Ladispoli e il Giorno della Memoria

“Come ebbi modo di affermare in piena pandemia, ci sono eventi come il Giorno della Memoria che nemmeno l’emergenza sanitaria può mettere in secondo piano. Una giornata che andrà celebrata eternamente,  affinché un orrore come l’Olocausto non si ripeta mai più. Nel massimo rispetto delle norme di prevenzione del Covid, la città di Ladispoli intende vivere questa ricorrenza con la dovuta attenzione che merita un momento di grande riflessione e di monito per le nuove generazioni”.

A parlare è il sindaco Alessandro Grando che, a 22 anni dall’istituzione del “Giorno della Memoria”, nell’anno della scadenza del mandato legislativo ha voluto esternare un pensiero a quei tragici fatti che settant’anni fa culminarono con la vergogna delle razziali, atto orripilante che fu il prologo alla deportazione dei cittadini ebrei, allo sterminio sistematico nei campi di concentramento.

“Il 27 gennaio del 1945 – continua Grando – fu smantellato il campo di concentramento di Auschwitz, dove decine di migliaia di uomini, donne e bambini furono barbaramente spediti a morire nelle camere a gas. La Shoah, come ho più volte ribadito, è una memoria storica che abbiamo il dovere di tramandare e non far mai cadere nell’oblio. Sono anche recenti i drammatici esempi di come odio, intolleranza e discriminazione siano un cancro da estirpare sul nascere.  Dalla violenza di genere all’odio razziale, tutti gli amministratori hanno il dovere di stigmatizzare e condannare ogni minimo segnale, chiamando i cittadini alla mobilitazione sociale e di pensiero.

Sin dal mio primo giorno da sindaco ho sottolineato come Ladispoli sia sempre stata un passo avanti nel processo di integrazione, sin dagli anni ottanta accoglie etnie differenti che convivono pacificamente in modo laborioso e costruttivo, integrandosi alla perfezione nel tessuto sociale. Qualcuno potrebbe pensare che siamo ripetitivi, in realtà è necessario anche nel terzo millennio evidenziare le peculiarità della nostra città che ha sempre respinto ogni forma di razzismo, gettando le basi sin dalle scuole di un processo di integrazione ormai consolidato. Affermiamolo ancora una volta tutti insieme, il 27 gennaio è un giorno da scolpire a caratteri cubitali nella memoria collettiva, abbiamo il dovere di insegnare ai nostri figli come il male non sia mai un evento casuale. Nasce come un mosaico che si compone quotidianamente di tasselli pericolosi che non dobbiamo mai sottovalutare. Ladispoli sarà sempre in prima fila contro ogni forma di intolleranza, odio, violenza e  sopraffazione. Invitiamo le famiglie a spiegare ai ragazzi quale abominio sia stata la Shoah e come sia fondamentale, aldilà delle differenti ideologie, alzare un muro contro qualsiasi tipo di discriminazione”.

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