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Vaticano, Barbagallo (Aif): «Scoperchiata la pentola. Ora la fase 2 della trasparenza finanziaria»

Vaticano, Barbagallo (Aif): «Scoperchiata la pentola. Ora la fase 2 della trasparenza finanziaria»
Luglio 04
04:42 2020
In corso una “ispezione generale” allo Ior, la prima dalla riforma
L’ex capo della vigilanza di Bankitalia messo alla testa dell’ente di controllo dopo la bufera dello scandalo sull’immobile di Sloane Avenue

«Il segnale più forte lo ha dato il Papa quando ha detto, alla fine dello scorso novembre, dopo che era stata avviata l’inchiesta tuttora in corso, che la pentola era stata scoperchiata dall’interno. È questo il significato profondo di un grande lavoro di tutta la Santa Sede e delle sue istituzioni, che hanno mostrato la forza di imporre un nuovo corso per la trasparenza e la buona gestione delle risorse».

Carmelo Barbagallo

già funzionario generale della Banca d’Italia alla guida per sette anni dello strategico Dipartimento Vigilanza – da fine novembre 2019 è presidente dell’Aif, l’Autorità di Informazione finanziaria nata nel 2011 per vigilare sui flussi finanziari in funzione antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo, nominato dal Papa in una fase delicata dell’indagine sull’acquisto dell’immobile di Sloane Avenue, una vicenda che ha scosso i Sacri Palazzi e che ha avviato nei fatti una “Fase 2” della complessa riforma delle finanze vaticane, con un ricambio profondo della “dirigenza” e ulteriori nuove regole in arrivo (la centralizzazione dei portafogli) o appena varate (codice degli appalti). L’Aif ha presentato il suo rapporto annuale 2019 – 64 segnalazioni di attività sospette, 15 rapporti al promotore di giustizia, quattro misure preventive e un conto corrente dello Ior per 179mila euro bloccato, numeri stazionari rispetto all’anno precedente, con il movimento di contante transfrontaliero in leggero calo – ma molto è avvenuto in questi primo semestre 2020, tra cui la nomina del direttore e del vice, Giuseppe Schlitzer e Federico Antellini Russo, la conferma dei consiglieri Maria Bianca Farina e Joseph Pillay scaduti a novembre e la nomina di un altro membro, la giurista Antonella Sciarrone Alibrandi.

Presidente, lei è stato nominato dal Papa il giorno dopo la ormai notissima frase sulla “pentola scoperchiata dall’interno”, e subito ha dovuto sbrogliare qualche matassa. L’inchiesta in corso sull’acquisto dell’immobile Sloane Avenue aveva interrotto il rapporto con il “gruppo Egmont”, il network delle intelligence finanziarie mondiali, che ha riavviato.
La questione è stata risolta positivamente. La sospensione è stata rimossa in breve tempo, grazie soprattutto al protocollo d’intesa tra l’Aif e il Promotore di Giustizia (il pm vaticano, ndr). Con questo protocollo abbiamo dato assicurazioni alle nostre controparti internazionali sulla protezione dei documenti, dati e informazioni sensibili, rendendo anche evidente che, nel caso eccezionale di una perquisizione o di un sequestro disposti dall’autorità giudiziaria, l’eventuale sequestro di documentazione e informazioni riservate avverrebbe con modalità coerenti con gli standard di sicurezza delle informazioni di intelligence stabiliti dal circuito Egmont.

Questo sul fronte internazionale. Poi dentro la Santa Sede, dove le questioni finanziarie sembrano restare il cuore di tutti i problemi (è di tre giorni fa l’avvio di una nuova inchiesta sulla Fabbrica di San Pietro, evento su cui l’Autorità non ha competenza, ndr): prima di tutto serve un salto di qualità nella collaborazione interna.
Su questo stiamo lavorando. Del Promotore si è detto; poi sono stati siglati accordi con la Segreteria di Stato e con la Segreteria dell’Economia in materia di vigilanza e controllo anti-riciclaggio e finanziamento del terrorismo, sugli enti senza scopo di lucro con sede nello Stato e sulle diverse entità pubbliche, poi con la Gendarmeria e con il Revisore Generale, tutti accordi che rafforzano e ampliano l’attività di vigilanza, con strumenti efficaci, anche attraverso questionari di auto-valutazione. Per gli enti senza scopo di lucro, l’analisi dei questionari ha consentito di riscontrare un rischio medio-basso. Inoltre lavoriamo sulla formazione per spiegare le procedure e così rafforzare gli anticorpi di questi enti di fronte alle possibili minacce di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. Inoltre, sul fronte della vigilanza prudenziale e su quello dell’antiriciclaggio l’AIF ha in questi giorni approvato due specifiche guide di vigilanza, le cui parti generali verranno a giorni rese pubbliche.

A maggio è stata avviata un’ispezione allo Ior. È un’iniziativa legata “di vigilanza” a qualche evento specifico che deve essere verificato, in particolare relativa all’inchiesta su Londra?
No, nessun fatto specifico. Si tratta di un’ispezione generale, la prima che ha questa caratteristica, essendo estesa all’intero spettro delle competenze dell’Aif in materia di vigilanza prudenziale. Le precedenti ispezioni avevano avuto ambiti specifici anche se molto importanti, come i sistemi di pagamento o l’antiriciclaggio, mentre in questo caso ci sarà uno sguardo d’insieme legato anche all’esigenza per la nuova governance dell’Autorità – presidente, direttore e vice – di ottenere informazioni aggiornate sullo Ior anche al fine di rivolgere eventuali raccomandazioni.

Lo Ior, la cosiddetta “banca vaticana”, è l’unico soggetto vigilato direttamente da qualche anno, prima lo era anche l’Apsa. Eppure la stessa Amministrazione del Patrimonio sta aumentando la sua funzione di “direzione finanziaria” della Santa Sede, come delineato in un incontro del Papa con i capi dicastero. Questo cambierà le cose?
L’Apsa ha una sua funzione di ente strumentale della Santa sede per la gestione della “finanza sovrana”, che non è assimilabile a quella di intermediazione finanziaria tipica dello Ior.

Il 2020 sarà anche l’anno di una modifica dello Statuto dell’Aif, che era già stato rafforzato dal Papa nei suoi poteri nel 2013 con la competenza sulla vigilanza prudenziale, con maggiori poteri al presidente. E cambierà anche nome…
L’idea che abbiamo avanzato è di avere un nuovo statuto a breve e un regolamento interno dell’ente, che è passato in questi primi mesi del 2020 da sei a dodici dipendenti. E proporremo di cambiare il nome in Asif, Autorità di Supervisione e Informazione Finanziaria. Non è un cambiamento solo nominalistico, perché rappresenterebbe entrambe le due “anime” della nostra attività, intelligence e supervisione. Per fare un parallelo con la Banca d’Italia, l’AIF somma, fatte le debite proporzioni, le competenze dell’Uif e quelle della Vigilanza sul sistema finanziario. In questo quadro di rafforzamento dei poteri nascerebbe dentro l’Autorità un ufficio regolamentazione e affari legali. Il nuovo statuto rafforzerebbe i diversi livelli di governance, tra cui quello del presidente nella fase di proposizione delle strategie da attuare d’intesa con il consiglio.

Il 2020 sarà anche l’anno del nuovo giudizio di Moneyval, l’organismo del Consiglio d’Europa che valuta le politiche antiriciclaggio e contro il finanziamento al terrorismo. La precedente ispezione, la prima, fu nel 2012, e allora la Santa Sede fu promossa anche se con qualche rilievo…
Il team di Moneyval è atteso a Città del Vaticano per il 29 settembre. La visita durerà all’incirca due settimane; si tratta di un assessment importante: il precedente era sul quadro normativo, questa volta riguarderà anche l’efficacia dell’azione di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Ci aspettiamo dei suggerimenti ma anche dei riconoscimenti della strada percorsa; un grande lavoro è stato compiuto in questi anni e ora va consolidato, anche con l’aiuto di Moneyval.

Dopo anni di “guerra fredda” con l’Italia a seguito dell’inchiesta della procura di Roma sui bonifici Ior del 2010 – evento che dette il via alla prima riforma delle finanze decisa da Benedetto XVI, da cui nacque l’Aif – nel 2016 fu siglata la pace con accordi sia sul piano fiscale che per lo scambio di informazioni, protocolli complessi su cui lei, da alto dirigente Bankitalia, lavorò direttamente. Ora i rapporti con l’Italia sono normalizzati…
Direi di più, con le autorità italiane abbiamo ottimi rapporti di collaborazione.

(Il Sole24Ore)

 

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