È ufficialmente iniziata la raccolta firme per il referendum che punta a cambiare le regole sull’educazione sessuale e affettiva nelle scuole italiane. Al centro dell’iniziativa c’è la richiesta di superare alcuni dei vincoli introdotti dalla normativa attuale, considerati dai promotori un ostacolo alla possibilità di affrontare questi temi all’interno della scuola.
Il referendum interviene in particolare sulle modalità di partecipazione degli studenti alle attività di educazione affettiva e sessuale. Oggi, in determinati casi, è previsto il consenso scritto preventivo delle famiglie, con l’eventuale esclusione dall’aula degli studenti che non ne siano in possesso. L’obiettivo dei promotori è eliminare questo meccanismo e permettere che tali percorsi siano inseriti più stabilmente nell’offerta formativa degli istituti.
L’idea è quella di portare nelle scuole un’educazione calibrata sulle diverse fasce d’età, capace di affrontare temi come la conoscenza del corpo, le emozioni, le relazioni e il rispetto reciproco. Un percorso che, secondo i sostenitori, dovrebbe coinvolgere l’intera comunità scolastica e non tradursi in un’attività accessibile solo ad alcuni studenti.
La campagna punta inoltre a presentare il referendum come un’iniziativa trasversale, non legata a una specifica appartenenza politica, ma alla discussione sul ruolo della scuola nella formazione delle nuove generazioni.
Le firme possono essere raccolte anche online attraverso la piattaforma ministeriale, tramite SPID. Se verrà raggiunta la soglia necessaria, la questione potrebbe arrivare al voto dopo le prossime elezioni, diventando uno dei primi temi con cui il futuro Governo e i cittadini saranno chiamati a confrontarsi
Francesca Greco, redattrice L’agone


