Alessandra Lombardo, che ha perso il marito ad aprile, scrive al dirigente della sanitร bergamasca spiegando che “per tutto ottobre non hanno ricevuto i dispositivi di protezione”ย
Gli errori โimputabili a una gestione a dir poco colpevole e scandalosa della Regione Lombardiaโ che hanno ucciso suo marito, medico di base, ad aprile, continuano a far ammalare, in alcuni casi con esito fatale, chi cura per primo i cittadini.ย Alessandra Lombardo, vedova di Gianbattista Perego,ย โmedico di assistenza primaria a Treviolo (Bergamo) e aggiungo, non per vanto ma per stima che avevo nei suoi confronti e nella sua massima dedizione professionale, dermatologo, omeopata, agopuntore e profondo studiosoโ, scrive a Massimoย Giupponi, direttore generale dellaย Atsย di Bergamo, una lettera pubblicata sullaย pagina Facebook di Noi Denunceremo, da dove ogni giorno si leva il โcoroโ dolente di chi ha perso un affetto per ilย Covid.
Gianbattista, morto senza protezioni
Gianbattista, รจ la testimonianza della donna, insegnante,ย โรจ deceduto il 23-04-2020, dopoย 37 giorni di calvario, 150ยฐ medico di una triste lista di coloro che fino all’ultimo respiro hanno prestato assistenza, conforto e cura ai propri pazienti, pur nella totale mancanza di dispositivi di protezione adeguati.ย Atsย di Bergamo, agli inizi del mese di marzo 2020, aveva dato in dotazione ad ogni medico di base del territorio,ย pochissime mascherineย chirurgiche e una confezione di guanti monouso, non garantendo minimamente la sostituzione giornaliera deiย Dpiย indispensabili per effettuare in totale sicurezza, le visite ambulatoriali e domiciliari ai pazienti piรน bisognosi e gravi, nonostante le rassicurazioni di Regione Lombardia circa la fornitura deiย Dpiย stessi (prime indicazioni di Regione Lombardia giunte in Atsย il 23-02-2020 registro ufficiale ATS.I.0020724 del 24-02-2020 ore 9.22). Ricordo laย disperata ricercaย di trovareย Dpiย idonei tramite amici e pazienti, lo smarrimento generale unito alla paura personale di un reale contagio, che si รจ rivelato per lui fataleโ.
“A ottobre diย ย nuovo gli stessi errori”
โPurtroppo a distanza di mesi โ constata –ย sono a conoscenza diretta di alcuni disservizi che permangono ancora sul territorio, sicuramente imputabili ad una gestione a dir pocoย scandalosa e colpevole della Regione Lombardiaย e pertanto mi rivolgo a lei, come Direttore Generale preposto alla gestione e alla responsabilitร del funzionamento dellโapparato sanitario provinciale, insieme ai Direttori Sanitari. Mi risulta che ai medici di base,ย per l’intero mese di ottobre,ย non sono stati distribuitiย Dpiย e che solo nelle ultime 2 settimane, sono stati dati camici, mascherine chirurgiche, poche mascherine ffp2 ma non tute intere, non copricapo, nessuna mascherina ffp3 e nessun occhiale. Inoltre agli stessi รจ stata distribuita una fornitura irrisoria di vaccini anti-influenzali, anche senza aghi, insufficiente a garantire la richiesta di pazienti fragili e anzianiโ.
“Tamponi per tutti, non solo per le famiglie colpite come la mia”
La vedova porta anche lโesperienza della figlia che โcirca un mese fa, ha aspettato invano una telefonata dal servizio preposto per poter effettuare un tampone, richiesto tempestivamente dal medico di base, tanto da essere costretta a chiamareย dopo 12 giorni di attesa, la segreteria della Direzione Generale per avere chiarimenti, non essendo disponibile alcuna risposta chiamando il numero di telefono adibito al sevizio suddetto. Grazie alla disponibilitร della sua segretaria, รจ stata sottoposta ad un tampone domiciliare, per altro non da me richiesto, che รจ risultato per fortuna negativo”.
“Dato cheย non sono avvezza a scorciatoie gratuite o favoritismi –ย spiega –ย pur ringraziando infinitamente l’efficienza della sua segreteria, credo che i servizi e i relativi numeri di telefono dovrebbero sempre essere garantiti nelle fasce orarie stabilite, a tutti i cittadini e non solo a chi come la mia famiglia, รจ stata colpita cosรฌ tragicamente. Non oso pensare che la celeritร di un tampone, per di piรน a domicilio, sia dovuta alla mia situazione personaleโ.
La lettera si chiude con una speranza e una richiesta: “Spero lei possa trovare le giuste strategie di mediazione anche e soprattutto con coloro che hanno potere politico decisionale e determinante per il futuro della sanitร lombarda, tanto decantata rispetto alle altre regioni italiane, maย ora specchio di un’incompetenza gestionale e di chiacchiere infruttuose che riflettono un sistema malato.ย ย Avrei piacere d’incontrarla personalmente”.
(Agi)


