Piano di gestione dei rifiuti nel Lazio: la discussione ora in Consiglio regionale
Dopo la conclusione il 19 giugno della consultazione pubblica del nuovo Piano di Gestione dei Rifiuti, approvato dalla Giunta e valido fino al 2031, ora la discussione passa in Consiglio regionale.
La prima modifica riguarda la suddivisione del territorio in 2 ATO (Ambiti territoriali Ottimali) superando i precedenti 5 provinciali: lβATO1 comprende tutto il Lazio esclusa la cittΓ di Roma, lβATO2 riguarda la sola capitale. Ciascun ATO dovrΓ operare in maniera autonoma per la raccolta dei rifiuti, il recupero di materia e riciclo, e lo smaltimento della quota indifferenziata residua da inviare allβincenerimento e infine conferire in discarica, garantendo lβautosufficienza e la chiusura completa del ciclo.
Pe lβATO2, perΓ², un piano giΓ esiste, ed Γ¨ quello approvato dal Sindaco Gualtieri in qualitΓ di Commissario straordinario a dicembre 2022: tale piano viene recepito integralmente in quello regionale, che risulta pertanto dalla somma di due elaborazioni svolte in tempi e con logiche differenti.
Il Piano di Roma, infatti, prevede obiettivi di riciclo inferiori a quelli imposti dalla normativa europea, puntando tutto su un nuovo mega inceneritore che dovrΓ bruciare 600.000 tonnellate lβanno di rifiuti indifferenziati, senza alcun trattamento preventivo; per il resto del Lazio, invece, Γ¨ imposto il trattamento dei rifiuti indifferenziati in impianti TMB (Trattamento Meccanico Biologico) che producono materiale βstabilizzatoβ da conferire in discarica e combustibile piΓΉ βpregiatoβ da bruciare nellβinceneritore di S. Vittore, che si amplierΓ .
La logica vorrebbe che il trattamento fosse esteso a tutto il Lazio, puntando, però, alla evoluzione dei convenzionali TMB, cioè impianti progettati per massimizzare il recupero di ulteriore materia, con consistenti vantaggi economici e specialmente la riduzione del ricorso a discariche e inceneritori.
Per Roma, poi, il piano di Gualtieri non prevede una discarica, e dunque i rifiuti della capitale – in quantitΓ rilevanti – verranno conferiti in quella di Civitavecchia che si prevede di ampliare. Nel resto del Lazio si amplieranno altre discariche esistenti – Viterbo, Aprilia (LT) e Roccasecca (FR) – per le quali esistono criticitΓ ed un profondo dissenso di cittadini e amministrazioni locali.
Una anomalia generalizzata Γ¨ poi la proliferazione incontrollata di impianti per il trattamento della frazione organica, prevalentemente i βbiodigestoriβ con produzione di biogas, al punto che nello stesso piano regionale si afferma che nel complesso la capacitΓ impiantistica in Lazio potrebbe arrivare, se tutti gli impianti si dovessero realizzare, ad oltre 1,9 milioni di tonnellate, oltre il doppio del fabbisogno atteso al 2031 (710.000 tonnellate).
Il Piano prevede, poi, di estendere il ricorso alla tariffa puntuale, potente disincentivo allo spreco e incentivo alla raccolta differenziata e riciclo, ma ad una parte ancora del tutto insufficiente della popolazione laziale. Inoltre, si prevede una riduzione della produzione di rifiuti a monte, ma in maniera limitata. Infine, sui costi a carico dei cittadini incideranno fortemente gli inceneritori, se come sembra verranno tassati per le quote di CO2 emesse.
Per i consiglieri regionali si preannuncia un gran lavoro, che seguiremo puntualmente, anche con ulteriori approfondimenti sul nostro giornale e sul sito
Giuseppe Girardi


