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Proposta nazionale: innovazione didattica e costruzione di nuovi immaginari inclusivi per la Giornata Mondiale per la Sindrome di Down

Comunicato stampa

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione della Giornata Mondiale per la Sindrome di Down del 21 marzo 2026, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione A/RES/66/149, avverte l’urgenza di sottrarre questa ricorrenza alla dimensione rituale e simbolica che troppo spesso ne attenua la portata trasformativa.

Parlare oggi di sindrome di Down nel contesto educativo e mediatico significa affrontare una questione che non riguarda esclusivamente l’inclusione, ma investe direttamente la qualità della democrazia, la tenuta del linguaggio pubblico e la capacità delle istituzioni formative di generare immaginari non discriminatori. In un ecosistema comunicativo dominato dalla velocità, dalla semplificazione e da narrazioni stereotipate, il rischio non è soltanto l’esclusione, ma una più sottile forma di riduzione identitaria, che confina la persona entro categorie predefinite, privandola della complessità che le è propria.

In questo scenario, la scuola non può limitarsi a essere presidio etico, ma deve assumere una funzione di regia culturale, capace di incidere sulla costruzione dei significati collettivi. Educare ai diritti umani oggi implica intervenire sui codici della rappresentazione, sulle parole che si scelgono e sulle immagini che si diffondono, riconoscendo che ogni narrazione contribuisce a definire ciò che una società considera possibile o impossibile. È in questa prospettiva che la proposta dell’“Archivio delle Possibilità Invisibili” si configura non soltanto come pratica didattica innovativa, ma come dispositivo critico capace di attraversare e mettere in discussione i modelli dominanti.

L’esperienza educativa, infatti, non si esaurisce nella costruzione di biografie alternative, ma si estende alla consapevolezza del potere che i dispositivi narrativi esercitano nella realtà. Gli studenti, nel momento in cui immaginano vite svincolate da etichette, sperimentano una forma di libertà cognitiva che raramente trova spazio nei contesti formativi tradizionali; quando successivamente rientrano nella dimensione concreta della sindrome di Down, si confrontano con la distanza tra ciò che è immaginabile e ciò che è socialmente consentito. È proprio in questa frattura che si genera apprendimento autentico, perché emerge con chiarezza il ruolo delle strutture culturali nel limitare o ampliare le possibilità di esistenza.

Alla luce di tale riflessione, il CNDDU ritiene necessario un salto di qualità che coinvolga non solo le pratiche didattiche, ma anche il modo in cui la scuola dialoga con il sistema dei media. Occorre promuovere una sinergia stabile tra istituzioni educative e spazi comunicativi, affinché le narrazioni prodotte all’interno dei percorsi formativi non restino confinate nelle aule, ma diventino patrimonio pubblico, capaci di incidere sul discorso sociale. In questa direzione si colloca una proposta evolutiva che amplia e struttura ulteriormente l’esperienza: trasformare l’“Archivio delle Possibilità Invisibili” in una piattaforma narrativa diffusa, alimentata dalle scuole e aperta alla fruizione pubblica, in cui i contenuti prodotti dagli studenti vengano rilanciati attraverso canali digitali, radiofonici e audiovisivi, con il coinvolgimento diretto di professionisti della comunicazione.

Un simile dispositivo consentirebbe di ridefinire il rapporto tra educazione e società, attribuendo agli studenti un ruolo attivo nella produzione di nuovi immaginari collettivi e rendendo la scuola un soggetto capace di intervenire nel dibattito pubblico con linguaggi contemporanei ed efficaci. In tal modo, la Giornata Mondiale per la Sindrome di Down cesserebbe di essere un appuntamento circoscritto nel tempo per trasformarsi in un processo continuo di rielaborazione culturale, in cui il tema della disabilità viene sottratto alla marginalità e restituito alla sua dimensione pienamente politica e sociale.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ribadisce quindi che la sfida educativa non consiste semplicemente nel “includere”, ma nel ripensare radicalmente i paradigmi attraverso cui riconosciamo l’altro. Solo una scuola capace di generare visioni alternative e di immetterle nel circuito pubblico potrà contribuire a costruire una società in cui la diversità non sia oggetto di narrazione, ma soggetto di possibilità. In questa prospettiva, la proposta avanzata non rappresenta un’iniziativa isolata, bensì un modello replicabile di intervento culturale, in grado di incidere strutturalmente sul modo in cui il futuro viene immaginato e, conseguentemente, realizzato.

prof. Romano Pesavento

Presidente Nazionale CNDDU

proposta innovazione didattica sindrome Down

Caritas Porto-Santa Rufina compie 40 anni

Comunicato stampa

 
La Caritas di Porto-Santa Rufina celebra 40 anni di servizio:
il 21 marzo la Messa presieduta dal vescovo Ruzza a Ladispoli
La diocesi di Porto-Santa Rufina celebra il 40° anniversario della Caritas diocesana, un traguardo che rappresenta quattro decenni di servizio, ascolto e vicinanza ai più fragili. Per l’occasione, sabato 21 marzo 2026, alle ore 18, nella parrocchia di Santa Maria del Rosario a Ladispoli, il vescovo Gianrico Ruzza presiederà una Messa di ringraziamento aperta a tutta la comunità. Nella celebrazione il presule conferirà il mandato agli operatori della carità.
 
Quarant’anni di storia
Caritas Porto-Santa Rufina prende avvio nei primi anni Ottanta, quando a Ladispoli giungono numerosi profughi privi di tutela internazionale, provenienti da Paesi colpiti da crisi umanitarie. Da questa emergenza nasce, presso la parrocchia di Santa Maria del Rosario, un primo gruppo di volontari che avvia la raccolta di generi alimentari e istituisce il primo Centro di Ascolto della diocesi.
Il 27 marzo 1986, il vescovo Diego Bona istituisce formalmente la Caritas di Porto-Santa Rufina, affidando a don Adriano Furgoni il compito di organizzarla e promuovere la nascita delle Caritas parrocchiali come segno concreto della testimonianza cristiana nelle comunità.
 
L’evoluzione dei servizi
Sin dall’inizio la Caritas si fa promotrice di opere e servizi rivolti ai più fragili. A Ladispoli prosegue l’impegno a favore degli immigrati con il Centro di Ascolto Immigrati Esteri (CAIE) e a Focene apre una Casa di Accoglienza, presso l’Istituto delle Suore Carmelitane missionarie di Santa Teresa del Bambino Gesù. Negli anni Novanta, grazie all’impulso del vescovo Antonio Buoncristiani, crescono le attività formative nelle comunità e arriva il riconoscimento come ente del Servizio Civile Nazionale. Nel 2001 il vescovo Gino Reali affida il CAIE alla protezione dei Santi Mario, Marta e figli e inaugura i nuovi servizi per i senza fissa dimora: mensa, studio medico, ambulatorio odontoiatrico, centro di ascolto, armadio solidale con docce.
Nel 2005 nasce a Fiumicino il primo gruppo di solidarietà familiare “Famiglie per mano”; e nello stesso anno Caritas sostiene la missione in Malawi, avviata da un sacerdote diocesano fidei donum, dando avvio a esperienze estive di volontariato e, in seguito, di animazione nel centro per richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto. Nel decennio successivo vengono inaugurati nuovi luoghi di accoglienza: Casa Madre Veronica a CasalottiCasa Santa Maria degli Angeli a Fiumicino, in collaborazione con Aeroporti di Roma. A seguito del conflitto in Ucraina è stata aperta Casa Santa Lucia a Ponte Storto per nuclei familiari in fuga dalla guerra.
Nel 2023, grazie al sostegno del vescovo Gianrico Ruzza, la Caritas apre il primo emporio diocesano dedicato al diacono Enzo Crialesi, inaugura una nuova casa di accoglienza a La Storta presso il Pantanaccio, avvia la pastorale in strada con il Grido dei Giovani e l’animazione presso il Centro di permanenza per i rimpatri di Ponte Galeria.
 
Una rete viva sul territorio
In quattro decenni la Caritas è diventata una presenza capillare, attiva in tutta la diocesi attraverso: Centri di Ascolto parrocchiali, cuore dell’accompagnamento alle persone; luoghi di distribuzione di alimenti e vestiario; progetti di solidarietà a sostegno delle famiglie; percorsi educativi per giovani provenienti dal circuito penale, in collaborazione con l’opera di Borgo Amigó; iniziative di orientamento e accompagnamento professionale come il progetto L’Ora Undecima e, da ultimo, l’adesione al Progetto Policoro.
Tutto questo è stato possibile grazie alla dedizione silenziosa e instancabile dei volontari, degli operatori, dei parroci e delle comunità che non hanno mai smesso di credere nella forza della carità. La Caritas non è solo un servizio: è un incontro, una relazione, una testimonianza viva della misericordia di Dio.
 
Dichiarazione di Serena Campitiello, direttrice Caritas Porto-Santa Rufina.
«Desidero ringraziare tutti i vescovi che hanno guidato la nostra Chiesa e quindi anche la nostra Caritas, incoraggiandola a cercare nei poveri il volto di Gesù sofferente. Accanto ai pastori, ringrazio tanti sacerdoti, direttori, diaconi, operatori e volontari che hanno costruito la nostra storia, donne e uomini di grande umanità e profondo servizio. La loro vita, spesa accanto agli ultimi, continua a ispirare la nostra missione quotidiana e a ricordarci che la carità è anzitutto incontro e prossimità. Come ogni anniversario autentico, la memoria di questi primi quaranta anni non è solo uno sguardo al passato: è un invito a guardare avanti. Le povertà materiali, sociali, educative, relazionali e spirituali ci chiedono di rinnovare il nostro impegno, di collaborare con le parrocchie, le istituzioni, le associazioni, e di coinvolgere sempre più giovani nella missione della carità per continuare a essere un segno di speranza, accoglienza e misericordia nel nostro territorio», dichiara Serena Campitiello, direttrice Caritas Porto-Santa Rufina.

REFERENDUM GIUSTIZIA: CARLO NORDIO A “VITE SULLA LINEA DI CONFINE DIGITAL” (RAIPLAY): “SE VINCERA’ IL SI APRIREMO UN TAVOLO DI CONFRONTO PER LE LEGGI ATTUATIVE”  

Comunicato stampa

“Oggi l’atmosfera si è esasperata, ma quando vincerà il sì – e sono molto ottimista – dimostreremo che le accuse sono infondate. Apriremo subito un tavolo di confronto per le leggi attuative e mostreremo piena disponibilità al dialogo per ricomporre questo momento difficile”. Lo ha affermato il Ministro della giustizia, Carlo Nordio, nell’intervista rilasciata ad Antonino Monteleone per il programma “Linea di confine Digital”, disponibile da oggi, a partire dalle ore 20, su RaiPlay.

“Penso che la sinistra stia perdendo una grande occasione in questo momento”, ha dichiarato Nordio, “Con il pretesto di voler abbattere o indebolire il governo Meloni, stanno in un certo senso smentendo quella che è la loro storia. Questa riforma, non vorrei dire una bestemmia, ma è una riforma di sinistra che nasce dal codice Vassalli del 1988-89. Vassalli era un eroe della Resistenza, un socialista, che ha introdotto il codice accusatorio “alla Perry Mason”, dove le carriere sono necessariamente separate. È stata poi consacrata dall’articolo 111 della Costituzione, votato quasi all’unanimità”.

“Non è vero che abbiamo presentato una riforma blindata”, ha proseguito Nordio, “Il giorno dopo la presentazione abbiamo trovato un’opposizione totale, senza se e senza ma, da parte dell’Associazione Nazionale Magistrati, che ha risposto con uno sciopero radicale e varie manifestazioni. Con l’opposizione politica il discorso è stato semplice: erano disposti a discutere solo se avessimo ritirato la proposta. Ma se la ritiriamo, di cosa discutiamo? Per questo la riforma è andata avanti senza dialogo. In commissione c’è stato ostruzionismo, con audizioni e consulenze usate per guadagnare tempo”.

Nel corso dell’intervista, incentrata sul Referendum Costituzionale, il ministro Nordio ha ricordato che in caso di vittoria del SI, i cittadini avranno “un giudice terzo e imparziale. Oggi un cittadino non può essere del tutto sereno sapendo che il giudice può essere valutato dallo stesso pubblico ministero che lo ha accusato. Nei consigli giudiziari può accadere che, lo stesso giorno, il giudice venga valutato dal PM che ha sostenuto l’accusa. Questo incide sulla percezione di imparzialità”, spiegando poi che “la legge costituzionale stabilisce chiaramente che tutte le valutazioni spettano al Consiglio Superiore della Magistratura requirente, presieduto dal Capo dello Stato e composto in larga maggioranza da magistrati”.

Per il Ministro Nordio “la percentuale di magistrati negli organi sarà maggiore di oggi. L’indipendenza sarà rafforzata anche perché oggi, senza un aggancio correntizio, è difficile accedere agli incarichi direttivi. Molti magistrati meritevoli non possono nemmeno aspirare a questi incarichi senza uno sponsor. Con la riforma saranno più liberi”.

Inoltre, sull’introduzione del sorteggio Nordio ha ricordato che “il Consiglio Superiore della Magistratura non è un organo rappresentativo, ma di alta amministrazione. L’elezione crea un rapporto tra elettore ed eletto che genera obblighi di riconoscenza. Questo può compromettere l’imparzialità, ad esempio nelle valutazioni disciplinari o nelle nomine. Nella giurisdizione questo meccanismo non è accettabile”.

Le parole fondamentali di Marco Danè parte terza

Le parole fondamentali di Marco Danè parte terza

 

Che cosa sono le parole fondamentali? Le parole fondamentali sono proprio quelle parole che hanno una vitale importanza nella nostra vita ma del quale spesso ci sfugge il significato reale, spesso anche con la definizione da vocabolario ed i vari aforismi che le accompagnano , il significato ci appare incerto oppure ognuno di noi del significato di quella parola ne ha una interpretazione personale , ecco perché Marco Danè ha pensato di scrivere dei brevi racconti di suo pugno per entrare più facilmente dentro il significato di queste parole, tre per l’esattezza che adesso noi andremo a riassumere.

La prima parola è la competenza il racconto che ne segue è la storia di Gaetano che entra per la prima volta in officina per imparare, si sporca le mani Gaetano ed in pochi mesi riesce a capire cosa non va in un motore solo dal suono, era stato seguito da una persona più esperta di lui che gli aveva insegnato i segreti del mestiere lasciandolo fare ed imparare da solo, molti i riferimenti alle mani che si sporcano, si induriscono, lavorano , il racconto finisce con l’arrivo di un novello meccanico, sarà sta volta Gaetano a trasmettere la sua competenza.

La seconda parola è la dignità parla di Antonio che abitava in un piccolo paese con occhi che sembravano guardare oltre l’orizzonte, non possedeva più una barca ma si recava sempre in porto , si sedeva su una cassa rovesciata e guadava i pescatori lavorare a volte gli offrivano un giro in mare ma lui rifiutava sempre un giorno un fotografo lo notò e ne rimase colpito, gli chiese una foto poiché in lui c’era qualcosa , Antonio concesse la foto , lui andava al porto per ricordare chi fosse e  non voleva perdersi in qualcosa che non poteva restituire come un passaggio in mare. In una galleria sotto la foto di Antonio c’era scritto Dignità.

La terza parola è La speranza è la storia di Frusta :la pioggia non cadeva da tempo, il paese si svuotò, prima i giovani poi gli anziani, le case rimasero aperte ma Frusta decise di rimanere perché non riusciva a d immaginare quel luogo senza nessuno, Frusta spettava la pioggia , che le era sempre piaciuta, i giorni passavano lenti e Frusta a volte sentiva il rumore della pioggia per poi restare delusa finché finalmente l’aria cambiò e Frusta senti due gocce arrivare , uno sul dorso della mana, un’altra sua bocca ma non alzò gli occhi per paura di un miraggio , arrivò una pioggia intensa ma dolce, ed erano tornati gli animali nonostante il paese deserto anche loro con Frusta avevano avuto speranza. Il prossimo appuntamento con le parole fondamentali di Marco Danè si terrà alla biblioteca Angela Zucconi di Anguillara Sabazia giovedì 26 marzo alle ore 17:00.

 

 

Ilaria Morodei

 

 

Scuole contro il razzismo: oggi la premiazione alla Nuvola. Gualtieri: “Scuole laboratorio di inclusione”

Comunicato stampa

Si è tenuta oggi al Roma Convention Center (La Nuvola) la Giornata finale del concorso “Scuole Contro il Razzismo” promosso dalla Città metropolitana di Roma Capitale con il sostegno dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali – UNAR, in collaborazione con Roma Capitale e l’Associazione “Un ponte per”, giunto alla seconda edizione.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di candidatura della Città metropolitana nel programma UNESCO delle Learning Cities e fa parte del programma della settimana di azione contro ogni discriminazione razziale promossa da UNAR (21 marzo) per incoraggiare la riflessione sul fenomeno diffuso della discriminazione razziale, attraverso il supporto di attività pubbliche di sensibilizzazione promosse dalle Città metropolitane italiane.
Alla giornata finale è intervenuto il Sindaco di Roma e Città metropolitana, Roberto Gualtieri, insieme alla Consigliera Delegata di Città metropolitana alle Pari Opportunità, Politiche Sociali, Cultura, Inclusione e Anticorruzione, nonché Consigliera Capitolina e promotrice dell’iniziativa, Tiziana Biolghini. Tra gli ospiti: Mattia Peradotto (Direttore di Unar), Ubaldo Righetti (ex giocatore A.S. Roma) e Cristian Daniel Ledesma (ex giocatore S.S. Lazio), Omar Alamree, difensore iracheno dei diritti umani parte del programma Shelter City, i Consoli di Tunisia, Marocco, Moldavia, parte della rete consolare che ha aderito ai tavoli della convivenza istituiti da città metropolitana.
scuole contro razzismo a Roma  scuole contro razzismo a Roma
“Complimenti a tutti per questi bellissimi video: in risposta a un mondo dove tira il vento dell’intolleranza, del razzismo e della discriminazione, le scuole sono il luogo in cui rispetto, inclusione e valorizzazione delle differenze arricchiscono ciascuno di noi. Sono laboratori di inclusione che costituiscono un modello anche per gli adulti e la società che sta fuori. Con questo progetto hanno imparato a utilizzare una forma di espressione e allo stesso tempo hanno insegnato a tutti noi la loro esperienza. Dobbiamo fare il massimo per costruire percorsi di ascolto e dialogo perché le realtà multiculturali sono un processo inevitabile con cui rapportarsi: noi facciamo e faremo il massimo possibile per valorizzare la multiculturalità”, ha sottolineato il Sindaco Gualtieri nel suo intervento.
“La chiave – prosegue il sindaco, come riporta l’agenzia Ansa – , oltre a una graduale integrazione che consenta a tutti di padroneggiare la lingua, è quella di avere queste figure di mediatori culturali dove questo non è possibile. Perché è giusto che i genitori di un bambino, di un ragazzo, di una nostra scuola debbano poter capire quello che si dice loro e a loro volta essere capite e capiti quando parlano e raccontano, come qualsiasi altro genitore. Noi abbiamo tante lingue e nazionalità differenti e quindi questo è un tema – aggiunge – Naturalmente dipende anche dalle risorse che abbiamo perché queste figure” di mediatori culturali “costano. Noi dobbiamo valorizzare al massimo le risorse per la scuola in tutti i vari ambiti. Però è una cosa giusta e cercheremo di potenziare questa figura”.
“I corti prodotti dai ragazzi sono  straordinari. Vere e proprie opere d’arte che trasmettono i valori della condivisione e dell’umanità che promuoviamo tra le nuove generazioni del nostro territorio. È bello vedere tutto questo nel pieno della settimana nazionale dedicata al contrasto al razzismo. Il risultato di un lavoro portato avanti dopo tre mesi di formazione, insieme a Unar, Salvatore Marino e l’associazione ‘Un Ponte Per’, che ha visto coinvolte più di 1000 ragazze e ragazzi delle scuole di Città metropolitana. Continueremo insieme questo percorso per abbattere ogni forma di razzismo, per una società del presente e del futuro più equa e giusta”, ha dichiarato Tiziana Biolghini.
scuole contro razzismo a Roma  scuole contro razzismo a Roma
Il concorso ha riguardato ragazze e i ragazzi di 33 scuole medie di Roma e Provincia, che hanno realizzato brevi cortometraggi verticali tramite l’uso del proprio cellulare, seguiti dal regista Salvatore Marino attraverso incontri formativi. Nella giornata finale alla Nuvola sono stati premiati i migliori tra i 28 lavori finali consegnati: l’I.C. via delle Alzavole con “sulle orme dei giganti”, l’I.C. via delle Carine con “Le Parole”, entrambe di Roma, e l’I.C. Nettuno I con “Il colore delle parole”. 10 di questi video verranno presentati anche al Festival Internazionale di Cinecittà.

NASCE IODEA: A ROMA, NEL IV MUNICIPIO; UN NUOVO POLIAMBULATORIO DEDICATO ALLA SALUTE E AL BENESSERE DELLA DONNA

Comunicato stampa

INAUGURAZIONE SABATO 21 MARZO 2026, ORE 10 – 16 – VIA MILLOSEVICH 4

Aprirà le sue porte nel Municipio IV di Roma “IoDea”, un nuovo poliambulatorio dedicato alla prevenzione, alla cura e al benessere femminile. Il progetto nasce come uno spazio innovativo pensato per accompagnare la donna in ogni fase della sua vita, attraverso un approccio multidisciplinare e integrato.

L’inaugurazione si terrà sabato 21 marzo, dalle ore 10 alle 16, presso la sede di via Federico Millosevich 4. Sarà un momento di incontro e condivisione durante il quale sarà possibile visitare gli spazi, conoscere le professioniste e brindare insieme all’avvio di questo nuovo percorso.

“La scelta di aprire proprio in via Millosevich nasce da una visione precisa”, spiega la Dott.ssa Maria Ludovica Costanzo, Responsabile, specializzata in chirurgia senologica, medicina estetica e nutrizione clinica, “Il quartiere, situato nel IV Municipio, è oggi in forte espansione e rappresenta una delle aree più dinamiche della città. In questo contesto in evoluzione è emersa l’esigenza di creare non solo un luogo di cura, ma un punto di riferimento capace di offrire un’esperienza più ampia e completa”.

IoDea si inserisce così in modo armonico nel tessuto del territorio, con l’obiettivo di collaborare con le realtà già presenti e contribuire alla diffusione di un nuovo modo di intendere la salute, basato sull’integrazione tra diverse discipline. Il progetto si distingue per un approccio “all-in-one”, che supera il modello tradizionale del poliambulatorio. All’interno della struttura, infatti, è possibile intraprendere un percorso completo che unisce medicina specialistica, attività di movimento e rieducazione funzionale, oltre a servizi dedicati al benessere estetico.

“L’obiettivo è trasformare la salute in un percorso continuo e non in un’emergenza”, sottolinea Flaminia Tirelli, imprenditrice di IoDea. Grande attenzione è dedicata alla prevenzione e alla diagnosi, come nel caso della senologia, affiancate da una palestra attrezzata per Pilates Reformer e riabilitazione fisica, creando un collegamento concreto tra salute clinica e benessere corporeo.

“Far diventare l’attività fisica non solo un mezzo per migliorare il proprio stato di salute e benessere, ma anche un momento per riconnettersi con se stessi e rimettersi al primo posto”, aggiunge Elisa Moretti, chinesiologa e personal trainer. Particolare rilievo è dato all’accompagnamento lungo tutte le fasi della vita, grazie alla presenza di diverse specialità, tra cui senologia, nutrizione clinica, medicina estetica, dermatologia, fisiatria, osteopatia e fisioterapia. A questo si affianca l’utilizzo di tecnologie estetiche di ultima generazione, pensate per offrire trattamenti mirati, efficaci e non invasivi.

“IoDea nasce così per rispondere a un bisogno concreto e sempre più attuale: avere a disposizione un luogo unico, accogliente e altamente specializzato, capace di mettere davvero al centro la persona”, conclude la Dott.ssa Maria Ludovica Costanzo.

“𝐋𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢”, in biblioteca ad Aguillara

Comunicato stampa

La settimana prossima (GIOVEDÌ 26) verrà recuperato l’incontro dell’iniziativa:
“𝐋𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢”, 𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐃𝐚𝐧𝐞́.

VI RICORDIAMO CHE OGNI INCONTRO È AUTONOMO; NON È NECESSARIO AVER PARTECIPATO AGLI ALTRI INCONTRI DELL’INIZIATIVA.

L’esperienza di dialogo e confronto tra Marco e Voi Utenti ha confermato quanto sia importante tornare a riflettere insieme sul significato profondo delle parole che strutturano le nostre relazioni quotidiane e il nostro modo di essere.

Giovedì 26 marzo, ore 17.00
Parole trattate: Libertà – Consapevolezza – Gentilezza

Biblioteca Comunale “Angela Zucconi”

Tutti i dettagli sulla locandina in allegato.

BIBLIOTECA COMUNALE
‘ANGELA ZUCCONI’

MUNICIPIO XV, TORQUATI – COZZA: “A 32 ANNI DALLA SUA MORTE, ILARIA ALPI RICORDATA A VIGNA CLARA CON APPOSIZIONE TARGA”

Comunicato stampa

“In ricordo di Ilaria Alpi, la giornalista assassinata 32 anni fa a Mogadiscio insieme al cineoperatore Miran Hrovatin, questa mattina a Vigna Clara si è svolta una cerimonia di commemorazione con lo svelamento di una targa in sua memoria affissa sulla facciata del palazzo di via Napoleone Colajanni in cui la giornalista è nata e cresciuta. L’inizio di un percorso che ci porterà, speriamo il prossimo 20 marzo 2027, all’intitolazione dell’area verde attrezzata di Via Gerolamo Belloni, un parco pubblico del quartiere.

Organizzata con l’Associazione Articolo 21, in collaborazione con la redazione di Vignaclarablog.it, alla mattinata hanno preso parte i vertici RAI, la Giunta municipale, i parenti e i colleghi di Ilaria Alpi e gli studenti delle Scuola elementare Mengotti e del Liceo Classico Lucrezio Caro, che ringraziamo per la calorosa partecipazione e per la lettura di brani dedicati alla vicenda. Un momento di ricordo che si è svolto ai Giardini di Piazza Stefano Jacini con gli interventi di Pierluca Terzulli, direttore del Tg3, Andrea Vianello, ex direttore di Rai 3, Beppe Giulietti, coordinatore di Articolo 21 e Umberto e Ginevra Alpi, cugini di Ilaria.

In tutti questi anni non abbiamo mai dimenticato Ilaria Alpi e il cineoperatore Miran Hrovatin, una morte tragica ancora avvolta nel mistero che porta tuttora con sé numerosi interrogativi. L’appuntamento di oggi rafforza il legame profondo che la giornalista aveva con il nostro territorio, a custodia del suo ricordo e della sua integrità, affinché dopo oltre trent’anni si possa arrivare finalmente alla verità di questa triste vicenda.

Ringraziamo davvero la famiglia di Ilaria Alpi per aver condiviso questa giornata con il Municipio XV, un momento importante per il territorio che conferma il desiderio della nostra Comunità di fare luce su questa tragica pagina della storia del nostro paese.”

 Così in una nota il Presidente e il Vicepresidente del Municipio XV, Daniele Torquati e Alessandro Cozza.

Roma, 20 marzo 2026

POSTE ITALIANE: NUOVAMENTE DISPONIBILE NELLA VERSIONE “POLIS” L’UFFICIO POSTALE dI TREVIGNANO ROMANO

Comunicato stampa

 

Dopo gli ultimi interventi la sede torna operativa con spazi più accoglienti,

soluzioni sostenibili e l’attivazione dei servizi della pubblica amministrazione

 Roma, 20 marzo 2026 – L’ufficio postale di Trevignano Romano riapre al pubblico dopo i lavori di ristrutturazione secondo la tipologia Polis.

Sono terminati, infatti, gli interventi di ammodernamento e ristrutturazione della sede di via Mosca, finalizzati ad accogliere anche tutti i principali servizi della pubblica amministrazione grazie a Polis, l’iniziativa di Poste Italiane per promuovere la coesione economica, sociale e territoriale nei 7mila comuni con meno di 15mila abitanti contribuendo al loro rilancio.

L’ufficio postale di Trevignano Romano è stato completamente rinnovato. La sala che accoglie i clienti è stata dotata di nuovi arredi e colori oltre a una corsia per ipovedenti e gli ambienti sono stati migliorati con soluzioni a basso impatto ambientale e una nuova illuminazione a basso consumo energetico; è stato inoltre realizzato uno sportello ribassato per richiedere in comodità i servizi della pubblica amministrazione oltre ai tradizionali prodotti e servizi.

Disponibili in sede i certificati anagrafici oltre ai servizi INPS come, ad esempio, il cedolino della pensione, la certificazione unica e il modello “OBIS M”.

L’ufficio postale di Trevignano Romano è a disposizione dei cittadini con il consueto orario: dal lunedì al venerdì dalle ore 8:20 alle 13:35 e il sabato fino alle 12:35.

Attraverso Polis Poste Italiane conferma, ancora una volta, non solo la missione al servizio del sistema Paese ma anche il valore della capillarità, elemento fondante del proprio fare impresa, in netta controtendenza con il progressivo abbandono dei territori.

torna disponibile ufficio postale Trevignano    torna disponibile ufficio postale Trevignano

Poste Italiane – Media Relations

Cerveteri si aggiudica 200mila Euro per gli arredi dei due nuovi Asili Nido: cento posti a costo zero per le famiglie

Comunicato stampa

_Il Sindaco Elena Gubetti: “Garantiti i fondi per l’arredo delle strutture di Cerenova e via Passo di Palo: 100 nuovi posti per dare una risposta concreta a 100 famiglie del territorio”_

Un investimento diretto sui più piccoli e sul futuro di Cerveteri. Mentre proseguono spediti i cantieri per il secondo e terzo asilo nido comunale, ci aggiudichiamo un importante finanziamento dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. L’Amministrazione Comunale infatti si è appena aggiudicata un finanziamento di 200mila euro destinato all’acquisto di arredi innovativi per i nuovi asili nido comunali.

Il bando ministeriale prevedeva un contributo fino a 2mila euro per ogni bambino: avendo progettato e messo in cantiere 100 nuovi posti nido, Cerveteri ha ottenuto l’intera somma di 200mila euro. Un risultato che permetterà di inaugurare strutture non solo moderne, ma complete di tutto il necessario per l’accoglienza e la didattica, senza gravare sulle tasche dei cittadini.

“Il nostro obiettivo è sempre stato dare risposte alle necessità reali delle persone – dichiara il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – Amministrare significa prima di tutto ascoltare i bisogni delle famiglie: sapere che i propri figli crescono in spazi sicuri, stimolanti e all’avanguardia è un diritto dei bambini e una necessità per i genitori. Con questi 100 nuovi posti, offriamo uno strumento concreto per conciliare i tempi della vita lavorativa con quelli della famiglia, garantendo serenità a chi ogni giorno deve far quadrare tutto”.

I due nuovi asili, realizzati con fondi PNRR a Cerenova e in via Passo di Palo, rappresentano una svolta storica per il welfare locale. Una volta conclusi i lavori, la città di Cerveteri potrà contare su una rete d’infanzia potenziata, capace di accogliere cento piccoli cittadini in più rispetto al passato.

“Amministrare con serietà significa saper guardare lontano e avere la competenza tecnica per vincere i bandi sovracomunali – conclude il Sindaco – mentre una parte della politica sceglie come attività predominante il rumore sui social e la critica sterile, noi scegliamo la strada della concretezza e dei cantieri. Ottenere l’ennesimo finanziamento in 18 mesi è la risposta migliore a chi parla di incapacità: i fatti dicono l’esatto contrario. Continuiamo a costruire la Cerveteri del futuro con visione, costanza e, soprattutto, risultati tangibili”.