A partire da lunedรฌ 11 maggio sarร disponibile tutti i giorni, dal lunedรฌ al sabato, dalle ore 11:00 alle ore 12:00 e dalle ore 18:30 alle ore 19:30
Amplia ulteriormente i propri orari il servizio dell’Infermiere nella Farmacia comunale n.6 inย Via Fontana Morella n.84 a Cerveteri: a partire da lunedรฌ 11 maggio sarร presente non soltanto la mattina, ma anche tutti i pomeriggi, sempre dal lunedรฌ al sabato.
Nel dettaglio, sarร disponibile tutte le mattine dalle ore 11:00 alle ore 12:00 e tutti i pomeriggi dalle ore 18:30 alle ore 19:30, orario di chiusura della Farmacia stessa.
Sarร possibile eseguire tutta una serie di piccole medicazioni tra cui: iniezioni, medicazioni varie, rimozione punti di sutura, terapie iniettive antibiotiche, lavaggi accessi venosi, misurazione della pressione, elettrocardiogramma valido anche per visita medico sportiva, holter cardiaci e pressori e tamponi rapidi Covid.
โUn servizio quello dell’Infermiere in Farmacia che sin dalla sua istituzione, giorno dopo giorno, รจ andato in crescendo, divenendo un punto di riferimento fondamentale per tantissimi cittadini, che trovano in Federico Paciosi, il nostro Infermiere professionista e in tutto il personale della Farmacia, professionalitร , cordialitร e un volto rassicurante a cui rivolgersi – ha detto il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – si tratta di un’attivitร pensata inizialmente per due giorni alla settimana, poi vista l’ampia richiesta estesa a tutte le mattine della settimana e oggi ampliata anche ad orari pomeridiani: una testimonianza di come questo servizio di sanitร di prossimitร risulti utile a davvero tantissime persone”.
“Questo รจ un servizio che come Amministrazione comunale, insieme alla Multiservizi Caerite titolare delle Farmacie comunali abbiamo fortemente voluto – aggiunge il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – e per tanto, ci tengo a ringraziare l’Amministratore Unico Alessio Pascucci e il Direttore Generale Linda Ferretti che rispondendo ad una precisa volontร dell’Amministrazione hanno fatto in modo che gli orari di questa attivitร si estendessero ulteriormente, rendendola accessibile ad un target di pubblico ancora maggiore. A loro, a tutto il personale della Farmacia n.6 e delle Farmacie tutte, il mio augurio di buon lavoroโ.
Per avere maggiori informazioni relative il servizio infermieristico, rivolgersi direttamente alla Farmacia comunale n.6 o chiamare il numero 0669450784
ย ROMA (RM) โ Il S.U.M. โ Sindacato Unico dei Militari, richiama con forza lโattenzione delle Istituzioni su una problematica concreta e ormai drammatica, che coinvolge quotidianamente numerosi appartenenti alle Forze Armate.
Lโaumento incontrollato del costo del carburante, unito al caro vita generale, sta mettendo in seria difficoltร tantissime famiglie di militari, giร gravate da stipendi non adeguati al reale costo della vita.
Sono sempre di piรน i casi di personale costretto a richiedere giorni di licenza perchรฉ impossibilitato economicamente a fare rifornimento e raggiungere il luogo di servizio.
Una realtร grave, umiliante e incompatibile con la dignitร di chi ogni giorno serve lo Stato con disciplina e senso del dovere.
Ancora piรน critica รจ la condizione dei colleghi separati o divorziati che, oltre alle spese ordinarie, devono far fronte al pagamento dellโassegno di mantenimento, del canone di locazione, delle utenze domestiche e delle spese di mobilitร .
La situazione diventa poi insostenibile se si presta servizio in cittร come Milano, Bolzano, Torino o Roma, dove il costo della vita รจ circa il doppio di altre localitร della penisola e delle isole, situazione aggravata poi da tassazioni comunali e regionali particolarmente esose.
Il tutto, con stipendi fermi da ormai un ventennio.
Per molti dei colleghi, arrivare a fine mese รจ ormai una vera e propria corsa ad ostacoli.
Non si tratta di casi isolati, ma di un disagio diffuso che incide pesantemente sul benessere psicologico del personale, sulla serenitร familiare e sullโequilibrio emotivo di chi vive ogni giorno lโansia di non riuscire a sostenere le spese essenziali.
Segnalazioni di colleghi che non riescono a fine mese a mettere, nel vero senso della parola, il piatto a tavola, sono sempre piรน ricorrenti e cโรจ chi aspetta con ansia la definizione del F.E.S.I. o la firma del nuovo contratto come una mera boccata di ossigeno.
Il disagio psicologico รจ reale, profondo e non puรฒ essere sottovalutato.
Molto potrebbe essere fatto anche attraverso soluzioni organizzative immediate e a costo contenuto, come lโintroduzione della settimana corta.
939 domande presentate, 862 ritenute ammissibili, ma appena 18 finanziate. ร la triste parabola del fondo destinato alla promozione del territorio regionale, un bando rivolto ad associazioni, fondazioni e comitati che operano nel Lazio.ย Un percorso virtuoso, avviato sin dalla prima Giunta di centrosinistra, con il quale negli anni abbiamo sostenuto centinaia di iniziative capaci di esaltare lo straordinario patrimonio culturale e sociale della nostra regione.
Peccato perรฒ che, graduatoria alla mano, da questo bando rimanga fuori il 98,5% delle realtร . E non per demeriti progettuali, dato che quasi la totalitร delle domande era idonea, ma per una cronica e colpevole carenza di risorse: appena 300mila euro. Una cifra irrisoria a fronte della vastitร del territorio e della vivacitร del nostro tessuto associativo. Chiediamo quindi che il fondo venga immediatamente rimpinguato e che si proceda allo scorrimento della graduatoria.
Per premiare il lavoro di tutti quegli enti che hanno investito tempo e idee in progetti validi, per poi scontrarsi con lโinaccettabile mancanza di lungimiranza dellโattuale Giunta: non si puรฒ approvare un bando per poi destinarvi solo qualche spicciolo.
Lo dichiara la consigliera regionale del Pd Lazio, Michela Califano
Tarquinia (VT), 5 maggio 2026 – Il Lions Club di Tarquinia ha consegnato al Centro Alzheimer della cittร etrusca materiali dedicati alla stimolazione delle attivitร motorie e cognitivo-sensoriali dei pazienti. La donazione รจ stata resa possibile dai fondi raccolti, pari a 1000 euro, in occasione della tradizionale โPolentataโ solidale, organizzata annualmente dal Club lo scorso febbraio, con grande partecipazione dei rappresentanti del Comune di Tarquinia e dei soci di vari Lions Club delle province di Viterbo e Roma.
Il Centro Alzheimer rappresenta un punto di riferimento per numerosi anziani affetti da patologie degenerative, soprattutto di natura cognitiva. La struttura inoltre costituisce un supporto essenziale anche per le famiglie, spesso chiamate a gestire situazioni cliniche complesse che richiedono un intervento coordinato tra diverse figure professionali.
โSiamo orgogliosi di aver contribuito al sostegno del Centro Alzheimer, che puรฒ contare nella figura del dottor Brunetto De Sanctis, psicologo e referente sanitario, su un punto di riferimento autorevole e qualificato โ afferma la presidente del Lions Club di Tarquinia, Roberta Ranucci -. Desideriamo ringraziare sentitamente tutti i soci per il loro prezioso supporto, il vicesindaco e assessore ai servizi sociali Enrico Leoni, che ha espresso parole di apprezzamento per il nostro operato, evidenziando lโimpegno concreto del Club a favore della comunitร di Tarquinia, e la dottoressa Catia Mariani, responsabile del Settore III dei Servizi Socialiโ.
Il 90% degli italiani beve caffรจ e il 63% ne consuma almeno due tazzine al giorno. Sono i dati dellโindagine che abbiamo realizzato in collaborazione con Selvitys condotta su 1.000 italiani, che fotografa abitudini, preferenze e motivazioni di un paese che con il caffรจ ha un rapporto viscerale e quotidiano. Un legame che si riflette anche nei numeri di mercato: secondo YouGov, nel 2025 lโ86% delle famiglie italiane ha acquistato caffรจ, con unaย spesa media record di 81,83 euroย a nucleo familiare.
Ma quante caffรจ si beve davvero? In quali regioni si consuma di piรน? I risultati dellโanalisi riservano piรน di una sorpresa.
I numeri del consumo giornaliero di caffรจ in Italiaย
Il 90,3% degli intervistati dichiara di bere caffรจ. Tra questi, il 40% ne consuma 2 tazzine al giorno, il 23% ne beve 3 o 4 e il 4% supera le 4 tazzine quotidiane. Solo il 22% si limita ad una sola. Un consumo che, nella fascia piรน alta, si avvicina alla soglia di 400 mg di caffeina giornaliera indicata dallโEFSA come limite di sicurezza per gli adulti, equivalente a circa 4-5 espressi.
La classifica regionale 2026: il primato va al Centro
Usa questo codice html per integrare lโinfografica di MCO Report sulla tua pagina/sito:
<p><a href=โ<a href=โhttps://www.miglioricasinoonline.info/chi-beve-piu-caffe-in-italia/โ>โ target=โ_blankโ data-wpel-link=โinternalโ><img decoding=โasyncโ src=โhttps://www.miglioricasinoonline.info/wp-content/uploads/2026/03/mappa-consumo-caffe-in-italia.webpโ alt=โmappa consumo cafe in italiaโ width=โ1440โณ height=โ1440โณ title=โMappa consumo cafe in italiaโ></a></p>
Il dato piรน sorprendente dellโanalisi riguarda la distribuzione geografica dei consumi. Contro ogni aspettativa, non รจ il Sud a guidare la classifica dei consumatori piรน intensi (3 o piรน tazzine al giorno), ma il Centro Italia, con ilย Lazio in testa, che stacca tutti con il 38,5% di consumatori forti, davanti a Lombardia e Campania, entrambe al 31,5%.
Regione
3+ tazze/giorno
Non beve caffรจ
Lazio
38,5%
6,7%
Lombardia
31,5%
10,9%
Campania
31,5%
7,6%
Puglia
30,1%
6,9%
Piemonte
28,6%
11,7%
Veneto
25,9%
11,1%
Toscana
25,8%
4,8%
Sicilia
25,0%
11,1%
Sardegna
24,2%
18,2%
Emilia Romagna
16,7%
12,5%
*La tabella riporta le regioni con il campione piรน significativo ai fini dellโanalisi.
La vera sorpresa in negativo รจ lโEmilia Romagna, solitamente associata a unโidentitร gastronomica intensa, che risulta la regione con il consumo piรน moderato tra quelle analizzate, con solo il 16,7% di bevitori forti.
Le tipologie di caffรจ preferite dagli italiani
Tipologia
% bevitori
Espresso
65,2%
Espresso macchiato
16,5%
Cappuccino
10,5%
Decaffeinato
3,2%
Alternative (orzo, cicoria, ginseng)
2,4%
Americano / caffรจ filtrato
2,1%
Lโespresso domina con il 65,2% delle preferenze, un dato coerente con il 63,5% rilevato da YouGov sul consumo fuori casa, seguito dal macchiato al 16,5% e dal cappuccino al 10,5%. Americano e alternative rimangono fenomeni marginali, a conferma di quanto il palato italiano resti ancorato alla tradizione.
Ma sotto questa apparente uniformitร si nasconde una frattura generazionale netta. Tra i 18 e i 24 anni, il cappuccino raccoglie il 29,9% delle preferenze, quasi tre volte la media nazionale e quasi sette volte il dato degli over 65, dove scende al 4,5%.
Lโespresso, al contrario,ย cresce con lโetร : dal 49,3% dei piรน giovani fino al 72,8% della fascia 45-54 anni. Il decaffeinato, quasi assente tra i giovani, sale al 7,1% tra gli over 65, segnalando un adattamento del rito alle esigenze fisiologiche con il passare degli anni.
Uomini vs donne: i risultati
Usa questo codice html per integrare lโinfografica di MCO Report sulla tua pagina/sito:
<p><a href=โ<a href=โhttps://www.miglioricasinoonline.info/chi-beve-piu-caffe-in-italia/โ>โ target=โ_blankโ data-wpel-link=โinternalโ><img decoding=โasyncโ src=โhttps://www.miglioricasinoonline.info/wp-content/uploads/2026/03/caffe-professione-e-genere.webpโ alt=โprofessione e genereโ width=โ1440โณ height=โ1440โณ title=โProfessione e Genereโ></a></p>
Gli uomini risultano i consumatori piรน assidui:ย il 32,4% beve 3 o piรน tazze al giorno, contro il 23,2% delle donne. Un divario che si estende anche allโastensione completa, dove le donne raggiungono lโ11,8% contro il 7,6% maschile, e che si conferma trasversale a tutte le fasce dโetร , pur a fronte di un consumo di base di una o due tazzine sostanzialmente simile tra i generi.
Perchรฉ gli italiani bevono caffรจ: la motivazione cambia con lโetร
La ragione per cui si sceglie il caffรจ racconta molto di piรน di una semplice preferenza di gusto. Nel complesso,ย lโabitudineย guida il 35% dei bevitori, seguita dalla necessitร diย energia al mattinoย (34%) e dalย piacere del gustoย (26%). Il momento sociale pesa solo per il 5%, un dato che ridimensiona il mito del caffรจ come rito collettivo per eccellenza.
Ma questi numeri aggregati nascondono una traiettoria precisa. Tra i 18 e i 24 anni quasi 1 su 2 (44,8%) lo beve per svegliarsi o avere energia: il caffรจ รจ carburante, non piacere. Dai 25 ai 44 anni subentra lโautomatismo: la tazzina scandisce la giornata lavorativa, gesto quotidiano piรน che scelta consapevole. Dalla fascia 55-64 in poi la motivazione si sposta verso il gusto, che tra gli over 65 raggiunge il 39,4%, la quota piรน alta di qualsiasi fascia dโetร .
Le categorie professionali: chi non puรฒ fare a meno del caffรจ
Lโanalisi per categoria professionale rivelaย un legame diretto tra intensitร lavorativa e consumo di caffรจ. Gli imprenditori e titolari dโazienda sono i maggiori consumatori, con il 36,7% che beve 3 o piรน tazze al giorno, seguiti dai dipendenti a tempo pieno al 33,9%. I pensionati si attestano al 26,3%, mentre i liberi professionisti, nonostante i ritmi spesso irregolari, si fermano al 27,3%.
Il dato piรน contro-intuitivo riguarda gli studenti: solo lโ8,8% beve 3 o piรน tazze giornaliere e il 22,8% non lo beve affatto, la quota piรน alta tra tutte le categorie. Il clichรฉ dello studente universitario che regge le nottate a suon di caffรจ non trova riscontro nei dati.
Metodologia
Lโanalisi รจ stata condotta da Miglioricasinoonline.info Report su un campione rappresentativo di 1.000 italiani in collaborazione con Selvitys. Il campione รจ stato stratificato per genere, fascia dโetร , area geografica e categoria socio-professionale. I dati sono stati raccolti tramite interviste online su consumi, tipologie preferite, motivazioni e abitudini legate al caffรจ a Aprile 2026.
Nel campo lungo dellโindustria audiovisiva, il cinema indipendente occupa spesso una posizione laterale, fuori asse rispetto alle traiettorie dominanti delle major. Eppure, proprio in questo fuori campo si genera una grammatica visiva capace di reinventare il racconto. Nei film di finzione indipendenti, la regia si concede i suoi tempi, silenzi, volute imperfezioni – che diventano segni espressivi – e un linguaggio estetico libero. La narrazione si svincola dalla struttura a tre atti imposta dal mercato e costruisce personaggi che non cercano necessariamente una risoluzione, ma un attraversamento.
Anche il documentario, dal canto suo, diventa terreno di resistenza e di osservazione critica. Qui la macchina da presa non impone, ma ascolta. Lโautore si espone, spesso con mezzi limitati, per restituire realtร marginali, conflitti invisibili, identitร in trasformazione. ร un audiovisivo libero dalle leggi di mercato e sceglie il dettaglio, la prossimitร , il contenuto. Un piano sequenza puรฒ valere piรน di un intero apparato produttivo.
In questo contesto, tra le altre cose, il disciplinare della tax credit per il cinema – una agevolazione fiscale che permette alle industrie che investono sullโaudiovisivo di recuperare una parte consistente dei costi sostenuti sotto forma di credito dโimposta – appare ancora calibrato su logiche industriali che favoriscono produzioni ad alto budget. Serve un adeguamento ad hoc che riconosca la specificitร del cinema indipendente: agevolazioni piรน accessibili, criteri meno rigidi, una valutazione che tenga conto del valore culturale oltre che del potenziale commerciale. Allo stesso modo, รจ necessario prevedere misure specifiche dedicate ai lavoratori del settore: da un punto di vista contrattuale e del riconoscimento delle professionalitร spesso ibride che caratterizzano queste produzioni. Senza questi interventi, molte opere restano allo stato di sceneggiatura, prive di risorse per essere realizzate e molte competenze rischiano di disperdersi.
Sostenere il cinema indipendente รจ un atto politico e culturale. Significa difendere la libertร dello sguardo, la possibilitร di raccontare storie fuori dai dettami delle major, di sperimentare linguaggi e forme. In un panorama sempre piรน omologato, queste opere rappresentano un โcontrocampoโ necessario. Lโurgenza รจ evidente: senza un sostegno concreto, rischiamo di perdere non solo dei film, ma interi mondi possibili.
Dalla presa in giro โper giocoโ ai fatti drammatici che riempiono le cronache, cโรจ un filo che li unisce: lโassenza di limiti. Ogni volta che un ragazzo sfida il mondo con una battutina, una spinta o un insulto, non sta chiedendo punizioni: sta chiedendo quale sia il proprio confine.
La scuola non รจ un tribunale e non deve giudicare, soprattutto perchรฉ i minori di 14 anni non hanno piena responsabilitร dei loro atti. Ma ha il dovere di reagire per insegnare che la libertร non nasce dallโassenza di regole, ma dal loro rispetto perchรฉ le regole non limitano: proteggono la libertร di tutti. Deve farlo da subito perchรฉ ciรฒ che appare un gioco tollerabile, senza guida puรฒ diventare un gesto irreparabile.
Non serve a nulla punire: serve educare. Serve mostrare che ogni azione, anche minima, ha conseguenze. Per un adulto puรฒ sembrare una perdita di tempo richiamare piccoli scherzi, ma far crescere i ragazzi facendoli credere che tutto รจ permesso, facendoli credere di essere sempre protetti รจ il modo piรน rapido per esporre a rischi ben piรน gravi loro e gli altri.
Il vero pericolo รจ far credere ai ragazzi che tutto sia permesso. Un approccio debole manda un messaggio devastante: โposso fare ciรฒ che voglio, tanto qualcuno mi tirerร fuori dai guaiโ. ร cosรฌ che nascono sfide, provocazioni, umiliazioni, aggressioni. Non per cattiveria, ma per mancanza di un limite chiarito.
Per questo servono coerenza e severitร . Non si deve fare ciรฒ che non si vuole i ragazzi facciano, sanno riconoscere la coerenza. Non si deve reagire con violenza, ma con chiarezza, si impara dalla spiegazione non dal dolore. Far comprendere ad un ragazzo che le sue azioni hanno un peso รจ un atto di rispetto soprattutto per loro. Mostrare che anche la risatina o la battuta fuori posto hanno una conseguenza e quindi una reazione educativa significa prevenire, non punire.
Gli errori non marchiano: insegnano. Sono il primo battere dโali di chi deve capire se il proprio volo porterร in alto o contro un muro e la reazione adulta deve evitare la catastrofe.
La scuola deve tornare a essere adulta. Non giudice, non amica, ma educatrice: presente, ferma, capace di dire โti vedo, ti ascolto, ti fermo perchรฉ ti voglio beneโ.
Perchรฉ la libertร dei ragazzi non si protegge lasciandoli fare. Si protegge mostrando loro il confine che li salva.
Il 7 maggio studenti, docenti e personale ATA saranno in sciopero in tutto il paese contro la riforma degli istituti tecnici e professionali proposta dal Ministro Valditara.
La riforma, presentata mesi fa, propone un taglio degli anni di scuola e delle ore di didattica.
La formula proposta รจ quella del 4+2: quattro anni di scuola con materie e moduli dimezzati e due anni di ITS Academy, nella maggior parte dei casi private e a pagamento. Un passo in piรน verso lโaziendalizzazione sfrenata verso cui la scuola giร da tempo stava andando.
ยซAncora una volta la prioritร รจ tagliare fondi allโistruzioneยป spiega Bianca Piergentili, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio ยซquesta riforma punta a ridurre le ore di insegnamento, diminuendo la formazione delle studentesse e degli studentiยป
Contro questa proposta studenti, docenti e personale ATA si sono giร mobilitati in tante scuole del paese,
Lโappuntamento sarร in piazza Santi Apostoli a Roma alle ore 10:00, domani 7 maggio.
SUCCESSO PER LโANTEPRIMA DE โIL DโANNUNZIO SEGRETOโ, LA NUOVA OPERA TEATRALE DI PAOLO CAVALLONE
Con “Il DโAnnunzio Segreto”, Paolo Cavallone firma unโopera che si sottrae alle letture piรน convenzionali del Vate, restituendone unโimmagine intima, stratificata e profondamente poetica. Lontano da ogni intento biografico o ideologico, il lavoro si concentra sulla forza della parola dannunziana, lasciando emergere un ritratto libero, quasi sospeso e fuori dal tempo. Gabriele d’Annunzio appare immerso in un dolore di matrice romantica che, attraversando la modernitร , si inasprisce fino a trovare risonanze nel clima inquieto del Novecento.
Presentato in anteprima nazionale lunedรฌ 4 maggio 2026 allโAuditorium Flaiano di Pescara, lo spettacolo โ prodotto dalla neonata Pescara Ergo Sum ideata da Tiziana Le Donne, con il sostegno del Ministero della Culturaโ si presenta come un atto unico capace di fondere linguaggi diversi โ teatro, musica e danza โ in unโesperienza immersiva, segnando un debutto sicuramente notevole. In scena, Marco Gambino e Sebastiano Somma si impongono come protagonisti di un dialogo intenso, costruendo un confronto scenico di forte tensione espressiva. La regia di Walter Nanni plasma uno spazio scenico dinamico e immersivo, dove luci e ledwall non si limitano a illuminare, ma trasformano e amplificano la percezione della scena. In questo contesto, le coreografie di Mirko Riccardi assumono una qualitร scultorea: i danzatori Ilaria Papa, Ciro Stanco e Luca Esposito diventano estensioni fisiche della drammaturgia, sotto la supervisione attenta di Francesco Vantaggio, traducendo in gesto la tensione poetica dellโopera.
La drammaturgia, essenziale ma densa, ruota attorno a due figure: dโAnnunzio e il conte Tom Graziani, alter ego ispirato alla figura storica di Tom Antongini. Questo dialogo a due si rivela una scelta efficace: piรน che ricostruire eventi, attiva una riflessione sulla memoria e sulla reinvenzione poetica, dove realtร e immaginazione si fondono senza soluzione di continuitร . Emergono inoltre echi culturali riconoscibili che rimandano allโuniverso novecentesco, contribuendo a stratificare ulteriormente il tessuto espressivo dellโopera.
Il cuore del lavoro risiede nella concezione di Cavallone della parola come suono e materia musicale. La sua “poetica dellโattraversamentoโ si traduce in una continua trasformazione dei significati: i versi si decontestualizzano, si aprono a nuove risonanze, mentre la musica โ da Bach a Puccini, passando per Chopin โ dialoga con composizioni originali eseguite al pianoforte dallo stesso Cavallone. Tra queste spicca “Il Tango di Gabriel”, composto appositamente per lโopera, momento di forte suggestione che condensa in musica il carattere seduttivo e inquieto del protagonista.
Ne emerge uno spettacolo che non solo omaggia dโAnnunzio, ma lo reinventa, rendendolo sorprendentemente contemporaneo. Tra momenti di intensitร lirica e aperture piรน leggere e ironiche, “Il DโAnnunzio Segreto” coinvolge tutti senza rinunciare alla complessitร . Allโanteprima erano presenti, tra gli altri, il deputato Guerino Testa, il senatore Etel Sigismondi, il sindaco di Pescara, Carlo Masci, il Prefetto di Pescara, Luigi Carnevale.
Una riflessione sui giovani di oggi e sugli spazi che possono offrire ascolto, relazione e nuove possibilitร di crescita
Negli ultimi mesi la cronaca ha riportato episodi che coinvolgono adolescenti e che fanno riflettere profondamente. Gesti violenti, improvvisi, che sembrano raccontare un disagio piรน ampio e difficile da ignorare. Si parla di โdegenerazione della nuova generazioneโ, ma รจ davvero cosรฌ semplice? Forse, piรน che a una perdita di valori, stiamo assistendo a un cambiamento profondo nel modo in cui i ragazzi vivono le relazioni, le emozioni e il loro posto nel mondo. Crescono in una realtร veloce, esposta, spesso solitaria, dove tutto si consuma rapidamente e dove anche il disagio rischia di non trovare spazio per essere ascoltato. ร proprio qui che il territorio puรฒ fare la differenza. Tra Anguillara Sabazia, Trevignano Romano e Bracciano stanno nascendo o consolidandosi realtร che offrono ai giovani unโalternativa concreta alla strada e allโisolamento. Non si tratta soltanto di luoghi fisici, ma di spazi educativi dove รจ possibile incontrarsi, confrontarsi, esprimersi. Ad Anguillara, negli spazi dellโex Consorzio, il centro giovani rappresenta un punto di riferimento per molti ragazzi, tra attivitร di doposcuola e laboratori. A Trevignano Romano il centro โMisura 10/17โ si propone come ambiente di crescita e condivisione, costruito anche con il coinvolgimento diretto dei giovani. Anche a Bracciano si stanno sviluppando progetti dedicati alle nuove generazioni, insieme a servizi di supporto come lo sportello psicologico nelle scuole. La domanda allora cambia: non piรน โcosa non va nei ragazziโ, ma โquali opportunitร offriamo loroโ. ร possibile tornare a quelle abitudini genuine di un tempo? Forse non nello stesso modo. I contesti sono cambiati, cosรฌ come i linguaggi e i bisogni. Ma ciรฒ che non cambia รจ il bisogno di relazione autentica, di ascolto, di appartenenza. Quando un ragazzo trova uno spazio dove essere accolto, dove puรฒ sperimentarsi senza sentirsi giudicato, dove incontra adulti presenti, allora qualcosa si muove. E spesso basta poco: un luogo aperto, unโattivitร condivisa, uno sguardo che riconosce. Il territorio, anche se piccolo, puรฒ diventare una risorsa preziosa. Non รจ la dimensione a fare la differenza, ma la qualitร delle relazioni che riesce a costruire. Forse รจ proprio da qui che si puรฒ ripartire: non dalla nostalgia di un passato che non cโรจ piรน, ma dalla capacitร di creare oggi contesti vivi, capaci di accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita.