Oggi 21 Aprile 2026, alla presenza delle massime Autorità delle Amministrazioni Locali, della ASLRM4, Associazioni di Volontariato a vario titolo, si è svolta la cerimonia di posa della prima pietra della nuova sede del Dipartimento di Prevenzione del Distretto 3 della ASL Roma 4.
Presenti la Direttrice Generale ASLRM4 Rosaria Marino, il Direttore Sanitario, Cristiana Bianchini, il Direttore del Dipartimento di Prevenzione Pierluigi Ugolini, Il Sindaco Angelo Pizzagallo, la Vice Sindaco Paola Fiorucci e i Consiglieri Comunali di Anguillara S. Cristian Calabrese ed Enrico Serami..
Il Sindaco Angelo Pizzigallo nel suo intervento di presentazione, ha ringraziato tutti, l’ASLRM4 nella persona della sua Direttrice Rosaria Marino, i Consiglieri Regionali presenti On. Giorgio Simeoni e l’On. Mario Luciano Crea. Abbiamo puntato molto sulla Sanità e su strutture di prossimità in grado di soddisfare i bisogni dei Cittadini e quanti che ha vario titolo non sono in grado di raggiungere strutture lontane.

Nel suo intervento, la Direttrice Generale Rosaria Marino, ha sottolineato che, preso atto che l’ASLRM4 non cambierà linea di indirizzo, ma verrà potenziata e rafforzata anche nelle Unità esistenti. Questo di oggi è la dimostrazione degli impegni presi.
Preso atto del bisogno di consentire alla popolazione l’accesso ai programmi di screening e agli accertamenti clinico-strumentali la ASL Roma4 sta portando avanti un programma di prevenzione e di copertura capillare del suo territorio. Il COVID ha modificato il nostro modo di vivere, di relazionarci, di incontrarci; la ASL vuole adeguarsi dando nuove risposte e soluzioni ai bisogni della persona.
“Ringrazia e afferma che questo programma, nasce per dare una risposta ai bisogni e alle esigenze della cittadinanza, in un momento storico come questo, contrassegnato dalle difficoltà esistenti”,

Questa esperienza ha, con la sua forza destabilizzante, evidenziato quanto siano importanti in ambito sanitario e non solo, per il SSN: una medicina di prossimità (con l’affidamento alle strutture sanitarie più vicine al domicilio del paziente anche per una sua più adeguata presa in carico); la accessibilità alle cure (poter disporre anche presso le strutture periferiche delle cure e/o servizi più efficaci e innovative, riferendo i pazienti ai centri maggiori solo per le terapie usufruibili nell’ambito di sperimentazioni cliniche); L’organizzazione dei processi diagnostici (i piccoli centri pur non disponendo delle specialità ad alta expertise necessarie per il completamento del percorso diagnostico possono sopperirvi con percorsi preferenziali stabiliti con le strutture più organizzate ma in difficoltà per la eccessiva domanda); una costante comunicazione formativa, informativa e di sostegno, mediante il dialogo da remoto con gli operatori sanitari (infermieri, psicologo, medici, ecc.) che hanno in cura il paziente.

In sintesi una medicina di accoglienza e di prossimità: una presa in carico del paziente per ogni fase della sua malattia ponendo attenzione alla terapia più efficace ma anche a tutte le esigenze del paziente (sociale, psicologica e di assistenza).
“Una struttura che offre la possibilità, per chi ha bisogno, di essere preso in carico globalmente, sia nel momento della diagnosi che della cura in un posto che è vicino casa”.
Giovanni Furgiuele Presidente Associazione Culturale No Profit “L’agone Nuovo”



