreย con i cori dellaย SS. Trinitร ย eย Santuario Nostra Signora di Ceri.

Sotto la direzione esperta delย Mยฐ Alessio Piantadosi, le compagini corali eseguiranno un repertorio sacro volto a richiamare le atmosfere celestiali. Lโ€™accompagnamento strumentale vedrร  al pianoforte ilย Mยฐ Michelina Saggeseย e all’organoย Christian Proietti, il cui dialogo sonoro sosterrร  l’ascesa mistica della narrazione,ย accompagnati daย proiezione di immagini e filmati.

“Attraverso questoย eventoย vogliamo riscoprire il valore antropologico e spirituale della figura di Michele,”ย dichiara il regista De Angelis.ย “In un momento storico complesso, la sua spada levata e la sua luce diventano metafore di speranza e resilienza per tutta la cittadinanza.”

Manziana apre le porte ai piรน fragili: nasce la “Stazione di Posta”

Nel cuore di Manziana, in Piazza Firenze, prende forma un progetto concreto e necessario per rispondere allโ€™emergenza abitativa: un centro di accoglienza per le persone in condizione di fragilitร  e marginalitร  sociale, il primo di questo tipo sul territorio comunale. Un’iniziativa che porta con sรฉ risorse importanti, una rete istituzionale consolidata e una visione chiara: nessuno deve restare indietro.
I locali oggetto dell’intervento sono di proprietร  delle Suore Francescane Alcantarine e, grazie a una concessione ventennale, sono stati messi a disposizione del Comune di Manziana, compiendo un gesto di grande valore civico e sociale.

Il progetto รจ finanziato attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Misure 1.3.1 e 1.3.2, destinate al potenziamento dei servizi sociali e al contrasto alla povertร  estrema. I fondi vengono gestiti dal Distretto Socio-Sanitario RM 4.3, che fa da soggetto attuatore del progetto. Recentemente, il Distretto รจ stato trasformato in Consorzio per rafforzare la collaborazione tra i comuni aderenti e, il Sindaco di Manziana, attualmente ricopre il ruolo di vicepresidente dellโ€™Assemblea.
I lavori trasformeranno gli spazi in un piccolo ma funzionale centro residenziale: una cucina con zona giorno, due bagni e due camere con almeno quattro posti letto complessivi. Un ambiente accogliente, pensato non come dormitorio d’emergenza ma come luogo di transizione verso una vita piรน dignitosa. Una delle stanze del centro sarร  destinata a una funzione speciale: la “Stazione di Posta”. Il nome evoca le antiche stazioni lungo le strade di campagna, dove i viaggiatori potevano riposarsi, cambiare i cavalli e rifornirsi prima di riprendere il cammino. Oggi, con questa stessa metafora, si indicano i centri servizi destinati a persone in grave disagio sociale e senza dimora: luoghi dove fermarsi, ricevere supporto e orientamento per intraprendere il proprio percorso verso l’autonomia. La Stazione di Posta di Piazza Firenze offrirร  servizi concreti e immediati: ascolto e orientamento per chi si trova in difficoltร , supporto sanitario di base e, forse la cosa piรน preziosa, la possibilitร  di ottenere la residenza anagrafica.

Lโ€™obiettivo รจ chiaro: creare un luogo sicuro e accessibile, capace di offrire non solo un riparo ma concreta assistenza alle persone fragili, costruendo percorsi individuali di reinserimento. Questo progetto rappresenta un investimento sul futuro della comunitร , per rafforzare il tessuto sociale nel suo complesso. Manziana dimostra cosรฌ, attraverso una visione condivisa e lโ€™utilizzo efficace delle risorse disponibili, come sia possibile trasformare un bisogno in unโ€™opportunitร  di crescita e solidarietร .

Il custode delle promesse

Lia spinse la porta di casa con la stanchezza di una giornata lunga, ma con il desiderio di una serata speciale. Nel cuore custodiva unโ€™attesa lieve: era il settimo anniversario del loro primo bacio e il pensiero di Paolo che lโ€™aspettava con una sorpresa le aveva addolcito tutta la giornata.

Entrรฒ quasi ridendo, con il sorriso ancora a metร , ma il buio la fermรฒ come una mano sul petto. Invece del tavolo apparecchiato per due con le romantiche candele e le rose rosse di ogni anno, ad accoglierla cโ€™erano solo silenzio e buio. Nessun biglietto, nessun segno di Paolo. Una fitta le attraversรฒ il petto. Cercรฒ di non dare peso a quella delusione sottile che, perรฒ, si allargava dentro di lei come una crepa nel vetro. Possibile che avesse dimenticato la loro promessa di ritrovarsi ogni anno, alla stessa ora, per baciarsi come un piccolo rito dโ€™amore?

Posรฒ le chiavi e la borsa, si tolse la giacca. In cucina non cโ€™era nulla, in giro nessun segno di una possibile sorpresa. Non se ne capacitava. Convivevano da anni e mai aveva avuto dubbi sul loro amore.

Sul frigorifero, il calendario che avevano comprato insieme era lรฌ, con la data di quel giorno cerchiata in rosso da settimane. Lia si avvicinรฒ, come se quel cerchio potesse rassicurarla. Ma accanto, attaccato con una calamita, cโ€™era il biglietto che Paolo aveva lasciato quella mattina: โ€˜Esco presto. Torno tardi.โ€™ Nessun riferimento allโ€™anniversario. Nessun cuoricino, nessuna nota affettuosa. Solo parole secche, quasi impersonali.

Unโ€™inquietudine le attraversรฒ lo stomaco. Ripensรฒ al loro bisticcio di poche ore prima. Una sciocchezza, certo. Lei che aveva dimenticato di comprare il caffรจ, lui che aveva sbuffato, lei che aveva risposto male, lui che aveva chiuso il telefono con un saluto brusco. Un niente. Eppure, ora, quel niente sembrava ingigantirsi e, con esso, un pensiero che Lia detestava anche solo formulare: e se Paolo avesse iniziato, anche solo senza volerlo, a scivolare in quella logica distorta in cui certe cose โ€œspettanoโ€ alla donna? Non lo aveva mai visto comportarsi cosรฌ. Mai. Ma quante volte aveva visto uomini, amici, colleghi, perfino sconosciuti, trasformare un piccolo fastidio domestico in un giudizio sulla donna accanto a loro? Quante volte aveva visto quel โ€˜non รจ nienteโ€™ trasformarsi, altrove, in un modo subdolo per scaricare sulle donne responsabilitร  che dovrebbero essere condivise?

La paura prese forma proprio lรฌ, davanti a quel biglietto. Non era solo il timore che Paolo avesse dimenticato lโ€™anniversario. Era il timore, piรน profondo e piรน amaro, che anche lui potesse scivolare, magari senza accorgersene, in quella trappola antica: quella in cui lโ€™uomo si aspetta, la donna provvede e il silenzio fa il resto.

Lia si voltรฒ, cercando un appiglio, e lo trovรฒ.

Sul bancone, un sacchetto della spesa che non aveva notato entrando. Dentro, una confezione nuova di caffรจ, il suo preferito, e, accanto, la tisana dal profumo lieve che lui faticava sempre a trovare perchรฉ โ€˜ha un nome impronunciabileโ€™. Due piccoli oggetti che le parlavano al cuore.

Lia si fermรฒ. Sorrise. Il cuore le si sciolse in un istante. Quel gesto semplice, quasi invisibile, aveva cancellato ogni ombra. Non cโ€™era nessuna pretesa, nessuna aspettativa di ruolo, nessuna deriva maschilista. Solo un uomo che, nonostante il litigio, aveva pensato a lei. Un uomo che non delegava a lei il compito di โ€˜ricordareโ€™, โ€˜provvedereโ€™, โ€˜fareโ€™. Un uomo che non confondeva lโ€™amore con il diritto di pretendere, ma che, con quel caffรจ e quella tisana, le ricordava che lโ€™amore vero si costruisce fianco a fianco, non sopra qualcuno, che lโ€™amore non divide i compiti, li intreccia.

Proprio mentre quel sollievo la attraversava, prese il cellulare per chiamarlo, ma un bagliore improvviso tagliรฒ il soggiorno: Alexa si accese da sola. Un istante dopo, la loro canzone riempรฌ la stanza come un ricordo che torna a reclamare il suo posto. Partรฌ una melodia che la immobilizzรฒ: era la loro canzone, quella che sette anni prima aveva riempito lโ€™aria del locale che aveva preso vita da poco: il โ€˜Four Friendsโ€™ di Bracciano, dove si erano conosciuti e si erano scelti. Poi la voce sintetica, ma sorprendentemente dolce, aggiunse:

โ€œLui ti sta aspettando dove sapeteโ€.

Lia sentรฌ il cuore accelerare. Guardรฒ lโ€™ora: mancavano dieci minuti allโ€™ora esatta di quel bacio. Non perse tempo. Uscรฌ cosรฌ comโ€™era, con la fretta di chi teme di arrivare tardi a qualcosa di prezioso.

Quando raggiunse il โ€œFour Friendsโ€, il locale brillava come una promessa mantenuta: luci calde, atmosfera accogliente, profumo di cucina autentica e il mormorio felice dei clienti. Era il loro posto, il luogo dove tutto era iniziato. Tutto sembrava identico a quella sera lontana, come se il tempo avesse deciso di fare un passo indietro. Paolo era lรฌ, come se non si fosse mai mosso da quel punto in sette anni. In mano aveva una rosa e una piccola scatola.

Quando gli fu vicina, il mondo sembrรฒ fermarsi. Si baciarono allโ€™ora esatta, come ogni anno. Ma questa volta, lui si inginocchiรฒ.

โ€œVuoi sposarmi?โ€

Rimase senza fiato, il sรฌ le uscรฌ come un sorriso che non riusciva piรน a trattenere.

Dentro, al loro tavolo preferito, li attendevano candele accese e la stessa canzone in sottofondo. Il โ€˜Four Friendsโ€™ li accolse con la sua atmosfera intima, i piatti curati, il calore di un luogo che non รจ solo un locale, ma rifugio di amicizia e di amore e, quella sera, sembrava brillare di una luce nuova.

Mentre brindavano, Lia pensรฒ che certi posti non si limitano a fare da sfondo: custodiscono le promesse, le emozioni, i ricordi, e il โ€˜Four Friendsโ€™ era il ricordo da portare nel futuro, il custode piรน fedele della loro storia.

 

Riccardo Agresti

 

‘Four Friends’ รจ a Bracciano (RM)

in Via Braccianese Claudia, 59

Telefono: +39 06 87670096

per informazioni: info@four-friends.it