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Il volo degli aquiloni a Campo di Mare

Dal profilo Facebook della sindaca di Cerveteri

Un 25 aprile da ricordare, sulla spiaggia di Campo di mare, è tornata una tradizione che amiamo profondamente e che anche quest’anno ha portato gli aquiloni nel nostro cielo il giorno della Liberazione
​Questo appuntamento lo dobbiamo alla visione di Giulia Cannavò, fondatrice dell’Auser del nostro territorio, che per anni ha voluto unire il cielo e il mare nel segno della libertà. Giulia non è più tra noi, ma come dicono i suoi amici dell’Auser: “Giulia continua a volare con loro”🤍
​È stato un onore per me, come Sindaca, partecipare a questa festa organizzata con tanta cura da:
​Cinzia Palloni e tutto il gruppo Auser Civitavecchia-Cerveteri-Ladispoli, che hanno raccolto con amore l’eredità di Giulia.
​Beatrice Cantieri e Scuolambiente, instancabili nel coinvolgere i bambini nella pulizia della spiaggia e nel rispetto della natura.
​La Proloco di Marina di Cerveteri, sempre presente per valorizzare il nostro litorale che ha coinvolto i bambini con la pittura sui sassi trovati in spiaggia.
​Il gruppo storico degli Aquilonisti di Roma, che con le loro creazioni ci hanno fatto restare con il naso all’insù.
​Vedere i bambini correre sulla sabbia e far volare i loro aquiloni è stato il modo più bello per fargli assaporare, con gioia e leggerezza, il valore inestimabile della Libertà conquistata grazie al sacrificio dei nostri padri. Ogni filo teso verso il cielo è un legame con la nostra storia, un modo per ricordare che quella libertà che oggi respiriamo è il dono più prezioso che abbiamo ricevuto e che dobbiamo proteggere.
​Grazie a tutti per aver reso questo 25 Aprile un giorno di gioia, memoria e ali spiegate verso il futuro.
Il volo degli aquiloni a Campo di Mare  Il volo degli aquiloni a Campo di Mare
Il volo degli aquiloni a Campo di Mare

“Troppo spesso diamo per assodata la nostra libertà: quello che accade nel mondo ci testimonia il contrario”, la sindaca Gubetti a Cerveteri celebra la liberazione

Dal profilo Facebook del sindaco di Cerveteri

Benvenuti a tutte e tutti,
agli Assessori presenti, ai rappresentanti del Consiglio comunale, alle Forze dell’Ordine, alle Associazioni d’Arma, di Volontariato, ai Rioni, alla Protezione Civile Comunale, al nostro speaker Giacomo Rinaldi e ai musicisti e musiciste del Gruppo Bandistico Cerite. Ma soprattutto, buon 81° anniversario della Liberazione d’Italia.
Come prima cosa, ci tengo non solo a darvi il benvenuto a questa cerimonia, ma a ringraziarvi: è grazie a voi, uomini e donne in divisa, appartenenti alle associazioni e alla società civile, che ancora oggi si custodisce e si tramanda la memoria di quanti hanno lottato, sofferto, sacrificato la propria vita per restituire alla Patria onore e libertà.
La lotta di Liberazione è stata una delle pagine fondanti della storia repubblicana, come ci ha ricordato poche ore fa il nostro presidente Mattaralla. È il riscatto morale e civile di un popolo ferito, martoriato dalla guerra, che nella Resistenza espresse la forza e la capacità di affermare i valori di libertà, giustizia, pace, democrazia. Valori scolpiti in modo indelebile nella nostra Costituzione ed è per questo che non si può cambiare a colpi di maggioranza né stravolgere! La Costituzione rappresenta tutti noi e oggi siamo qui anche per dire che alla Costituzione ci teniamo e anche alla Resistenza ci teniamo!
Siamo qui ai piedi di questo Monumento. Guardate questi nomi incisi nella pietra: non sono solo un elenco. Sono figli, padri, fratelli di Cerveteri che hanno attraversato il buio perché noi potessimo godere di questa luce. La libertà non è stata un regalo: è stata una conquista strappata con la forza da chi ha avuto il coraggio di dire “No” alla barbarie nazi-fascista.
Oggi c’è chi dice che il 25 Aprile “divide”. Io vi dico che il 25 Aprile è di tutti quelli che amano la vita. Divide solo chi ha paura della democrazia. Da Sindaca, è un dolore ascoltare chi prova a sminuire questa data, perché disconoscere la Liberazione significa tradire la nostra stessa identità. Ma la storia non è fatta solo di libri; è fatta di persone, di sguardi e di abiti scelti con cura.
Proprio quest’anno ho avuto il privilegio di conoscere una donna straordinaria, una nostra concittadina che vive qui, a Cerveteri: la signora Silvana Camboni, che ha spento 104 candeline il 19 febbraio.
Nata nel 1922, Silvana mi ha preso per mano e mi ha riportata al 10 marzo 1946, la data delle prime elezioni amministrative postbelliche. Dopo l’esperienza della Resistenza, il cammino per i diritti era diventato un punto di non ritorno: in quel giorno, le donne con almeno 25 anni poterono, per la prima volta, non solo eleggere, ma soprattutto essere elette.
 
Silvana mi ha descritto con orgoglio l’abito rosso che indossava quel giorno per andare al seggio: un colore che raccontava tutta la dignità di chi stava finalmente scrivendo la storia con la propria mano. Quando Silvana ha sfiorato questa fascia tricolore che indosso, ho sentito il peso e la bellezza di un secolo. Mi ha chiesto: “Sindaca, lo sanno i giovani quanto è costata questa libertà?”. In quella domanda c’era tutto il senso della nostra presenza qui oggi.
Ed è per questo che oggi ho scelto di indossare questa giacca rossa. La indosso in onore di Silvana, in onore delle nostre madri e delle nostre nonne che hanno rotto il silenzio e partecipato alla Resistenza. Se oggi io posso essere qui, come Donna e come Sindaca, lo devo a quel rosso, a quel coraggio e a quel voto.
Questo legame con il passato ci impone un monito per il presente: resistere, resistere, resistere.
Ma cosa significa resistere oggi? Per Piero Calamandrei, “resistere” è un’azione storica progressiva. È “resistere per pensare”. Lui vedeva un popolo che stringe un patto per la “costruzione morale e materiale italiana”. Ed oggi è quanto mai attuale stringere un nuovo patto costituzionale in un mondo che cambia — tra guerre, crisi economica, ambientale, culturale e spirituale — e un mondo che rischia di smarrire la rotta.
“Resistere” non deve essere un mausoleo o un monumento dove deporre annualmente un alloro pronunciando frasi di “volemose bene” che annullano le differenze. Deve fare riferimento a una cittadinanza resistente e perciò pensante. Recuperare oggi il senso del “resistere” di Calamandrei significa ripensare quel patto civile del 1945. Dobbiamo ripartire dalla centralità della persona, del lavoro e della cultura.
 
Perché resistere, oggi a Cerveteri, significa anche investire nella cultura dei nostri ragazzi, garantire la dignità del lavoro e proteggere chi resta indietro. Resistere significa lottare per non consentire a nessuno di sopraffare l’altro, resistere per costruire una comunità dove le disuguaglianze diminuiscono invece di allargarsi. Una democrazia senza giustizia sociale è solo una forma vuota.
E non possiamo dimenticare che la pace è fragile. Cerveteri non è un’isola. Quando vediamo le immagini del vergognoso bagno di sangue a Gaza, della martoriata Ucraina, dei raid in Libano o di ogni conflitto dimenticato, non possiamo pensare che non ci riguardino. Ogni diritto calpestato a chilometri di distanza è una ferita alla nostra stessa Costituzione, che ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli. Essere qui oggi significa gridare che la guerra è sempre una sconfitta dell’umanità.
Troppo spesso diamo per assodata la nostra libertà: quello che accade nel mondo ci testimonia il contrario. È una ricchezza da custodire e trasmettere con infinito amore, perché ciò che siamo oggi non sia provvisorio, ma sia per sempre.
Grazie Silvana per la tua lezione di vita, grazie Calamandrei per averci insegnato a pensare, e grazie a tutti voi per essere qui a proteggere questo respiro comune.
Evviva le donne della Resistenza!
Evviva Cerveteri che non dimentica!
Evviva l’Italia libera, democratica e antifascista!
Evviva la Costituzione Italiana, evviva il 25 Aprile!
Buon Festa della Liberazione a tutti noi!
 

Ladispoli celebra la festa della Liberazione

https://www.facebook.com/watch/?v=2208198606662362

Manziana ricorda chi ha lottato per la libertà

Dal profilo Facebook del comune di Manziana

Questa mattina la comunità di Manziana si è riunita per celebrare insieme uno dei momenti più significativi della nostra storia. Da Largo Fara, ha preso il via la sfilata della Banda Musicale “Alberto Tabirri”, accompagnando cittadini e istituzioni in un percorso di memoria e rispetto.
Un momento sentito e partecipato, per ricordare chi ha lottato per la libertà e per rinnovare i valori di democrazia, pace e unità che ci guidano ancora oggi!
Manziana ricorda la liberazione  Manziana ricorda la liberazione

Rifiuti, PD Civitavecchia: “La destra governa Regione e Governo, ma a pagare rischia di essere ancora la nostra città”

Comunicato stampa

Sul nuovo Piano regionale dei rifiuti emerge ancora una volta una verità politica evidente: Civitavecchia continua a non contare nulla nei luoghi in cui si decide realmente.

Il punto non è solo l’ampliamento della discarica di Fosso Crepacuore. Il tema sono anche i criteri con cui verranno individuati ampliamenti e nuovi impianti, criteri ai quali Città Metropolitana sarà chiamata ad attenersi. Anche un Piano eventualmente costruito con obiettivi condivisibili, se grava ancora una volta sul nostro territorio, diventa per Civitavecchia un problema politico enorme.

Respingiamo al mittente il goffo tentativo di qualcuno di scaricare le responsabilità sui livelli istituzionali più decentrati. La Regione Lazio dà le carte e a Civitavecchia sembra voler riservare la mano peggiore.

Si invocherà di nuovo Città Metropolitana, come già accaduto sul biodigestore, per provare a scaricare altrove la responsabilità? La realtà è che il quadro nasce da una Regione governata dalla destra, mentre il Governo nazionale è guidato dalla stessa parte politica.

A Civitavecchia, invece, la destra continua a vivere in campagna elettorale permanente: urla sugli alberi, sulle potature, sulle polemiche del giorno, ma tace o non pesa quando i propri referenti assumono decisioni che incidono sul futuro della città.

Comprendiamo la frustrazione di chi scopre ogni giorno di non contare nulla. Ma quella frustrazione non può diventare fumo negli occhi dei cittadini.

Il Partito Democratico non farà propaganda sulla pelle della città. Per questo abbiamo chiamato a Civitavecchia i nostri referenti regionali: per leggere gli atti, capire fino in fondo e costruire una posizione seria, utile ed efficace.

Civitavecchia non può essere il luogo dove si scaricano decisioni prese altrove. Chi governa, a Roma e alla Pisana, deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità.

Partito Democratico di Civitavecchia

 

 

 

Una bella giornata di memoria, partecipazione e comunità a Bracciano

Dal profilo Facebook del sindaco di Bracciano

Questa mattina Bracciano ha celebrato il 𝟐𝟓 𝐀𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 con una bella giornata di 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚, 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀, insieme alle autorità civili e militari, all’ANPI, alle associazioni e ai cittadini presenti.
Una giornata purtroppo ferita dalla notizia arrivata da Roma, dove due iscritti all’ANPI sarebbero stati colpiti con un’arma softair dopo le iniziative per la Liberazione.
Un gesto grave, che non può essere minimizzato. Il clima che si è costruito in questi anni, fatto di odio, revisionismo, aggressività verbale e delegittimazione dell’antifascismo, è pericoloso. Quando si alimenta disprezzo verso la memoria democratica del Paese, prima o poi qualcuno si sente autorizzato a fare un passo in più.
Noi però non ci facciamo intimidire.
𝐁𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞 significa trasformare la memoria in azione concreta: nei diritti, nella giustizia sociale, nella cura della comunità, nella difesa della dignità umana.
Un ringraziamento sincero a tutte e tutti coloro che hanno partecipato e contribuito alla riuscita di questa Festa!
𝐕𝐢𝐯𝐚 𝐢𝐥 𝟐𝟓 𝐀𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞.
𝐕𝐢𝐯𝐚 𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
𝐕𝐢𝐯𝐚 𝐥’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚 𝐞 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐭𝐚.
Una bella giornata di memoria  Una bella giornata di memoria
Una bella giornata di memoria

Appuntamento con “per Roma con Gualtieri”

Comunicato stampa

Il secondo appuntamento di “Per Roma con Gualtieri”, si svolgerà in Municipio XV. Un progetto di ascolto e di confronto, avviato lo scorso febbraio, che ora fa tappa nel nostro territorio. Un pomeriggio con il Sindaco @gualtieri aperto a tutti i cittadini.

📍Lunedì 27 alle ore 17.30 a Officine Farneto, Via dei Monti della Farnesina 77

Viste le tante prenotazioni per agevolare l’organizzazione vi chiedo di registrarvi al seguente link: https://actionnetwork.org/events/intervista-al-sindaco

Terra dei Sapori, il viaggio lento che unisce i borghi del Parco Naturale Bracciano-Martignano

Affollata conferenza stampa giovedì 23 aprile nei locali della sede del Parco Naturale Regionale Bracciano – Martignano, in via Aurelio Saffi , a Bracciano in occasione della presentazione di Terra dei Sapori – Il gusto del turismo lento. L’interessante iniziativa prenderà il via durante il mese di maggio, precisamente il 16, il 21 e il 30. Comincerà il comune di Manziana, nel primo dei tre sabati, per poi cedere il testimone al comune di Bassano Romano e infine al comune di Trevignano Romano, in una staffetta che non è solo geografica ma simbolica: ogni comune consegna all’altro un frammento della propria identità, come spiegato molto bene da Marco Scentoni, responsabile ufficio comunicazione del Parco. Le sue parole hanno riportato al centro la cultura contadina, quel patrimonio discreto e tenace che ancora resiste nei gesti quotidiani, nei campi, nelle cucine, nei racconti degli anziani. Ci ha anche comunicato che l’Ente Parco ha scelto di dividere il territorio in tre macro aree, come se volesse disegnare una mappa emotiva oltre che amministrativa.

Terra dei Sapori L’interessante iniziativa prenderà il via durante il mese di maggio, precisamente il 16, il 21 e il 30.

L’iniziativa ha come obiettivo la valorizzazione del territorio attraverso un percorso enogastronomico che possa far conoscere le specialità locali all’interno di un paesaggio naturalistico davvero unico.

Terra dei Sapori L’interessante iniziativa prenderà il via durante il mese di maggio, precisamente il 16, il 21 e il 30.

Daniele Guidoni, della società Tourist Italia, ha poi aperto il ventaglio delle attività: degustazioni, incontri con i produttori, dimostrazioni delle tecniche di lavorazione. Ogni eccellenza locale chiamata a raccontarsi non solo attraverso il sapore, ma attraverso il legame profondo con la terra che la genera.

Terra dei Sapori L’interessante iniziativa prenderà il via durante il mese di maggio, precisamente il 16, il 21 e il 30.

Dal pubblico sono arrivati anche gli interventi dei sindaci di Manziana e Bassano Romano, Alessio Telloni ed Emanuele Maggi. Le loro proposte operative hanno aggiunto concretezza, allo scopo di per sostenere una struttura che vuole crescere. È intervenuto anche il presidente de L’agone nuovo, Giovanni Furgiuele che, oltre a portare il saluto del giornale, ha offerto la collaborazione dell’associazione. A chiudere, gli interventi del direttore del Parco, Massimo Sabatini, e del Commissario Straordinario, Ivano Iacomelli, raccolti nell’intervista gentilmente concessa a L’agone: un ultimo sguardo d’insieme, quasi una cornice, prima che il progetto prenda la strada dei sentieri, dei borghi, delle tavole imbandite.

 

Breve intervista a Massimo Sabatini, Direttore del Parco:

“Come iniziativa dovrebbe partire bene sulla carta, a questo punto è dovere nostro portarla a termine nel migliore dei modi. È sicuramente una sperimentazione, qualcosa non funzionerà, qualcos’altro bisognerà migliorare, però questo fa parte della vita, fa parte del gioco delle cose da fare, solo chi non fa, sbaglia, quindi in bocca a lupo a tutti. Speriamo che questo progetto sia apprezzato e rivediamoci perché poi bisogna parlare, confrontarci. Faremo pure degli incontri, per vedere, per calibrare, per cercare di aggiornarci quanto basta, buon lavoro a tutti”.

Breve intervista a Ivano Iacomelli, Commissario Straordinario del Parco:

“Innanzitutto vi ringrazio per la nostra presenza, è fondamentale per noi avere una comunicazione importante per tutto il territorio. Oggi, come commissario, sto cercando di tutelare, di dare un’impronta, di essere uno strumento per i sindaci, per tutte le città che lo compongono che possono superare situazioni di campanilismo e di difficoltà oggettive che ci sono nella gestione quotidiana dei paesi e delle città. Ecco l’obiettivo nostro è questo: partiamo per far conoscere l’eccellenza che c’è, i posti sono meravigliosi, la gente è meravigliosa in quest’area ma soprattutto ci sono delle eccellenze, partiamo da queste. Abbiamo chiamato uno a uno tutte le aziende agricole che sono all’interno del parco, abbiamo parlato con i sindaci, con gli assessori competenti e cerchiamo di far partire questa manifestazione. Questa tre giorni, non è una fiera ma è soltanto un portare a conoscenza sia dei cittadini che delle piccole e medie imprese del territorio, questa produzione che abbiamo locale. Lo ripeteremo in futuro anche per altre categorie, come c’è stato richiesto anche oggi nella riunione, mi riferisco alla pesca, e vediamo insieme ai cittadini, insieme alle medie e piccole imprese del territorio di far crescere quest’area che francamente merito molto”.

Al termine dei lavori abbiamo avuto il piacere di assaggiare diversi prodotti del territorio gentilmente offerti dal Parco naturale regionale Bracciano-Martignano.

 

Lorenzo Avincola redattore de L’agone

Perché il 25 aprile?

Sai, ragazzo mio, questa è una domanda che pesa come una valigia piena di anni. Eppure, se chiudo gli occhi, certe sensazioni tornano chiare, come se fossero rimaste lì ad aspettarmi.

 

Avevo più o meno la tua età, ma mi sentivo più piccolo. C’era un silenzio strano nelle strade, un silenzio che non era pace: era prudenza, era sospetto. Le persone parlavano piano, avevano paura perfino dei propri pensieri.

Io non capivo tutto. Ero cresciuto dentro la propaganda fascista: marce, slogan, libri di scuola, perfino i giochi erano impregnati di quella cultura. Ci dicevano cosa pensare, cosa credere, cosa sognare. Non avevamo conosciuto altro nella nostra vita e, per noi, era difficile distinguere ciò che era giusto da ciò che era imposto.

Ricordo che la Casa del Fascio, che per gli adulti era un luogo di interrogatori e torture, per mio fratello più grande era anche il posto dove si andava a ballare. Capisci? Noi vedevamo solo la facciata luminosa, non le stanze chiuse dietro le porte. La violenza del regime era vicina, ma spesso invisibile ai nostri occhi.

I genitori, però, sapevano. Molti di noi ragazzi pregavamo per i partigiani arrestati perché ce lo dicevano le nostre madri, ma non capivamo davvero cosa stesse succedendo dietro quelle mura. Quando quel mondo cominciò a crollare, non sapevo se dovevo esserne felice o spaventato.

La verità? Mi sentivo confuso. Come quando ti tolgono la terra da sotto i piedi e devi imparare a camminare di nuovo.

 

Poi arrivò quel 25 aprile 1945. Non lo dimenticherò mai.

Ero in un cortile che odorava di terra umida e mio nonno aveva acceso la radio nascosta che gracchiava notizie proibite. A quel tempo non c’era internet e le uniche notizie “consentite” erano quelle del governo. Ascoltare altre stazioni era un reato e si rischiava anche la vita.

Fu quel giorno che mio nonno riferì la notizia: il Comitato di Liberazione Nazionale aveva chiamato all’insurrezione.

 

La guerra civile rendeva tutto più confuso, e questo creava un senso di smarrimento profondo. Allo stesso tempo, però, molti di noi cominciavano a sapere qualcosa di più, a capire. Sentivamo di dover “fare qualcosa di importante”. Non sapevamo di fare la storia, ma avevamo scelto da che parte stare. Io avevo scelto la libertà.

Avevo capito che non era solo una guerra contro un esercito. Era una guerra contro la paura, contro l’odio, contro l’idea che un uomo potesse comandare sulle coscienze degli altri.

Ricordo ancora il momento in cui decisi di non voltarmi dall’altra parte: non fu un gesto eroico, fu un gesto umano. Un vicino portato via senza motivo, una madre che piangeva in silenzio, un amico che non tornò più. Fu allora che entrai nella Resistenza.

La nostra forza non era nelle armi, ma nella scelta. La scelta di non restare indifferenti.

Sai cosa vedevo attorno a me? Ragazzi come me, come te. Alcuni salivano in montagna con i partigiani senza sapere se sarebbero tornati. Altri portavano messaggi nascosti nelle scarpe. Altri ancora aiutavano come potevano.

Eravamo giovani, troppo giovani. Ma quando la libertà chiama, non ti chiede quanti anni hai. Eravamo eroi… sì, ma non come nei fumetti. Eravamo ragazzi che tremavano, che sbagliavano, che avevano paura. Avevamo paura, certo. Ma la paura non ci fermava: la trasformavamo in coraggio.

Poi le donne… ah, le donne! Le staffette che rischiavano la vita per portare messaggi scritti su foglietti minuscoli, nascosti nelle cuciture dei vestiti. Sono state loro, secondo me, a tenere insieme la Resistenza.

 

Quando i tedeschi se ne andarono e i partigiani scesero dalle montagne, successe qualcosa che non avevo mai provato. Le strade si riempirono di gente, le bandiere sbucarono dalle finestre come fiori dopo un temporale. Era come se il Paese intero avesse trattenuto il fiato per anni e finalmente potesse respirare.

La libertà… Non c’è bisogno di spiegarla. Quando arriva, la senti.

C’è un ricordo, o forse un sogno, non lo so più, che per me rappresenta tutto. Un gruppo di ragazzi che scende da una collina all’alba. Hanno il fango sulle scarpe, il vento nei capelli e negli occhi una luce nuova. Non andavano a combattere, venivano incontro alla pace, e il sole allungava le loro ombre come strade verso il futuro.

Ecco cos’era il 25 aprile per noi: la promessa che non ci saremmo più combattuti tra fratelli. La promessa che nessuno avrebbe più comandato sui nostri pensieri. La promessa che la dignità vale più della paura.

Voi giovani siete la prova che quella promessa non è stata vana. Perché ogni volta che fate domande, che cercate di capire, che scegliete il rispetto invece dell’odio, state continuando quel cammino iniziato nel ’45.

 

Il 25 aprile fu celebrato per la prima volta nel 1946, quando il re Umberto II, su proposta di Alcide De Gasperi, lo dichiarò festa nazionale “a celebrazione della totale liberazione del territorio italiano”. La ricorrenza venne poi istituzionalizzata nel 1949, insieme al 2 giugno, festa della Repubblica.

Ma il 25 aprile non è un ricordo da museo, è un seme che va annaffiato ogni anno, ogni giorno. Perché la libertà, ragazzo mio, non è un regalo: è una responsabilità. Serve a ricordare che la libertà non è un trofeo, ma un impegno. Che nessun giovane deve più essere costretto a combattere contro un altro giovane. Che nessuna voce deve essere zittita. Che nessuna paura deve diventare legge.

 

Il 25 aprile ci chiede una sola cosa: scegliere ogni giorno la parte della dignità, del rispetto, della pace e, quando vedo voi ragazzi che ascoltate, che fate domande, che volete capire… mi dico che quella scelta non è stata vana.

 

Riccardo Agresti

𝐁𝐑𝐀𝐂𝐂𝐈𝐀𝐍𝐎 𝐑𝐄𝐒𝐈𝐒𝐓𝐄𝐍𝐓𝐄: 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞, 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢, 𝐢𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝟐𝟒–𝟐𝟓–𝟐𝟔 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔

Dalla pagina Facebook del Comune

Non è solo memoria. È una scelta.
Tre giorni per ricordare. Scegliere. Partecipare.
In occasione del 25 aprile, Festa della Liberazione, il Comune di Bracciano promuove tre giornate di incontri, cultura e partecipazione civile.
Un percorso condiviso con associazioni, cittadine e cittadini, realtà del territorio, per rinnovare insieme i valori della Resistenza e della democrazia.
Bracciano resistente è un invito a guardare al passato per comprendere il presente e costruire il futuro: attraverso storie, volti e immagini che parlano di libertà, diritti, impegno.
 𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚
𝟐𝟒 𝐀𝐏𝐑𝐈𝐋𝐄
Ore 10:00
Traversa Borsellino – Centro Civico
Lettura del racconto “Golia” di Beppe Fenoglio
a cura del Gruppo Lettura
 Ore 17:00
Via Arturo Perugini
Deposizione corona al monumento a Udino Bombieri
Percorso a cura dell’ANPI Bracciano
𝟐𝟓 𝐀𝐏𝐑𝐈𝐋𝐄
 Ore 10:00
Piazza IV Novembre
Cerimonia istituzionale per i Caduti della Resistenza
Intervento del Sindaco Marco Crocicchi
 Ore 11:00 – 20:00
Giardini della Stazione
Riqualifica dei muri
Mostra fotografica “I Grant You Refugee” da Gaza
Archivio Storico di Bracciano
Viaggio nei monumenti storici
A cura di GASP, BRCFINEST, Centro Donna
 Ore 20:30
Teatro Delia Scala
Proiezione del film Leone d’Argento a Venezia
“La voce di Hind Rajab”
 Ore 21:00
Teatro Charles de Foucauld
Spettacolo teatrale
“Il primo degli stronzi”
𝟐𝟔 𝐀𝐏𝐑𝐈𝐋𝐄
 Ore 18:30
Teatro Charles de Foucauld
“Generazione Musica”
Concerto della Liberazione
Tre giorni per esserci, per ricordare chi ha lottato per la libertà e per ribadire, insieme, che quei valori sono vivi e attuali.
Vi aspettiamo.