La nostra Costituzione che Γ¨ bene ricordare nasce dopo una terribile guerra e un nefasto ventennio fascista che tanto ha segnato lβItalia, detta chiaramente le prerogative del Capo dello Stato e il Presidente Mattarella le ha interpretate ed esercitate a pieno. Eβ utile inoltre ricordare che la maggioranza degli italiani hanno bocciato con un referendum la riforma costituzionale che era stata messa in campo dal Governo Renzi. In particolare, le forze che hanno osteggiato di piΓΉ quella riforma diventando le piΓΉ accese sostenitrici e conservatrici dellβattuale Costituzione, sono le stesse che gli italiani hanno premiato alle ultime elezioni politiche chiedendogli di formare un governo.
La Costituzione degli Stati siΒ poggia su di un patto tra tutti noi, in ogni luogo pubblico ci sono i simboli di questo patto che per funzionare deve basarsi sulla lealtΓ e sulla convinzione che esso Γ¨ lβunico che ci puΓ² permettere una convivenza civile. In particolare la nostra Costituzione Γ¨ stata scritta con il sangue di quelli che si opposero alla dittatura nazifascista e non Γ¨ dato in nessun caso di tradire la loro memoria.
Le dichiarazioni che si sentono in queste ore da parte dei leader di Cinque Stelle e Lega non sembrano coerenti con quel patto, attaccando il Presidente della Repubblica di fatto ne disconoscono le prerogative che la Carta Costituzionale gli assegna e che loro stessi hanno difeso strenuamente. Ci si Γ¨ avvitati in una spirale in cui si Γ¨ perso di vista il bene del Paese e soprattutto le sue formidabili capacitΓ , da quelle intellettuali alla forte capacitΓ innovativa del suo apparato industriale che negli ultimi anni ha sostenuto la nostra economia con le esportazioni sempre in attivo.
Dobbiamo fare molta attenzione, se il Patto si rompe le conseguenze possono essere drammatiche per tutti e non solo per alcuni, e la responsabilitΓ che abbiamo nei confronti delle future generazioni ci chiedono di aggiornare tale patto, renderlo piΓΉ moderno ma non di tradirlo.Β Β Β Alcune considerazioni sulla situazione politica
Lβignoranza della nostra carta costituzionale associata a clima di anni di violenza verbale ha avuto come risultato finale allo scontro diretto tra i due partiti chiamati a formare il governo e il Capo dello Stato.
Sicuramente lo scarso bilanciamento tra potere economico, anche a livello globale, e potere politico anchβesso contribuisce nonΒ poco alla crescita di un populismo di basso livello: sempre meno vengono in modo analitico analizzati fenomeni quali crescita demografica, migrazioni, sviluppo coerente con le risorse della terra, il perchΓ© di tante guerre in atto.
Le crisi economiche generano paura e desiderio di soluzioni forti e rapide con uomini deus ex machina, leggi dittatori, in grado di gestire completamente il potere economico e legislativo.
Abbiamo visto assistito ad un progressivo degrado del sociale dagli anni β90 con lβabbandono dei partiti e dei sindacati, grazie anche alla trasformazione dellβorganizzazione del lavoro: nonΒ esiste piΓΉ la classe operaia, i giovani hanno abbandonato in massa la politica, anche se sono attivi in attivitΓ collaterali ma non strutturate.
La tecnologia ha ingenerato una falsa idea della semplicitΓ per la soluzione di problematiche anche complesse, e quindi ripeto non analizzando a fondo le conseguenze causa/effetto. Si preferisce parlare per slogan, molto spesso presi a credito dalla pubblicitΓ ; la politica, come i processi non si fanno piΓΉ nelle sedi prefissate ma nei salotti televisivi.
Eβ vero le elezioni hanno avuto come risultato la vincita relativa del Movimento 5S e la coalizione di centro destra, ma grazie a una legge elettorale, votata da tutti i partiti eccetto i M5S, e un assenteismo notevole ha consacrato una non facile governabilitΓ . Il programma presentato da entrambi era ricco di promesse di non facile attuazione e lβimpuntatura sul ministro dellβeconomia Γ¨ frutto delle cause sopra descritte.
Cosa augurarsi per lβimmediato futuro? Pensiamo che nessuna abbia idee chiare, ma sicuramente tutti i partiti dovrebbero analizzare, senza preclusioni di sorta e arroganza, nuove soluzioni, in ambito Europa per un ruolo dellβItalia allβaltezza della sua storia. SarΓ necessario un ravvedimento sulla politica industriale individuando quali settori prediligere, potenziare le infra-strutture, incrementare le spese per il sociale, scuola, sanitΓ , assistenza per gli anziani, riduzione drastica degli sprechi, redistribuzione dei redditi per ridurre le diseguaglianze stipendiali.
Come diceva Moretti, “IΒ partiti dicano”.


