Commissione Bilancio: «Patrimoniale inammissibile». Destra e renziani festeggiano

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La commissione Bilancio boccia l’emendamento – una tassa – perché senza copertura.

Fratoianni e Orfini: lo ripresenteremo al senato.

Bocciata anche la norma anti Unicredit-Mps

La notizia arriva all’ora di pranzo. L’emendamento alla manovra che prevedeva una patrimoniale è stato giudicato inammissibile dalla commissione Bilancio della camera per «carenza o inidoneità della compensazione». Incredibilmente la tassa che la destra tacciava di «mettere le mani nelle tasche degli italiani» avrebbe mancanza di copertura, costerebbe troppo allo stato.

«Ci sembra incredibile che un’imposta che garantisce maggior gettito venga respinta con questa motivazione. Per questo faremo ricorso contro questa decisione e ci aspettiamo una spiegazione, numeri alla mano, del perché questo sia accaduto», affermano subito in una dichiarazione congiunta Nicola Fratoianni e Matteo Orfini primi firmatari dell’emendamento sull’abolizione Imu sulle seconde case e dell’imposta sui conti correnti e titoli, sostituite da una tassazione progressiva sui grandi patrimoni sopra i 500mila euro. Il gettito stimato variava da 10 a 18 miliardi l’anno.

«RILEVIAMO CON UN SORRISO – proseguono i due parlamentari – che tutti coloro che ci hanno accusato in questi giorni dovrebbero chiedere scusa: diventa evidente e chiaro che la nostra proposta restituisce molto proprio a lavoratori e ceto medio. Ad ogni modo qualora questa incredibile decisione fosse confermata – concludono Fratoianni ed Orfini – ripresenteremo l’emendamento in Senato tenendo conto delle eventuali obiezioni».

Con la stessa motivazione, la commissione ha bloccato anche il tentativo del M5s di ridurre i benefici fiscali per le fusioni fra banche riducendo la trasformazione delle imposte future in capitale da 5 miliardi a soli 500 milioni. L’obiettivo è di ostacolare l’ipotesi di un’acquisizione di Mps da parte di Unicredit. Sia per la patrimoniale sia per l’«emendamento Montepaschi» ancora non è detta l’ultima parola, però. I promotori hanno infatti presentato ricorso contro le bocciature: oggi la stessa commissione dovrà decidere se riammettere o meno le due proposte. Anche in caso di «ripensamento», comunque, le due misure dovranno poi essere votate in commissione. E, specie per la patrimoniale, le speranze d’approvazione sono poche a causa dell’opposizione di M5s e Italia viva.

Fratoianni e Orfini pensando comunque di riproporre la proposta durante l’iter della riforma del fisco, prevista nel 2021 e già abozzata in manovra.

RESTANO INVECE IN CAMPO le richieste di maggioranza e opposizione di prolungare alla fine del 2023 i superbonus al 110% per interventi antisismici e di miglioramento energetico degli edifici che invece nel testo della legge di bilancio scadrebbe a fine 2021 con molti interventi che non farebbero in tempo ad usufruirne, specie per quanto riguarda lavori condominiali. «Nessuno è contrario alla proroga del Superbonus – ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli – . C’è un dibattito sul come farla. Credo che si debba fare un prolungamento forte, non limitato a mesi ma, ovviamente, ad anni». Il problema sta nel fatto che si tratta di una misura molto costosa. Per questo, nel governo c’è chi preferirebbe inserire la proroga non subito in manovra, ma in un prossimo provvedimento, che possa contare sui fondi del Recovery Plan.

I VOTI IN COMMISSIONE Bilancio alla Camera, presieduta da Fabio Melilli del Pd, inizieranno la prossima settimana. Dei circa 6.800 emendamenti depositati, la commissione ne ha dichiarati inammissibili 2500. Ma i voti dovrebbero concentrarsi sui quasi 900 che le varie forze politiche segnaleranno come prioritari. Su quelli si giocherà il confronto politico fra maggioranza e opposizione, nei prossimi giorni.

(Il Manifesto)