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ArcelorMittal, Peacelink chiede indagine al ministro Costa dopo le nuvole di polvere rossa: “Parchi minerali non coperti”

ArcelorMittal, Peacelink chiede indagine al ministro Costa dopo le nuvole di polvere rossa: “Parchi minerali non coperti”
Luglio 06
08:11 2020

“Sembrava impossibile che potesse accadere, una volta coperti i parchi minerali, ma è accaduto”. Il presidente di PeaceLink, Alessandro Marescotti, si rivolge direttamente al ministro dell’Ambiente Sergio Costa per chiedere spiegazioni in merito al sollevamento di varie nuvole di polvere rossa che si sono abbattute sulla città di Taranto il 4 luglio a seguito del passaggio di una “veloce tromba d’aria sull’Ilva”. “Questo dimostra – spiega Marescotti – che la copertura dei parchi minerali non è ancora risolutiva. Le chiediamo di darci una risposta, avviando un’indagine conoscitiva sulle ragioni di quanto è successo ieri”.

Secondo il presidente di PeaceLink non è più possibile dire che l’emergenza dei ‘Wind Day’ che trasportavano le polveri rosse dello stabilimento dell’ex-Ilva in città si sia risolta, anzi:

“Il problema c’è ancora e le metteremo a disposizione tutta la documentazione per smentire l’ottimismo di una narrazione che confligge con la realtà”. Una realtà, secondo Marescotti, in cui “ben sei parchi secondari colmi di polveri industriali non sono stati coperti. Vari chilometri di nastri trasportatori sono scoperti e quelli coperti sono intasati di polveri che non defluiscono”. Il problema sarebbe nel fatto che “ArcelorMittal ha chiesto di non coprire i parchi secondari, quelli in cui si sono originate le nuvole di polvere di ieri”, continua la lettera.

E se la percezione tra gli attivisti è che non ci sia più tempo da perdere, nel frattempo “i tempi della messa a norma sono diventati flessibili al punto da non essere più credibili” dato che, accusa Marescotti, lo Stato sarebbe disposto “a concedere altro tempo purché la multinazionale non vada via”. In attesa di una risposta, PeaceLink ha promosso la costituzione di un Comitato Cittadino con l’obiettivo di conservare a Taranto “tutte le prove delle eventuali inadempienze e negligenze” commesse dallo Stato.

 “È inaccettabile che ancora si ritenga compatibile con la città un tale sito industriale” commenta l’assessore all’Ambiente del Comune di Taranto Annalisa Adamo.

“Le condizioni atmosferiche avverse di sabato 4 luglio hanno messo in evidenza, in maniera clamorosa e inconfutabile, le mancanze del sistema di tenuta dei materiali del ciclo produttivo industriale. Ciò che affermava il sindaco Melucci, in merito all’insufficienza delle coperture dei parchi minerali, ha avuto il riscontro nella giornata di sabato. Mi chiedo – continua l’assessore – perché ancora a Taranto si continuino a somministrare soluzioni inefficaci che prolungano l’agonia di un intero territorio e dei suoi abitanti”.

(Il Fatto Quotidiano)

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