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A settembre, Tarquinia ospita il Festival dei Luoghi Medievali

Comunicato stampa

 

Tarquinia (VT), 29 aprile 2026 – Si è svolta il 26 aprile 2026, presso la Sala ex Refettorio di Palazzo dei Priori di Narni, la conferenza stampa di presentazione del primo Festival dei Luoghi del Medievali dalla costituzione della DMO Luoghi del Medioevo ETS. L’incontro ha rappresentato un significativo momento di confronto tra istituzioni e realtà impegnate nello sviluppo di strategie condivise per il rilancio culturale e turistico dei borghi e delle città legate alla tradizione medievale.
Il festival è in programma a Tarquinia il 26 e 27 settembre 2026. Per l’Amministrazione erano presenti l’assessore alla cultura Roberta Piroli e il presidente del consiglio comunale Alberto Blasi; per l’Asd Palio dell’Anello il presidente Giovanni Chiatti.
“Sarà un evento unico che trasformerà la nostra città in un vero e proprio viaggio nel tempo, tra rievocazioni storiche, cultura spettacoli – dichiara l’assessore Piroli -. La partecipazione delle contrade e di tutti i cittadini sarà il vero valore aggiunto del festival e il fattore determinante per la riuscita della manifestazione. Queste iniziative si inseriscono in un percorso più ampio che punta sull’educazione al patrimonio, sul marketing territoriale e sul coinvolgimento attivo della comunità”.
“In questa prospettiva Tarquinia rappresenta una realtà di primo piano nel panorama delle rievocazioni storiche italiane – afferma il presidente del consiglio Alberto Blasi -. A tal proposito ricordo che dal 15 al 23 maggio 2026 si svolgerà il Palio dell’Anello, con un ricco cartellone di eventi. Per rimanere aggiornati è possibile seguire i canali sociali del Comune”. Con la partecipazione alla DMO “Luoghi del Medioevo” Tarquinia rafforza il proprio ruolo nella promozione dei luoghi medievali italiani e si prepara ad accogliere cittadini e visitatori in tanti appuntamenti dedicati alla storia, alle tradizioni e all’identità del territorio.

Segreteria del Sindaco 

L’onda d’urto dell’Italia dei Diritti, il “metodo De Pierro” e la sfida delle elezioni amministrative 2026

Comunicato stampa

Con una mobilitazione massiccia di quadri dirigenti e responsabili territoriali tra Lazio, Campania e Basilicata, il movimento di Antonello De Pierro impone la politica di prossimità come presidio perenne di etica e legalità Un sistema dove il cittadino torna protagonista e ogni sindaco è costretto ad amministrare virtuosamente

Roma, 3 aprile 2026 – Le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026 non rappresentano una semplice scadenza elettorale per l’Italia dei Diritti-De Pierro, ma il consolidamento di un paradigma politico che sta riscrivendo le regole della democrazia locale. Sotto la guida del giornalista Antonello De Pierro, il movimento ha messo in campo una mobilitazione imponente che abbraccia il Lazio, la Campania e la Basilicata, portando con sé una filosofia d’azione che trasforma radicalmente il rapporto tra istituzioni e cittadini.

La filosofia del controllo permanente: “La pacchia è finita”

Al centro di questa avanzata c’è il cosiddetto “metodo De Pierro”. Una strategia che poggia sulla politica di prossimità attraverso i responsabili territoriali e i consiglieri ombra. Per il movimento, la vittoria non si misura solo con il numero di seggi conquistati. Come spesso ribadito dal leader, l’Italia dei Diritti-De Pierro “vince anche se non partecipa o se non ottiene la maggioranza”, perché la sua sola presenza fisica e mediatica sul territorio costringe chi governa al rigore, all’etica e alla trasparenza assoluta.

Al grido di “la pacchia è finita”, il movimento istituisce riflettori perenni su ogni comune, rilevando ogni condotta non virtuosa. Da oggi, con l’Italia dei Diritti-De Pierro, ogni sindaco, ogni giunta e ogni maggioranza sanno che ci sarà sempre qualcuno pronto a chiedere conto del loro operato in tempo reale. È un’amministrazione “indiretta”: costringendo i primi cittadini ad agire secondo la linea della legalità e del bene comune, è come se fosse il movimento stesso a guidare la mano del sindaco. Il cittadino smette di essere un soggetto passivo che delega col voto ogni cinque anni; diventa protagonista attivo del proprio destino, utilizzando gli strumenti di denuncia forniti dal movimento per costringere le istituzioni a risolvere immediatamente le criticità.

Lazio, il “fortino rosa” e la vigilanza metropolitana

Nel Lazio la strategia si è cristallizzata in una scelta di genere senza precedenti: 6 candidate sindache su 8 comuni, tutte figure di altissimo profilo interno.

Ad Anguillara Sabazia la competenza al servizio del territorio

In uno dei centri più popolosi al voto, il movimento schiera una squadra che punta tutto sulla competenza tecnica: Candidata sindaca è la commercialista Sandra Germogli, vice responsabile dell’Italia dei Diritti-De Pierro per l’Area del Lago di Bracciano e responsabile provinciale per le Attività Produttive e Industria mentre il primo posto in lista è stato affidato a Ylenia Massimini, responsabile per l’Area del Lago di Bracciano, figura in prima linea nella denuncia dei disservizi urbani.

A Vicovaro la corazzata dei responsabili

A Vicovaro la lista riflette la struttura gerarchica del movimento, mobilitando i quadri dirigenti romani. La candidata sindaca è Maria Celentano, la cui candidatura sta già scuotendo gli equilibri locali. Al primo posto il capolista Danilo Barbuto, seguito da Orazio Patané (vice responsabile per Pomezia), di nuovo Ylenia Massimini, poi Aldo Ciotti (vice responsabile per il IX Municipio di Roma) e Simone Gallina (vice responsabile per il VII Municipio di Roma). Completa il quadro Mary Gaetani, celebrità nel campo dell’estetica e simbolo dell’apertura alla società civile.

Percile, il rinnovamento nella continuità

Dopo 5 anni di consiliatura con Giovanni Ziantoni (che ottenne il 30% dei consensi), Roberto Porcacchia e Marco Del Monaco, il movimento ha deciso un rinnovamento profondo: Candidato sindaco è il giovane Luca Hammad, responsabile per il VII Municipio di Roma. Guida la squadra dei candidati consiglieri Carlo Folcarelli (responsabile per i Castelli Romani), seguito da Aldo CiottiSandro Taraborrelli (noto come Sandro Alessi, conduttore radiofonico e già consigliere a Vallepietra), Barbara Pasquini (vice segretaria provinciale di Roma), l’ex calciatore del Frosinone Christian EgidiFabrizio Massimini in rappresentanza dei disabili e il vicovarese Antonio Fratini.

Camerata Nuova, il laboratorio dei pesi massimi

Una lista costruita per vincere, dove la giovanissima età dei vertici si sposa con l’esperienza dei veterani: Candidata sindaca è Martina Perrotta, soli 27 anni, figlia dell’ex deputato Aldo Perrotta e di Maria Celentano. Al primo posto la ventenne Eleonora De Luca (vice responsabile per i Castelli Romani), seguita da Marina Tavano (responsabile III Municipio di Roma) e Carlo Folcarelli. In squadra anche lo storico esponente Giovanni Roberti (XIV Municipio), il comico Attanasio Sarcina (in arte Enzo), Gian Mario De Luca (segretario provinciale dell’Aquila) e l’ex capogruppo di Percile Giovanni Ziantoni, reduce da 3 elezioni e dalle battaglie contro l’autonomizzazione dei rifiuti a Vicovaro sotto la giunta Crielesi.

Marano Equo tra jet set e battaglie aociali

A Marano Equo la candidata sindaca è Monica Persiani, responsabile per i Monti Prenestini, ex voce dei Milk and Coffee e reduce da enormi successi di preferenze a Percile e Capranica Prenestina. Attualmente capogruppo a Sant’Angelo a Fasanella. In lista ritroviamo Marina Tavano (al primo posto) e Danilo Barbuto. Seguono i candidati storici Ferdinando Nobile e Giovanni Roberti, insieme alla nota astrologa e pittrice Rita Belpasso, vice responsabile per Guidonia Montecelio e volto noto del jet set capitolino.

Riofreddo, l’eredità e la storia

A Riofreddo, il comune dove è recentemente scomparso lo storico sindaco Giancarlo Palma, grande amico di De Pierro, candidato sindaco è Dario Domenici, uno dei fondatori del movimento insieme a De Pierro, già capogruppo a Rocca Canterano e consigliere nella X Comunità Montana dell’Aniene.In lista, apre Orazio Patané, seguito dal vice segretario provinciale Antonio Steggi, il sottufficiale infermiere dell’Esercito Dario Portaluri, la giovane Eleonora De Luca, il campione di pugilato Stefano Vagni (Fiamme Oro), Elena Viscomi (vice responsabile IX Municipio), Giovanni Ziantoni e Gian Mario De Luca.

Roiate, il cuore del direttivo provinciale

A Roiate il movimento schiera ben tre vice segretari provinciali. Candidata sindaca è Irene Pastore, vice segretaria provinciale di Roma. In lista, al primo posto campeggia Antonio Steggi e al secondo Barbara Pasquini, entrambi vice segretari provinciali.. Seguono Dario PortaluriSimone GallinaStefano Vagni, la responsabile dell’XI Municipio Floriana Ventura e il noto chitarrista Edoardo Aduani (vice responsabile per il XV Municipio).

Montenero Sabino, l’avamposto reatino

A Montenero Sabino la candidata aindaca è l’attrice Loredana Bontempi, responsabile per l’VIII Municipio di Roma e originaria di Mompeo.Tra i candidati consiglieri spicca come capolista Rita Belpasso, seguita da Ferdinando NobileSandro Taraborrelli (Sandro Alessi), Floriana VenturaEnzo Sarcina ed Edoardo Aduani.

Campania e Basilicata, l’asse del Sud

L’espansione nel Mezzogiorno è stata curata dalla solida segreteria salernitana presieduta da Corrado Fella,,con il lavoro determinante del vice segretario Andrea Vricella, figura chiave nella formazione delle liste.

Provincia di Salerno, Polla, Pertosa e Lustra

A Polla candidato sindaco è l’imprenditore Francesco Casciano, a Pertosa allo scranno di sindaco aspira il trentenne Luca Martone, responsabile per l’Agro Giuglianese, affiancato dal capolista Corrado Fella, segretario provinciale di Salerno. A Lustra, la andidatura a primo cittadino è  affidata a Paolo Nanni, storico consigliere a Roccagiovine da 8 anni, sempre al fianco del leaderi Antonello De Pierro.

Basilicata: Castronuovo di Sant’Andrea, Cersosimo e Craco

In Basilicata, il movimento ha schierato i vertici della segreteria di Napoli. A Castronuovo di Sant’Andrea  la candidata sindaca è Maira Nacar, segretaria provinciale di Napoli. A Craco l’attribuzione elettiva di sindaco è ambita da Nicola Martone, vice segretario provinciale di Napoli e padre di Luca, candidato sindaco a Pertosa.

Un nuovo orizzonte amministrativo

Questa immensa rete di candidati, che unisce figure storiche e giovani promesse (come i 20 anni di Eleonora De Luca o i 27 di Martina Perrotta), non è solo una lista elettorale, ma è una sentinella di legalità. Con l’Italia dei Diritti-De Pierro presente in ogni giunta, all’opposizione o anche fuori dai consessi comunali,, la politica di prossimità diventa lo scudo del cittadino. La trasparenza non è più un’opzione, ma un obbligo, e il “metodo De Pierro” assicura che, ovunque il movimento sia schierato, l’amministrazione sarà costretta alla virtuosità. La pacchia è veramente finita.

La scomparsa di Alex Zanardi: una testimonianza che ridefinisce inclusione e dignità

Comunicato stampa

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Alex Zanardi, una figura che ha attraversato il nostro tempo lasciando un’impronta che supera i confini dello sport per entrare pienamente nel campo della coscienza civile e della cultura dei diritti.

Raccontare Zanardi significa evitare la scorciatoia retorica dell’eroe invincibile. La sua grandezza non risiede nell’aver “sconfitto” il dolore, ma nell’averlo abitato senza mai negarlo, trasformandolo in un linguaggio condivisibile. Dopo l’incidente del 2001, che ne cambiò radicalmente il corpo e il destino, egli non ha semplicemente ricominciato: ha ridefinito il senso stesso del ricominciare, mostrando che la dignità non coincide con l’integrità fisica ma con la possibilità di continuare a progettare, scegliere, partecipare.

In questa prospettiva, il suo contributo ai diritti umani è stato tanto silenzioso quanto rivoluzionario. Zanardi ha inciso nel modo in cui la società guarda alla disabilità, sottraendola alla narrazione pietistica o eccezionale e restituendola alla dimensione della cittadinanza. Non ha chiesto compassione, ma condizioni. Non ha rivendicato ammirazione, ma accesso. E così facendo ha reso evidente una verità spesso dimenticata: i diritti non sono concessioni, ma strutture che devono permettere a ciascuno di esistere pienamente.

La sua traiettoria, dalla Formula 1 ai trionfi paralimpici, non è una parabola di redenzione individuale, ma una lente attraverso cui leggere le responsabilità collettive. Ogni sua vittoria nell’handbike, ogni ritorno in pista, ogni apparizione pubblica metteva implicitamente in discussione l’ambiente sociale: siamo davvero pronti ad accogliere tutte le forme della vita umana? Oppure continuiamo a misurare il valore delle persone secondo parametri ristretti, escludenti, spesso invisibili?

Anche negli anni più difficili, dopo il secondo grave incidente del 2020 nei pressi di Pienza, Zanardi ha continuato a rappresentare, pur nel silenzio, una presenza etica. La sua vicenda ha sottratto spazio alla spettacolarizzazione della fragilità, restituendo profondità al concetto di vulnerabilità come condizione universale, non come eccezione da compatire o da esaltare.

Per il mondo della scuola, la sua figura non può essere ridotta a un esempio motivazionale. Sarebbe una semplificazione ingiusta e, in fondo, deresponsabilizzante. Zanardi ci consegna invece una domanda più esigente: quale idea di umanità educhiamo ogni giorno? Se l’inclusione resta una parola, la sua testimonianza la smaschera; se diventa pratica, allora trova in lui una delle sue espressioni più autentiche.

Educare ai diritti umani, oggi, significa anche raccogliere questa eredità. Significa costruire contesti in cui nessuno debba dimostrare di essere “straordinario” per essere riconosciuto. Significa comprendere che la libertà, l’uguaglianza e la dignità non si affermano attraverso storie eccezionali, ma attraverso la normalità resa accessibile a tutti.

Alex Zanardi ci lascia una lezione che non consola ma interroga. Non invita semplicemente a resistere, ma a trasformare. Non chiede di ammirare, ma di cambiare sguardo. Ed è proprio in questo passaggio, discreto e radicale, che il suo contributo ai diritti umani e civili continuerà a vivere.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

La fiera del primo maggio di Bracciano tra shopping e gastronomia

La fiera del primo maggio di Bracciano tra shopping e gastronomia

 

La festa dei lavoratori viene appunto festeggiata per non dimenticare gli sforzi e le battaglie fatte dai lavoratori per ottenere più diritti e condizioni esistenziali migliori ,la festa viene introdotta in Italia i primi del milleottocento, poi abolita dal fascismo e successivamente ripristinata dopo la seconda guerra mondiale pertanto è anche simbolo di riconquista e democrazia .Ogni anno il primo  del mese di maggio a Bracciano la festa dei lavoratori viene celebrata da una grande fiera alla quale affluiscono sempre tante persone.

La fiera del primo maggio è un importante momento di identità locale dove commercianti e cittadini si incontrano in un bisogno comune, bisogno che spesso viene realizzato grazie all’affluenza garantita dalla giornata strategica nel quale queste fiere vengono allestite. La fiera del primo di maggio di Bracciano è patrocinata dal comune di Bracciano attualmente sotto l’amministrazione del sindaco Marco Crocicchi ed ha vantato una grande affluenza ,Bracciano infatti era gremito, presente anche le forze dell’ordine e la croce rossa con uno stand specifico.

E’ molto piacevole passeggiare per le vie di Bracciano quando ci sono tante cose da guardare, gli stand erano soprattutto gastronomici e di calzature e abbigliamento, l’incontro tra commerciante e cittadino è spesso dolce e accogliente , molte altre volte con gli slogan tipici del mercato diventa anche rapido e accattivante, quello che è certo è che la fiera del primo maggio è una buona occasione per svagarsi e fare acquisti a buon mercato.

Gli stand gastronomici erano golosissimi con i loro prodotti bene in vista si servivano caramelle, patatine fritte , pizza, bibite e grandi panini con la porchetta, non dimentichiamoci che il piatto di degustazione tradizionale del primo maggio resta le fave accompagnate col formaggio pecorino , tipica tradizione contadina che si da alle fave come verdura di stagione primaverile tipica di maggio che si fonde con la tradizione pastorale del pecorino romano energetico e molto saporito.

 

Ilaria Morodei

Il Consorzio conferma la propria attenzione al territorio del lago di Bracciano

 

Grazie a un contributo della Città Metropolitana, siamo riusciti ad avviare il restauro dell’area. Ora procederemo con la messa in sicurezza del versante lato lago, il rifacimento completo della pavimentazione e la regimazione delle acque. I lavori dureranno circa due mesi e, entro la fine di giugno, la cittadinanza potrà tornare a usufruire di questo bellissimo spazio, da cui si gode anche uno splendido scorcio sul lago.

Il Consorzio conferma ancora una volta la propria attenzione e sensibilità verso le esigenze del territorio, come già dimostrato con gli interventi sui pontili di Anguillara e Trevignano e con il recupero della palazzina storica dell’Idroscalo degli Inglesi di Bracciano.

video

 

A Manziana, incontro con Farid Adly

Comunicato stampa

Incontro con Farid Adly dell’agenzia stampa Anbamed con cui stiamo seguendo adozioni bambini orfani Gaza
e “Orazione civile per la Resistenza” di Daniele Biacchessi , un appuntamento imperdibile

La Banca del tempo promuove iniziativadi solidarietà

ESEO Italia: a Bracciano illuminato di magenta il Castello degli Odescalchi

Comunicato stampa

Campagna di sensibilizzazione patologie gastrointestinali eosinofile
Il Castello Odescalchi di Bracciano aderisce alla campagna ESEO Italia 2026 illuminandosi di magenta per celebrare il mese delle patologie eosinofile e le due giornate dedicate per la campagna: il 18 maggio Giornata Mondiale per le Patologie Eosinofile e il 22 maggio Giornata Mondiale dell’Esofagite Eosinofila (World Eosinophilic Esophagitis – EoE – Day).

 

Monumenti illuminati ma anche una fitta campagna di sensibilizzazione fatta di eventi e di consulenze gratuite in tanti centri distribuiti su tutto il territorio, pronti a visitare pazienti che presentano una sintomatologia sospetta. Locandine affisse negli ambulatori dei centri diagnostici più significativi del Paese.

Ospedale San Paolo, i Giovani Democratici:”Dopo il traguardo dell’epidurale, ora massima priorità alla Radioterapia: progetto già finanziato e pronto”

Comunicato stampa

 

 – L’attivazione del servizio di partoanalgesia (epidurale) presso l’ospedale San Paolo rappresenta un traguardo storico che accogliamo con estremo favore. Si tratta di una vittoria delle donne, delle famiglie e di chi crede fermamente in una sanità pubblica che metta al centro la dignità della persona. Questo risultato dimostra inequivocabilmente che, quando il San Paolo viene posto al centro della programmazione regionale, i frutti per il territorio arrivano.
Proprio per questo, il successo dell’epidurale deve trasformarsi oggi nel volano per completare l’altra grande sfida che i cittadini attendono: la Radioterapia. Un progetto che non nasce oggi, ma che è il frutto di una visione politica chiara e di un lavoro istituzionale certosino portato avanti dalla scorsa Giunta regionale di centrosinistra.
“È fondamentale ricordare che la strada per la Radioterapia è stata spianata attraverso passaggi amministrativi precisi e vincolanti”, “Il percorso è iniziato ufficialmente con l’emendamento inserito nella Legge Regionale n. 14 dell’11 agosto 2021 (Articolo 38), ed è proseguito con il parere favorevole del 12 maggio 2022 del Nucleo di Valutazione degli Investimenti, che ha validato tecnicamente lo stanziamento di 8,3 milioni di euro”.
Alla luce di questi atti, i passaggi tecnici registrati tra il 2023 e il 2024 da parte dell’attuale amministrazione rappresentano la naturale e dovuta prosecuzione di un iter già giunto alla fase esecutiva. Onorare quegli impegni non è una concessione, ma un atto di necessaria continuità verso un progetto che il centrosinistra ha lasciato pronto ad essere realizzato.
“Oggi la Giunta Rocca e i rappresentanti locali di maggioranza hanno il compito di portare a termine un lavoro iniziato da altri.
Se l’epidurale è oggi realtà, è perché si è investito sulla qualità della struttura; lo stesso deve accadere, senza ulteriori indugi, per la Radioterapia. Non accetteremo che un percorso nato nel 2021 subisca rallentamenti o venga ridotto a mera passerella elettorale. Il centrosinistra ha messo la firma sulla legge, sui pareri tecnici e sulle risorse; a chi governa oggi chiediamo di rispettare il cronoprogramma per garantire ai pazienti del nostro territorio il diritto alle cure di cui hanno bisogno”.

MUNICIPIO XV, ROLLO – DE ANGELIS: “PARI OPPORTUNITA’, DA MAGGIO A LUGLIO SETTE APPUNTAMENTI SU PARITA’ DI GENERE E INCLUSIONE SOCIALE”

Comunicato stampa

“Sono sette le iniziative municipali in programma da domenica 10 maggio a sabato 4 luglio per la valorizzazione dei principi della parità di genere e dell’inclusione sociale. Gli appuntamenti, che rientrano nella prima fase annuale di programmazione per il periodo primavera – estate 2026, sono promossi dalle associazioni vincitrici del primo bando municipale specifico sul tema a cui si aggiungono due iniziative promosse dal Dipartimento Pari Opportunità.

Performance teatrali, presentazioni di libri tematici, iniziative sulle pari opportunità e sul tema LGBTQI+, oltre a due appuntamenti con lo sportello LGBT e un evento dedicato agli orfani di femminicidio. Da settembre fino a novembre 2026 si svolgeranno inoltre altre otto iniziative fino alla fase conclusiva della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Con il Presidente del Municipio, Daniele Torquati, proseguiamo nel lavoro di valorizzazione dei principi di parità di genere e di inclusione sociale; un percorso avviato e portato avanti in questi quattro anni sempre in sinergia con l’Assessorato e la Commissione Pari Opportunità, anche e soprattutto grazie alla competenza e alla sensibilità delle associazioni culturali e degli enti del terzo settore del territorio sempre al nostro fianco.”

Così in una nota l’Assessora alle Politiche Sociali, Sanitarie e Pari Opportunità, Agnese Rollo, e la Presidente di Commissione, Stefania De Angelis.

Roma, 30 aprile 2026

Il programma completo:

–            Domenica 10 maggio h 17 – 19, Borghetto San Carlo, Via Cassia 1420, Spettacolo teatrale della Ass. Culturale L’Esclusiva: “Donne legate da un filo rosso”, a cura di Paola Lorenzoni

–            Giovedì 14 maggio h 17 – 19, Cittadella del Sociale, Via Cassia 472, Pitturazione panchina LGBTQIA+ e Apposizione targa (IDAHOBIT), “Lo spazio per tuttə” a cura di CIRSES ETS

–            Domenica 17 maggio h 10.30 – 13, Circolo Arci No Problem, Via Marco Besso 22, Incontro aperto nella Giornata Internazionale contro l’omolesbobitransfobia,“Educazione sessuo-affettiva e benessere LGBTQ+” a cura di Arci No Problem

–            Lunedì 18 maggio h 10 – 17, Incontro aperto sullo Sportello LGBT+ del Municipio XV La Magnolia, Via Santi Cosma e Damiano 26“Un servizio accanto alle comunità per  lə giovani” a cura di CIRSES ETS

–            Lunedì 25 maggio h 17.30 – 19.30, Casa dei Giovani Mahsa Amini, Via del Podismo, Presentazione libro UDI – Unione Donne in Italia, “Le Costituenti – Le Donne che hanno fatto la Costituzione” a cura di APURIMAC ETS

–            Giovedì 18 giugno h 15 – 17, Giardino CAV Alda Merini, Via Cassia 5, Evento culturale e partecipativo per le pari opportunità, “La valigia delle Storie – teatro narrativo” a cura di Differenza Donna

–            Sabato 4 luglio h 18 – 20, Borghetto San Carlo, Via Cassia1420, Sfilata di abiti da sposa a sostegno degli orfani di femminicidio, “Abiti di speranza.Un abito può raccontare una storia, oggi può cambiarne un’altra” a cura di CulturEco APS

A San Pellegrino in Fiore “Viterbo SottoSopra”

Comunicato stampa

San Pellegrino in Fiore e rilancio del turismo con nuove idee che possano contribuire fattivamente a questo obiettivo. A Viterbo, con Tesori di Etruria ecco una attraente proposta turistica-culturale denominata “ Viterbo SottoSopra ”.
L’iniziativa, a cui collaborano anche guide turistiche abilitate e operatori turistici, permette di visitare il cuore storico della città di Viterbo e scoprire le sue meraviglie. Durante San Pellegrino in Fiore le guide turistiche accompagneranno i visitatori nel bellissimo centro storico di Viterbo in un ricco itinerario alla scoperta della città e della sua storia, dalle antiche origini etrusche fino al glorioso periodo medioevale.
Nella stessa giornata la possibilità di ammirare anche i grandi spazi della città sotterranea, ambienti di grande suggestione che ammaliano il visitatore.
E così, durante San Pellegrino in Fiore, porte aperte con visite guidate alla Viterbo Underground ed al Museo Storico Didattico dei Cavalieri Templari. La Viterbo Sotterranea, il cui ingresso si trova presso Tesori d’Etruria, nella suggestiva Piazza della Morte, è visitabile con orario continuato. Sempre presso il punto turistico di Tesori d’Etruria anche durante San Pellegrino in Fiore proseguono le degustazioni gratuite dei prodotti tipici della terra etrusca: diverse golosità e prelibatezze da assaggiare e scoprire per grandi e piccoli. Inoltre, per rendere speciale la visita alla Viterbo Underground, per i bambini sono disponibili i memo-game creati appositamente dalla Viterbo Sotterranea in modo da presentare, divertendosi, i magici luoghi viterbesi dove è vissuto l’antico e sapiente popolo degli Etruschi.

Da segnalare che si può partecipare con i bambini agli emozionanti tour anche per scoprire la storia, i segreti e le magie dell’antica Città Sotterranea. Esperte guide sveleranno interessanti storie, singolari aneddoti e simpatiche curiosità. Ogni tour comprende anche la visita ai nuovi suggestivi cunicoli etruschi della Viterbo Sotterranea, imperdibile attrazione. Lo staff di Tesori d’ Etruria è pronto ad accogliere e trasportare nel mondo del fantastico e dell’immaginario bimbi e giovanissimi attraverso una vasta serie di attività e percorsi emozionali che ammaliano anche i genitori.

Appuntamenti che insieme al  Museo dei Cavalieri Templari vanno ad arricchire l’offerta di Tesori d’ Etruria e la sua Viterbo Sotterranea, diventati ormai un vero e proprio punto di riferimento culturale e di intrattenimento di Viterbo, l’etrusca “Surna”.

La particolare ambientazione, l’ottimo gioco di luci, uniti al fascino della Viterbo Sotterranea, rendono questa visita unica agli occhi dei visitatori italiani e stranieri.

San Pellegrino in Fiore è un’ottima occasione per trascorrere un’ intera giornata a Viterbo con la propria famiglia alla scoperta dei segreti sotterranei accompagnati dai racconti delle guide di Viterbo Sotterranea; una visita che conduce alla scoperta di questi magici luoghi in un viaggio nella storia lungo oltre 3.000 anni.

IL PERCORSO ETRUSCO DI VITERBO SOTTERRANEA

Viterbo sotterranea è composta da un reticolo di gallerie che si estendono sotto il centro storico e conducono fin oltre la cinta muraria. Il percorso è completamente scavato nel tufo, una roccia vulcanica che caratterizza il paesaggio interno del viterbese.

L’origine dei cunicoli è antichissima. Stando ad alcune accreditate teorie, avanzate da studiosi ed archeologi, il primo taglio nel tufo risale ed epoche pre-etrusche. E nel periodo etrusco, poi medioevale, questi luoghi assunsero la conformazione attuale: alzati, allargati ed allungati, i tunnel sotterranei diventarono un autentico labirinto.

I passaggi segreti e rituali, secondo alcuni studiosi, servivano a mettere in comunicazione le strutture sacre nei primordi etruschi della nascente Surna, oggi Viterbo.

Nel medioevo, invece, alcune gallerie conducevano verso le uscite principali della città e assicuravano la via di fuga ai viterbesi in caso di pericolo o di assedio. Più recentemente i sotterranei vennero sfruttati dai briganti per i loro loschi affari e nel corso della seconda guerra mondiale furono usati come rifugi antiaerei durante i bombardamenti.

APERTO AL PUBBLICO DURANTE SAN PELLEGRINO IN FIORE ANCHE  IL PERCORSO ETRUSCO SOTTERRANEO MONUMENTALE

Aperto al pubblico durante San Pellegrino in Fiore anche lo spettacolare percorso di Viterbo Sotterranea. Ambienti di grande suggestione che ammaliano il visitatore.

Il percorso Sotterraneo emoziona e stupisce i visitatori non solo per la grandezza degli spazi, ma anche per la suggestione che gli stessi evocano grazie alla loro antica storia.

Dai cunicoli pre-etruschi a quelli medioevali, dai rifugi della seconda guerra mondiale allo “studiolo” realizzato all’epoca dai tombaroli, dai “butti” medioevali agli antichi passaggi pre-etruschi, fino ad arrivare in un ambiente di grande fascino: il più antico luogo di culto, sotterraneo, del centro storico di Viterbo.

Il circuito ipogeo di Via Chigi fu scavato all’interno della più caratteristica formazione vulcanica dell’apparato di Vico: il Tufo rosso a scorie nere (Ignimbrite c). Il termine ignimbrite deriva dal greco: ignis (fuoco) e imbris (pioggia), e descrive le modalità di deposizione di questa particolare roccia che avviene attraverso imponenti colate piroclastiche, ovvero un flusso incandescente costituito da un insieme turbolento di gas e parti solide (pomici, lava, ceneri, lapilli) anche di dimensioni decimetriche. La famosa eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei ed Ercolano è un esempio di colata piroclastica.

Nel nostro caso il deposito ignimbritico ha avuto origine dal collasso del paleo-vulcano di Vico, un edificio imponente che si ergeva dove ora è il Lago omonimo, raggiungendo altezze di gran lunga maggiori dell’attuale Monte Fogliano e Poggio Nibbio, e che si estendeva sino a Castel d’Asso, alla periferia Sud di Viterbo. Questo evento esplosivo ebbe luogo tra 200 e 150 mila anni fa. Per questo il circuito ipogeo di Viterbo Sotterranea ci descrive un periodo geologico lungo migliaia di anni.

Tra i cunicoli presenti nella Viterbo Sotterranea, in particolare uno, grande e dalla forma perfettamente ovoidale, è secondo alcuni un’antica via rituale utilizzata per raggiungere aree sacre degli antichi luoghi pre-etruschi.

Visibile anche uno spettacolare cunicolo di epoca etrusca: in questo caso un antico corridoio legato al reperimento di acqua, probabilmente utilizzato anche per rituali sacri sotterranei.

Il complesso monumentale di Viterbo Sotterranea si può visitare tutti i giorni con una visita guidata dedicata che conduce alla scoperta di questi magici luoghi, un viaggio nella storia lungo migliaia di anni.

Viterbo Sotterranea, per San Pellegrino in Fiore aperto anche il Museo dei Cavalieri Templari, i monaci guerrieri

A Viterbo Sotterranea lo staff di Tesori d’ Etruria è pronto ad accogliere e trasportare i visitatori anche nel mondo dei Cavalieri Templari attraverso una vasta serie di attività e percorsi emozionali nel Museo Storico Didattico dei Cavalieri Templari, unico in Italia.

Come ben sapete la nascita dell’ordine dei Cavalieri del Tempio si colloca nella Terra Santa,al centro delle guerre tra forze cristiane e islamiche scoppiate dopo la prima crociata del 1096. In quel periodo le strade della Terra Santa erano percorse da pellegrini provenienti da tutta Europa, spesso assaliti e depredati. Intorno al 1118 un piccolo gruppo di cavalieri fondò il nucleo originario dell’ordine templare, con il compito di assicurare l’incolumità dei numerosi pellegrini europei che continuavano a visitare Gerusalemme. L’ordine fu ufficializzato​ nel 1128, assumendo una regola monastica, grazie a Bernardo di Chiaravalle.

I Templari e Viterbo, un binomio imprescindibile, con molti punti di contatto fin dall’origine dell’Ordine, una sorta di primogenitura templare di Viterbo in Europa. Tutto ciò soprattutto grazie a papa Eugenio III, in esilio, più di una volta, da Roma a Viterbo. Proprio qui, nel 1145, papa Eugenio III, con la bolla Militia Dei, dà la possibilità all’Ordine Templare di raccogliere decime, tasse di sepoltura ed altri pagamenti.

Nello stesso anno, sempre da Viterbo, Eugenio III, con la bolla Quantum Praedecessores, dà inizio alla seconda Crociata, appena saputo che la città assira di Edessa era caduta in mano al temibile Imad al-Din Zengi che, con la presa di Edessa, voleva rispondere e contrastare l’ammaliante azione predicatoria messa in atto da Bernardo di Chiaravalle.

A Parigi, 2 anni dopo, Eugenio III presiede il capitulum generale di 130 Cavalieri Templari sotto il comando di Evrard des Barrès. Terminato il capitulum generale, Eugenio III ufficializza l’adozione della croce patente quale simbolo dei Templari, che già utilizzano quella patriarcale, consegnata trent’anni prima da Varmondo di Picquigny, patriarca di Gerusalemme, ai primi Templari. La croce patente assume un significato particolare solo tra i Cavalieri Templari che la adottano come emblema.

Queste e tante altre storie sui monaci-guerrieri, che fondono la storia dei Cavalieri Templari con il mito, potranno essere scoperte dai visitatori in un affascinante viaggio nel tempo con la visita al museo storico-didattico dei Cavalieri Templari a Viterbo Sotterranea.

Il Museo, e il complesso monumentale di Viterbo Sotterranea, si possono visitare (mattina e pomeriggio) con diverse fasce orarie. Per ulteriori informazioni: “Tesori d’Etruria”, Piazza della Morte, 1 – Viterbo – Tel. 3388618856  0761220851 www.tesoridietruria.it