Comunicato stampa
“È davvero singolare che il presidente Rocca, di fronte al fallimento dell’adesione al Fascicolo Sanitario Elettronico nel Lazio, attribuisca la responsabilità ai cittadini e alla privacy, spostando le cause della scarsa diffusione su medici e personale sanitario. In realtà, domando al presidente Rocca perché non sono state fatte campagne di comunicazione istituzionale, visto che sono stati spesi oltre 1 milione di euro per le ultime due campagne, che di istituzionale non avevano nulla.
Perché non è stato attivato un tavolo con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta per favorire la massima adesione dei cittadini al Fascicolo Sanitario, che è uno strumento fondamentale?
I motivi della tutela della privacy non c’entrano nulla, poiché sul Fascicolo Sanitario, a livello nazionale, vi è stato un accordo in Conferenza Stato-Regioni, anche con l’Autorità Garante per il trattamento dei dati personali, e se in Emilia-Romagna hanno aderito 9 cittadini su 10 è solo perché la Regione si è mossa, mentre nel Lazio siamo a malapena a 1 cittadino ogni 10.
Purtroppo, o vi è stata una sottovalutazione dell’importanza oppure una scarsa volontà e l’inerzia che sta dimostrando questa amministrazione regionale, nonostante abbia ereditato lo strumento nella sua interezza e doveva preoccuparsi solo di comunicarlo correttamente e informare i cittadini, cosa che non è avvenuta”.
Lo ha dichiarato il consigliere regionale di Azione, Alessio D’Amato.


