Oriolo Romano ha vissuto una domenica di sole che sembrava fatta apposta per lei. Per Nadia Ouedraogo, la ragazza del Burkina Faso promessa della pallavolo e luce contagiosa per chiunque l’avesse incontrata. Nadia se n’è andata nel giugno del 2017, a soli sedici anni appena compiuti, travolta da un’auto mentre era scesa da una vettura ferma per una gomma bucata. Una tragedia improvvisa, ingiusta come tutte le tragedie che coinvolgono i giovani, una tragedia che ha lasciato un vuoto profondo non solo nella sua grande famiglia ma anche nel paese e nel mondo sportivo che la stava vedendo crescere.
Da allora, però, Oriolo Romano ha scelto di non lasciare che quel vuoto diventasse silenzio. Ha scelto di trasformarlo in memoria viva.
Domenica 14 giugno si è svolto il settimo Torneo Nadia Ouedraogo, un appuntamento che negli anni è diventato un rito collettivo, interrotto soltanto nel periodo del Covid. Un torneo di pallavolo su erba, maschile e femminile, organizzato con dedizione oltre che dalla famiglia, dalla Polisportiva e dagli amici più cari di Nadia: Sara, Severino, Ilaria e Denise. Una squadra di affetti che, anno dopo anno, tiene accesa la fiamma del ricordo.
Il campo sportivo comunale, messo a disposizione dal Sindaco, si è trasformato in un mosaico di colori, risate, abbracci e sana competizione. Ben 18 squadre femminili e 18 maschili, per un totale di circa 120 partecipanti, giovani provenienti principalmente dal circondario, ma anche dal viterbese, hanno dato vita a una giornata intensa, allegra, piena di energia. Una giornata che sembrava respirare con la stessa vitalità che Nadia portava in campo.
Il torneo ha visto sfide combattute, ma sempre corrette, nel vero spirito dello sport che Nadia amava. Ai vincitori sono stati consegnati premi offerti dagli sponsor: buoni ristorante, pizzeria, gelateria e gadget vari, doni semplici, ma sentiti, donati col cuore, simbolo di una comunità che partecipa, sostiene, si riconosce.
Come ogni anno, l’intero ricavato sarà donato ad un’Associazione di volontariato, perché il Torneo non è solo un evento sportivo: è un gesto di solidarietà, un modo per trasformare il dolore in aiuto concreto, proprio come Nadia avrebbe voluto.
A fine giornata, mentre il sole calava sul prato e le squadre si salutavano stanche ma sorridenti, era impossibile non sentire che qualcosa, qualcuno, fosse ancora lì. Nadia, con il suo talento, la sua dolcezza, la sua storia di rinascita e di integrazione, continua a unire le persone. Continua a far giocare, a far incontrare, a far bene.
E forse è proprio questo il senso più profondo del Torneo: non lasciare che la tragedia sia l’ultima parola, ma permettere alla vita di continuare a parlare attraverso lo sport, l’amicizia e la generosità.
Oriolo Romano lo fa da otto anni. E continuerà a farlo. Per Nadia. Con Nadia.
Riccardo Agresti e Denise Setaro


