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Pd, Zingaretti: “Alleanza con M5s a Regionali? Dovremmo provarci”. Orlando: “Partito sta cambiando, ma non abbastanza velocemente”

Pd, Zingaretti: “Alleanza con M5s a Regionali? Dovremmo provarci”. Orlando: “Partito sta cambiando, ma non abbastanza velocemente”
giugno 28
05:04 2020

Il segretario dem ha rilanciato il suo appello perché le forze di governo facciano fronte comune contro le destre:

“Dove è possibile almeno proviamo a fare insieme un passo avanti per salvare questo Paese”.

Mentre il suo vice, in collegamento alla festa di Vibo Valentia, ha insistito anche sui temi delle prossime battaglie:

“Basta parlare del Ponte sullo Stretto, sì al 5G”

Dopo che solo quattro giorni fa aveva fatto un appello alle forze di governo per un fronte unito contro le destre, oggi il segretario dem Nicola Zingaretti si è espresso in maniera ancora più esplicita. “Allearsi con il M5s a livello locale? Confermo che decidono le Regioni”, ha detto a margine della Conferenza delle donne democratiche a Roma, “però un’alleanza che governa l’Italia, o che ha l’ambizione di segnare la prossima elezione del presidente della Repubblica, dovrebbe almeno provare a unirsi nelle Regioni, anche perché la destra ha scelto spesso candidature del passato, si è unita riproponendo figure già bocciate dagli elettori. Quindi si può vincere e, lì dove è possibile, almeno proviamo a fare insieme un passo avanti per salvare questo Paese”.

In contemporanea, il vicesegretario Andrea Orlando interveniva in collegamento alla Festa democratica provinciale di Vibo Valentia.

E ha toccato proprio il tema dell’alleanza con i 5 stelle, soprattutto alla luce di quello che aspetta il partito in futuro. “Il fatto di fare un’alleanza con il Movimento 5 stelle è stata una scelta obbligata ma con dei rischi“, ha detto. “Il nostro partito sta cambiando, ma non con la velocità necessaria. Se fossimo innovativi potremmo mettere in tensione i nostri partner. Le difficoltà si combattono con il partito in campo”. Parole molto significative soprattutto alla luce delle discussioni dei giorni scorsi, quando, alcuni dentro il partito (il sindaco di Bergamo Giorgio Gori in primisi) sono arrivati perfino a mettere in discussione la leadership di Zingaretti. Orlando però, sempre durante il suo intervento, ha parlato anche di temi e su quali battaglie il Partito democratico deve concentrare i suoi sforzi. “Nel mezzogiorno dobbiamo parlare di rete e di assunzione dei giovani nella pubblica amministrazione”, ha detto. “Basta parlare del Ponte sullo Stretto, perché prima che si realizzi passerà troppo tempo e noi non ci saremo più, ma la rete con il 5G verrà attivata nei prossimi due anni, e l’essere connessi o meno farà la differenza. In tre mesi potremo fare i collegamenti internet, e questo creerà competizione per le imprese del Sud con quelle del Nord. Ci sono ragazzi iper-qualificati che potrebbero essere assunti nella pubblica amministrazione”.

Intanto oggi, l’assemblea nazione della conferenza delle donne democratiche ha eletto Cecilia D’Elia come portavoce con 97 voti. La sfidante Titti Di Salvo ha ottenuto 32 voti. Cecilia D’Elia è nata a Potenza, è ha ricoperto diversi incarichi nelle istituzioni: ha fatto parte della giunta con Veltroni sindaco ed è stata vice presidente della provincia di Roma con Zingaretti presidente. È tra le fondatrici del movimento femminista ‘Se non ora quando’ e ha dedicato al tema i libri ‘Nina e diritti delle donne’ e, con Giorgia Serughetti, ‘Libere Tutte’. È anche tra le animatrici del blog femministerie, un luogo di incontro, di riflessione e approfondimento delle tematiche femminili

(Il fatto Quotidiano)

 

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