Amore e fiducia sono lo stimolo dei giovani

 

Il bullismo sconfitto dallโ€™amore di una madre

Ogni grande conquista nasce da un gesto invisibile: qualcuno che ci abbia detto โ€œIo credo in teโ€. Amore e fiducia sono lo stimolo dei giovani. Senza fiducia, nessun talento puรฒ sbocciare e questa fiducia, spesso, ci arriva da lontano, dallo sguardo rassicurante di un insegnante, dalle parole dโ€™amore di un genitore. Basta una frase per far decollare unโ€™intelligenzaโ€ฆ o per spegnerla.

Cosรฌ, in una scuola troppo attenta allโ€™apparenza e alla ripetizione sterile del giร  noto, un ragazzo emiliano di nome Guglielmo si trovava fuori posto. Deriso, ma sostenuto dalla madre che credeva in lui, abbandonรฒ lโ€™istituzione ufficiale. Lesse, sperimentรฒ, sognรฒ.

Non aveva ancora una teoria completa, ma un sogno che si poggiava su unโ€™intuizione potente: trasmettere messaggi senza fili, alla velocitร  della luce, con costi irrisori, anche da un capo allโ€™altro del pianeta.

Quella visione, nata nellโ€™ombra, diventerร  una delle piรน grandi rivoluzioni tecnologiche del Novecento. E tutto iniziรฒ da un seme chiamato fiducia.

ย La nascita di unโ€™utopia

Guglielmo Marconi nasce a Bologna il 25 aprile 1874, figlio di Giuseppe, un uomo dalle solide radici italiane, e Annie Jameson, colta e curiosa irlandese. Cresce in un tempo in cui la scuola non premia la creativitร  nรฉ la capacitร  di immaginare oltre il noto. Non รจ lo studente che svetta nei voti o nella disciplina: la scuola dellโ€™epoca lo ingabbia, incapace di valorizzare il pensiero laterale o lโ€™intuizione.

I compagni lo deridono, e lui lascia lโ€™Istituto Cavallero di Firenze per trasferirsi a Livorno. Qui, nella solitudine dello studio autonomo, scopre la fisica: non nei programmi scolastici, ma tra le pagine di riviste scientifiche internazionali che riesce a leggere grazie allโ€™inglese fluente appreso dalla madre. รˆ cosรฌ che entra in contatto con gli esperimenti di Heinrich Rudolf Hertz, che ha dimostrato lโ€™esistenza delle misteriose onde elettromagnetiche ipotizzate da James Clerk Maxwell pochi anni prima.

Nellโ€™estate del 1894, lโ€™intuizione prende forma: usare le onde hertziane per inviare messaggi, senza fili. Con mezzi rudimentali e lโ€™appoggio della famiglia, Marconi monta unโ€™antenna e riesce a trasmettere segnali per poche decine di metri. Un traguardo minimo, ma rivoluzionario. Poco dopo, dalla soffitta del granaio della villa di famiglia, il segnale raggiunge un ricevitore posto a un chilometro di distanza.

Lโ€™anno successivo, nel 1895, il famoso โ€œcolpo di fucileโ€ sancisce il successo definitivo. Quando il fratello spara, significa che il segnale รจ arrivato, oltre la Collina dei Cappuccini. Non ci sono collegamenti. Non ci sono fili invisibili. Cโ€™รจ solo unโ€™idea, passata nellโ€™aria, che ha risposto a una domanda che nessuno aveva osato porre.

ย Unโ€™idea che abbraccia il mondo

Dopo i primi successi sperimentali, Marconi porta la sua visione dove puรฒ davvero crescere: Londra. รˆ lรฌ che nel 1896 deposita il primo brevetto per il telegrafo senza fili, e il 20 luglio 1897 fonda la โ€œWireless Telegraph and Signal Companyโ€ che, nel 1900, cambierร  il nome in โ€œMarconi Wireless Telegraph Company Limitedโ€ rendendo immortale il suo cognome.

Il 12 dicembre 1901, la svolta: dalle coste della Cornovaglia, invia un segnale radio che attraversa lโ€™Atlantico, giunge fino a St. Johnโ€™s, in Terranova. Solo tre punti: una semplice lettera โ€œSโ€ in codice Morse. Ma quel messaggio rompe le barriere del possibile: nessun cavo, nessun filo, solo invisibili onde. Una prodezza che sorprende tutti gli scienziati, ignari del come sia stato possibile. Marconi gioca lโ€™intero piatto con lโ€™ultima carta: a bordo della nave โ€œCarlo Albertoโ€, che il re gli mette a disposizione, continua la sperimentazione. Navigando lungo le coste europee, invia messaggi che superano montagne. Ogni trasmissione รจ una conferma, ogni segnale una dimostrazione: la comunicazione globale non รจ piรน un sogno.

Nel 1909, arriva il riconoscimento piรน alto: il Premio Nobel per la Fisica, condiviso con Karl Ferdinand Braun. Non รจ solo un premio alla scienza, ma alla visione, alla perseveranza, e alla capacitร  di immaginare un mondo connesso.

Da lรฌ in poi, il nome Marconi si lega al progresso stesso. Riceve onorificenze, potere, e una fama senza confini. Ma il suo viaggio terreno si chiude a Roma, nel 1937. Lascia il mondo piรน vicino, piรน veloce, piรน dialogante. E tutto era cominciato da un ragazzo curioso con una madre che credeva in lui.

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Realizzare lโ€™impossibile

Tutto โ€œnormaleโ€, se non fosse per un particolare: dai lavori teorici di Maxwell e sperimentali di Hertz, era evidente che queste onde ignote avrebbero dovuto propagarsi solo in linea retta e in assenza di ostacoli lungo il percorso.

Eppure, Marconi non si fermรฒ davanti a ciรฒ che โ€œsi sapevaโ€. Non si limitรฒ alla teoria: la sfidรฒ.

Limitandosi acriticamente a ciรฒ che si sapeva, ignorando che esistono altre possibilitร  senza violare le leggi fisiche, Marconi a avrebbe potuto bene essere definito un eccentrico che perdeva tempo e soldi in una impresa chiaramente fallimentare. Tuttavia, sebbene raramente, a volte accade che la realtร  superi la fantasia e a fronte delle certezze teoriche di quei giorni, ecco cosa racconta Marconi in persona.

La mattina del 12 dicembre 1901 โ€ฆ si riuscรฌ ad innalzare โ€ฆ un cervo volante che sollevava una estremitร  dell’antenna ad un’altezza di circa 120 metri. Alle 12,30 โ€ฆ ecco giungere al mio orecchio โ€ฆ una successione ritmica dei 3 punti corrispondenti alla lettera S dell’alfabeto Morse โ€ฆ lanciati nello spazio dalla stazione di Poldhu sull’altra sponda dell’Oceano โ€ฆ a distanza di oltre 3000 Km โ€ฆ nonostante il presunto ostacolo della curvatura terrestre che tutti ritenevano insormontabile. โ€ฆ Un dubbio rimaneva โ€ฆ avrebbe forse potuto essere ostacolata se lungo il percorso si fossero trovati continenti e montagne. โ€ฆ nel 1902 โ€ฆ nel corso di una lunga crociera nella Manica nel Baltico, nel Mediterraneo e nell’Atlantico potei inconfondibilmente provare che le zone continentale e le montagne interposte fra stazioni radiotelegrafiche non ne impedivano le comunicazioni.โ€

Oggi sappiamo molto di piรน e possiamo spiegare il comportamento di queste fantomatiche onde (che avevano caratteristiche stranissime e incompatibili con le conoscenze di fine XIX secolo e che condurranno alle teorie della relativitร  di Einstein). Lโ€™accelerazione degli elettroni produce lโ€™emissione di un segnale che si propaga in linea retta alla velocitร  della luce fino a che interagisce con un altro elettrone che assorbe il segnale, venendo anchโ€™esso accelerato. Questa รจ la realtร  nota e la base della comunicazione wireless. Tuttavia, inspiegabilmente, gli esperimenti di Marconi hanno dimostrato che quelle onde riescono a superare non solo le barriere dei monti (i quali, contenendo elettroni, assorbono il segnale che tenta di attraversarli) e degli oceani, ma addirittura la curvatura terrestre (come se si piegassero lungo la superficie del mare).

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La fortuna aiuta gli audaci, ma la tenacia li rende immortali

Se lo stesso Hertz affermava: โ€œLe onde elettromagnetiche non avranno mai nessuna applicazioneโ€, Marconi ipotizzava invece, senza alcuna base teorica, che le onde potessero โ€œsaltareโ€ o โ€œcurvareโ€ in โ€œqualche modoโ€.

In realtร , le onde radio si propagano effettivamente solo in linea retta, come previsto dalle leggi della fisica teorizzate da Maxwell, ma, a bassa frequenza, possono aggirare piccoli ostacoli grazie alla diffrazione. Inoltre, a frequenze inferiori a 30 MHz, vengono riflesse dall’alta atmosfera perchรฉ โ€œsbattonoโ€ contro uno specchio invisibile e ritornano verso il basso, superando ostacoli come montagne e ovviando alla curvatura terrestre raggiungendo luoghi situati oltre lโ€™orizzonte.

Lโ€™ipotesi stravagante della esistenza di uno โ€œspecchio nel cieloโ€, fu avanzata da Oliver Heaviside e Arthur E. Kennelly nel 1902. Lโ€™esistenza di questo โ€œstrato riflettenteโ€, situato a circa 100 km di altezza, sarร  scoperto solamente nel 1924 da Edward Victor Appleton, che vinse il premio Nobel per la Fisica nel 1947 per i suoi studi sulla ionosfera (un plasma che contiene elettroni liberi che, raggiunti da onde elettromagnetiche a “bassa” frequenza, cominciano ad oscillare per risonanza e reirradiano il segnale in tutte le direzioni, riflettendolo quindi anche verso Terra).

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La luce che nasce dalla fiducia

Se oggi possiamo comunicare istantaneamente con ogni angolo del pianeta, รจ perchรฉ qualcuno ha avuto il coraggio di guardare oltre ciรฒ che sembrava ragionevole. Perchรฉ qualcuno, una madre, ha avuto la forza silenziosa di credere nel proprio figlio, anche quando la scuola lo derideva.

Dietro ogni grande scoperta si cela un gesto apparentemente insignificante: uno sguardo che incoraggia, una mano che sostiene, una voce che dice โ€œTu puoiโ€. Il trionfo di un ragazzo รจ anche il trionfo di chi lo ha sostenuto. Sostenere una mente รจ come accendere una stella, e ogni stella illumina il futuro di tutti.

 

Serendipity

Marconi รจ riuscito laddove la scienza non osava spingersi. Il suo sogno sembrava fragile, una fantasia senza basi. Eppure, proprio come Cristoforo Colombo cinquecento anni prima, fu salvato da una veritร  che non conosceva: Colombo dalla presenza imprevista dellโ€™America, Marconi dalla riflessione delle onde nella ionosfera. Lโ€™una e lโ€™altra invisibili, inaspettate, provvidenziali.

Nรฉ Marconi nรฉ Colombo avevano la conferma teorica di ciรฒ che immaginavano. Entrambi furono guidati da unโ€™intuizione, quasi una fede, che, anche se sbagliata, li portรฒ oltre le certezze del loro tempo, ampliando le conoscenze di allora. Entrambi furono inizialmente derisi, contestati, isolati, ma i loro ipotizzatiย fallimenti si trasformarono in conquiste epocali.

La fiducia รจ il primo passo verso lโ€™invisibile, il secondo รจ il coraggio di seguirlo.

ยซUn giorno sarร  possibile mandare messaggi in ogni angolo della terra utilizzando una quantitร  cosรฌ piccola di energia, che anche i costi saranno molto bassiยป. (Marconi, durante la cerimonia per la consegna del premio Nobel per la fisica, 1909).

Quella visione, oggi, รจ realtร  quotidiana. Dalla messaggistica istantanea ai satelliti in orbita, tutto nasce dalla fiducia di quella madre e dal coraggio di crederci.

 

Riccardo Agresti

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