LAGONE

Carabiniere ferito, collega spara e uccide aggressore

Carabiniere ferito, collega spara e uccide aggressore
Settembre 21
06:30 2020
Accaduto durante tentativo di furto all’Eur

Sparatoria a Roma nella notte in via Paolo di Dono, nel quartiere Eur durante un tentativo di furto in un palazzo di uffici, dove i carabinieri del Nucleo Radiomobile sono intervenuti nello stabile a chiamati dal portiere dello stabile accanto, che aveva senti voci, rumori e visto la luce di una torcia. I due militari appena entrati nel cortile condominiale, hanno tentato di bloccare un uomo, il quale ha colpito al costato uno dei due carabinieri con un cacciavite.

Immediata la reazione dell’altro militare che ha esploso 2 colpi con la pistola d’ordinanza uno è andato a vuoto, l’altro l’ha colpito facendolo cadere a terra di fronte all’ulivo che adorna il giardino. E’ intervenuta anche un’ambulanza, ma l’uomo, 56 anni, di origine siriana, era morto. Il militare ferito, 31 anni, è stato trasportato all’ospedale Sant’Eugenio, dove è poi stato dimesso con una prognosi di 7 giorni.

Sono intervenuti, oltre ai carabinieri, il pm Corrado Fasanelli, che coordina le indagini del nucleo operativo diretto dal colonnello Michele Roberti. Verso le nove il corpo, dopo essere stato visionato dal medico legale, è stato portato via dalla mortuaria.

Il siriano aveva in tasca un permesso di soggiorno scaduto nel 2010. Attraverso questo i carabinieri sono risaliti alla sua identità e all’ultimo indirizzo di residenza, dalle parti dell’Idroscalo di Ostia. Nell’abitazione non hanno però trovato nessuno, nè il siriano, nè la compagna, di origine elvetica, nè il figlio ventenne. Il siriano aveva precedente per rapina e lesioni risalenti al 2007 e per tentata evasione, con tutta probabilità dai domiciliari, del 2012.

Il quartiere è “sconcertato” per l’accaduto, come affermano molti residenti. “Qui non succede mai nulla” afferma Corrado in giro con la moglie Gigliola. “Stanotte ho sentito un rumore fortissimo, poi le sirene: probabilmente erano i due colpi di pistola, sparati in successione” dice.

“Questo è un quartiere tranquillo, di notte non ci sono furti o quasi” dice Flavia, che abita al civico adiacente a quello della rapina. “D’altra parte è pieno di telecamere, qui c’è la sede dell’Ifad, di Huawei, di altre megaditte molto sorvegliate”. Proprio i filmati delle telecamere, tra cui quelle del cortile interno del civico 149 dove è avvenuta la sparatoria, sono al vaglio degli investigatori per una ricostruzione della dinamica. Il siriano sarebbe entrata dalla rampa posteriore. Avrebbe poi forzato la porta scorrevole di ingresso all’edificio e provata di entrare in diversi uffici: sono stati trovati segni di tentata effrazione su diverse porte.

Qui si trovano gli uffici della Genke, un’azienda tedesca di leasing, Assa Abloy, che vende porte blindate, l’ispettorato sinistri dell’Helvetia Italia Assicurazioni, e la Lending Solution, che offre servizi antifrode e cyber security: cosa era perciò andato a rubare il 56enne?

I carabinieri non hanno visto nessun altro, oltre al siriano: ma il portiere dello stabile accanto afferma di aver “sentito parlare italiano”. Forse l’uomo aveva un palo con cui era in contatto mentre entrava e che l’ha avvertito dell’arrivo dei carabinieri, dilenguandosi subito dopo. Proprio per questo è al vaglio degli investigatori il cellulare trovato addosso al rapinatore: i tabulati potrebbero portare a un eventuale complice.

(La Repubblica)

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