GARLASCO. COLLEGA DEL TESTIMONE: “AVEVA SUBITO INIZIATO A DIRCI QUELLO CHE AVEVA VISTO, MA AVEVA PAURA DI RACCONTARE ALLE FORZE DELL’ORDINE”

Comunicato stampa

Massimo sosteneva, nel 2007, di aver visto una ragazza in bicicletta. Aveva iniziato a dirlo quando sono uscite le prime cose su Garlasco. Non mi aveva mai detto di volersi rivolgere alle forze dell’ordine. Anzi, era più che altro timoroso di quello che poi avrebbero potuto chiedergli”. È quanto ha rivelato un collega del testimone Massimo Mattiuz nell’intervista raccolta dalla giornalista Serenella Bettin per il programma condotto da Antonino Monteleone con Adele Grossi, andata in onda questa sera nel corso della terza puntata di «Filorosso», su Rai 3 e RaiPlay.

La trasmissione è tornata sul caso di Mattiuz, che il 13 agosto 2007 si sarebbe trovato a Garlasco, proprio durante le ore del delitto di Chiara Poggi, perché aveva un appuntamento di lavoro per un evento alla discoteca Le Rotonde. Testimonianza che nei giorni scorsi ha generato anche alcune polemiche.

«Adesso non ci stiamo più frequentando, però negli anni sì, e per questo lo conosco bene», ha spiegato il collega che il 13 agosto 2007 doveva partecipare alla riunione per l’organizzazione della festa alle Rotonde di Garlasco, «Lui era al cellulare», ha ricordato, «ha detto: “Esco, vado a fare una passeggiata!”. Quello me lo ricordo. Lui di solito camminava mentre telefonava».

Quando è rientrato ha detto «di aver visto questa ragazza. Ma comunque in quel momento nessuno gli ha dato attenzione. Lui diceva di aver visto questa ragazza in bicicletta, che andava forte e ha dato una breve descrizione di com’era vestita».

Mattiuz avrebbe poi iniziato a confidarsi nei giorni successivi, quando sono uscite le prime indiscrezioni sul caso di Garlasco. «Non so dirti se a fine agosto, il 1° settembre», prosegue, confermando che il collega di lavoro aveva più di un numero di telefono. «Più numeri li ha sempre avuti, quello è vero», ha concluso, «quindi bisognerebbe controllarli tutti. Magari non erano neanche intestati a lui, magari li hanno intestati alla mamma e quindi non risulta».

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