Archeobattello 2026: il Lago di Bracciano tra archeologia, storia e cultura

Con l’edizione 2026 di Archeobattello, il Consorzio Lago di Bracciano, con il patrocinio della Città Metropolitana di Roma Capitale, ha offerto alla comunità un’iniziativa di grande valore culturale, capace di unire divulgazione scientifica, conoscenza del territorio e promozione delle sue eccellenze. Un ringraziamento particolare va alla FISAR Bracciano-Manziana, che ha accompagnato l’evento con una selezione di vini locali, contribuendo a raccontare non solo la storia del lago, ma anche quella delle sue colline, da millenni vocate alla viticoltura.

 

A bordo della Motonave Sabazia II, trasformata per un pomeriggio in una vera aula galleggiante, il prof. Giuseppe Cordiano, docente dell’Università di Siena e tra i massimi studiosi dell’archeologia sabatina, ha guidato i partecipanti in un viaggio attraverso oltre seimila anni di storia. La crociera, partita dal Pontile degli Inglesi di Bracciano, è stata seguita da un incontro nella Sala Convegni del Consorzio, dove la narrazione si è intrecciata con degustazioni delle prelibatezze sabatine.

 

La storia umana del Lago di Bracciano inizia nel Neolitico, con il celebre villaggio della Marmotta, oggi riconosciuto come uno dei più antichi insediamenti perilacustri d’Europa occidentale (VI millennio a.C.). Gli abitanti costruivano terrapieni con tronchi d’albero per ampliare le radure e realizzare abitazioni affacciate sull’acqua. I resti di queste strutture sono stati rinvenuti presso l’attuale Anguillara Sabazia, confermando un’antichissima presenza umana sulle rive del lacus Sabatinus.

 

Dal II secolo a.C., con la crescita economica di Roma, le famiglie senatoriali investirono nel territorio sabatino costruendo ville residenziali e produttive: gli studi più recenti ne riconoscono almeno 22 distribuite lungo le sponde del lago.

 

Due eventi di innalzamento delle acque modificarono radicalmente il paesaggio. Il primo verso il 900 a.C. sommerse gli agglomerati preistorici rivieraschi; poi nel 62 d.C. ci fu un improvviso innalzamento di circa 3 metri, forse legato a sciami sismici che colpirono l’Italia centrale, che sommerse le ville romane, provocando una vera “onda di piena” che fece irruzione nelle strutture come un piccolo tsunami.

 

Gli scavi subacquei hanno restituito pavimenti, muri, pali di approdo e materiali straordinari: tra questi, 14 vasi di vetro decorato, probabilmente caduti da un mobile travolto dall’acqua. Le palanche lignee del molo sono state ritrovate a decine di metri dal punto originario, confermando la violenza dell’evento.

 

Una delle ville più importanti era villa Angularium, da cui deriva il nome moderno Anguillara. Qui -venne costruito l’unico porto del lago, dotato di un faro visibile da ogni punto della superficie lacustre. Oggi ciò che resta del faro affiora come uno scoglio noto come Scoglio dei Soldati o della Sentinella.

La storia del porto è legata alla figura di Rutilia Polla, che aveva appena acquistato la villa e ottenuto il diritto di pesca, quando, con l’innalzamento delle acque del 62 d.C., Rutilia perse il porto e chiese al giureconsulto Proculo ulteriori tre metri di riva per poter tirare in secco le barche dei suoi pescatori.

Angularium era un centro nevralgico per la pesca: secondo Strabone, il lago forniva a Roma canne, piumaggi e pesce fresco, confermando la sua importanza economica.

 

Sulle colline di Bracciano sorgeva Forum Clodii, città romana situata nell’area dell’attuale tenuta di San Liberato. Alle spalle di Trevignano Romano si trovava invece Sabate, città etrusca poi inglobata da Roma dopo la conquista di Veio. Le sue tombe etrusche sono oggi riutilizzate come cantine vinicole, testimonianza della continuità agricola e vitivinicola del territorio.

 

Nel 2016, durante la manutenzione dell’acquedotto del Peschiera, l’ACEA prelevò grandi quantità d’acqua dal lago per rifornire Roma. Il livello scese di quasi 2 metri, riportando alla luce strutture romane normalmente sommerse: muri, strade, perimetri di ville e persino le ossa di un bue sacrificato prima della costruzione di un antico porticciolo.

Fu un’occasione unica per gli archeologi, anche se mancò un coordinamento unitario tra i comuni rivieraschi, e solo un sito affidato all’Università di Siena, poté essere studiato con precisione.

 

Il prof. Cordiano ha sottolineato la necessità di un progetto idrogeologico integrato, in continuità con il suo progetto “Sabatia Stagna”, per comprendere pienamente le dinamiche del lago e del suo territorio. La storia del lacus Sabatinus è infatti un intreccio di geologia, archeologia, economia e cultura che continua a emergere dalle sue acque.

Ha concluso infine con la leggenda della città sommersa. La continuità delle strutture lungo la riva, che ricorda la celebre area archeologica di Baia (Napoli), non è una città sommersa, ma una sequenza di ville monumentali, quasi senza soluzione di continuità, che ha alimentato nei secoli il mito della “città perduta” del Lago di Bracciano e delle campane d’oro che, in fondo agli scogli dei due soldati, suonano a volte nelle notti di tempesta.

 

Archeobattello 2026 non è stato soltanto un evento divulgativo: è stato un invito a guardare il Lago di Bracciano come un archivio vivente, un luogo dove il passato affiora letteralmente dal fondo dell’acqua.

Grazie al Consorzio Lago di Bracciano, alla Città Metropolitana di Roma, alla competenza del prof. Giuseppe Cordiano e alla collaborazione della FISAR Bracciano-Manziana, la comunità ha potuto vivere un’esperienza che unisce conoscenza, paesaggio e cultura del vino, rafforzando il legame con un territorio unico nel suo genere.

 

Si ringrazia per la consulenza il prof. Giuseppe Cordiano

 

Riccardo Agresti

 

QUADRO CRONOLOGICO

Intorno al 6000 a.C. – NEOLITICO

  • Prime comunità perilacustri.
  • Villaggio della Marmotta: case su palafitte, terrapieni in legno.
  • Inizio della presenza umana stabile sul lago.

 

X sec. a.C. – INNALZAMENTO DELLE ACQUE

  • Probabile aumento del livello del lago di 9 metri
  • Sommerso parte degli insediamenti preistorici rivieraschi.

 

VIII–IV sec. a.C. – ETRUSCHI

  • Città di Sabate sul colle dietro Trevignano.
  • Tombe poi riutilizzate come cantine vinicole.

 

150 a.C. – ROMA REPUBBLICANA

  • Roma conquista Veio e ingloba Sabate.
  • Le famiglie senatoriali investono nel territorio.
  • Nascono le prime ville residenziali e agricole.

 

II–I sec. a.C. – ETÀ ROMANA

  • Costruzione di almeno 22 ville attorno al lago.
  • Agricoltura vinaria intensiva destinata all’esportazione.
  • Forum Clodii diventa il centro amministrativo della zona.
  • Costruzione dell’unico porto del lago ad Anguillara.
  • Faro visibile da tutta la superficie lacustre.

 

62 d.C. – “TSUNAMI” DEL LAGO

  • Rutilia Polla acquista villa Angularia, riva e diritti di pesca.
  • Sciami sismici colpiscono l’Italia centrale.
  • Il livello del lago si alza di circa 3 metri.
  • Ville sommerse nei piani bassi.
  • Le palanche del molo vengono scagliate a 20–25 metri.

 

III–IV sec. d.C. – DOMIZIANO

  • L’imperatore acquista le ville distrutte.
  • Costruisce una nuova residenza presso la sorgente minerale, base dell’attuale complesso di Vicarello.

 

1980–oggi – TUTELA DEL LAGO

  • Le acque diventano potabili grazie al collettore fognario.
  • Cresce l’interesse archeologico e naturalistico.

 

2016 – ABBASSAMENTO DEL LIVELLO

  • Prelievi idrici ACEA per rifornire Roma.
  • Il lago scende di quasi 2 metri.
  • Riappaiono strutture romane: muri, strade, porticcioli.
  • Ritrovamento del bue sacrificato e dei vasi di vetro decorato.

 

OGGI

  • Archeologia subacquea, tutela ambientale, studi idrogeologici.
  • Archeobattello: divulgazione, cultura, vino e territorio.

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