Coronavirus, Fontana: ‘Dal 3 i lombardi saranno liberi di circolare’. Scontro tra Regione e Gimbe

Il presidente Cartabellotta accusa la Regione di fare magheggi sui numeri. ‘False e offensive le parole del presidente Cartabellotta’ secondo una nota del Pirellone. La Lombardia querela la Fondazione

“Sono convinto che dal 3 giugno i lombardi saranno liberi di circolare in tutta Italia”.

Lo ha detto il presidente della Lombardia Attilio Fontana in diretta Facebook spiegando che i dati sono “tutti positivi e in miglioramento”. Per questo crede che “la Lombardia rientrerร  sicuramente nel novero delle regioni che avranno libertร  di movimento”, ha aggiunto.ย “Abbiamo esaminato i dati relativi alla Regione Lombardia che abbiamo inviato all’istituto superiore di sanitร  – ha spiegato Fontana – e abbiamo potuto evidenziare come siano tutti estremamente positivi e tutti in miglioramento rispetto alle precedenti settimane questo vuol dire che la situazione sta sostanzialmente migliorando”. “Credo quindi – ha aggiunto – che in previsione del provvedimento governativo in cui si stabilirร  la riapertura delle singole Regioni, la possibilitร  di circolazione tra le diverse regioni credo che la Lombardia rientrerร  sicuramente nel novero delle regioni che avranno libertร  di movimento”. Il governatore si รจ detto “molto confidente sul provvedimento che verrร  emanato dal governo”. “E sono convinto – ha concluso – che dal 3 i lombardi saranno liberi di circolare in tutta Italia”. Cosรฌ il governatore lombardo risponde indirettamente alla Fondazione Gimbe che aveva posto dei paletti alla riapertura di Lombardia, Piemonte e Liguria

‘Gravissime, offensive e soprattutto non corrispondenti al vero’.

Cosรฌ la Regione Lombardia commenta, in una nota, le parole del presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta che, a Radio 24, parlando della Lombardia, ha sostenuto che ‘si combinano anche magheggi sui numeri’.ย ‘In Lombardia i dati sono pubblicati in modo trasparente. Nessuno, a partire dall’Iss, ha mai messo in dubbio la qualitร  del nostro lavoro. E’ inaccettabile ascoltare simili affermazioni che ci auguriamo siano rettificate da chi le pronunciate’, conclude la nota. Poco dopo la decisione di querelare la Fondazione.ย “Regione Lombardia, attraverso il proprio ufficio legale, ha deciso di presentare una querela contro la fondazione Gimbe e il suo presidente Nino Cartabellotta”: lo comunica in una Nota la Regione Lombardia spiegando che si tratta di “un atto inevitabile, il nostro, dopo quanto affermato dal presidente della fondazione che, parlando dei dati sanitari della Lombardia, ha dichiarato, fra l’altro, che ‘si combinano anche dei magheggi sui numeri'”.ย Si tratta di “accuse intollerabili e prive di ogni fondamento – si legge nella nota – per le quali il presidente di Gimbe dovra’ risponderne personalmente. I nostri dati, come da protocollo condiviso da tutte le Regioni, vengono trasmessi quotidianamente e con la massima trasparenza all’Istituto Superiore Sanita’”.ย 

Durante 24 Mattino Le interviste di Radio 24, alla domanda di Maria Latella e Simone Spetia se in particolare la Lombardia sia tra le Regioni che ‘aggiustano i numeri per paura di essere fermate’, Cartabellotta ha detto: ‘la risposta รจ affermativa, anche perchรจ in Lombardia si sono verificate troppe stranezze negli ultimi tre mesi: soggetti dimessi che venivano comunicati come guariti alla Protezione civile e andavano ad alimentare il cosiddetto silos dei guariti, alternanza e ritardi nella comunicazione e trasmissione dei dati che sarebbe stata giustificata nella prima fase e molto meno ora. Come se ci fosse la necessitร  – ha detto Cartabellotta – di mantenere sotto un certo livello il numero dei casi diagnosticati’.

Secondo un’analisi della Fondazione Gimbe Lombardia, Piemonte e Liguria, non sono pronte, dal punto di vista epidemiologico, alla riapertura tra Regioni di cui si discute per il 3 giugno.

“Le analisi post lockdown della fondazione Gimbe dimostrano che in queste tre Regioni si registra la percentuale piรน elevata di tamponi diagnostici positivi e il maggior incremento di nuovi casi”, si legge in una nota, diffusa dopo l’intervento del presidente del Gimbe Nino Cartabellotta a Radio 24, che ha provocato lo scontro con la Regione Lombardia. La Fondazione Gimbe, per arrivare alle sue conclusioni, ha valutato tre elementi nel periodo 4-27 maggio: percentuale di tamponi diagnostici positivi, tamponi diagnostici per 100mila abitanti, incidenza di nuovi casi per 100mila abitanti. Lombardia, Piemonte, Liguria, Puglia ed Emilia-Romagna risultano superiori alla media nazionale per quanto riguarda la percentuale di tamponi diagnostici positivi, ma anche per l’incidenza di nuovi casi per 100.000 abitanti: rispetto alla media nazionale, la Lombardia ne ha 96, la Liguria 76 e il Piemonte 63. “Il governo – commenta Cartabellotta – a seguito delle valutazioni del Comitato Tecnico-Scientifico si troverร  di fronte a tre possibili scenari: il primo, piรน rischioso, di riaprire la mobilitร  su tutto il territorio nazionale; il secondo, un ragionevole compromesso, di mantenere le limitazioni solo nelle 3 Regioni piรน a rischio, con l’opzione di consentire la mobilitร  tra di esse; il terzo, piรน prudente, di prolungare il blocco totale della mobilitร  interregionale, fatte salve le debite eccezioni attualmente in vigore”.ย Negli ultimi 20 giorni la Lombardia ha avuto il 6% di tamponi diagnostici positivi,ย termine che indica i tamponi fatti per la diagnosi del Sars-Cov-2 ed esclude quelli eseguiti per confermare la guarigione virologica o per la necessitร  di ripetere il test.ย Un numero “particolarmente rilevante”, insieme a quello della Liguria, pari al 5,8%.ย A fronte di una media nazionale del 2,4% di tamponi diagnostici positivi, le altre regioni che ne hanno una percentuale piรน alta della media sono il Piemonte (con il 3,8%), la Puglia (3,7%) e l’Emilia Romagna (2,7%).

Da tempo abbiamo denunciato che la Lombardia comunica in un unico dato dimessi e guariti, e se i guariti sono sovrastimati Rt si abbassa”:

lo afferma il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta dopo la replica della Regione Lombardia alle sue dichiarazioni a Radio 24 sui ‘dati aggiustati’,ย invitando la Regione a rendere disponibile tutti i dati in formato open “come fanno altre Regioni”.ย “Per i dimessi non si conosce il loro status di guarigione clinica o virologica e, come ‘casi attivi’ devono restare in isolamento domiciliare”, dice Cartabellotta. “Oltre alla distorsione del quadro epidemiologico nazionale (la Lombardia in alcune fasi dell’epidemia riportava oltre il 50% dei guariti), l’indice Rt utilizzato dal ministero della Salute, รจ condizionato dai casi chiusi, decessi e guariti. Di conseguenza, se i guariti sono sovrastimati l’Rt si abbassa. A questo va aggiunta – conclude il presidente Gimbe – la mancata disponibilitร  dei decessi su base provinciale e comunale. Infine, รจ impossibile verificare i dati come per altre Regioni visto che non sono disponibili in formato open”.

Dalla Lombardia vediamo una “smania quasi ossessiva nel riaprire perchรฉ รจ il motore economico d’Italia.

Perรฒ la nostra grossa preoccupazione รจ che la Regione Lombardia sarร  quella che uscirร  per ultima da questa tragedia nazionale perchรฉ รจ ovvio che la volontร  politica non รจ quella di dominare l’epidemia, ma di ripartire al piรน presto con tutte le attivitร  e questo non lascia tranquilli”, ha detto il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, a Mattino 24 l’Intervista di Radio 24, con Maria Latella e Simone Spetia. La Lombardia, ha aggiunto, “ha avuto probabilmente una enorme diffusione del contagio prima del caso di Codogno e probabilmente le misure del lockdown dovevano essere piรน rigorose e intensive. Avevamo chiesto ad esempio, la chiusura della Lombardia come successo a Wuhan, perchรฉ quel livello di estensione dei contagi cosรฌ alto non poteva che essere la testimonianza che il virus serpeggiava in modo molto diffuso giร  a febbraio”. Questo, ha concluso il presidente Gimbe, “non รจ stato fatto, sono state prese una serie di non decisioni, come la mancata chiusura di Alzano e Nembro, che ha determinato la diffusione incontrollata nella bergamasca”.

(Ansa)

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