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La Capitale partigiana: A Roma e provincia impennata del tesseramento all’ANPI, e sprint nella costituzione dei nuovi circoli

La Capitale partigiana: A Roma e provincia impennata del tesseramento all’ANPI, e sprint nella costituzione dei nuovi circoli
Luglio 31
04:59 2020

A Roma e provincia impennata del tesseramento e sprint nella costituzione dei nuovi circoli: quattro sono stati fondati solo dalla fine del lockdown, altrettanti saranno fondati nelle prossime settimane

 

L’Anpi provinciale di Roma è in costante crescita, come emerge chiaramente dai dati del tesseramento. In pochi anni gli iscritti sono quasi raddoppiati, passando dai 2.605 del 2018 ai ben 4.550 odierni.

Lo stesso trend di crescita ha interessato il numero delle sezioni, che sono aumentate esponenzialmente per rispondere alla crescente domanda di adesione dei cittadini.

Negli ultimi quattro anni, infatti, sono state fondate ben 24 sezioni, che si sono aggiunte alle 39 già esistenti nei diversi Comuni, Municipi e luoghi di lavoro che formano la Città metropolitana di Roma Capitale.

In questo contesto di crescita, si inserisce per l’Anpi Roma un altro anno di espansione, nonostante le restrizioni imposte dalle norme per il contrasto dell’epidemia a tutte la attività sociali, politiche e aggregative.

Dall’inizio del 2020 sono state fondate cinque sezioni, quattro solo dalla fine del lockdown, ed altre quattro sono sul punto di nascere.

Il presidente del comitato provinciale Anpi Roma e coordinatore Anpi Lazio, Fabrizio De Santis (foto Imagoeconomica)

Fabrizio de Sanctis, presidente del Comitato provinciale Anpi Roma dal 2016, esprime soddisfazione e gratitudine per questi risultati: «Il grazie più grande va al Direttivo, all’organizzazione e a tutte le sezioni, che hanno lavorato e collaborato con abnegazione per permettere una crescita così significativa – ha detto il presidente dei partigiani locali –. Un ringraziamento particolare alle tante nuove sezioni, che hanno permesso una continuativa azione antifascista in tanti quartieri e in tante città dove era assente, che hanno permesso già l’anno scorso di celebrare il 25 aprile in tutte le più grandi città del Lazio e, mettendosi al servizio di tutte le forze antifasciste, hanno rafforzato l’antifascismo in questa fase del nostro paese e non solo l’Anpi. È evidente – ha proseguito De Sanctis – che la scommessa dei partigiani e delle partigiane, che ormai quasi trenta anni fa cominciarono ad accogliere gli antifascisti tra le loro fila, fino alla formalizzazione statutaria del 2006, fu una intuizione coraggiosa e centrata, che ha riscontro nella cittadinanza democratica ed antifascista. Riconoscendo sempre più nella nostra Associazione un punto di riferimento non solo per la memoria storica e l’antifascismo, ma anche per la lotta alle disuguaglianze e la difesa dei principi costituzionali, ogni nuovo iscritto, come ogni nuova Sezione, rafforzano questo cammino di lotta dei partigiani, che dopo la Resistenza proseguì nel corso della vita della Repubblica, dalla sua nascita fino ad oggi e per il domani».

Insomma, secondo De Sanctis gli iscritti crescono così tanto perché riconoscono che la via maestra per uscire dalla crisi in cui sta precipitando il Paese è una, «ovvero l’applicazione finalmente integrale dei principi fondamentali e dei diritti della Costituzione figlia dell’antifascismo, della Resistenza e della Lotta di Liberazione, che ha disegnato per la Repubblica Italiana un percorso di uguaglianza e giustizia sociale, fin qui largamente disatteso. L’alternativa è ormai il naufragio di questo percorso nella disperazione di milioni di nostri concittadini, su cui come allora potrebbe avere facile presa la propaganda dell’estrema destra. La chiave della lotta, oggi come allora, è l’unità nel rispetto dei valori antifascisti. Tutti insieme, ponendoci al servizio dei partiti, dei movimenti, dei sindacati dei lavoratori e delle associazioni antifasciste, lo impediremo. Per questo – conclude – l’Anpi non ha cessato di esistere, ma continua e rilancia il suo impegno culturale e la sua lotta».

Ma quali sono le sezioni nate a Roma in questo difficile inizio di 2020?

La sezione Anpi Testaccio. In piedi, quarto da sinistra dell’ultima fila, il presidente, Marco Quaranta. Seduto al centro, il vicepresidente del comitato provinciale dei partigiani, Valerio Bruni

A febbraio è nata la sezione di Testaccio, storico rione antifascista in cui la Marcia su Roma del 1922 non riuscì ad entrare, che è la terza ad insistere nel territorio I Municipio, quello del Centro Storico.

La sezione, composta alla sua fondazione da 40 iscritti di tutte le età, è guidata dal presidente Marco Quaranta, nipote dello studente Massimo Gizzio, ucciso dai fascisti nel 1944.

 

 

Gli associati della sezione Anpi di Anguillara Sabazia, a destra accosciato il presidente Gianni Lucidi

Il 26 giugno, poche settimane dopo il termine del lockdown, è stata fondata la sezione di Anguillara Sabazia, bellissimo borgo affacciato sul lago di Bracciano. Guidato dal presidente Gianni Lucidi, il nuovo gruppo si è subito messo in moto per organizzare iniziative e portare avanti progetti territoriale sulla storia della Resistenza locale.

 

 

Palestrina, foto di gruppo di alcuni iscritti della neonata sezione dei partigiani con la presidente Chiara Ponzo (la quarta da destra) e accanto il vicepresidente dell’Anpi provinciale capitolino, Valerio Bruni (il terzo da destra)

Poi, in rapida successione, il 3 luglio 60 nuovi iscritti hanno fondato la sezione di Palestrina, svolgendo l’assemblea fondativa presso il Museo della Resistenza e degli XI Martiri eleggendo come presidente la giovane Chiara Ponzo.

Il giorno seguente, 4 luglio, è nata invece la sezione di Guidonia Montecelio, terza città del Lazio per numero di abitanti, che con oltre 120 adesioni ed è tra le più grandi realtà della provincia.

 

 

La sezione Anpi di Guidonia Montecelio. Al centro, dietro la bandiera Anpi, il presidente Luca Brocchi. Accanto, a sinistra della foto, Fabrizio De Sanctis, presidente del comitato provinciale dell’Associazione

Il presidente è Luca Brocchi e a guidare la sezione sono soprattutto giovani che stanno mettendo in campo diversi eventi per promuovere la cultura e la lotta antifascista e per portare alla luce la storia della Resistenza di quei luoghi.

Il 10 luglio è stata poi la volta di Allumiere, storica roccaforte operaia ed antifascista al confine con la provincia di Viterbo, il cui Comune ricevette nel 40° della Liberazione il diploma di socio onorario dell’Anpi firmato da Arrigo Boldrini.

 

 

Allumiere, iscritti e dirigenti della nuova sezione. Accanto alla bandiera, con il fazzoletto dell’Associazione, la presidente Catia Galimberti e il presidente del Comitato provinciale dei partigiani romani, Fabrizio De Sanctis

Catia Galimberti – figlia di Sestio Galimberti, internato nei campi di concentramento nazisti e decorato al Valore Militare – ne è la presidente. Al suo fianco uno splendido gruppo di ragazze e ragazzi che hanno organizzato l’assemblea costitutiva coinvolgendo decine di compagne e compagni.

Le sezioni la cui costituzione è stata già approvata dal Comitato Provinciale, si diceva, sono 4.

Due stanno per nascere in dei luoghi già noti per il loro impegno democratico e antifascista: il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli su Via Ostiense e la sede regionale della Cgil di via Buonarroti.

Gli altri due circoli stanno nascendo in dei punti simbolo della Resistenza romana: Il primo è quello che comprenderà i quartieri Garbatella, Ostiense e San Paolo; il secondo è destinato a nascere nella Casa della Memoria, al centro del Rione Trastevere.

Vi sono inoltre dei comitati promotori in alcuni comuni della Provincia e nella città di Roma che hanno iniziato il percorso per la costituzione di una sezione.

Insomma, in un periodo di crisi economica e politica, mentre le istituzioni faticano persino a sgomberare le occupazioni fasciste di CasaPound, la Roma – e provincia – partigiana è in pieno fermento.

E si sta riorganizzando attorno ai medaglieri dell’Anpi.

Samuele Marcucci

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