LAGONE

Intervista al neosegretario PD di Trevignano Matteo Marconi.

Intervista al neosegretario PD di Trevignano Matteo Marconi.
aprile 12
10:44 2019
A pochi giorni di distanza dal Congresso, si riesce ad estrapolarne un’analisi esaustiva?
“Penso che il congresso ci abbia mostrato un’immagine inequivocabile. Il popolo del Partito Democratico ha partecipato in massa alle primarie, e questo già costituisce un segnale molto forte di cambiamento. Inoltre la percentuale con la quale ha vinto Nicola Zingaretti ci mostra come il popolo del Pd vuole vedere un nuovo centrosinistra pronto a governare l’Italia. Il modello Lazio che Zingaretti ha proposto con la sua segreteria segna la strada da perseguire per tornare a governare il nostro paese. Un partito unito nelle sue differenze, un campo largo, che parte dalle forze più moderate per arrivare alla sinistra del paese, includendo molta società civile e associazionismo. Questo vuole il popolo del Partito Democratico e verso questo obiettivo si dovrà lavorare su tutti i livelli istituzionali.”
Qual’è il modello di Partito Democratico a cui ti ispiri, o a cui vorresti ispirarti, a tuo parere maggiormente efficace a livello locale?
“Noi a Trevignano viviamo una situazione singolare, infatti abbiamo tesserati Pd sia in maggioranza che in opposizione (come il sottoscritto). Spesso nel partito, come a livello nazionale, si è perso tempo dietro a futili discussioni o a antagonismi personali, tutte caratteristiche che hanno allontanano il popolo del centrosinistra. Secondo me queste primarie però ci offrono la strada da seguire. Zingaretti ha proposto, senza indugi, un modello politico di centrosinistra che partendo dall’unità, include forze più centriste per arrivare alle forze politiche di sinistra. Modello che ha visto il nostro neosegretario vincere in Provincia di Roma e per due volte nella Regione Lazio.  Sia i tesserati che gli elettori di centrosinistra di Trevignano hanno votato in grande maggioranza questo progetto politico; quindi il voto ci impone l’obbligo di lavorare a questo risultato, altrimenti non rispetteremmo il nostro popolo e sarebbe imperdonabile.  In poche parole dobbiamo essere un partito che unito sia antagonista del centrodestra e non funga più, con una parte di esso, da stampella governativa. Il lavoro da affrontare sarà indubbiamente complesso ma le difficoltà, se superate insieme, darebbero vita ad un grande progetto politico e amministrativo per il nostro paese.”
Quale Partito Democratico vorresti alle elezioni europee?
“Lo scenario europeo è molto cambiato da cinque anni a questa parte. Il gesto dell’allora segretario Matteo Renzi di aderire al Pse ci ha dato una dimensione europea ben precisa, una scelta di campo che va onorata e perseguita. Durante le primarie i tre candidati alla segreteria hanno sottoscritto il Manifesto Siamo Europei proposto da Calenda.  Con questa decisione il Pd si pone in un progetto più ampio di alleanze con le forze progressiste del paese. Questo non per distruggere  l’Europa come vogliono i nazionalpopulisti ma per rifondarla.
Di conseguenza il Partito Democratico che vorrei sta prendendo forma. Un partito pronto ad opporsi a tutte quelle forze che essendo incapaci di costruire o migliorare un Europa con i suoi difetti, ma fondamentale per il nostro futuro, preferisce distruggerla facendoci arretrare di trent’anni. ”   
                                                                                                                                                                                                                              B.O.

 

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