Grande partecipazione e sala gremita per il primo appuntamento della seconda edizione della “Primavera Pedagogica”, che si è tenuta mercoledì 18 marzo a Roma presso i locali dell’Ex Campari nel quartiere di Montespaccato. Il seminario, dal titolo “Sistema integrato: storia di donne, di lotte ed emancipazione femminile”, è stato organizzato dal Municipio XIII di Roma Capitale, nell’ambito delle iniziative dedicate all’ambito dei nidi, dell’infanzia e dei servizi 06.
Ad aprire i lavori è stata l’assessora alla scuola, sport e politiche giovanili del Municipio XIII, Arianna Ugolini, che ha portato i saluti della presidente del Municipio XIII, Sabrina Giuseppetti, introducendo il tema centrale dell’incontro: il percorso storico dei nidi d’infanzia, da luoghi di accudimento a veri e propri contesti educativi, intrecciato con le battaglie delle lavoratrici e delle donne per il riconoscimento dei diritti e della dignità professionale.
L’allestimento della sala, curato dai nidi d’infanzia “I Cuccioli” di via Silveri e “L’Albero d’Oro”, ha offerto ai partecipanti un’esperienza emozionante grazie a due esposizioni di fotografie e oggetti d’epoca. Un percorso visivo capace di raccontare il dialogo tra passato e presente, mettendo in luce la passione, la cura e la qualità educativa che caratterizzano i servizi 0-6.
Il primo ciclo di interventi ha visto protagoniste autorevoli rappresentanti del sistema integrato di Roma: Antonia Labonia, presidente del Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia, Mariella Cattaruzza, memoria storica dei nidi, e Filomena Di Cesare, figura di riferimento per il coordinamento territoriale dei servizi.
A seguire, spazio alle testimonianze del personale del Municipio. Il nido “I Cuccioli” di via Silveri ha offerto uno spaccato sociale e culturale che attraversa decenni di storia: dagli anni ’70 con Maria Grazia Mastropietro e il primo consultorio a Roma, passando per il racconto di Silvia Vita sul passaggio dall’Opera Nazionale Maternità e Infanzia ai primi nidi, fino agli interventi di Antonietta Massaro e alla sintesi conclusiva della coordinatrice Francesca Mattina.
Particolarmente incisivi gli interventi di Zaira Mencaroni e Tiziana Cazzorla, che hanno acceso il dibattito presentando dati sul gender gap e sulle disuguaglianze che ancora ostacolano l’emancipazione lavorativa delle donne, soprattutto nel difficile equilibrio tra lavoro e maternità. Tra i temi affrontati anche la recente bocciatura parlamentare della legge sul congedo paritario.
A chiudere l’incontro, un suggestivo flash mob che ha coinvolto educatrici e insegnanti presenti in sala: chiamate una ad una da Federica Fiorelli e Antonella Bosi, si sono alzate indossando una maglia bianca con una schwa nera, simbolo di inclusività. I loro brevi interventi hanno richiamato il valore educativo della diversità, dell’ascolto e della relazione, lasciando al pubblico importanti spunti di riflessione.
Il primo seminario della “Primavera Pedagogica” si conclude così con grande partecipazione e coinvolgimento, confermando l’importanza di spazi di confronto e crescita condivisa sui temi dell’educazione, dei diritti e dell’inclusione.
NE PARLIAMO CON ADELIA LUCATTINI, PSICHIATRA E PSICOANALISTA DELLA SOCIETÀ PSICOANALITICA ITALIANA
Intervista di Marialuisa Roscino
Il Disturbo delle funzioni procedurali e il Disturbo da compromissione della ‘velocità e comprensione del testo’ sono disturbi neuropsicologici o neurodivergenze, che compromettono la lettura fluente e la comprensione del testo, pur consentendo di comprendere le singole parole. Tale tipologia di disturbo non rappresenta una malattia e fa parte dei Bisogni Educativi Speciali (BES), insieme a dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia (DSA).
Negli ultimi anni, l’aumento delle diagnosi riflette una maggiore sensibilizzazione e strumenti di rilevazione più accurati.
In Italia, i dati parlano chiaro: con una prevalenza che sfiora il 7% della popolazione scolastica, solo per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), è che chiaro che non sono più un’eccezione ma una realtà strutturale che la Legge 170/2010 riconosce e tutela, insieme a tutti i Bisogni educativi Speciali (BES).
Ne parliamo oggi, in occasione della Settimana Nazionale del Cervello 2026 con la Dott.ssa Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association.
Lucattini:“Ridurre il carico emotivo legato allo studio. Creare un clima più sereno, con pause e modalità flessibili, aiuta il bambino a non associare l’apprendimento a un’esperienza negativa”.
Dott.ssa Lucattini, quali sono i segnali più comuni che possono intercettare precocemente il disturbo delle funzioni procedurali?
Quando parliamo di disturbo delle funzioni procedurali, ci riferiamo a qualcosa di molto presente nella vita di un bambino: la difficoltà a trasformare l’apprendimento in qualcosa di spontaneo, fluido, “naturale”. Ci sono bambini che capiscono, che si impegnano, che desiderano fare bene, ma che restano come “ancorati” a uno sforzo continuo. Ogni azione richiede attenzione, ogni passaggio deve essere pensato. È come se mancasse quel meccanismo interno che permette di dire: “ormai lo so fare, mi viene da sé”. Nella quotidianità, questo si traduce in bambini che possono apparire lenti, incerti, facilmente affaticabili, che faticano a seguire sequenze o a rendere automatiche abilità come la lettura, la scrittura o anche semplici routine. A volte, si osserva anche una certa goffaggine o una difficoltà nel sentirsi “a proprio agio” nel fare (BMC Neuroscience, 2025).
Come si manifesta, il disturbo delle funzioni procedurali, in particolare, nei bambini durante gli anni della scuola primaria?
Nei bambini con questa difficoltà, il problema non è capire o apprendere, ma automatizzare: ciò che per altri diventa naturale, per loro continua a richiedere impegno, attenzione e fatica.
Questo può manifestarsi in diversi modi. Ad esempio, il bambino può essere più lento nell’eseguire compiti, avere difficoltà a seguire sequenze di azioni (come vestirsi o organizzare lo zaino), oppure faticare a rendere fluida la lettura o il linguaggio. Anche dopo aver imparato, ha bisogno di pensare passo dopo passo, senza riuscire a “fare in automatico”. Durante la scuola primaria queste difficoltà diventano più visibili, perché è proprio in questa fase che al bambino viene richiesto di rendere automatiche molte competenze: leggere in modo fluido, scrivere senza dover pensare a ogni singola lettera, eseguire calcoli con rapidità, organizzarsi nel lavoro.
In che modo è possibile aiutarli?
È importante sottolineare che non si tratta di una mancanza di intelligenza, ma di un modo diverso di apprendere. Questi bambini hanno bisogno di più tempo, di ripetizione e di strategie mirate, ma possono sviluppare pienamente le loro competenze se adeguatamente supportati. È importante allora spostare lo sguardo: non si tratta di mancanza di impegno, ma di un diverso modo di apprendere.
I bambini con fragilità nelle funzioni procedurali spesso appaiono costantemente in affanno. Non perché non abbiano capito, ma perché ogni attività richiede uno sforzo intenzionale. La lettura può restare lenta e poco fluida, la scrittura faticosa, con errori che persistono nel tempo, e anche operazioni semplici richiedono passaggi pensati uno per uno.
Si osserva frequentemente una difficoltà nelle sequenze: seguire istruzioni in più passaggi, organizzare il materiale scolastico, portare a termine un compito in autonomia può risultare complesso. Anche ciò che è già stato appreso non diventa stabile: il bambino può sapere una cosa oggi averla “persa” il giorno dopo.
Dal punto di vista emotivo, questo funzionamento espone il bambino a una condizione delicata. Il confronto con i coetanei, per cui molte abilità diventano rapidamente automatiche, può generare frustrazione, senso di inadeguatezza o ritiro. Alcuni bambini reagiscono con evitamento, altri con agitazione o oppositività: modalità diverse di esprimere la stessa fatica interna (Reading and Writing. An Interdisciplinary Journal, 2026).
Che cos’è e come si manifesta il “Disturbo da compromissione della ‘velocità e comprensione del testo’” (DCT) nei bambini, soprattutto in età scolare?
Il Disturbo da compromissione della velocità e comprensione del testo (DCT) riguarda quei bambini che, pur sapendo leggere, non riescono a farlo in modo fluido e, soprattutto, faticano a comprendere pienamente ciò che leggono. Non è quindi una difficoltà nel riconoscere le parole, ma nel trasformare la lettura in un processo scorrevole e significativo. La lettura resta lenta, frammentata, richiede uno sforzo continuo, e questo finisce per interferire con la comprensione: il bambino è così impegnato a leggere che perde il senso di quello che sta leggendo.
Sicuramente la spiegazione rende la comprensione del contenuto molto più rapida e immediata che non la lettura autonoma lascità al bambino.
È importante anche cambiare prospettiva: non si tratta di scarso impegno, ma di un diverso modo di funzionare mentalmente. Riconoscere questa particolarità permette di intervenire con strategie adeguate e, soprattutto, di sostenere il bambino nel mantenere fiducia nelle proprie capacità, evitando che la lentezza diventi un’esperienza di fallimento (Frontiers in Psychology, 2026).
Qual è l’importanza dell’intervento precoce?
E’ fondamentale perché agisce in un momento in cui lo sviluppo è ancora plastico, aperto, modificabile. Intervenire presto significa non attendere che la difficoltà si strutturi e si consolidi, ma accompagnare il bambino mentre la sua mente e le sue capacità sono ancora in evoluzione.
Quando un bambino incontra precocemente difficoltà nell’automatizzazione, nella lettura o nella comprensione, il rischio non è solo didattico. Con il tempo, infatti, la fatica ripetuta può trasformarsi in qualcosa di più profondo: frustrazione, senso di inadeguatezza, perdita di fiducia nelle proprie capacità. Il bambino può iniziare a pensarsi “non capace”, e questo può influenzare il suo modo di stare a scuola e nelle relazioni. Intervenire precocemente permette invece di interrompere questo circolo negativo offrendo strumenti adeguati, strategie mirate, ma anche uno sguardo che riconosce e dà senso alla difficoltà. In questo modo, il bambino può fare esperienza di riuscita, mantenere la motivazione e costruire un’immagine di sé più solida. Dal punto di vista clinico, sappiamo che lavorare precocemente sulle competenze di base — come la consapevolezza fonologica e la capacità di organizzare sequenze — ha un impatto significativo sugli apprendimenti successivi. Intervenire presto non significa solo “correggere” una difficoltà, ma prendersi cura di uno sviluppo, permettendo al bambino di trovare il proprio modo di apprendere senza che la fatica diventi un’esperienza di fallimento (Frontiers in Pediatrics, 2025).
Perché è importante il trattamento psicoanalitico in casi di Disturbo delle funzioni procedurali e di Disturbo da compromissione della velocità e comprensione del testo (DCT)?
Il trattamento psicoanalitico è importante in questi disturbi perché consente di intervenire su un livello che va oltre la prestazione, toccando il modo in cui il bambino vive e dà senso alla propria difficoltà.
Nel disturbo delle funzioni procedurali e nel DCT, il bambino vive quotidianamente un’esperienza faticosa, ciò che per altri è automatico, per lui resta difficile, incerto, mortificante. Questa discrepanza, nel tempo, può trasformarsi in vissuti di vergogna, inadeguatezza, e incidere profondamente sulla costruzione dell’immagine di Sé.
La psicoanalisi permette di lavorare proprio su questo versante. Non si limita a “correggere” la difficoltà, ma si occupa di comprendere come il bambino si rappresenta ciò che gli accade, quali significati attribuisce ai propri insuccessi, quali difese mette in atto per proteggersi. Alcuni bambini evitano, altri si oppongono, altri ancora si ritirano: sono modi diversi di organizzare la sofferenza emotiva. L’ansia, il timore di sbagliare, lo sguardo critico dell’altro possono amplificare la difficoltà. Il sintomo, allora, si intreccia con la vita psichica e l’identità del bambino.
Il lavoro psicoanalitico offre uno spazio in cui questa esperienza può essere pensata, simbolizzata, trasformata. Attraverso la relazione, il bambino può costruire un senso diverso della propria difficoltà, meno legato al fallimento e più aperto alla possibilità.
In questo modo, il trattamento agisce sulla velocità di lettura o sull’automatizzazione attraverso la tenuta emotiva del bambino di fronte all’apprendimento, tenuta che spesso permette anche un miglior utilizzo delle risorse personali e maggiore partecipazione agli interventi riabilitativi.
In una prospettiva integrata, quindi, il trattamento psicoanalitico non sostituisce gli interventi specifici, ma li affianca, offrendo al bambino la possibilità di non identificarsi con la propria difficoltà e di continuare a investire nel proprio percorso di crescita.
Quali consigli si sente di dare ai genitori?
– È importante comprendere che il bambino non è pigro, né disattento e che sta facendo uno sforzo reale. Ricorrere subito agli specialisti neuropsichiatri infantili e psicoanalisti per una diagnosi precoce;
-Dare tempo, rispettare i ritmi. Anticipare le richieste o sollecitare continuamente la velocità può aumentare l’ansia e peggiorare la prestazione;
-Sostenere con empatia l’autonomia senza sostituirsi. Aiutare non significa fare al posto suo, ma accompagnarlo nei passaggi di crescita e apprendimento;
-Valorizzare i punti di forza. Coltivare le sue competenze e i suoi interessi aiuta a costruire un’immagine di sé più equilibrata;
-Ridurre il carico emotivo legato allo studio. Creare un clima più sereno, con pause e modalità flessibili, aiuta il bambino a non associare l’apprendimento a un’esperienza negativa;
-Utilizzare strumenti adeguati chiedendo il PDP a scuola. Mappe, lettura condivisa, supporti audio o tempi più lunghi sono strumenti che permettono al bambino di accedere realmente ai contenuti;
L’Amministrazione comunale di Civitavecchia patrocina con convinzione la giornata di iniziative organizzata in occasione della Festa di San Giuseppe, in programma sabato 21 marzo 2026 presso la Parrocchia San Giuseppe, nel quartiere Campo dell’Oro.
Si tratta di un appuntamento che unisce in modo bello e concreto alcuni valori fondamentali per la vita della città: la cura delle tradizioni popolari, la vitalità dei quartieri, il ruolo educativo dello sport e l’importanza dei momenti di incontro e condivisione aperti a tutte le generazioni.
Nel corso della giornata, grazie anche alla collaborazione con UISP Sportpertutti – Comitato di Civitavecchia, sono previste diverse attività sportive e ricreative dedicate in particolare ai più giovani, dal basket alla ginnastica ritmica, dalla danza al calcio, fino alla gimkana e all’albero della cuccagna, in un contesto di festa capace di rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
Eventi come questo rappresentano un patrimonio prezioso per Civitavecchia, perché contribuiscono a tenere vivi i quartieri non solo come luoghi urbani, ma come spazi di relazioni, memoria, partecipazione e crescita. Campo dell’Oro, con la sua storia e il suo tessuto umano, torna così ad essere scenario di una iniziativa che mette al centro famiglie, bambini, ragazzi e socialità.
L’Amministrazione desidera esprimere apprezzamento per l’impegno della Parrocchia San Giuseppe, di tutti gli organizzatori, dei volontari e delle realtà associative coinvolte, che con passione rendono possibile una giornata pensata per stare insieme e per riscoprire il valore più autentico delle feste di quartiere. In questo quadro si inserisce anche l’attenzione che l’Amministrazione comunale sta riservando alle diverse realtà cittadine che, nei vari quartieri, celebrano il proprio santo patrono, sostenendo iniziative che contribuiscono a mantenere vive tradizioni profondamente radicate nella storia e nell’identità di Civitavecchia.
“Le feste di quartiere dedicate ai santi patroni rappresentano un pezzo importante della nostra identità cittadina e meritano attenzione e sostegno, perché custodiscono memoria, tradizioni e senso di appartenenza. Come Amministrazione stiamo cercando di dare un contributo concreto a tutti i quartieri che vivono questi momenti, nella convinzione che valorizzare queste ricorrenze significhi rafforzare il tessuto sociale della città”, dichiara l’assessore al commercio Enzo D’Antò.
“Questa iniziativa a Campo dell’Oro dimostra quanto sia importante costruire occasioni in cui tradizione, sport, partecipazione e comunità si incontrano. I quartieri sono l’anima viva di Civitavecchia, e accompagnare questi momenti di festa significa riconoscerne il valore sociale, educativo e umano. Per questo rivolgiamo un invito sincero a tutta la cittadinanza a partecipare”, aggiunge il sindaco Marco Piendibene.
L’Ente Parco di Bracciano Martignano, confermando il ruolo di struttura di riferimento del comprensorio sabatino per raccogliere proposte, da parte dei diversi operatori locali, per la realizzazione di attività finalizzate alla conoscenza e alla promozione del territorio protetto, propone per l’anno 2026 il bando per la Promozione del Turismo sostenibile e responsabile “Tesori Naturali 2026” finalizzato alla realizzazione di un calendario di attività articolate indicativamente una nei giorni festivi e una nei prefestivi, fermo restando le attività seriali proposte periodicamente ed in concomitanza delle giornate tematiche mondiali e/o nazionali organizzate direttamente dall’Ente.
Le attività inserite nel catalogo dovranno essere uno strumento per far conoscere a turisti e visitatori il territorio del Parco e le zone limitrofe, scoprendone la natura, i paesaggi, gli aspetti storico-culturali, enogastronomici, archeologici, nel rispetto dell’ambiente e delle comunità locali.
MODALITÀ E TERMINE PER LA PRESENTAZIONE DELLE PROPOSTE
Le proposte, debitamente firmate dal legale rappresentante o dal titolare del soggetto proponente, dovranno pervenire utilizzando esclusivamente il “Modulo Presentazione Evento” (All. A) ed il “Modulo Informativa Privacy” (All. B) allegati al presente avviso e dovranno pervenire al Parco entro il 15 aprile 2026. Le domande pervenute oltre la data stabilita non saranno prese in considerazione né valutate. La presentazione dovrà avvenire inviando le proposte da un indirizzo di Posta Certificata (PEC) alla PEC dell’Ente: parcobracciano@pec.regione.lazio.it e scrivendo nel campo oggetto della Pec: “PROPOSTE CATALOGO TURISMO SOSTENIBILE E RESPONSABILE 2026 – denominazione Soggetto partecipante”
L’Amministrazione comunale informa che proseguono le attività del progetto “Legàmi in Biblioteca”, realizzato con il contributo della Regione Lazio Legge 24/19 – Piano annuale 2025, che prevede iniziative dedicate alle persone over 60, volte a rafforzare il senso trasformativo della lettura per contrastare l’isolamento e la solitudine e favorire la coesione sociale.
Al via l’iniziativa “LIBERARTE, letture meditate”, appuntamenti in cui attraverso la lettura e il contatto con i libri si mostrerà un modo speciale di conoscere se stessi e gli altri: libri come ponti per mettere in relazione il proprio io con la profondità dell’essere umano e come strumenti per stimolare la predisposizione ad un atteggiamento creativo e di condivisione con l’altro.
Con questo progetto la Biblioteca vuole promuovere l’inclusione sociale e coltivare un senso di comunità, ma anche valorizzare se stessa come polo culturale di riferimento nel quale la conoscenza diventi strumento di consapevolezza e dove ciascuno possa intraprendere un viaggio riflessivo orientato a coltivare una condizione di benessere interiore, che si rifletta nel gruppo di riferimento e nel tessuto dell’agire quotidiano.
Ogni incontro darà vita ad un laboratorio esperienziale durante il quale, riscoprendo il piacere della lettura, si punterà a sostenere la capacità di ascolto, attenzione, concentrazione e riflessione. Gli incontri si svolgeranno in Biblioteca, tutti i giovedì mattina dalle ore 9:30 alle ore 11:30, a partire dal 26 marzo.
Il progetto è ideato dal Centro di Ricerca Erba Sacra APS e gli appuntamenti sono condotti da Donatella Silvia Rossi, già curatrice di importanti progetti della Biblioteca. La partecipazione, riservata agli utenti dai 60 anni in su, è gratuita ma è necessaria la prenotazione ai contatti della Biblioteca perchè i posti sono limitati.
Laboratorio di teatro partecipato a Cerveteri – QUINTA EDIZIONE
Sono aperte le iscrizioni per il laboratorio di teatro partecipato gratuito organizzato da Le Odìssere Teatro, in collaborazione con CDM – Campo di Mare Teatro Festival e con il patrocinio del Comune di Cerveteri ed il sostegno dell’ Assessorato alla Cultura
Il percorso formativo, previsto dal 27 marzo2026 a agosto 2026, sarà condotto da Odette Piscitelli (attrice, formatrice, direttrice artistica di Le Odìssere Teatro) e da Gianluca Enria (attore – regista e pedagogo teatrale) e coinvolgerà cittadine e cittadini, studentesse e studenti, senza limiti di età e/o formazione residenti nel territorio di Cerveteri, Ladispoli e comuni limitrofi.
Le Odìssere teatro è una compagnia teatrale, produce spettacoli, propone percorsi formativi, organizza festival e progetti culturali in sinergia con il territorio del Lazio e con il Comune di Cerveteri.
Durante il laboratorio verrà creato un gruppo di lavoro e un luogo protetto, dove poter condividere la propria esperienza. Sperimentando i linguaggi del teatro, della scrittura creativa e della musica, saranno proposti esercizi collettivi e individuali, per i quali non sono necessarie competenze o esperienze teatrali precedenti. Nel corso del laboratorio verranno trovate le forme e i modi in cui ognuno potrà esprimersi liberamente, secondo la propria creatività e sensibilità. All’interno del laboratorio si svilupperà un cantiere di idee, storie e ricordi , che costituiranno il materiale creativo per la restituzione pubblica finale del laboratorio, che sarà offerta alla Comunità di Cerveteri in piazza Santa Maria ad agosto 2026 , nella programmazione dell’Estate Cerite.
L’esperienza di “teatro partecipato” è un momento di condivisione profonda per le persone che vorranno prendervi parte, nelle condizioni straordinarie di un gruppo eterogeneo e inclusivo. Non ci sono limiti di età, provenienza e formazione, anzi la diversità è la nostra ricchezza.
“Siamo arrivati alla quinta edizione di questo progetto, così prezioso per la Comunità e sostenuto dal Comune di Cerveteri.
Il tema che ho scelto quest’anno riguarda le emozioni, quel mare in burrasca che ci abita da sempre, regalandoci i momenti più indimenticabili della nostra vita. Un mare da cui spesso ci sentiamo sommersi. Nel corso del laboratorio proveremo a dare un nome alle emozioni, a raccontarle in storie, a ballarle, cantarle e a crearci dei personaggi…
Siete i candidati ideali se avete voglia di mettervi in gioco in un’esperienza nuova, di avvicinarvi al teatro, di condividere una storia o semplicemente il vostro sorriso, con la possibilità di partecipare al percorso di creazione di un’opera d’arte collettiva.”
Odette Piscitelli
Ci saranno 2 primi incontri aperti, uno il 27 e uno il 29 Marzo 2026 in sala Ruspoli a Cerveteri alle ore 17.30, e poi una volta a settimana, venerdì , mercoledì o domenica secondo il calendario di lavoro. Il laboratorio è totalmente gratuito
Per partecipare al laboratorio, bisogna inviare una mail di candidatura con i seguenti dati: nome, cognome, età, luogo di residenza, nazionalità e una frase su di sè all’indirizzo leodissereteatro@gmail.com, entro e non oltre il 26 marzo 2026.
La Rassegna “Concerti di Primavera” sarà aperta Domenica 22 Marzo alle ore 18 con un concerto che propone un viaggio nella musica attraverso varie epoche, vissuto da due giovanissime artiste che interpretano con freschezza ed energia alcuni dei capolavori della storia della musica, dal diciassettesimo al ventunesimo secolo.
Sofia Ponziani al violoncello e Ambra De Santis alla viola collaborano tra loro con entusiasmo da diversi mesi e, pur essendo molto giovani, sono già promesse del panorama musicale italiano.
Hanno dato vita al “DUO BICHORDO” e come cornice per il loro debutto ad Anguillara hanno scelto la Chiesa della Collegiata, dove ci regaleranno un dialogo sonoro, nella piena e pura fiducia di cui i giovani sono capaci.
In allegato la locandina
Il concerto è aperto a tutti e l’ingresso è libero. Vi aspettiamo
“Viaggio nel suono”
«Duo Bichordo»
Ambra De Santis, viola
Sofia Ponziani, violoncello
Musiche di Hindemith , Clarke, Bach, Beethoven
22 marzo 2026 ore 18.
Chiesa S. Maria Assunta della Collegiata, Anguillara
Sabato 21 e domenica 22 marzo in Sala Ruspoli omaggio all’ultimo Principe di Cerveteri. Maria Pia e Giacinta Ruspoli: “Non solo marito e padre esemplare, ma figura sociale, politica e umana che ha segnato l’Italia del XX secolo”_
Una vita vissuta con coraggio, con determinazione, sempre pronto a difendere con tenacia e senza paura le proprie idee: Cerveteri ricorda il Principe Sforza Ruspoli, ultimo Principe di Cerveteri.
La Fondazione Sforza Ruspoli, costituitasi a seguito della scomparsa del Principe avvenuta nell’ottobre del 2022, ha organizzato per sabato 21 e domenica 22 marzo alle ore 18:45 e alle ore 21:30 all’interno dei locali di Sala Ruspoli in Piazza Santa Maria la proiezione speciale del documentario “La vita vissuta in diretta”, curato dalla Giornalista Carla Pilolli. L’ingresso è libero e gratuito.
“Un omaggio dedicato non soltanto a quello che per noi è stato un marito e un padre esemplare, ma alla figura sociale, politica e umana che ha rappresentato in tutta la sua lunga vita – hanno dichiarato Maria Pia e Giacinta Ruspoli – un uomo dalle mille primavere, che ha amato la sua famiglia e Cerveteri sino all’ultimo giorno di vita, una vita lunga, piena di impegno, di forza e di coraggio nell’esporre e difendere le proprie idee.
Lo vogliamo ricordare con questi due giorni di proiezioni, con un documentario ideato proprio da lui, un viaggio nella storia sua personale e in quella del nostro Paese. Una testimonianza diretta originale, anticonformista, partendo dalla storia della Casata ai rapporti con la Chiesa, passando per la Seconda Guerra Mondiale fino al dopo-guerra, che si chiude con un messaggio di speranza nel sogno di un’Europa delle Cattedrali unita dall’Atlantico agli Urali”.
Nato a Roma nel gennaio del 1927, Sforza Marescotti Ruspoli, detto “Lillio” è stato un politico, dirigente d’azienda e banchiere italiano, ed è considerato l’ultimo esponente dell’aristocrazia romana tradizionale. Principe di Cerveteri, è stato ambasciatore del Sovrano Militare Ordine di Malta presso il governo maltese fino al 2001.
Esponente storico della destra sociale, ha ricoperto incarichi come Consigliere comunale del Comune di Roma e nel 2017 è stato candidato al ruolo di Sindaco di Cerveteri. Impegnato fortemente nel sociale, è stato fondatore del movimento “Alternativa ai partiti” e si è spesso speso per la questione meridionale, sostenendo tra l’altro il Movimento dei Forconi nel 2017.
Nella sua lunga vita, il Principe Sforza Ruspoli ha incontrato numerosissimi personaggi illustri: tra i tanti, colei che sarebbe divenuta la futura Regina Elisabetta II d’Inghilterra, la Sovrana del Regno Unito più longeva e rappresentativa che la storia ricordi.
Si svolgerà venerdì 20 marzo alle 10:00 presso il Roma Convention Center “La Nuvola” (Viale Asia 40/44) la Giornata finale del concorso “Scuole Contro il Razzismo” promosso dalla Città metropolitana di Roma Capitale con il sostegno dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali – UNAR, la preziosa collaborazione di Roma Capitale e dell’associazione “Un ponte per”, giunto alla seconda edizione.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di candidatura della Città metropolitana nel programma UNESCO delle LERANING CITIES e fa parte del programma della settimana di azione contro ogni discriminazione razziale promossa da UNAR (21 marzo) per incoraggiare la riflessione sul fenomeno diffuso della discriminazione razziale, attraverso il supporto di attività pubbliche di sensibilizzazione promosse dalle Città metropolitane italiane.
Ma il progetto è solo uno dei tanti costruiti all’interno dei Tavoli metropolitani della Convivenza istituiti con decreto n. 226 del 15/09/2023 del Sindaco metropolitano di Roma, che ha visto la partecipazione attiva di enti del terzo settore, insegnanti e istituzioni, tramite cui sono state sviluppati una serie di attività congressuali di vario genere: dai temi della casa, alla mediazione culturale, fino ai servizi pubblici di stato civile (anagrafe e servizi elettorali) e alla tutela dei minori stranieri non accompagnati.
La Città metropolitana di Roma Capitale conta circa 630 mila residenti stranieri sul proprio territorio. L’iniziativa punta al coinvolgimento delle nuove generazioni per la promozione di una società più egualitaria dove ci sia la coesistenza pacifica di più culture, tramite sperimentazioni formative e modelli replicabili come il concorso Scuole contro il razzismo.
Mentre l’anno scorso è stato richiesto alle scuole partecipanti di Roma Capitale e della Città metropolitana di realizzare illustrazioni artistiche sul tema del Razzismo, quest’anno le ragazze e i ragazzi delle 33 scuole coinvolte hanno dovuto realizzare dei brevi cortometraggi verticali tramite l’uso del proprio cellulare.
Il perfetto connubio tra momenti di riflessione su un tema così importante e l’uso consapevole e positivo delle nuove tecnologie. Dopo le giornate dedicate agli incontri formativi, dove gli studenti hanno appreso le principali tecniche di regia grazie al regista e sceneggiatore Salvatore Marino, le scuole si sono messe al lavoro per realizzare un breve cortometraggio. Nella giornata finale alla Nuvola verranno premiati i migliori tra i 28 lavori finali consegnati.
A portare i saluti della Città metropolitana e di Roma Capitale il Sindaco, Roberto Gualtieri insieme alla Consigliera Delegata di Città metropolitana alle Pari Opportunità, Politiche Sociali, Cultura, Inclusione e Anticorruzione, nonché Consigliera Capitolina e promotrice dell’iniziativa, Tiziana Biolghini. Tra gli ospiti: Mattia Peradotto (Direttore di Unar), Ubaldo Righetti (ex giocatore A.S. Roma) e Cristian Daniel Ledesma (ex giocatore S.S. Lazio).
Il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti: “Un’opportunità per far conoscere ancor di più il nostro territorio e valorizzare le realtà ricettive di Cerveteri e dei suoi Borghi”
«Ulteriori spazi esterni al Palazzo del Granarone e all’Ufficio del Parco della Legnara per le coppie che scelgono di unirsi in Matrimonio con il rito civile a Cerveteri. Già da molti anni all’interno del nostro Comune è possibile celebrare matrimoni civili in location diverse da quelle tradizionali: oggi, con Delibera di Giunta abbiamo approvato un avviso pubblico per consentire anche ad altre realtà di iscriversi all’albo e per permettere a chi già era inserito, di poter confermare la propria posizione. Un’opportunità importante anche per promuovere e far conoscere il nostro territorio, le peculiarità delle singole Frazioni, dei Borghi ma anche uno stimo per le attività ricettive per migliorare sempre di più le loro realtà”. A dichiararlo è Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri, che prosegue:
“Cerveteri dispone di numerosissime strutture di pregio come ville, casali, palazzi storici, agriturismi, che in questi anni hanno rappresentato per tantissime coppie il luogo dove hanno potuto coronare la loro unione. Oggi, rispondendo anche alle richieste di tanti privati, dopo aver approvato il nuovo regolamento in Consiglio comunale, abbiamo riaperto i termini per le iscrizioni all’albo”
“I già iscritti all’Albo invece – prosegue il Sindaco Gubetti – saranno contattati a mezzo Posta Elettronica Certificata da parte dell’Ente: sarà chiesta loro eventuale conferma dell’interesse ad ospitare matrimoni civili e una volta comunicata lo stesso Ente eseguirà controlli sulla reale permanenza dei requisiti previsti”.
Possono richiedere l’iscrizione all’albo tutti i proprietari di strutture ricettive o immobili di particolare pregio storico, turistico, estetico, architettonico adeguati allo svolgimento della cerimonia. Le richieste dovranno pervenire all’Ente entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’avviso tramite PEC all’indirizzo comunecerveteri@pec.it, firmandola digitalmente, specificando nell’oggetto la dicitura “Avviso pubblico esplorativo – istituzione Ufficio separato di Stato Civile – Manifestazione di interesse”.
Tutti gli interessati dovranno compilare la modulistica disponibile sul sito istituzionale del Comune di Cerveteri www.comune.cerveteri.rm.it allegando tutte quelle documentazioni relative la struttura richieste dall’avviso, pena esclusione.
Ulteriori informazioni potranno essere richieste direttamente al Servizio Demografico ed Elettorale dell’Ente, inviando una e-mail a stato-civile@comune.cerveteri.rm.it