3 Dicembre, 2022
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Festival Nazionale delle Università, il cambiamento della comunicazione attraverso il digitale

“La pervasività del digitale: tra comunicazione e rappresentazione” è il titolo del panel tenutosi nella seconda giornata di lavori al Festival Nazionale delle Università, in corso alla Link Campus University di Roma.

L’argomento legato all’avvento del digitale è stato trattato esaurientemente da Pier Giuseppe Rossi (Professore Ordinario di Didattica e Pedagogia Speciale, Università degli Studi di Macerata), Fabio Lucchini (Ricercatore in Sociologia dei processi economici e del lavoro, Università degli Studi di Milano Bicocca), Michele Marzulli (Ricercatore in Sociologia Generale, Università Ca’ Foscari Venezia), Massimo Martellini (Presidente FCP- Federazione Concessionarie di Pubblicità), Lorenza Parisi (Professoressa Associata in “Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi”, Link Campus University) e Guido D’Ubaldo (Presidente Ordine dei Giornalisti Lazio).

Il Professor Rossi ha dichiarato: «Cambiando la cultura, cambia anche la didattica. Prima parlavamo di una società liquida, dove la didattica non poteva trasmettere procedure, ma doveva mettere in grado i ragazzi di gestire il proprio futuro e l’innovazione. Il digitale sta cambiando spazio e tempo e quindi il linguaggio e le parole. I mediatori da utilizzare, infatti, non sono più né solo immagini né solo testi. Un esempio: la prima pagina di un quotidiano di oggi, un ibrido che significa anche rompere tra presente e distanza».

Per Martellini «il mondo editoriale lavora sulla comunicazione, ma deve sottendere alle leggi di mercato per vendere un servizio. I ricavi delle vendite, però, non sono più sufficienti e quindi la possibilità di offrire il lavoro di comunicazione come mezzo per congiungere la produzione con il mercato, è sicuramente il corollario necessario per mantenere in vita le aziende editoriali. Questo garantisce quel fenomeno favoloso della democrazia che è l’informazione.

Il digitale, del resto, ha cambiato alcuni paradigmi del mondo editoriale. C’è sicuramente voluto tempo, ma la fruizione del messaggio è molto più immediata, obbligando i creativi a lavorare in maniera diversa. Da uno spot con immagine, siamo infatti arrivati a micro-messaggi pervasivi che hanno aumentato la capacità di comunicazione».

«L’informazione, con l’avvento del digitale, è cambiata radicalmente. Una volta – ha detto D’Ubaldo – i giornali cartacei avevano il predominio nel campo dell’informazione, mentre oggi le copie vendute sono sicuramente in calo. Basti pensare che anche i giovani si informano in altro modo. Il giornalista, però, deve saper cavalcare questa trasformazione, diventando trasversale e informando sul cartaceo e sul digitale».

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