Montebello, fidejussioni: “Denunceremo chiunque danneggi l’erario”

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Rileviamo e pubblichiamo 

Dr. Armando Tondinelli, sindaco di Bracciano
Segretaria comunale
Capo-area legale
e p. c.: Tutti i Consiglieri comunali
Tutti gli Assessori
Sign. Prefetto di Roma
Procura della Repubblica di Civitavecchia
Procura della Corte dei Conti di Roma
Bracciano, 1 dicembre 2020

Oggetto: Montebello, fidejussioni – Denunceremo chiunque danneggi l’erario

Signor Sindaco,
leggiamo con stupore la determina 1965 del 19-11-2020, a firma della Capo-area urbanistica, col visto del Responsabile dei servizi finanziari. Con essa s’affida l’incarico di Ctp ad un Ingegnere non braccianese, del tutto ignaro delle nostre complesse vicende, nell’ambito del procedimento 200052/11 (Tribunale di Civitavecchia), per l’accesso a due fidejussioni di 100.000 e di 1 milione di euro, relative al completamento e/o messa a norma delle opere d’urbanizzazione nel Villaggio Montebello di Bracciano, una lottizzazione che si pregiò della firma dell’archistar Paolo Portoghesi, doveva essere il fiore all’occhiello della Città per il rilancio d’un turismo culturale (il depliant fu esposto al Boubourg di Parigi ed è citato nei libri d’arte). E invece, per le inerzie, i pressappochismi e le colpevoli acquiescenze del Comune nell’arco di 35 anni, è oggi un letamaio.
La Giudice del procedimento, nell’accertare il diritto del Comune ad accedere ad una delle fidejussioni, quella da 1 milione di euro (ritenendo l’altra da 100.000 decaduta per l’inerzia del Comune, col relativo danno erariale), nominava un Ctu giudiziario per l’accertamento del quantum. Il Ctp comunale dovrebbe dunque aggiungersi e collaborare col Ctu giudiziario.
Il nostro stupore deriva dalla circostanza che solo pochi giorni fa, con diffida del 18-11-2020, le sottolineavamo che in altre sedi giudiziarie si stava dispiegando un tentativo dell’ex-Lottizzatore di ridurre drasticamente il valore monetario di tali opere, col Comune privo di mordente, malgrado l’eccezionale danno all’erario.
Le ricordavamo peraltro che al Comune giacciono due soli collaudi finali, in quasi 18 anni mai contestati in giudizio dalla Controparte, né rifiutati dal Comune: dunque, in forte odore di verità oggettiva. Per il Comune, anzi, i due collaudi son l’unica verità cui esso è obbligato ad attenersi. Il primo collaudo (n. 13809 del 24-5-2003, a firma ing Vincenzo Fusco, nominato da una Giunta di centro-destra, di cui ella era magna pars) definì tali opere non collaudabili, perché incomplete e/o non a norma. Ed elencava a bizzeffe le incompletezze e le difformità da norme e progetti, a titolo peraltro esemplificativo, non esaustivo.. Il secondo collaudo (n. 4759 del 12-2-2009, a firma dell’arch. Massimo Cavalieri), nel confermare i rilievi Fusco, fissava il quantum in 954.000 euro (denaro d’allora), dettagliando gli interventi voce per voce.
Come naturale conseguenza di ciò, noi l’esortavamo ad affidare l’incarico di Ctp ad uno dei due Collaudatori, che conoscono perfettamente le problematiche. Chi meglio di loro? E invece no. Si ricorre ad un Professionista “forestiero”, certamente valido, ma del tutto ignaro delle nostre tragiche vicende, che s’accavallano ormai da 35 anni. E che potrebbe perciò incorrere in inconsapevoli errori di valutazione, qualora il Comune, come talvolta gli è accaduto, fosse preso, che so?, da inerzia o pressappochismo, nell’informarlo in modo esauriente, coi relativi danni erariali. Ancora. Il Nominato necessariamente ci costa parecchio, ben 15.000 euro, mentre quelli da noi suggeriti, conoscendo la materia, avrebbero preso meno della metà. E in un momento di vacche magre come l’attuale… Una postilla. Da un comma della determina parrebbe che l’unico Professionista in gara fosse quello de quo. Una scelta ad personam, insomma. E ciò ci pone seri dubbi anche sulla legittimità dell’atto.

Ma v’è di più, assai di più. Pare che in molti abbiano dimenticato la relazione 33772 del 17-11-2009 della Guardia Forestale, su mandato della Procura di Civitavecchia (un documento successivo, dunque, ai due collaudi). Vi si rilevò, tra l’altro, le seguenti gravi “anomalie”. 1) – la strada d’accesso (lato Pisciarelli) è difforme dal progetto (vedi tavola 3 della concessione); 2) – alcune centinaia di metri di muro di contenimento in c. a., alti fin oltre tre metri, son privi di concessione (oltre che orribili e deturpanti, aggiungeremmo noi, con pericolosissimi spuntoni di ferro che fuoriescono dal c. a.): 3) – son abusivi cinque vani-garages presso il parcheggio ovest, che a sua volta non è realizzato; 4) – via delle Ginestre è per metà incompleta (bitumazione, marciapiedi, illuminazione a norma, come da Convenzione): si tratta di circa 450 metri; la metà bitumata (aggiungerebbe la Convenzione), non è a norma, perché la strada, invece che a dorso d’asino, con due scorrimenti laterali di acque piovane, è orientata da una sola parte, con una gratuita riduzione di costi per l’ex-Lottizzatore, ma con pericoli d’inondazione per gli Abitanti; 5) – strade pedonali non realizzate (vedi tav. 3); 6) – flusso acque nere non converge verso l’impianto comunale di sollevamento (vedi tav. 8); 7) – pozzetti acque chiare in zone fuori dal PdL (vedi tav. 8); 8) – parcheggi vari non realizzati, o fuori dai progetti… V’è da chiedersi se qui a Montebello ci sia una sola opera a norma…

Come dicevamo prima, la necessità di un Tecnico con un profondo back-ground su Montebello, oltre che dalla marea di carte, è determinata dal tentativo dell’ex-Lottizzatore di ridurre a robetta esigua la propria esposizione debitoria.
A quel che si sa, egli punterebbe innanzitutto a farsi “abbonare” la via principale d’accesso al Villaggio, adducendo una “carta”, che gli consentirebbe d’allargare, al suo posto, una strada privata di sua proprietà, con servitù di transito ab immemorabili. Che “affarone” per l’erario! Il Comune rinuncerebbe ad una strada pubblica, ricca di illuminazione a norma, di aree di servizio e di marciapiedi, a favore di una strada privata, che rimane privata, non è illuminata, non ha aree di servizio, non è ceduta né è cedibile al Comune, perché fuori dalla lottizzazione. Demenziale, a dir poco. Da citarsi nei manuali di “regalie” a danno dell’erario. E poi, dove sono il sì della Regione e la Convenzione aggiuntiva, indispensabili perché si cambia Prg e PdL? V’è comunque un documento ufficiale che taglia la testa al toro, ed è firmato congiuntamente dalla srl Atlantica, nella persona del suo legale rappresentate, e dal Comune, nelle persone del segretario generale Alberto Signore e del responsabile urbanistica Vezio Vezzani: si tratta del disegno allegato alla delibera di Consiglio n. 10 del 15 febbraio 2002 sulla proposta Atlantica della nuova sistemazione lotti in via dei Gelsomini, in cui il Comune concesse all’ex-Lottizzatore un’ultima e definitiva proroga di sei mesi per completare le opere d’urbanizzazione a Montebello. Bene. In quel disegno, redatto e firmato dalla Atlantica, appaiono perfettamente sia la strada di PdL non realizzata, sia i parcheggi non realizzati, mentre non appare la strada che si diparte dall’Acquedotto, perché fuori-lottizzazione. Dopo quel 15 febbraio 2002 il Consiglio comunale non s’occuperà mai più di varianti al PdL. Il preteso “scambio”, del resto, non è mai citato nelle narrative dei documenti pubblici e men che meno nei collaudi Fusco-Cavalieri e nel rapporto della Guardia di Finanza, mentre la strada realizzanda appare sul vigente Prg del 2009, approvato dalla Regione: ciò significa che la Regione l’ha confermata. Al dunque: qualora quella “carta” esistesse davvero, sarebbe “carta straccia”. Ed il Comune ha l’obbligo di denunciare alla Procura e alla Corte dei Conti chiunque oggi tenti di “ripescarla”, danneggiando l’erario.

Per concludere. Nessuno può valutare il quantum delle opere inevase e/o non a norma, senza esaminare, insieme alla Convenzione, le 8 tavole ad essa annesse e le loro relative disposizioni: a) – inserimento catastale; b) – rete viaria, parcheggi, ecc.; c) – ripartizione delle aree; c/bis – bis ripartizioni aree; d) – piano lottizzazione e volumetrico; e) – rete idrica; f) – piantumazione; g) – relazione tecnica, norme d’attuazione, relazione finanziaria.

Ciò posto, ecco l’elenco delle opere da realizzare, sulla base, appunto, dei due collaudi, della relazione della Forestale e delle 8 tavole annesse alla Convenzione.
1) – L’intera via principale di accesso al Villaggio, con parcheggi, marciapiedi e illuminazione a norma, da coordinarsi con l’uscita della confinante lottizzazione in costruzione;
2) – Completamento di via delle Ginestre, a dorso d’asino, con marciapiedi e illuminazione a norma;
3) – Rifacimento a dorso d’asino e illuminazione a norma sulla parte asfaltata di via delle Ginestre;
4) – Illuminazione a norma su via delle Rose, con marciapiedi ove passino le carrozzelle dei non-deambulanti;
5) – Completamento della rete di raccolta sia delle acque piovane, sia di quelle fognarie;
6) – Normare i parcheggi Nord ed Est, , che son difformi dai progetti per quote e ubicazione;
7) – Realizzare i previsti camminamenti pedonali;
8) – Piantumazione di 6 ettari di terreno, disboscandoli, e realizzando i giochi per Bimbi e gli impianti sportivi previsti in concessione (vedi tav. 6);
9) – Sistemazione e messa in quota dei chiusini, oggi inaccessibili, perché coperti da vegetazione.
10) – Abbattimento delle orribili e deturpanti centinaia di metri di muri in c. a., privi di concessione e non previsti da nessuna parte, insieme ai 5 “loculi” abusivi, denunciati dalla Forestale

Noi non siamo esperti in materia, ma ad occhio e croce riteniamo che il quantum complessivo superi gli 1,1 milioni di euro, di cui a entrambe le fidejussioni (il Comune farà lodevolmente appello per quella da 100.000 euro, che la Giudice di primo grado ha depennato).
Ovviamente denunceremo alla Procura e alla Corte dei Conti, per danno erariale, chiunque tenti arbitrariamente di “abbonare” qualcosa all’ex-Lottizzatore. Osiamo essere certi che altrettanto farà il Comune, altrimenti s’assumerebbe gravi responsabilità giuridiche.

Il Presidente del Comitato Villaggio Montebello
(Dr. Amedeo Lanucara)

Gen. Feliciano Mancini, vice presidente

Amm. Luigi D’Elia, past president

Dr. Alberto Perra, past president

Sign. Enrico Ricciatti, segretario

Sign. Giorgio Pastori, tesoriere

Sign.ra Francesca Giansanti, componente Direttivo

Sign.ra Giancarla Bonalumi, componente Direttivo

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