Il tennis in Italia non è mai stato così diffuso. Per anni è stato considerato uno sport elitario, seguito da appassionati fedeli, ma lontano dall’impatto mediatico e popolare del calcio, ad esempio. Oggi, invece, i campi sono pieni, i circoli registrano nuove iscrizioni e milioni di persone si fermano davanti alla televisione per seguire una partita. Gran parte del merito è del fenomeno Jannik Sinner e di una generazione di giocatori italiani che ha cambiato il volto di questo sport.
Sinner è diventato molto più di un campione: rappresenta un modello moderno, credibile e vicino ai giovani. La sua calma, il lavoro costante e l’assenza di eccessi hanno conquistato anche chi non aveva mai seguito il tennis. Accanto a lui, altri protagonisti come Musetti, Berrettini, Paolini e i successi in Coppa Davis hanno dato continuità a un movimento che oggi appare finalmente maturo e competitivo ai massimi livelli.
Ma il boom del tennis non può essere spiegato solo con i risultati. In questo momento storico il calcio italiano vive una fase complicata. La Nazionale manca in continuità, il campionato fatica a competere economicamente con gli altri grandi tornei europei e il rapporto tra tifosi e calcio è diventato spesso nervoso, polemico e divisivo. Il tennis, al contrario, trasmette meritocrazia, rispetto e storie personali nelle quali è facile identificarsi.
C’è poi un altro aspetto importante: il tennis moderno è diventato più accessibile. Le piattaforme streaming, i social network e gli highlights continui hanno trasformato uno sport considerato di nicchia e lento, in un prodotto dinamico e coinvolgente. Le partite di Sinner diventano eventi collettivi, commentati online in tempo reale anche da persone che fino a pochi anni fa non conoscevano nemmeno le regole del gioco.
La domanda è se in Italia si stia creando qualcosa che vada oltre il semplice entusiasmo per un campione, dando voce a un Paese che vuole tornare competitivo attraverso il talento, il sacrificio e la programmazione, oppure se – come spesso accade nel panorama italiano – prevarrà l’entusiasmo opportunistico di coloro che si affretteranno a scendere dal carro del vincitore una volta che, come è fisiologico, si paleseranno le prime complicazioni, per risalire in un altrove carro alla volta di chi regala solo sodisfazioni.
Marzia Onorato


