Sei giornate di appuntamenti, più di 120 attività, 5.000 studenti coinvolti e 15.000 persone raggiunte complessivamente. Sono i numeri della Settimana della Scienza 2026 di Frascati Scienza, che si è conclusa nel fine settimana dopo aver portato la ricerca fuori dai laboratori e dentro piazze, scuole, musei, università e spazi culturali.
Dal 21 al 26 settembre, con il momento centrale della Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici del 25 settembre, la scienza è stata raccontata attraverso laboratori, esperimenti, giochi, incontri, spettacoli e attività interattive, coinvolgendo bambini, ragazzi, famiglie, cittadini e comunità scientifica. La Notte ha proposto oltre 120 appuntamenti, trasformando ancora una volta Frascati in un grande laboratorio diffuso.
Grande partecipazione anche da parte delle scuole: le attività dedicate a studentesse e studenti hanno registrato una forte richiesta, con quasi tutti i laboratori andati rapidamente sold out. A Frascati, le mattine alle Mura del Valadier e alle Scuderie Aldobrandini sono state dedicate agli istituti di ogni ordine e grado, mentre nei pomeriggi il programma si è aperto a famiglie e pubblico generico.
Il programma ha attraversato temi e linguaggi molto diversi: dalla biodiversità all’alimentazione, dal cervello alla genetica, dall’intelligenza artificiale alla realtà virtuale, dall’energia alla crisi climatica, fino all’esplorazione dello spazio. E ha alternato divulgazione e intrattenimento, con appuntamenti come “Finali possibili: la Terra che verrà” con Licia Troisi, “La Fisica Sognante” di Federico Benuzzi, “Pe dilla tutta” de La Scienza Coatta e “Cosmocani e Astroscimmie” di Alessandro Coletta.
Un’edizione particolarmente significativa anche per le condizioni in cui è stata realizzata. Nel 2026 Frascati Scienza ha scelto di non fermarsi nonostante l’assenza dei tradizionali finanziamenti europei, riuscendo a mantenere la manifestazione gratuita grazie alla mobilitazione di sponsor, partner e cittadini attraverso la campagna di crowdfunding “Diventa supporter”.
«Quest’anno abbiamo scelto di non spegnere la Notte. Non lo abbiamo fatto per difendere un evento. Lo abbiamo fatto per difendere un’idea: che la conoscenza debba restare accessibile, gratuita, vicina ai ragazzi e alle comunità», sottolinea Matteo Martini, presidente di Frascati Scienza.
«Ma dobbiamo essere sinceri: uno sforzo così non è replicabile all’infinito. Non possiamo trasformare l’emergenza in modello. Non possiamo pensare che la divulgazione scientifica gratuita sopravviva ogni anno grazie alla buona volontà, alla testardaggine e al sacrificio di pochi. Questa edizione siamo riusciti a realizzarla. La prossima, nelle condizioni attuali, non siamo in grado di garantirla. Se non cambia qualcosa, se non arrivano risorse stabili, sponsor coraggiosi e una vera assunzione di responsabilità istituzionale, la Notte Europea dei Ricercatori e la Settimana della Scienza 2027 rischiano concretamente di non esserci, almeno nella forma gratuita, aperta e diffusa che il pubblico conosce. Non perché Frascati Scienza non voglia farla. Non perché le università e i centri di ricerca non vogliano aprirsi al territorio. Ma perché, semplicemente, così non è sostenibile.
Questa Notte è accesa. E perché resti accesa anche domani, serve che molti altri scelgano di tenerla accesa con noi».